giovedì 28 febbraio 2013

Un’ancora di salvezza per San Rocco

“Emanuele Dolcini”
“Il Cittadino 28.02.2013”

Cerro L’ex Ipab Golgi Redaelli sta effettuando accertamenti sulla chiesa di San Rocco in Riozzo per «valutare l’esistenza e le caratteristiche di un vincolo del ministero per i Beni culturali». Nel caso in cui il vincolo fosse decisivo l’azienda è disposta a «scorporare il lotto Taveggia Villa dalla vendita in corso di fondi rustici». E comunque, a poche ore dalla chiusura del bando di gara «non ci sono manifestazioni di interesse per l’appezzamento che comprende l’edificio di culto». Per gli altri due? «C’è qualcuno interessato». Ecco il quadro dell’ingarbugliata situazione immobiliare a Riozzo spiegato dalla stessa proprietà, l’ente di antica fondazione con sede in via Olmetto a Milano. Alcuni giorni fa il comune di Cerro e gli ambientalisti di Italia Nostra sono sobbalzati sulla sedia alla lettura dell’avviso d’asta con cui la Golgi Redaelli ha aperto le offerte per tre diversi beni collocati nella borgata. In uno di tali lotti, il maggiore, è incluso anche l’antico oratorio di San Rocco. La chiesa si trova in fondo a via Diaz, nel nucleo più antico del paese, circondata da una vasta corte rurale nella quale l’attività agricola prosegue solo per metà.
L’azienda agricola Taveggia si è trasferita lungo la strada per Trognano, mentre la famiglia Villa continua la conduzione di una parte della struttura, con un contratto d’affitto in scadenza. Il podere, chiesa compresa, è da decenni possesso dell’ex luogo pio elemosiniero Golgi Redaelli, oggi trasformato in azienda di servizi alla persona con la gestione di strutture per anziani e altro. Da anni l’attenzione locale tiene sott’occhio l’oratorio collegato alla parrocchia di San Lorenzo Martire, ma chiuso al culto anche di tipo occasionale. Nell’oratorio non si entra, anche se l’azienda milanese negli anni scorsi ha stanziato più di diecimila euro per la messa in sicurezza almeno di tetto, sottotetto e muri portanti. La scultura medievale della Vergine con Bambino, un tempo custodita nel tempietto, è stata trasferita al museo civico del castello Sforzesco. Il nocciolo della questione è però la vera e propria operazione di recupero integrale del bene artistico. Per far tornare a risplendere San Rocco occorre uno stanziamento calcolato attorno al mezzo milione di euro, sostenibile solo o dal proprietario, o dal lottizzatore o da una Fondazione bancaria. Alla fine di gennaio però l’imprevisto: Golgi Redaelli ha inserito la chiesa di San Rocco nei terreni e immobili elencati in un avviso d’asta che vale 9 milioni complessivi. E adesso? Tutto sembra andare verso lo scorporo della vendita “scottante” (la cascina Taveggia-Villa, San Rocco compreso), dal resto dei mappali. «La pratica è all’attenzione dell’archivio storico culturale - spiegano da Milano - per approfondire i criteri di tutela dell’oratorio. L’esito probabile è che si proceda alla vendita degli altri due lotti, cioè l’area in fregio all’Autosole e il terreno retrostante il centro parrocchiale. Del resto l’asta chiude il primo marzo e per il lotto Taveggia-Villa non abbiamo offerte. Sugli altri invece ci sono segnali di interesse».

Nessun commento:

Posta un commento