giovedì 28 febbraio 2013

MARONI lancia la sfida a Roma


“Fabrizio Carcano”
“La Padania 28.02.2013”

Appena si formerà il Governo di Roma noi siamo pronti a trattare e a porre sul tavolo le nostre richieste. Il Nord ora ha un  governo sta bi le e omogeneo, Roma è un punto di domanda, non si capisce». Da una parte un Nord forte e compatto, con  le sue Regioni unite da una guida comune e da un comune sentire. Dall'altro un Governo centrale debolissimo e al  momento inesistente. Uno stalla che rischia di durare a lungo, come ha fatto notare, nel corso di Mattino 5 – La Telefonata  di Maurizio Belpietro, lo stesso neo Governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, pronto a guidare il fronte  compatto delle regioni del Nord, con Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli che porteranno sui tavoli di Roma tutto il peso  della loro forza economica e produttiva, quando avranno un interlocutore a Roma con cu i confrontarsi. Difficile capire quanto ci vorrà per avere un Esecutivo, forse un mese, forse due, considerando l' intreccio di votazioni per i presidenti dei  due rami parlamentari e quindi per l'elezione del Presidente della Repubblica. Intanto Maroni non perde tempo e indica gli  obiettivi che la macroregione del Nord intende concretizzare: primo fra tutti la realizzazione della richiesta di trattenere  sul proprio territorio il 75% del proprio gettito fiscale.

Tracciata la strada del futuro

“Giacomo Stucchi” 
“La Padania 28.02.2013” 

Abbiamo scalato le montagne, combattuto contro nemici visibili e invisibili, portato avanti una campagna elettorale difficilissima, probabilmente la più complicata di sempre, ma alla fine siamo usciti vittoriosi. Adesso è più facile per tutti comprendere il significato della nostra promessa " Prima il Nord". D'ora i n poi tutti dovranno fare i conti con la Lombardia guidata da Roberto Maroni e il fronte indissolubile del Grande Nord, con Piemonte e Veneto nelle salde man i del Carroccio. Dovrà farlo Bruxelles, dove è già arrivato forte e chiaro l'eco del risultato delle politiche (che certo non ha premiato il rigorismo strangolatore dell'Ue), dovrà farlo Roma dove potrebbe a breve insediarsi uno dei governi più deboli che si ricordino. Siamo felici e orgogliosi. Abbiamo pagato in termini di voti, anche per la rinnovata alleanza con il Pdl che nella base non è stata gradita a tutti. Ma abbiamo conquistato la Lombardia e siamo sicurissimi di aver tracciato la strada del futuro. L'alternativa sarebbe stata l'irrilevanza politica. Il nostro progetto politico, la nostra speranza e insieme il nostro sogno di governare contemporaneamente Lombardia, Piemonte e Veneto, è oggi una realtà.

I VERTICI LEGHISTI: «Siamo indivisibili e potentissimi»


“Simone Girardin”
“La Padania 28.02.2013”

«Se non ci fossero state le elezioni in Lombardia non ci saremmo alleati con il Pdl. Ne è valsa la pena». La sintesi del  segretario della Liga Veneta Lega Nord Flavio Tosi, intervenendo ad una trasmissione televisiva di "Antenna Tre Nord est", fa ben capire l'umore dei leghisti veneti. il patto con il cavaliere ha pesato molto su l voto in Veneto, togliendo forza proprio al Carroccio e indirizzando i consensi verso i grillini. «Se fossimo andati soli - annota ancora il sindaco leghista di Verona - la fase elettorale si sarebbe però rivelata più semplice e non avremmo dovuto tentare di spiegare ai nostri elettori l'alleanza  con Berlusconi». Non è in discussione la leadership di Maroni - fa capire ancora Tosi -, anzi «Maroni - è l'auspicio del sindaco - deve restare segretario». «Ha preso in mano il movimento dopo il caos, è diventato segretario solo nel luglio  dell'anno scorso - ricorda Tosi - La Lega ha bisogno di stabilità e di crescita, se Maroni resta segretario è nell'interesse del  movimento». Mentre sulla possibilità che Bossi si ripresenti candidato alla segreteria, Tosi spiega che «i congressi prevedono che chiunque, raccogliendo un certo numero di firme, possa candidarsi alla segreteria». Quindi è legittimo «che  lo faccia, fermo restando che poi spetta al congresso decidere».

"Formigoni meglio se pensi a Roma" È il consiglio del leghista Salvini


“Andrea Sparaciari”
“metronews.it 28.02.2013”

In regione «Oggi è il giorno dei ringraziamenti ai militanti e agli elettori, per una vittoria che solo tre mesi fa era impensabile». È raggiante Matteo Salvini nel giorno in cui, a urne chiuse, la Lega si gode la presa del Pirellone da parte di Roberto Maroni (42,81% per il segretario leghista, 38,24 Umberto Ambrosoli recita il risultato finale). Ma, a guastare – forse -  i festeggiamenti, ci pensa l’ex Roberto Formigoni, quello che  si era opposto a una candidatura del Carroccio in Lombardia e che da lunedì sera non smette di esternare a voce e via Twitter, rivendicando il merito della vittoria al Pdl. Salvini, come cambierà la Regione “leghista” rispetto a quello “formigoniana”? Manterremo le cose migliori che funzionavano in passato e cambieremo alcune sbavature. Quali per esempio? Metteremo mano ai rimborsi, alle cliniche private, alle infiltrazioni mafiose… “Sbavature” non da poco, che hanno determinato la caduta della giunta Formigoni, il quale però è molto attivo nell’esternare sulla Lombardia… Diciamo che Formigoni è stato eletto per il Parlamento e dovrà occuparsi delle cose del Parlamento… Da domani (oggi, ndr) ci metteremo al lavoro e noi non abbiamo tempo di twittare. Quali saranno i primi provvedimenti? Di promesse ne abbiamo fatte tante, credo che inizieremo dall’abbassamento dei ticket sanitari. Vittoria a parte, dal punto di vista dei voti, per la Lega non è andata benissimo questo turno elettorale... In Lombardia sì, se si calcola anche la Lista Maroni. Ma quella, a detta dello stesso neo presidente, era formata da elettori non leghisti! Sono voti che possono diventare leghisti, governando bene porteremo via elettori a Grillo e anche ad Ambrosoli. 

Un’ancora di salvezza per San Rocco

“Emanuele Dolcini”
“Il Cittadino 28.02.2013”

Cerro L’ex Ipab Golgi Redaelli sta effettuando accertamenti sulla chiesa di San Rocco in Riozzo per «valutare l’esistenza e le caratteristiche di un vincolo del ministero per i Beni culturali». Nel caso in cui il vincolo fosse decisivo l’azienda è disposta a «scorporare il lotto Taveggia Villa dalla vendita in corso di fondi rustici». E comunque, a poche ore dalla chiusura del bando di gara «non ci sono manifestazioni di interesse per l’appezzamento che comprende l’edificio di culto». Per gli altri due? «C’è qualcuno interessato». Ecco il quadro dell’ingarbugliata situazione immobiliare a Riozzo spiegato dalla stessa proprietà, l’ente di antica fondazione con sede in via Olmetto a Milano. Alcuni giorni fa il comune di Cerro e gli ambientalisti di Italia Nostra sono sobbalzati sulla sedia alla lettura dell’avviso d’asta con cui la Golgi Redaelli ha aperto le offerte per tre diversi beni collocati nella borgata. In uno di tali lotti, il maggiore, è incluso anche l’antico oratorio di San Rocco. La chiesa si trova in fondo a via Diaz, nel nucleo più antico del paese, circondata da una vasta corte rurale nella quale l’attività agricola prosegue solo per metà.

