“Andrea Accorsi”
“La Padania 27.02.2013”
Roberto
Maroni, come da pronostico, succede a Formigoni, straccia il rivale Umberto
Ambrosoli e riesce là dove la Lega non era mai riuscita: governare la
Regione dov'è nata e dov'è più radicata, testa e motore di un Paese in crisi
irreversibile, e che ora guarda al fu
turo attraverso la grande Macroregione padana. Il Segretario federale della Lega
ha vinto in tutti i collegi della regione due, Milano e Mantova. Mentre l'avvocato pescato dal centrosinistra non incanta i lombardi e rimette nel cassetto i sogni di una nuova "festa
di liberazione" gridata in piazza Duomo a Milano. Non convince neppure la candidata presidente dei grill in i, Silvana
Carcano, che raccoglie un dato sensibilmente inferiore rispetto al voto
politico (nei tre collegi Lombardi della Camera il Movimento di Beppe Grillo
viaggia tra il 18 e il 21%, al Senato sopra il 17%). Male, molto male Gabriele
Albertini, che paga sia il tramonto dell'Udc (intorno al misero 1% delle
Politiche), sia lo scarso appeal della sua lista civica. Nella sua Milano, l'ex
s indaco riscuote appena un punto percentuale in più rispetto al resto della regione. Fra le liste, spicca il risultato
della civica "Maroni presidente", capace di andare in doppia cifra, quinto
partito lombardo a tre punti percentuali
dalla Lega, quarta dopo Pd, Pdl e M5S. La somma dei voti della civica maroniana
e della Lega raggiunge il 24% del totale, più di quelli ottenuti in Lombardia
alle Politiche. Senza contare che in Regione Tremonti con la sua "3L" faceva corsa a sé.

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