“Thomas
Bendinelli”
“corriere.it
21.02.2013”
«La Lega non ti abbandona», «Tratteniamo il 75%
delle tasse al Nord». I due slogan sui manifesti e i due volti di Umberto Bossi
e Roberto Maroni accolgono i militanti e i quadri locali di partito nel Ridotto
della Camera di Commercio: in tutto un centinaio di persone, forse meno, per
salutare la tappa bresciana del tour elettorale di Umberto Bossi. Il leader di
sempre del partito non si tira indietro, riempie la sala con un «Padania
libera!» e spiega il concetto, la battaglia per la vita della Lega: «Dobbiamo
stringere a tenaglia Roma: Maroni in Lombardia, io in parlamento». Al
giornalista che chiede lumi sul futuro della Lega, risponde: «il nuovo
segretario della Lega è Maroni, poi vediamo come vanno le cose». Nel ridotto, a
scanso di equivoci, azzera i possibili malumori: «Non ci sono voti disgiunti e
stupidaggini del genere: il voto è per la Lega e basta, che è una squadra unita
ed è fatta di gente comune che lavora». Rivendica il passo indietro che ha
fatto: «L'attacco alla Lega sarebbe continuato, volevano la mia testa».
Ironizza sulla magistratura: «Siamo proprio sfortunati, mai un'intercettazione
che riguardi la sinistra». Attacca «il professore Monti, lo scienziato
della politica»: che ha strangolato l'economia del Paese, messo in ginocchio
l'area più produttiva d'Europa e che, «insieme alla Fornero e Bersani, ha
aumentato l'età pensionabile e creato il problema degli esodati». «Ma ci vuole
rispetto per i lavoratori, e su questo dovremo intervenire subito». Ammicca
all'amico Berlusconi, «uno che di solito le promesse le mantiene e che ha avuto
un vero colpo di genio con la restituzione dell'Imu»: una cosa che si può fare,
che ridarebbe un po' di soldi nelle mani degli italiani e farebbe ripartire
consumi e produzione.
Ritorna su Monti, «chiamato da Napolitano» per far saltare il federalismo e aumentare gli utili dello Stato attraverso le tasse. Evoca la macroregione del Nord, «un mio progetto da sempre», la allarga all'intero arco alpino, la pensa come «via diversa» rispetto alla altrimenti necessaria ribellione dei popoli quando sono «sotto il tallone del colonialismo». Cita a esempio la Germania, «l'idea di una grande banca pubblica per finanziare esclusivamente le imprese, l'economia e le famiglie». Accenna alla vicenda Monte Paschi di Siena, ma non dice di più «perché altrimenti Bersani sbrana tutti». «Ma chi vuole sbranare quello lì?» aggiunge. Su Giannino non commenta ma si dice convinto che «Maroni vincerà in Lombardia e la Lega farà la sua bella figura ovunque». E su Grillo e il voto di protesta? «La nostra è protesta contro Roma ladrona, ma abbiamo anche il progetto della libertà del Nord. La sua è protesta e basta».
Ritorna su Monti, «chiamato da Napolitano» per far saltare il federalismo e aumentare gli utili dello Stato attraverso le tasse. Evoca la macroregione del Nord, «un mio progetto da sempre», la allarga all'intero arco alpino, la pensa come «via diversa» rispetto alla altrimenti necessaria ribellione dei popoli quando sono «sotto il tallone del colonialismo». Cita a esempio la Germania, «l'idea di una grande banca pubblica per finanziare esclusivamente le imprese, l'economia e le famiglie». Accenna alla vicenda Monte Paschi di Siena, ma non dice di più «perché altrimenti Bersani sbrana tutti». «Ma chi vuole sbranare quello lì?» aggiunge. Su Giannino non commenta ma si dice convinto che «Maroni vincerà in Lombardia e la Lega farà la sua bella figura ovunque». E su Grillo e il voto di protesta? «La nostra è protesta contro Roma ladrona, ma abbiamo anche il progetto della libertà del Nord. La sua è protesta e basta».

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