Foroni: Solo noi credibili, grazie ai lodigiani che l’hanno capito


“Il Cittadino – lettere &  opinioni 28.02.2013”

Un distacco di oltre 5 punti percentuali rispetto al candidato Ambrosoli, sostenuto da una coalizione composta da Pd e sinistra radicale risultati ottenuti nonostante una campagna elettorale al veleno, costruita solo su insulti e falsità. I cittadini lombardi hanno premiato le nostre proposte che rimangono le uniche credibili rispetto alle altre che si basavano sul nulla. I nostri cittadini lo hanno capito e ci hanno premiato. Per quanto mi riguarda la mia è stata una candidatura proveniente da una richiesta fatta dalla base, la cui vittoria avrebbe portato a una decisione estremamente sofferta e travagliata. È stata una campagna elettorale estremamente difficile, che ho vissuto in mezzo alla gente ascoltando le tantissime difficoltà che i cittadini stanno vivendo il fatto positivo che abbia vinto il Presidente Maroni, permetterà di rafforzare la nostra presenza sul territorio e portare a compimento i nostri programmi che si basano su proposte concrete e innovative. È stata una campagna davvero low-cost, che è stata possibile grazie all’impegno e all’aiuto appassionato dei militanti e degli amici che mi hanno supportato sin dall’inizio.

mercoledì 27 febbraio 2013

MISSIONE COMPIUTA MARONI GOVERNATORE «Adesso costruiamo LA MACROREGIONE»


“Simone Girardin”
“La Padania 27.02.2013”

Ci hanno provato con squallidi metodi da Prima Repubblica come il voto disgiunto dei montiani e dei grillini (hanno imparato in fretta...). Ma anche usando l'arma degli scandali per ferirla. Alla fine la Lega non è stata disarcionata. Vince in Lombardia con Maroni (ottima la performance della lista civica legata al candidato presidente del centrodestra, ben  superiore a quella di Ambrosoli) e sogna, a pieno diritto, la macroregione del Nord. I risultati deludenti di Piemonte e  Veneto non fermano dunque la voglia di autonomia e federalismo sopra il Po. Certo, non c'è più la maggioranza schiacciante dell'ultimo voto (il voto leghista è sempre stato fluttuante), ma i numeri bastano a dire che la Lombardia resta  ben salda nelle mani del centrodestra. Già le prime proiezioni, intorno alle 16, lasciano pochi dubbi sulla vittoria finale del leader leghista. In testa fin dal via come quei purosangue che alla prima frustata non si fermano più. E in una fase storica di sorprese, sul piatto resta quindi la certezza di una Lombardia che crede ancora nel Carroccio e nelle sue idee. Maroni  stappa la prima bottiglia al giro di boa delle schede scrutinate. Sono da poco passate le 20. Con lui i collaboratori più  stretti, amici e colleghi.

Bobo straccia i rivali Pronostici rispettati, male Albertini e M5S


“Andrea Accorsi”
“La Padania 27.02.2013”

Roberto Maroni, come da pronostico, succede a Formigoni, straccia il rivale Umberto Ambrosoli e riesce là dove la Lega non era mai riuscita: governare la Regione dov'è nata e dov'è più radicata, testa e motore di un Paese in crisi irreversibile, e  che ora guarda al fu turo attraverso la grande Macroregione padana. Il Segretario federale della Lega ha vinto in tutti i collegi della regione due, Milano e Mantova. Mentre l'avvocato pescato dal centrosinistra non incanta i lombardi e rimette  nel cassetto i sogni di una nuova "festa di liberazione" gridata in piazza Duomo a Milano. Non convince neppure la  candidata presidente dei grill in i, Silvana Carcano, che raccoglie un dato sensibilmente inferiore rispetto al voto politico (nei tre collegi Lombardi della Camera il Movimento di Beppe Grillo viaggia tra il 18 e il 21%, al Senato sopra il 17%). Male, molto male Gabriele Albertini, che paga sia il tramonto dell'Udc (intorno al misero 1% delle Politiche), sia lo scarso appeal della sua lista civica. Nella sua Milano, l'ex s indaco riscuote appena un punto percentuale in più rispetto al resto della  regione. Fra le liste, spicca il risultato della civica "Maroni presidente", capace di andare in doppia cifra, quinto partito  lombardo a tre punti percentuali dalla Lega, quarta dopo Pd, Pdl e M5S. La somma dei voti della civica maroniana e della Lega raggiunge il 24% del totale, più di quelli ottenuti in Lombardia alle Politiche. Senza contare che in Regione Tremonti con  la sua "3L" faceva corsa a sé.  

I BIG del Carroccio ESULTANO in coro: risultato STORICO


“Andrea Ballarin”
“La Padania 27.02.2013”

Uno dei primi a parlare è un veneto. Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, alle 19 in punto rompe gli indugi e si sbilancia: «Il vantaggio di Roberto Maroni , una volta confermato a fine giornata, è la dimostrazione che la Lega 2.0 ha comunque ottenuto un risultato importante: il governo delle tre Regioni del Nord, la vera locomotiva del Paese». È vero, la forchetta tra il leader del Carroccio e il candidato del centrosinistra Umberto Ambrosoli è piuttosto ampia e lascia spazio a molte certezze oltre alle speranze ma, parca miseria - sussurra più di qualcuno nei corridoi di via Bellerio - meglio essere prudenti, no? Muraro, invece, vince la sfida, le sue parole portano davvero bene e spalancano definitivamente la porta del Pirellone a Maroni perché dalla dichiarazione all'Ansa del presidente trevigiano in poi, la strada verso la conquista della Lombardia - anche se trattenere il fiato è comunque d'obbligo - è una discesa. Il progetto è compiuto: Veneto, Piemonte, Lombardia sono sotto il controllo della Lega.

Maroni vince in Lombardia, Zaia: e da oggi si può pensare alla macroregione


“gazzettino.it 27.02.2013”

VENEZIA - Il presidente del veneto Luca Zaia commenta la vittoria di Roberto Maroni alle regionali della Lombardia: «Nel complimentarmi con Roberto Maroni per l'eccezionale risultato, vorrei sottolineare come l'elezione di Maroni è il vero dato politico di queste elezioni, segna un cambio di marcia nel quadro della politica nazionale». «Solo oggi - ha aggiunto Zaia - si respira il senso di una fine strategia, che è quella della macroregione e che è quella con cui, per la prima volta, al di là delle vesti giuridiche che il progetto assumerà, porta le Regioni del Nord ad essere tutte coalizzate a favore dei nostri territori. Stiamo iniziando a scrivere una pagina di storia importante per i nostri popoli».

Maroni e il modello Cdu: "Appena c'è il governo, pronti a trattare per il Nord"


“rainews24.rai.it 27.02.2013”

Missione compiuta. Il Nord potrà "condizionare le scelte del governo di Roma se come sembra sarà un governo debole. Appena si formerà il nuovo esecutivo saremo pronti a trattare e a porre sul tavolo le nostre richieste". Così il nuovo presidente della Lombardia, Roberto Maroni, a Mattino 5. Il governatore sottolinea come "la differenza  è che il Nord ha un governo stabile e idee chiare". Lega Nord a guida giovane L'esponente leghista si dice anche pronto a lasciare la carica di segretario: "Non faccio un passo indietro ma un passo in avanti - spiega -. Quando ricopro delle cariche istituzionali lo faccio al cento per cento. Per questo la prossima settimana ci sarà un consiglio federale per discutere di questa cosa. Sono pronto a passare la mano a un giovane". Modello Cdu "Noi - aggiunge Maroni - puntiamo a dar vita a qualcosa di nuovo dal punto di vista politico, sul modello bavarese o il modello catalano.

Lotta alle discariche abusive e ai vandali. Il Parco Sud recluta le sentinelle del verde


“Alessandra Zanardi”
“IlGiorno 27.02.2013”

Melegnano - L'OBIETTIVO è combattere discariche abusive e atti vandalici, ma anche vigilare sui progetti urbanistici poco rispettosi dell'ambiente. Lo strumento sono le sentinelle del verde, un gruppo di volontari e attivisti che l'associazione per il Parco agricolo Sud Milano sta cercando di reclutare nei Comuni che si affacciano sul bacino ecologico. Una prima campagna di proselitismo, condotta lungo l'asse della via Emilia, ha già dato i suoi frutti: all'appello hanno risposto venti persone. Ora si  spera d'infoltire la schiera con un battage informativo che interesserà il Sud-ovest Milanese. «La parola d'ordine è: tenere  gli occhi ben aperti - spiega Kisito Prinelli, presidente dell'associazione per il Parco Sud-. Si cercano persone sensibili ai temi dell'ecologia e dell'ambiente, disposte a segnalare agli organismi di tutela, come il nostro, le situazioni di emergenza che  riguardano il polmone verde. Non è solo questione di abusivismo ed eco-vandalismo, due problemi che comunque esistono. Si tratta di vigilare sui piani di governo del territorio e i programmi di recupero che potrebbero rivelarsi invasivi per il bacino». ESTESO per 47mila ettari su oltre 60 Comuni, il parco agricolo Sud Milano è una grande risorsa per l'hinterland metropolitano.

sabato 23 febbraio 2013

Maroni: governare la Lombardia vale mille ministeri a Roma


“Andrea Ballarin”
“La Padania 23.02.2013”

La lunga maratona elettorale di Roberto Maroni, candidato alla guida del Pirellone, si è conclusa a Bergamo, alla Fiera di via Lunga. Una grande festa tra amici ancor prima che un appuntamento elettorale, anticipata dall'affetto caloroso dimostrato  al leader della Lega Nord dai sostenitori di Varese che aveva incontrato qualche ora prima in Corso Matteotti nel cuore  della Città Giardino. Spetta a Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Lombarda, il compito di aprire l'ultimo  appuntamento di campagna elettorale. Il pensiero e il cuore dell'esponente leghista va ai militanti del Carroccio, ai candidati, ai sostenitori e a tutti coloro i quali hanno contribuito al grande lavoro di squadra organizzato a supporto di  Maroni: «Stasera si fa festa -sono state le parole di Salvini – ma domani, per legittima difesa contro le truppe cammellate di sinistra, si va casa per casa a chiedere il voto». Poi il segretario leghista ha suonato la carica: «Siete uno spettacolo,  andiamo a vincere». Il messaggio del presidente federale della Lega, Umberto Bossi, è della stessa intensità emotiva:  «Maroni deve diventare governatore, punto e basta». «Siamo una squadra - ha sottolineato Bossi - si gioca insieme, votiamo tre volte il guerriero e facciamo nascere la tenaglia Bossi-Maroni». Maroni sale su l palco, è standing ovation. «Si chiude stasera - sono state le prime parole del leader del Carroccio - una campagna lunghissima, faticosa ma bellissima per  me e per voi». «Chiudo la campagna elettorale qui a Bergamo ha tenuto a precisare Maroni - per dare un segnale alla  Lombardia, voglio fare pulizia nella Lombardia: camorra 'ndrangheta, un calcio nel culo».

