venerdì 22 febbraio 2013

Virata di Ambrosoli che si legge il programma: sì alla Macroregione


“Igor Iezzi”
“La Padania 22.02.2013”

Siamo alle solite. La sinistra e la sua doppia morale non cambiano mai. Se la Macroregione viene proposta da Maroni è un attentato all'unità nazionale portato da un cavernicolo che vive in un recinto. Se, dopo averla definita una farsa, lo stesso Ambrosoli la sposa come progetto in caso di vittoria diviene un'idea europeista che guarda ad un futuro radioso. Il candidato governatore della Lombardia per il Pd, la lista di lngroia e Sei, ha fatto su l tema una retromarcia a 180 gradi. Dopo aver polemizzato con Maroni, definendo il progetto della macroregione «Una farsa» che porta alla secessione, ha dovuto constatare che nel suo programma (evidentemente non scritto da lui) era presente. E' necessario una virata, avranno pensato i suoi collaboratori. Allora ecco servita la soluzione della doppia morale. La nostra macroregione è bella, la vostra fa schifo. «Mentre si blatera di macroregione padana noi guardiamo all'Europa» ha detto ieri un Ambrosoli in difficoltà. «Noi - ha sottolineato - siamo contrari all'idea di chiuderci nel microcosmo dell'alleanza leghista». Un microcosmo «totalmente diverso dalle nostre idee dal punto di vista sostanziale». «Noi non diciamo che dobbiamo avere  una moneta nostra, come sostiene la Lega, e non diciamo neppure che l'Europa ha determinato la crisi. Noi - ha aggiunto - prendiamo strutture già esistenti, come i quattro motori d'Europa, senza creare nuove tecnocrazie burocratiche per la spartizione di poltrone». Ambrosoli, in un colpo solo, mostra di non conoscere l'Europa, con le sue monete complementari diffuse nelle regioni tedesche e francesi e le sue leggi che prevedono forme di cooperazione proprio attraverso le  macroregioni o euroregioni.
«Ambrosoli - ha replicato Maroni - mi sembra un po' stravagante, perché quando io ho lanciato  la macroregione, ne ha detto peste e corna. Poi si è accorto che nel suo programma c'è la macroregione e allora dice  "viva la macroregione!" , la sua, non la nostra. E' sempre così, è la doppia morale della sinistra. Se lo fanno loro va bene, se  lo facciamo noi, no. Caro avvocato Ambrosoli, informati: il 29 di giugno i presidenti del Nord Italia, della Carinzia, della  Slovenia, della Baviera hanno firmato un accordo sulla macroregione alpina ed è quello che noi stiamo attuando qua».  Una delle tante gaffe di Ambrosoli in questa campagna elettorale. Di ieri l' ultima. Prima il candidato della sinistra si  impegna a battersi per il diritto dei gay di sposarsi. Poi arriva immediata la replica dell'alleato centrista Bruno Tabacci, con  cui dovrebbe governare: «Il matrimonio - è stata la dura reprimenda di Tabacci – è quello fissato dalla carta costituzionale e  comunque, soprattutto, non si toccano i bambini». Sembra di rivedere l'ammucchiata arcobaleno che sostenne Romano  Prodi. Che fece una fine drammatica. E la fece fare anche al Paese.

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