“Paolo Guido Bassi”
“La Padania 23.02.2013”
La chiusura della campagna elettorale di Roberto
Maroni a Milano è
stata nel segno della
concretezza. Così come era iniziata: poco politichese, molte proposte per il
governo della Lombardia. Come quelle di cu i si è discusso ieri
al " Maroni point" di Corso Buenos Aires nell'incontro con
l'associazione "Mamme e papà separati onlus", che Matteo Salvini ha
definito «un pezzo di società civile "vera ". Non di quella che si leva
la giacchetta politica solo durante il periodo elettorale per far fare bella figura a questo o quel
partito». Gianluigi Lussana, presidente nazionale dell'associazione, ha
confermato: «Noi non siamo politici, ma abbiamo trovato nella Lega grande
attenzione ai nostri problemi. Maroni è una brava persona
e siamo sicuri che la sua Lombardia sarà
anche quella dei genitori separati e divorziati». Una collaborazione che parte
da lontano è che è stata
capace di fare sintesi anche fra le numerose sigle delle realtà che si occupano
dei problemi delle famiglie in crisi.
Nella lista Maroni presidente infatti ci sono quattro candidato espressione di
quel mondo: Umberto Vaghi e Antonio Saggese
nel collegio di Milano, Silvia Raimondi in quello di Bergamo e Domenico
Fumagalli in quello di Lecco.
«Compito della Regione - ha spiegato Maroni - è lavorare per eliminare ogni situazione di disparità. Noi vogliamo che la Lombardia sia una realtà d'eccellenza anche per quanto riguarda l'assistenza nelle situazioni di disagio che si possono creare in seguito ad una separazione o un divorzio. A maggior ragione quando ci sono dei bambini, perché la loro serenità e la loro salute è un bene prezioso per tutti». Il programma è chiaro e si articola su tre punti: accesso alle case popolari per i genitori separati che rischiano di non avere un tetto sotto il quale dormire, sostegno al reddito per affitto o mutuo e assegno di mantenimento per le mamme che non lo ricevono pur avendone di ritto. «Nella sola Lombardia - sottolinea Lussana – ci sono un milione di genitori separati o divorziati. Molti di loro vivono periodi di grave difficoltà e spesso, purtroppo, di autentica povertà che li porta a non avere nemmeno un letto nel quale dormire. Attribuire 10 punti per l'accesso immediato alle graduatorie, vuole dire riconoscere loro un "codice rosso" come avviene nei pronto soccorso. Con Maroni – ha aggiunto - lavoreremo per avere in ogni tribunale della regione un ufficio di mediazione al fine di fare in modo che la separazione sia davvero l'estrema ratio e faremo sì che per almeno 18 mesi sia garantito un reddito minimo ai disoccupati che si trovano a dover affrontare anche la fine del loro matrimonio». Per fare in modo che ogni papà e mamma separati e rimasti senza lavoro possano avere 400 euro al mese per un anno, ha concluso Salvini, «bastano 5 milioni su un bilancio regionale di 23 miliardi. Li troveremo e ne stanzieremo ancora di più potendo finalmente mantenere sul nostro territorio almeno il 75 per cento delle tasse che paghiamo». Sempre oggi, Salvini si è impegnato per «meno burocrazia» nel settore dell'omeopatia. «Migliaia di posti di lavoro, livelli di produttività da salvaguardare e, perché no, anche da incrementare, sono aspetti che per quanto concerne la questione delle medicine complementari, in particolare l'omeopatia devono essere assolutamente risolti».
«Compito della Regione - ha spiegato Maroni - è lavorare per eliminare ogni situazione di disparità. Noi vogliamo che la Lombardia sia una realtà d'eccellenza anche per quanto riguarda l'assistenza nelle situazioni di disagio che si possono creare in seguito ad una separazione o un divorzio. A maggior ragione quando ci sono dei bambini, perché la loro serenità e la loro salute è un bene prezioso per tutti». Il programma è chiaro e si articola su tre punti: accesso alle case popolari per i genitori separati che rischiano di non avere un tetto sotto il quale dormire, sostegno al reddito per affitto o mutuo e assegno di mantenimento per le mamme che non lo ricevono pur avendone di ritto. «Nella sola Lombardia - sottolinea Lussana – ci sono un milione di genitori separati o divorziati. Molti di loro vivono periodi di grave difficoltà e spesso, purtroppo, di autentica povertà che li porta a non avere nemmeno un letto nel quale dormire. Attribuire 10 punti per l'accesso immediato alle graduatorie, vuole dire riconoscere loro un "codice rosso" come avviene nei pronto soccorso. Con Maroni – ha aggiunto - lavoreremo per avere in ogni tribunale della regione un ufficio di mediazione al fine di fare in modo che la separazione sia davvero l'estrema ratio e faremo sì che per almeno 18 mesi sia garantito un reddito minimo ai disoccupati che si trovano a dover affrontare anche la fine del loro matrimonio». Per fare in modo che ogni papà e mamma separati e rimasti senza lavoro possano avere 400 euro al mese per un anno, ha concluso Salvini, «bastano 5 milioni su un bilancio regionale di 23 miliardi. Li troveremo e ne stanzieremo ancora di più potendo finalmente mantenere sul nostro territorio almeno il 75 per cento delle tasse che paghiamo». Sempre oggi, Salvini si è impegnato per «meno burocrazia» nel settore dell'omeopatia. «Migliaia di posti di lavoro, livelli di produttività da salvaguardare e, perché no, anche da incrementare, sono aspetti che per quanto concerne la questione delle medicine complementari, in particolare l'omeopatia devono essere assolutamente risolti».

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