L’importanza di avere un filo diretto

"IlCittadino 22.02.2013"

Cara Concittadina, Caro Concit­tadino di Cerro al Lambro e riozzo, In vista delle prossime elezioni re­gionali è fondamentale, per il bene anche del nostro Comune e per tutti noi, dare la fiducia al nostro candi­dato alla presidenza della Regione Lombardia Roberto Maroni. Importante è anche, oltre alla vitto­ria di Maroni, avere un «filo diret­to» con il Consiglio Regionale. Que­sto è possibile soltanto indicando nella scheda per le elezioni regiona­li (scheda verde) una preferenza. La preferenza che io, in prima per­sona, consiglio è: Jari Colla. Jari è un ragazzo di 37 anni, già Consigliere negli anni passati, che ha lavorato sodo per la Nostra Re­gione e per tutti gli Enti Locali. Avere un Consigliere Regionale co­me Jari è fondamentale per il lavoro del Consiglio Comunale. Spesso questa maggioranza, Insie­me per Cerro al Lambro appoggiata dal PD, lamenta il fatto che la Regio­ne non ascolta gli Enti Locali, come il nostro Comune, incolpando il Consiglio Regionale di non mante­nere le promesse o muoversi sem­pre in ritardo.

La LOMBARDIA di Maroni: 5 MILIONI ai GENITORI separati


“Paolo Guido Bassi”
“La Padania 23.02.2013”

La chiusura della campagna elettorale di Roberto Maroni a Milano è stata nel segno della concretezza. Così come era iniziata: poco politichese, molte proposte per il governo della Lombardia. Come quelle di cu i si è discusso ieri al " Maroni point" di Corso Buenos Aires nell'incontro con l'associazione "Mamme e papà separati onlus", che Matteo Salvini ha definito «un pezzo di società civile "vera ". Non di quella che si leva la giacchetta politica solo durante il periodo elettorale  per far fare bella figura a questo o quel partito». Gianluigi Lussana, presidente nazionale dell'associazione, ha confermato: «Noi non siamo politici, ma abbiamo trovato nella Lega grande attenzione ai nostri problemi. Maroni è una brava persona  e siamo sicuri che la sua Lombardia sarà anche quella dei genitori separati e divorziati». Una collaborazione che parte da lontano è che è stata capace di fare sintesi anche fra le numerose sigle delle realtà che si occupano dei problemi delle  famiglie in crisi. Nella lista Maroni presidente infatti ci sono quattro candidato espressione di quel mondo: Umberto Vaghi  e Antonio Saggese nel collegio di Milano, Silvia Raimondi in quello di Bergamo e Domenico Fumagalli in quello di Lecco.

Il popolo leghista ci crede: vinciamo e scriviamo la storia


“Simone Girardin”
“La Padania 23.02.2013”

Il denominatore comune di tutti suona quasi come un ritornello: qualsiasi sarà il responso del le urne «La Lega non morirà. Mai. Le idee sono più forti delle persone». «Secondo me - spiega con lucidità Giovanni da Verona - resta un problema di fondo: prima di fare la Padania bisogna iniziare seriamente a fare i padani. Chi vota deve capire che il Carroccio è e resta l'unico partito con a cuore la questione settentrionale». Tradotto: lavoro, fisco, famiglia, welfare. È proprio nelle sfumature, anche quelle più piccole e a volte insignificanti, che si coglie il particolare momento leghista: la caduta del governo, poi quello del Pirellone, l'opposizione durissima a Monti, le inchieste, il cambio al vertice del movimento fino al nuovo patto col Cavaliere. Un anno lungo e intenso che tra poche ore vivrà il suo momento decisivo. Tra i militanti non ci sono toni da dramma greco. Che la Lega sia a una svolta, forse più elettorale e morale che programmatica, lo si è capito da mesi. Semmai il nodo, quello vero, restano gli umori degli stessi cittadini-elettori in una cornice politica instabile quanto il clima di questi giorni. Nella sostanza intima delle cose tutti sono ampiamente d'accordo di come le inchieste giudiziarie abbiano in parte arginato la forza leghista con un'erosione di voti che solo il voto di domani e lunedì potrà quantificare. Pochi, pochissimi quelli che vedono nell'azione congiunta di pm, insieme a certa stampa radical chic, un complotto al cuore del Nord e della Lega. Sono quelli che sussurrano: «In fondo abbiamo sbagliato noi.

Roberto Maroni, la Lega e la scommessa macro-regionale


“euronews.com 23.02.2013”

Roberto Maroni punta alla regione più ricca e popolosa d’Italia, punta ad unirla alle due già governate dalla Lega Nord, guarda a Milano e non a Roma. Per varie ragioni, però, le elezioni regionali in Lombardia sono divenute cruciali e proprio gli elettori lombardi potrebbero determinare gli equilibri al Senato. Alla base della Lega è toccato digerire prima gli scandali che hanno portato al cambio di leadership, con il Congresso del luglio scorso che si chiudeva con il passaggio delle consegne da Bossi a Maroni; poi l’alleanza con Berlusconi. Berlusconi che aveva appoggiato Monti mentre la Lega stava all’opposizione, un’alleanza da non fare ma che poi è stata fatta. Al Nord non si può fare nulla senza la Lega, ma la Lega da sola non vince: Maroni e Berlusconi sono alleati ma non troppo, e tutto va bene finché ciascuno ha la sua dimensione. Condizione dell’alleanza era che Berlusconi non aspirasse a Palazzo Chigi, ma l’ottica di Berlusconi è comunque quella del governo. Maroni si limita alla Regione, ma è davvero un limite? “Fare il governatore della Lombardia è più importante che fare mille volte il ministro. E lo dico io perché l’ho fatto per tre volte.” “Non mi candido a Roma, non voglio facili paracadute pur potendoli avere, perché ci credo, perché credo che questa sia la decisione giusta per me e per la Lega, perché sono un convinto federalista che antepone il territorio, la Lombardia, a qualunque altra cosa.” Il sistema elettorale per il Senato dice che i voti vanno contati a livello regionale: i lombardi votano contemporaneamente per la Regione e per il Parlamento, e l’eventuale vittoria di Maroni nella popolosa Lombardia potrebbe determinare l’assenza di una maggioranza al Senato.

"Non lasceremo la Lombardia in balia di centri sociali e Cgil"


“IlGiornale.it 23.02.2013”

Roberto Maroni, qual è la prima cosa che intende fare se diventerà presidente della Regione Lombardia? «Cancellare la legge regionale che consente ai consiglieri di ottenere il rimborso. Il principio è che tutte le spese vanno contenute nelle indennità che i consiglieri ricevono per la propria funzione. Questa legge ha determinato gli scandali che conosciamo». E la seconda? «Procedere, insieme agli altri governatori del Nord, alla Macroregione, che mette in comune i servizi eliminando le diversità nelle procedure di autorizzazione, nei sistemi sanitari, nelle regole. Così si crea una massa critica in grado di condizionare Roma e Bruxelles». Questa falange leghista non rischia di spaventare gli elettori moderati? «Non è una falange leghista, sono governatori delle regioni sostenuti dalle maggioranze di coalizione che li hanno eletti. Non è un progetto della Lega ma di tutta la coalizione, sottoscritto nero su bianco dal Pdl». E se perde? «Non prendo neppure in considerazione l'ipotesi. Non possiamo consegnare la Lombardia, la prima regione d'Italia, alla sinistra di Vendola, dei centri sociali e della Cgil». Ambrosoli è della sinistra radicale? «Non governerebbe Ambrosoli ma la Cgil. Ambrosoli non ne ha la capacità né l'esperienza. Non ha mai fatto neppure il consigliere comunale! Con me è diverso, io ho la serietà e la capacità, già dimostrate al governo a Roma, per guidare la macchina in corsa che è la Lombardia». Teme di più Ambrosoli o il terzo  incomodo Albertini? «Non temo niente, sono tranquillo e fiducioso.

venerdì 22 febbraio 2013

Maroni: sarò GARANTE di sicurezza, legalità e TRASPARENZA


“Andrea Ballarin”
“La Padania 23.02.2013”

In una campagna elettorale alle battute finali, nella quale, ormai, è difficile distinguere il vero dal verosimile, i titoli accademici reali da quelli falsi, le firme regolari da quelle irregolari, che ha consacrato come personaggio tra i pochi veramente attendibili il solo Mago Zurlì, le uniche garanzie di un certo spessore politico vengono assicurate da Roberto Maroni, leader del Carroccio e candidato alla guida dal Pirellone. Ha impiegato poco a darne dimostrazione anche ieri in Corso Buenos Aires, a Milano, durante l' incontro con una delegazione dei medici di famiglia e dei medici insegnanti dell'Università Statale di Milano. Si parlava, ovviamente, di sanità lombarda, al di là delle polemiche sterili sollevate in mattinata dal candidato Pd Umberto Ambrosoli (incurante delle pesanti inchieste su Filippo Penati, ex vicepresidente democrat di Regione Lombardia e braccio destro di Pierluigi Bersani). Una domanda apparentemente scomoda («Da governatore cambierà il sistema di nomina dei vertici sanitari?») ha dato modo a Maroni di confermare il principio che ispira il suo modo di intendere la politica e la cosa pubblica: «In una scala da uno a dieci - ha spiegato il leader della Lega Nord - l'appartenenza politica per me vale zero, mentre i meriti valgono dieci.

Virata di Ambrosoli che si legge il programma: sì alla Macroregione


“Igor Iezzi”
“La Padania 22.02.2013”

Siamo alle solite. La sinistra e la sua doppia morale non cambiano mai. Se la Macroregione viene proposta da Maroni è un attentato all'unità nazionale portato da un cavernicolo che vive in un recinto. Se, dopo averla definita una farsa, lo stesso Ambrosoli la sposa come progetto in caso di vittoria diviene un'idea europeista che guarda ad un futuro radioso. Il candidato governatore della Lombardia per il Pd, la lista di lngroia e Sei, ha fatto su l tema una retromarcia a 180 gradi. Dopo aver polemizzato con Maroni, definendo il progetto della macroregione «Una farsa» che porta alla secessione, ha dovuto constatare che nel suo programma (evidentemente non scritto da lui) era presente. E' necessario una virata, avranno pensato i suoi collaboratori. Allora ecco servita la soluzione della doppia morale. La nostra macroregione è bella, la vostra fa schifo. «Mentre si blatera di macroregione padana noi guardiamo all'Europa» ha detto ieri un Ambrosoli in difficoltà. «Noi - ha sottolineato - siamo contrari all'idea di chiuderci nel microcosmo dell'alleanza leghista». Un microcosmo «totalmente diverso dalle nostre idee dal punto di vista sostanziale». «Noi non diciamo che dobbiamo avere  una moneta nostra, come sostiene la Lega, e non diciamo neppure che l'Europa ha determinato la crisi. Noi - ha aggiunto - prendiamo strutture già esistenti, come i quattro motori d'Europa, senza creare nuove tecnocrazie burocratiche per la spartizione di poltrone». Ambrosoli, in un colpo solo, mostra di non conoscere l'Europa, con le sue monete complementari diffuse nelle regioni tedesche e francesi e le sue leggi che prevedono forme di cooperazione proprio attraverso le  macroregioni o euroregioni.

Maroni da Affaritaliani.it: "Da Ambrosoli s…..ate. Io l'unico che può governare"


“affarItaliani.it 22.02.2013”

Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, candidato alla presidenza della Regione Lombardia, durante la diretta online dalla redazione di Affaritaliani.it, intervistato dal direttore Angelo Maria Perrino e dai redattori, ha spiegato perché la sua proposta è la migliore per la Lombardia: "Io sono un pilota esperto. Ambrosoli non ha mai fatto neppure il consigliere comunale. La sanità? E' un'eccellenza, anche se ci sono stati scandali e deviazioni. Per i contributi ai privati mi farò affiancare da un'autorità esterna e indipendente dai partiti". Poi a una domanda su quanto ha speso per la campagna elettorale spiega: "Ambrosoli disse stronzate parlando di milioni. Siamo sotto al milione, praticamente facciamo solo i manifesti. Sono balle, come quelle di Giannino". La laurea? "Io ce l'ho. Però confesso che non ho partecipato allo Zecchino d'Oro". L'imitazione di Crozza: "Mi piace ma ha un errore clamoroso. Mi mette gli occhiali rossi, mentre i miei sono rossoneri. Altrimenti stravolge la mia personalità" IL SUNTO DELL'INTERVISTA Roberto Maroni, qual è la sua esperienza più bella di governo? L'ultima volta come Ministro dell'Interno: beh, del resto Maroni e Manganelli insieme fanno bene... Lei ha anche riformato le pensioni. Sì, poi è arrivato Prodi e ha levato tutto. Ma con la mia riforma il sistema previdenziale sarebbe stato in equilibrio. La riforma Fornero è stata un baratro che ha creato il problema degli esodati. Ambrosoli, nella sua diretta ad Affaritaliani.it, ha detto di lei che non si è accordo della mafia al Nord. Io non parlo mai male dei miei avversari.

Maroni “sono serio, onesto e ho una laurea vera….”


“lecconotizie.com 22.02.2013”

LECCO – “Come si combatte la corruzione? Eleggendo alla Regione Lombardia uno come me. Io sono una persona seria, ho una laurea vera e non ho mai partecipato allo Zecchino d’Oro (riferendosi a Oscar Giannino, ndr), inoltre non ho mai raccolto firme false (riferendosi a Gabriele Albertini, ndr). I lombardi hanno bisogno di persone serie che non millantano e che rispettano le regole. I grandi moralizzatori come Giannino e Albertini si è visto che fine fanno. Io sono una persona seria e garantisco che con me alla Regione il malaffare verrà cacciato a calci nel sedere”. Così Roberto Maroni candidato alla presidenza della Regione Lombardia per la Lega ieri sera a Lecco, subito dopo aver varcato l’ingresso di sala Don Ticozzi in un’intervista televisiva lampo, prima dell’incontro organizzato dal giornale Tempi. Pungolato sul caso rimborsi che ha coinvolto anche uomini della Lega, uno su tutti Stefano Galli, l’ex ministro ha risposto: “Anche la sinistra è rimasta coinvolta, ci sono state le nutelle, i Penati… ma con me al governo della Regione queste cose non succederanno più. La garanzia la dò io, grazie alla mia storia personale e all’esperienza acquisita in qualità di ministro dell’Interno quando ho fatto ‘un mazzo così’ alla criminalità organizzata. Di fronte ai trafficantini di periferia non mi faccio impressionare”.

“Casaleggio incontra Prodi per Grillo”


“giornalettismo 22.02.2013”

Libero apre con il botto, stamattina: “Grillo inciucia con Prodi”. E nel sommario parla di “Mortadella” che si è incontrato “in segreto con Casaleggio”. La notizia però non è di Libero: è ripresa dal Messaggero, che l’ha scritta ieri: Raccontava – non smentito – il Messaggero di ieri che nei giorni scorsi Prodi in persona si è recato in visita da Gianroberto Casaleggio, personaggio decisivo per la definizione delle venture strategie parlamentari grilline. Su cosa si siano detti i due, ufficialmente non si nulla, ma da ciò che trapela si è discusso proprio del Quirinale, e l’incontro si sarebbe concluso con l’impegno di Casaleggio a valutare l’appoggio al Professore. Gli archivisti sventolano un precedente: Un ritaglio di giornale dell’8 giugno del 2006. C’è scritto che un premier di nome Romano Prodi aveva ricevuto a palazzo Chigi un comico di nome Beppe Grillo, che stava iniziando a guadagnarsi un certo seguito nelle nuove vesti di agitatore politico del web. Grillo si presentò con un papello dal titolo «Le primarie dei cittadini», zeppo di proposte elaborate da quelli che sarebbero diventati i pionieri del Movimento cinque stelle. Prodi ascoltò, lesse e prese nota:«Che bel programma», disse alla fine, «sembra il nostro».

DA BERGAMO PARTE LA NUOVA LOMBARDIA


“Simone Girardin”
“La Padania 22.02.2013”

Sarà la fiera di Bergamo, dove si è tenuta l'ormai famosa «notte delle scope», l'ultima tappa questa sera, della campagna elettorale di Roberto Maroni, numero uno del Carroccio e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia. Un luogo simbolico, che ha dato il via al nuovo corso leghista sotto la guida dell' ex ministro dell'Interno oggi in  corsa per il dopo Formigoni. Un'avventura fino a qui ricca di appuntamenti, incontri, piazze piene di gente. Un cammino  «lungo, faticoso e bello» spiegava giorni fa lo stesso Maroni. E ora la macchina organizzativa leghista, o meglio orobica, è pronta per la serata conclusiva. Si parte «dalle 19 alla fiera di via Lunga e si va avanti fino a che ne avremo ... » fa sapere  Daniele Belotti, bergamasco doc, leghista duro e puro ma soprattutto organizzatore instancabile dell'evento di questa  sera. Sarà «una grande festa» annuncia Be lotti accompagnata da musica e cabaret. E un video di sei minuti a cui sta  lavorando Telepadania che racchiuderà i momenti campagna elettorale leghista. Ma non mancheranno nemmeno «pane e  salame», anticipa ancora l'ex assessore regionale bergamasco.

giovedì 21 febbraio 2013

Maroni parla ai grillini e agli orfani di Giannino: «Il VOTO UTILE è per me»


“Andrea Ballarin”
“La Padania 21.02.2013”

Quando si laurea? A luglio? Le do il mio numero, la mia mail , se divento governatore ci sentiamo e concordiamo le modalità di start-up dell'impresa». La giornata politica di Roberto Maroni inizia ben prima dell'incontro con gli studenti universitari della Bicocca di Milano, ma lo scambio di battute tra un laureando aspirante imprenditore e il segretario del Carroccio è significativo. Maroni mentre parla alla Bicocca anticipa le strategie anticrisi per le nuove generazioni, sostiene che la Regione da lui guidata impegnerà il 3% del Pii lombardo per ricerca e innovazione e che 50 milioni di euro saranno subito assegnati ai giovani talenti in grado di proporre progetti concreti, «soldi veri – dice Maroni - per idee che abbiano un contenuto economico». E allo studente che, non ancora del tutto con vinto, chiede conto della concretezza della proposta, il leader leghista propone lo scambio di contatti. Detto, fatto, si risentiranno dopo la tesi. Notizia di giornata, i titoli accademici patacca di Oscar Giannino: Maroni di fronte agli studenti si lascia andare a una battuta, «ho una vera laurea in giurisprudenza», dice sorridendo e, a margine dell'incontro, non può evitare di commentare la vicenda: «Io mi vergognerei da morire, è stato una grossa delusione».

«Il 75% delle tasse al Nord? LEGITTIMA DIFESA»


“Simone Boiocchi”
“La Padania 21.02.2013”

Più che una lunga giornata, quella che ieri ha portato il governatore del Veneto ad "attraversare" l'Emilia, sembrava una partita a flipper dove l'ex ministro dell'Agricoltura giocava il ruolo della pallina. Eppure, tra una corsa e l'altra, tra una  conferenza, un incontro pubblico e un appuntamento con i giornalisti, Luca, come lo chiamano affettuosamente tutti i militanti, non ha mai lesinato abbracci, strette di mano, foto ricordo e autografi. «Chi tarocca il cibo – ha esordito Luca Zaia  a Ziano Piacentino, nella prima tappa del suo tour emiliano - è un delinquente. Punto e basta. Per questo bisogna inasprire le pene». «Dobbiamo evitare che si avvelenino i cittadini e che l'alimentazione diventi il primo pericolo per la loro salute»,  ha spiegato il Governatore del Veneto. E sulla proposta avanzata da alcune associazioni agricole di istituire un ministero all'agroalimentare, Zaia ha provocatoriamente ribattuto: «Penso che i ministeri dovrebbero chiuderli tutti e dare le  competenze alle regioni, che hanno dimostrato di essere molto più efficienti». Spazio anche per una battuta di commento  sulla procedura di infrazione avviata dall'Ue nei confronti dell'Italia per la gestione della partita nitrati. «Un insulto alla pubblica decenza - ha contestata il governatore del Carroccio -

l dubbi sul partito del comico genovese: come si comporteranno in Aula? Si contamineranno subito?


“Simone Girardin”
“La Padania 21.02.2013”

Senza vergogna direbbe qualcuno. Di sicuro farà discutere in questi ultimi giorni di campagna elettorale le aperture di Bersani e Monti a Grillo. Lui, il comico genovese prestato alla politica, non li ha mai risparmiati nei suoi comizi in giro per il Paese. Il leader del Pd e il professore sono i suoi due bersagli preferiti insieme a Berlusconi («il nano»). Eppure il lavoro di mandibola di Grillo si può anche mandare giù davanti ai numeri, dentro le urne, che rischia di avere. E allora ecco che il  premier e numero uno di Scelta Civica, sogna un comico genovese a ministro tecnico: «Quello delle piazze è un  importantissimo serbatoio che Grillo riempie anche con funzione utile di segnalazione di rabbia e insoddisfazione per la  politica tradizionale; ma è una protesta da cui è difficile vedere emergere una proposta. Grillo - annota però Monti -  potrebbe essere un ministro tecnico, i suoi candidati non so va Iuta re che tipo di approccio di governo possano avere, ma la forza di Grillo sono gli elettori che lo voterebbero e quelle energie è fondamenta le non snobbarle ma convogliarle». Se  non fosse vero, potrebbe suonare come una barzelletta. Ma è tutto nero su bianco. Tutto vidimato. Sono le parole di un  premier che vuole a tutti i costi tornare a fare il presidente del Consiglio. Probabilmente ci riuscirà, grazie all'inciucio con Bersani, qualche caramella ai seguaci di Grillo e a un 10 per cento (queste le ultime proiezioni) della Lista che porta il suo  nome. Sì, è vero, poi nelle sue giravolte quotidiane Monti tenta la marcia indietro («Non è stato provato finora ma credo sia difficile governare con lui, Grillo ndr). Ma è ormai chiaro come sia Monti che Bersani lo stiano tirando per la giacchetta. Soprattutto il leader del Pd.

Bossi rilancia Lega e Maroni


“Thomas Bendinelli”
“corriere.it 21.02.2013”

«La Lega non ti abbandona», «Tratteniamo il 75% delle tasse al Nord». I due slogan sui manifesti e i due volti di Umberto Bossi e Roberto Maroni accolgono i militanti e i quadri locali di partito nel Ridotto della Camera di Commercio: in tutto un centinaio di persone, forse meno, per salutare la tappa bresciana del tour elettorale di Umberto Bossi. Il leader di sempre del partito non si tira indietro, riempie la sala con un «Padania libera!» e spiega il concetto, la battaglia per la vita della Lega: «Dobbiamo stringere a tenaglia Roma: Maroni in Lombardia, io in parlamento». Al giornalista che chiede lumi sul futuro della Lega, risponde: «il nuovo segretario della Lega è Maroni, poi vediamo come vanno le cose». Nel ridotto, a scanso di equivoci, azzera i possibili malumori: «Non ci sono voti disgiunti e stupidaggini del genere: il voto è per la Lega e basta, che è una squadra unita ed è fatta di gente comune che lavora». Rivendica il passo indietro che ha fatto: «L'attacco alla Lega sarebbe continuato, volevano la mia testa». Ironizza sulla magistratura: «Siamo proprio sfortunati, mai un'intercettazione che riguardi la sinistra». Attacca «il professore Monti, lo scienziato della politica»: che ha strangolato l'economia del Paese, messo in ginocchio l'area più produttiva d'Europa e che, «insieme alla Fornero e Bersani, ha aumentato l'età pensionabile e creato il problema degli esodati». «Ma ci vuole rispetto per i lavoratori, e su questo dovremo intervenire subito». Ammicca all'amico Berlusconi, «uno che di solito le promesse le mantiene e che ha avuto un vero colpo di genio con la restituzione dell'Imu»: una cosa che si può fare, che ridarebbe un po' di soldi nelle mani degli italiani e farebbe ripartire consumi e produzione.

Elezioni 2013, Maroni: “Scouting tra i Cinque Stelle? E’ compravendita di voti”


“ilfattoquotidiano.it 21.02.2013”

Bersani dice di voler fare “scouting di grillini”. Maroni risponde che è una “compravendita di voti e di parlamentari”: “Mi pare – dice – una cosa moralmente illecita e da condannare”. Piuttosto il segretario della Lega e candidato presidente della Lombardia fa un appello agli elettori “non solo” di Fare per fermare il declino, dopo il caso Giannino, ma “anche a quelli di Grillo”. “Penso che in Lombardia – ha aggiunto – tutti i lombardi dovrebbero votare chi può governare questa regione e può riportarla in testa alle classifiche”. Votare, ha concluso Maroni, “chi ha dimostrato esperienza di governo, come il sottoscritto”. Maroni oggi tra l’altro ha difeso Berlusconi sulla vicenda della lettera spedita a casa degli italiani del finto rimborso dell’Imu (“Una normale iniziativa elettorale”) e ha riproposto un grande classico, cioè l’abolizione delle Province. Il segretario del Carroccio assicura che il partito è d’accordo, anche se questo era già stato promesso dal programma elettorale del centrodestra nel 2008 e poi non se n’è mai fatto niente, anche e soprattutto per le resistenze della Lega Nord.

Zaia: “Il problema è l’Italia dalle due velocità”


“Anja Rossi”
“estense.com 21.02.2013”

È stato un giro per le città dell’Emilia Romagna quello di ieri per Luca Zaia, in arrivo a Ferrara nel pomeriggio presso la Camera di Commercio per presentare il programma della Lega Nord riassunto nella frase “prima il Nord!”. Presenti anche Fabio Bergamini e Debora Grechi in lista per la Camera e Giovanni Cavicchi per il Senato. Dopo una prima spiegazione su ciò che accaduto in Carinzia – dove Zaia è stato eletto presidente dell'euroregione che comprende il Friuli, il Veneto, l’austriaca Carinzia e la Slovenia e che come spiega egli stesso “non riprende altro che il modello dei cantoni svizzeri” – il governatore del Veneto entra nel vivo della campagna elettorale. Per quanto riguarda l’Imu “prima si chiamava Ici e dunque in coerenza con quanto già da noi fatto, cancelleremo anche l’Imu perché i 28 miliardi di euro che siamo riusciti a tenere al nord sono molti di più dei 4 tirati su con questa tassa. Il problema è applicare questo risparmio in tutta Italia perché se potessimo applicare in tutta la penisola ciò che è già realtà in Emilia Romagna o in Veneto riusciremmo a risanare i conti e i 28 miliardi di euro risparmiati ne sono la conferma, per questo abbiamo aderito alla macroregione”.

mercoledì 20 febbraio 2013

SONO TERRORIZZATI Finmeccanica, MARONI denuncia: falsificazione sistematica, cercano di condizionare il VOTO


“Igor Iezzi”
“La Padania 20.02.2013”

Alla fine doveva succedere. Come sempre, in questo sgangherato Paese, sono scesi in campo i magistrati e i giornali dei poteri forti. Pronti a condizionare la campagna elettorale, con il chiaro intento di influenzare i cittadini e magari decidere l'esito del voto, con le loro falsità e le loro strumentalizzazioni. Nel mirino, ancora una volta la Lega Nord. La candidatura  di Roberto Maroni alla presidenza della Lombardia fa paura a chi vorrebbe continuare a prendersi i quattrini dei lombardi. Bisogna fermarlo, si sono detti. E subito è entrata in azione la macchina del fango, rispolverando anche vecchie vicende  come Finmeccanica che erano già state abbondantemente chiuse dalla stessa magistratura. Perché infondate, inesistenti, insussistenti. Ma anche se i magistrati hanno messo la parola fine sul la vicenda i media vanno avanti, come degli schiacciasassi immuni dal dovere di raccontare la verità. Così sulla vicenda dell'arresto di Giuseppe Orsi, presidente di  Finmeccanica, per un caso di corruzione internazionale, viene tirata in ballo la Lega, alcuni dei suoi massimi dirigenti e il  suo segretario Roberto Maroni. Che, per i poteri forti che vivono alle spalle dei lombardi, deve aver commesso un errore imperdonabile: quello di voler liberare la Lombardia. Avanguardie del nuovo attacco al Carroccio sono il Corriere della Sera  e la Repubblica . Addirittura il foglio di via Solferino mette in prima pagina un titolo diffamante:

«DALLA LOMBARDIA ALLA MACROREGIONE E AL NUOVO FEDERALISMO»


“Giovanni Polli”
“La Padania 20.02.2013”

Roberto Maroni è chiaro: tutto il gioco è rivolto alle elezioni regionali lombarde. Rispondendo alle domande dell'Ansa Forum, ieri il segretario del Carroccio candidato al Pirellone ha spiegato ancora una volta i contorni del progetto della  Macroregione del Nord. Un progetto che dovrà partire dal basso, dalle singole regioni italiane che dovranno diventare protagoniste della messa a punto di un nuovo federalismo creando anche una nuova partnership tra Nord e Sud del Paese. Maroni, a questo proposito, ribadisce che il suo modello rimane lo Statuto dell'autonomia siciliana, anche se è sempre  rimasto sulla carta e mai applicato in pratica. Il segretario è tornato però anche a parlare del percorso politico che ha  portato la Lega a scegliere di nuovo l'alleanza con il Pdl: è «l'unica possibilità – spiega - che ci consente di vincere in  Lombardia. «Qualcuno dice che andare "duri e puri" ci avrebbe fatto ottenere più voti a livello nazionale ma dico eh e è meglio avere qualche parlamentare in meno e vincere in Lombardia».

Mps, La Procura vuole chiarezza. La Gdf perquisisce le abitazioni di Mussari e Vigni


“Simone Boiocchi”
“La Padania 20.02.2013”

Mentre i grandi media fingono di non vedere quello che accade a Siena e che ha travolto Rocca Salimbeni, continua senza  sosta il lavoro della Procura decisa a fare velocemente luce sullo scandalo che ha colpito il Monte dei Paschi, la banca da  sempre vicina al Pd. Ieri gli uomini delle Fiamme Gialle che indagano sul caso Mps hanno perquisito le abitazioni di  Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, rispettivamente ex presidente ed ex direttore genera le del l'istituto senese. Perquisiti anche l'abitazione e l'ufficio in Mps di David Rossi, responsabile dell'area comunicazione, non indagato nel l'inchiesta ma  ritenuto persona informata sui fatti. Nell'indagine, intanto, è la Procura di Milano a mettere un argine netto tra la  precedente gestione della banca al centro dell'inchiesta del la Procura di Siena e l'attuale guida dell'istituto rappresentata  da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, rispettivamente presidente e ad di Mps.

Salvini: “Voto disgiunto? A Bergamo si lavora, niente pippe mentali”


“bergamonews.it 20.02.2013”

La campagna “Adotta un indeciso” lanciata da Roberto Maroni ha tra i suoi più accaniti sostenitori Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega lombarda, impegnato nel tour de force elettorale. Lo abbiamo intercettato tra un gazebo al mercato e un incontro con le associazioni, sul territorio per convincere gli incerti a scegliere Maroni. La Lega Nord, così come gli avversari, sa che gli ultimi giorni sono fondamentali. L’ultima provocazione di Salvini non è passata inosservata: l’esponente del Carroccio ha offerto caffè e brioches a chiunque chiamasse una trasmissione di una tv regionale per porre una domanda scomoda ad Ambrosoli, chiudendo la chiamata con una frase di sostegno a Maroni presidente. Lo hanno fatto a centinaia, con conseguenti polemiche per la propaganda efficace, ma poco ortodossa. “Mi sa che devo offrire più di cento caffè – sorride Salvini –. A parte gli scherzi, noi in questa campagna non siamo riusciti ad essere televisivi. Perché in tv si fa fatica a parlare di esodati, di problemi ad arrivare alla fine del mese. E poi siamo continuamente attaccati: Colaninno stamattina ha detto che una vittoria della Lega sarebbe un pericolo per la democrazia. Come potevo rispondere? Ho deciso di parlare di esodati, perché li ho incontrati e so i loro problemi”. Quanti indecisi ha adottato nell’ultima settimana? “Tantissimi, perché ci siamo sforzati di parlare di programmi. Oggi Maroni incontra gli iscritti dell’associazione mutilati e invalidi sul lavoro per parlare di quello che la Regione può fare per loro, alle 14 facciamo una conferenza stampa per promuovere il finanziamento per papà e mamme separati. Parliamo di temi concreti, non di voto disgiunto”.

Fra Tosi e il sindaco di Bologna è botta e risposta sui rom.


“larena.it 20.02.2013”

BOLOGNA. Il sindaco di Verona Flavio Tosi, in queste ore in tour in Emilia, attacca il sindaco di Bologna Virginio Merola (Pd) che aveva criticato le ronde leghiste per la sicurezza e contro i rom all’ospedale Maggiore. «Il problema degli zingari è la Lega Nord», aveva detto Merola. «Questa gente non è integrata perché non vuole integrarsi - afferma Tosi -. Per questo ogni intervento del tipo di quello messo in atto al Maggiore è sacrosanto. Il sindaco Merola se la prende con la Lega? È la dimostrazione che ha poco senso della realtà. Forse è stato troppo in ufficio, anziché stare tra la gente. La Lega ha fatto una cosa sacrosanta». «A Verona - aggiunge - la direzione sanitaria si è affidata a un servizio di vigilanza privata che sorveglia i reparti h24. Proprio questa notte sono stati allontanati 12 nomadi». A Verona, sottolinea ancora, «abbiamo risolto il problema d’intesa con la comunità romena, con la quale abbiamo un ottimo rapporto. Appena insediati abbiamo immediatamente chiuso il campo rom che la precedente amministrazione aveva allestito con un esborso enorme di denaro pubblico. La quasi totalità degli occupanti aveva la fedina penale sporca». «La vicenda di Pietro Vignali?», ha anche detto a Parma commentando le ultime vicende giudiziarie che hanno portato anche all'arresto dell’ex sindaco di Parma. «L’ho accolta con grande dispiacere.

Gibelli (LN): "Moneta complementare? Berlusconi apra un tavolo Pdl-Lega"


“affaritaliani.libero.it 20.02.2013”

Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione Lombardia, è l'uomo che ha portato avanti il progetto della moneta complementare per la Lega Nord. Un progetto che, però, Berlusconi ha definito (in un'intervista esclusiva ad Affaritaliani.it) una "provocazione della quale non si è discusso". Gibelli, risponde, sempre su Affari, invitando il leader del Pdl "ad aprire un tavolo di lavoro. Parla così perché ancora la nostra proposta non è stata analizzata, ma in effetti va a colpire un obiettivo che da sempre gli sta a cuore: il rilancio delle piccole e medie imprese" Vicepresidente Gibelli, sulla moneta complementare Berlusconi pare frenare... In realtà il Cavaliere aggiunge che con Maroni non ne hanno mai parlato. Quello della moneta complementare è un aspetto che non è stato approfondito perché è oggetto nel nostro programma di una fase di studio. Insomma, lavori in corso... Esatto. Stiamo cercando di capire la valutazione degli effetti dell'introduzione di questa moneta. Si tratta di capire la forma di compensazione tra debiti e crediti tra imprese. In realtà però siamo confortati da una serie di fatti: abbiamo monitorato, in questo ultimo anno e mezzo, tutte le esperienze. E abbiamo visto che ne sono nate molte, in Europa. E' avvenuto in Germania, in Francia, in Spagna. Sono state riattualizzate esperienze antiche, come quella della Svizzera. Abbiamo invitato gli svizzeri e ci hanno spiegato la loro esperienza. E' molto interessante.

martedì 19 febbraio 2013

«Efficienza e merito, così la Lombardia continuerà a Vincere»


“Luca Tavecchia”
“La Padania 19.02.2013”

Una Regione che faccia da regia per le diverse realtà produttive e sociali, dove sia più facile fare impresa e dove conti merito, competenza ed onestà. Sono questi, insieme al 75% delle tasse da trattenere nella regione, gli elementi forti della Lombardia che ha in testa Roberto Maroni e che ha cercato di spiegare negli incontri che ieri ha avuto con le categorie  produttive. Il candidato governatore per il centrodestra ha iniziato dai liberi professionisti, ha proseguito con i manager e i dirigenti industriali e ha chiuso con gli artigiani. Maroni ha illustrato innanzitutto il progetto di "sburocratizzare" l'amministrazione regionale. «Siccome - ha spiegato - la pubblica amministrazione è bravissima a rendersi impermeabile  alle riforme, serve è una cura choc: una moratoria di tre anni sulle procedure di autorizzazione che le imprese devono richiedere. È un approccio rivoluzionario rispetto a quello attuale: ora le istituzioni prima controllano per mesi poi ti  concedono le autorizzazioni, noi invece proponiamo una sperimentazione di tre anni in cui le aziende abbiano la possibilità di partire senza adempimenti burocratici ».

Ambrosoli è contro la Macroregione. Ma nel suo programma c'è: chi glielo ha scritto?


“Igor Iezzi”
“La Padania 19.02.2013”

Ambrosoli si dice contrario al progetto di Macroregione. Ma anche a favore. Forse è una strategia elettorale per  accaparrarsi il voto di tutti. O forse conosce talmente poco l'argomento che le spara a caso. O più semplicemente chi gli ha scritto il programma non lo ha avvisato. Sta di fatto che l' inesperto candidato della sinistra alla presidenza della regione più importante del Paese su questo tema ha inanellato l'ennesima gaffe di questa campagna elettorale. Dopo aver chiesto le dimissioni del commissario straordinario di Expo, senza sapere che questa carica è ricoperta da Giuliano Pisapia, dopo aver  proposto buoni scuola in base al reddito, senza cogliere la netta distinzione che esiste tra questo strumento e le borse di  studio, dopo aver collocato Morbegno in provincia di Lecco, ora tocca alla macroregione. Sabato Maroni ha sottoscritto con i governatori di Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia un patto per la costituzione della Macroregione al Nord.  Ambrosoli è subito scattato in piedi ed è partito, come un riflesso pavloviano, la sequela di insulti. «Altro che futuro politico dell'alleanza! E' un patto per la ritirata -ha urlato Umberto Ambrosoli -. La repubblica macroregione del Nord, firmata a Sirmione, rischia di essere una farsa. Per fortuna tutto sarà più chiaro quando tra una settimana i cittadini lombardi diranno  a Maroni, Gelmini e ai firmatari delle altre regioni, che il gioco-ricatto della secessione è finito.

IL MONDO DELLO SPORT CORRE AL FIANCO DI MARONI


“La Padania 19.02.2013”

Non voglio una regione che dica a società e associazioni sportive cosa fare, ma che aiuti, dia finanziamenti e svolga un ruolo di "regia" con il territorio, le istituzioni e il Governo». A dichiararlo è il candidato governatore di Regione Lombardia  Roberto Maroni che ha incontrato domenica mattina a Milano nella prestigiosa cornice dell'ippodromo del galoppo di  San Siro il mondo dello sport. «Lo sport incontra Maroni», questo il titolo dell'evento sul modello di quanto già fatto  durante gli Stati Generali di Torino, Brescia, Varese e Cernobbio, si è svolto attraverso tavoli tematici dove sono stati affrontati tutti gli aspetti del settore analizzando criticità e avanzando proposte per il mondo degli sportivi. Maroni, ha costruito il suo programma ascoltando tutte le categorie, dagli imprenditori ai professionisti, dagli enti locali agli addetti della sanità fino appunto allo sport. «Lo sport è al tempo stesso un volano di sviluppo economico per la Lombardia e un fondamentale sistema educativo per le nuove generazioni che deve camminare di pari passo con la Scuola, un valore troppo importante per essere lasciato nelle mani dei burocrati. Loro devono attuare e non decidere.

Finmeccanica: Difensore Orsi, Da Corriere Sera Clamoroso Infortunio

"wallstreetitalia.com 19.01.2013"

Roma, 19 feb - ''Spiace davvero dover constatare che, in un momento delicato come quello che e' contrassegnato dalla permanenza in carcere dell'ex presidente di Finmeccanica, ci si sforzi di trarre dagli archivi dell'inchiesta circostanze gia' passate al vaglio dell'autorita' giudiziaria che ne ha disconosciuto qualsiasi fondamento''. Lo afferma in una nota Ennio Amodio, legale dell'ex presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, in relazione a un articolo apparso sul Corriere della Sera, che, prosegue Amodio ''nell'edizione di oggi ha rilanciato la tesi di un finanziamento alla Lega del quale e' gia' stata accertata la assoluta inesistenza dopo quasi un anno di indagini. E per far questo il giornale milanese pubblica una fattura che dovrebbe testimoniare un pagamento della somma di 12 milioni di euro per un rapporto giudicato 'sospetto'''. ''Peccato - prosegue Amodio - che la fattura riguardi tutt'altra operazione. Essa attesta che Agusta Westland spa ha chiesto ad Agusta Westland International Limited, titolare del contratto con il Governo indiano, di pagare il corrispettivo di 4.260.639,00 come acconto sul lavoro svolto per la costruzione di parti di un elicottero in base ad un contratto di subfornitura previsto fin dall'origine nella cornice contrattuale che contemplava il concorso nella costruzione delle macchine della societa' inglese e di quella italiana. L'importo e' stato poi pagato dalla International alla Spa in data 26.10.2011. Il che dimostra che la somma non si e' dispersa nei canali finanziari esteri ma e' ritornata nelle casse della Societa' di Cascina Costa di Samarate''. '

Maroni, sull'inchiesta Finmeccanica: «Atti di terrorismo contro la Lega»


“corriere.it 19.02.2013”

«La costante di questa campagna elettorale è la macchina del fango che ha colpito, colpisce e sta colpendo. Ci sono ancora insinuazioni di tangenti o finanziamenti alla Lega legate alla vicenda Orsi-Finmeccanica. È un atto di terrorismo». Così il leader della Lega Roberto Maroni. CONDIZIONAMENTO DEL VOTO- «Il collegamento - spiega il leader leghista - con le presunte tangenti non è giornalismo. Queste falsità sono fatte per condizionare il voto: è un atto di terrorismo non di giornalismo». E ancora aggiunge: «Sono falsità. Anche oggi abbiamo un esempio eclatante sui giornali. Ci tengo al mio personale profilo, al mio comportamento trasparente e onesto: oggi sui giornali ci sono ancora insinuazioni di tangenti alla Lega legate alla vicenda Orsi-Finmeccanica. Mi spiace -conclude- che ci sia il Corriere in cima, mettendo insieme un titolo con una cena, sottolineo l'unica, fatta tra me e l'ad».

Mezzi ha fatto una figura pessima


“IlCittadino Lettere & Opinioni 19.02.2013”

Dopo la risposta seccata del consigliere Mezzi direi che abbiamo colto nel segno. Vede consigliere, se si fosse degnato di leggere la risposta del direttore commerciale della Fair, Gianni Vetta, la concessionaria che vende gli spazi pubblicitari sui Malpensa Shuttle, si sarebbe immediatamente accorto della pessima figura che aveva fatto davanti ai cittadini di Melegnano. Lei ci accusava di abusivismo e addirittura di adire alle vie legali (se lo avesse fatto ci saremmo divertiti), purtroppo la verità è molto lontana dalla sua versione. La pubblicità in questione è stata tolta semplicemente perché non era stata richiesta per quella tratta, ma solamente per le tratte aeroportuali. Forse il consigliere Mezzi doveva prestare la stessa attenzione quando l’allora presidente di Provincia Filippo Penati provocava un danno erariale alla provincia di Milano con “l’affare” Serravalle. Concittadini meditate. Lega Nord sezione di Melegnano

Zaia: romperò il Patto di stabilità

“mattinopadova 19.02.2013” 

VENEZIA. «Il Veneto non ce la fa più, occorre un gesto clamoroso, non simbolico, di sostanza: dobbiamo sfondare il Patto di stabilità che strangola la nostra economia, agendo tutti insieme. Mi rivolgo ai 581 sindaci dei nostri territori, senza distinzioni politiche: mi offro di farlo per primo, se necessario farò da gregario ai Comuni, io non cerco palcoscenici e tanto meno voglio che questa iniziativa sia cavalcata a scopi elettorali, c'è il ballo il futuro della nostra gente. Se non immettiamo nuove risorse in circuito, la congiuntura sociale diventerà drammatica». Il governatore leghista Luca Zaia alza il tiro e invita alla «disobbedienza gandhiana» verso Roma. Ma che significa in concreto? È una boutade o un atto di ribellione? E in questo caso, con quali modalità ed esiti prevedibili? «Guardiamo ai fatti. Qui non ci sono più soldi, gli imprenditori si suicidano, i disoccupati sono 165 mila, l’anno scorso 700 aziende si sono trasferite in Carinzia e molte altre hanno chiuso. Di questo passo, la deflagrazione è inevitabile, se non facciamo nulla ci arriveremo comunque, allora conviene agire prima e spezzare questo vincolo assurdo che ci impedisce di dare ossigeno alla crescita e al lavoro. La situazione è giunta al limite della rottura, non sono io a dirlo ma i cittadini che riempiono le piazza gridando la loro protesta: contro i politici cialtroni, certo, ma anche per denunciare gli effetti della crisi che ci ha messo in ginocchio». Violare il Patto di stabilità significa rimettere in discussione l’equilibrio finanziario tracciato dal Governo ed esporsi alle pesanti sanzioni economiche di legge. «Questo Patto non è stato formulato dall’Unione europea, non è un capestro piombato dall’alto. L’Ue ha chiesto il pareggio del bilancio nazionale e il Governo italiano, per centrarlo, ha imposto un’equa distribuzione del malessere che non distingue tra virtuosi e spreconi.

Cota: "Il federalismo batterà anche la disoccupazione"

“lastampa.it 19.02.20130”

L’ultima settimana di campagna elettorale si è aperta oggi a Biella con la visita del presidente della Regione Roberto Cota, per affiancare i candidati locali della Lega Roberto Simonetti, Chiara Caucino, Laura Leoncini e Michele Mosca. Il governatore ha incontrato i vertici dell’Uib, visitato il cantiere del centro oncologico della Lilt e le ditte Botalla Formaggi in via Ramella Germanin e Gabba salumi di Candelo. I cavalli di battaglia del Carroccio sono abolizione dell’Imu per la prima casa, il 75 per cento delle entrate delle tasse trattenute in Regione, contratti territoriali e incentivi per le imprese dei distretti in crisi, collegamenti ferroviari veloci e abolizione dell’Irpef per l’assunzione di giovani sotto i 35 anni per i primi 3 anni di lavoro. La parola d’ordine per il governatore Cota è «federalismo»: «La disoccupazione giovanile è al 36 per cento; la pressione fiscale al 64,8 per cento. Il nostro è un Paese malato, al quale serve una cura adeguata. Prima fra tutte, trattenere il 75 per cento delle entrate delle tasse in Regione per investirle nello sviluppo del territorio». A contribuire alla situazione in crisi in cui versa l’Italia è anche l’Europa. La sua colpa: non aver tutelato i nostri prodotti. «Mentre gran parte dei Paesi – dichiara Cota – fin dai primi anni 2000 si sono preoccupati di imporre quote e dazi, noi stavamo a guardare. Il risultato è che molte nostre aziende hanno chiuso e le poche rimaste sono schiacciate da una pressione fiscale altissima».

lunedì 18 febbraio 2013

SICUREZZA E AUTONOMIA !!!


Firmata la nascita della Macroregione IL SINDACATO DEL NORD PER VINCERE LA CRISI


“Simone Girardin”
“La Padania 17-18.02.2013”


Mi porto avanti col lavoro. Questa è la prima tessera di un mosaico per una nuova Europa delle Regioni, dei popoli». E' soddisfatto e sorridente Roberto Maroni: ha appena firmato il patto per la nascita della macroregione del Nord fortemente voluta proprio dal Carroccio. A sottoscrivere l'accordo, ieri a Sirmione sulle sponde del lago di Garda, i governatori di Piemonte (Roberto Cota), Veneto (Luca Zaia) e Friuli Venezia Giulia (Renzo Tondo). Il leader leghista rispedisce al mittente le accuse di chi pensa che il patto sia di fatto una sorta di secessione mascherata: «Gente senza idee e programmi,  ossessionati dalla Lega. La macroregione non va bene? Quale sarebbe la loro alternativa? Non ce l'hanno ». «Quello che abbiamo firmato - ribadisce il candidato leghista alla presidenza della Regione Lombardia -è un patto tra 4 Regioni. Un accordo che si chiama verso la macroregione. Un patto di solidarietà». «Di attacco direi... basta Sud, basta Roma», lo rimprovera un Zaia in versione duro e puro. Perché «l'unione, qui al Nord, fa la forza». Che altro non è se non quella di avere maggiore potere di negoziazione sia tra i palazzi romani che a Bruxelles. Tradotto: "Dovranno fare i conti con noi...», sbotta con orgoglio Maroni. Un progetto che Cota definisce come «il futuro reale dell'Europa altro che essere retrogradi....».

Il Colle «deplora» chi critica Super-Mario. E Maroni avvisa: «Stia fuori dalla campagna elettorale»


“Alessandro Montanari”
“La Padania 17-18.02.2013”

Dopo le fastidiose indicazioni di voto dei ministri tedeschi, ora anche Giorgio Napolitano, ovvero colui che Costituzione alla mano dovrebbe essere il garante silenzioso e neutrale della partita elettorale, scende in campo e tira un calcio al pallone. Durante la visita negli Stati Uniti e al cospetto del presidente Obama, infatti, il Capo dello Stato inciampa in una dichiarazione che attraversa l'oceano con la velocità e gli effetti del meteorite scoppiato nei cieli russi: «Ho un po'  deplorato - dice Napolitano -che dopo 13 mesi di sostegno al governo Monti qualche partito dia ora giudizi liquidatori sulle sue scelte». Insomma, non siamo al «non votate Berlusconi» pronunciato dal ministro Schauble, ma quasi. Di fronte  all'eccezionalità dell'intervento quirinalizio, che sembra stabilire una sorta di veto sulle critiche a Monti, il centrodestra  infatti reagisce con rabbia, dando libero sfogo ai sentimenti che da tempo covano nel Pdl verso il Quirinale e che ieri  mattina venivano ben esemplificati dal durissimo titolo proposto da Il Giornale: «Il Quirinale in campo-Napolitano tifa per il  vero cialtrone». Ma lo stupore per l'irritualità e la sconvenienza delle dichiarazioni del Capo dello Stato coinvolge  naturalmente anche la Lega Nord. «Io penso che il presidente della Repubblica debba stare fuori dalla campagna elettorale - osserva da Sirmione Roberto Maroni -

L’INFRASTRUTTURE L’asso della Lega: appalti a km zero


“Andrea Accorsi”
“La Padania 17-18.02.2013”

Vogliamo una forte accelerazione alla realizzazione finale delle opere prioritarie come Pedemontana, TEM e Bre.Be.Mi, per  arrivare pronti all'appuntamento di Expo 2015. Lanceremo lo sguardo oltre i confini regionali e nazionali, sostenendo lo sviluppo di Malpensa, dei collegamenti con il sistema portuale ligure e dei collegamenti ferroviari con i valichi alpini (Lotschberg e San Gottardo). Vogliamo continuare sulla strada già tracciata dal precedente governo regionale degli incentivi alla diffusione della mobilità elettrica o a metano. Liberalizzazione ferroviaria. Servizi migliori a costi inferiori se si instaura una vera e propria concorrenza tra operatori. Nuove infrastrutture. Proponiamo una ripartizione del rischio tra enti  concessionari e Regione per garantire presso le banche il rispetto dei piani economici di gestione delle infrastrutture. La  Regione non investirebbe fondi per realizzarne di nuove, ma garantirebbe supporto alle concessionarie in caso di traffico inferiore rispetto a quello necessario per garantire l'equilibrio finanziario.