giovedì 21 febbraio 2013

«Il 75% delle tasse al Nord? LEGITTIMA DIFESA»


“Simone Boiocchi”
“La Padania 21.02.2013”

Più che una lunga giornata, quella che ieri ha portato il governatore del Veneto ad "attraversare" l'Emilia, sembrava una partita a flipper dove l'ex ministro dell'Agricoltura giocava il ruolo della pallina. Eppure, tra una corsa e l'altra, tra una  conferenza, un incontro pubblico e un appuntamento con i giornalisti, Luca, come lo chiamano affettuosamente tutti i militanti, non ha mai lesinato abbracci, strette di mano, foto ricordo e autografi. «Chi tarocca il cibo – ha esordito Luca Zaia  a Ziano Piacentino, nella prima tappa del suo tour emiliano - è un delinquente. Punto e basta. Per questo bisogna inasprire le pene». «Dobbiamo evitare che si avvelenino i cittadini e che l'alimentazione diventi il primo pericolo per la loro salute»,  ha spiegato il Governatore del Veneto. E sulla proposta avanzata da alcune associazioni agricole di istituire un ministero all'agroalimentare, Zaia ha provocatoriamente ribattuto: «Penso che i ministeri dovrebbero chiuderli tutti e dare le  competenze alle regioni, che hanno dimostrato di essere molto più efficienti». Spazio anche per una battuta di commento  sulla procedura di infrazione avviata dall'Ue nei confronti dell'Italia per la gestione della partita nitrati. «Un insulto alla pubblica decenza - ha contestata il governatore del Carroccio -
Non si può affamare l'agricoltura in questa maniera. Ci  stanno letteralmente mettendo all'angolo, obbligandoci all'adozione della delibera (per la conferma del perimetro delle  zone vulnerabili, ndr) perché altrimenti si va in infrazione comunitaria. Da soli si fa prima, insieme si fa più strada. Prendo atto che sono rimasto da solo». Poi, accompagnato dal segretario nazionale della Lega Emilia e dagli esponenti locali del Carroccio Zaia ha spiegato il progetto dell'Euroregione senza confini. Incalzato da Rainieri che ha introdotto il !tema della macroregione, «con il patto di Sirmione (siglato domenica tra lo stesso Zaia, Maroni, Cota e Tondo, ndr), ora il  percorso è più vicino ed è un fatto concreto », Zaia ha detto di pensare a una «macroregione che dialoghi direttamente con l'Europa. La proposta che faccio ad Errani? Di far parte di questa squadra. Non saremo mai gli Stati uniti d'Europa, sarà un'Europa modello Svizzera con grandi cantoni e sicuramente l'Emilia-Romagna fa parte di questo grande cantone». Prima di partire per Parma Zaia ha poi toccato il tema delle quote latte. «Dicono che per colpa della Lega si sono pagati 4,4 miliardi di multa. Ma lo dicono senza sapere di  cosa parlano. Sono quelli della banda del Bignami. Quelli che leggono solo il riassunto e non il libro. Quelli che hanno letto {di fretta e senza capirla, ndr) l' introduzione al rapporto della Corte dei Conti che in realtà dice ben altro. Ad esempio che il problema quote è iniziato 23 anni fa e non ieri, che 2,2 miliardi sono stati "bonificati" dal Parlamento a seguito dello scandalo Unalat, che il ministro Zaia ha fatto una legge per fare pagare ch i doveva e che da una relazione dei Carabinieri, a seguito della quale ora le procure stanno indagando, risulta che tutti i numeri sulle quote sarebbero sbagliati e le multe non dovute. Alla faccia della colpa della Lega» . Alle 12 l'appuntamento a Parma. «La città dove ho studiato» ha raccontato Zaia, chiedendo ai tanti che venivano a sa lutarlo e a stringergli la mano,  e  quei locali dove si "rifugiava" da giovane fossero ancora aperti. Qui, incalzato dalle domande dei giornalisti, Zaia ha  parlato dei costi standard e del pareggio di bilancio. «Se i costi della Sanità fossero parametrati a quelli del Veneto ha chiarito contestando Monti per aver scelto di bloccare il percorso verso i costi standard avviato dal precedente Governo s i  risparmierebbero ogni anno 28 miliardi di euro».  E sull'Europa, dopo avere ribadito di guardare «al modello svizzero, dei  cantoni, a grandi aree che hanno caratteristiche ed esigenze simili», Zaia ha spiegato che il modello federalista è  centripeto, unisce, quello centralista è centrifugo, separa». Alle 13 una pasto veloce al ristorante Il Rigoletto che già lo  aveva ospitato da ministro. Un pranzo non programmato ma che Zaia ha voluto aprire a tutti i militanti e sostenitori che volessero partecipare. Poi via di nuovo, questa volta con direzione Bologna dove ad attenderlo c'erano il presidente nazionale della Lega Emilia, Manes Bernardini e il capogruppo del Carroccio in Regione, Mauro Manfredini. Alle domande dei cronisti sulla posizione della sinistra bolognese che ha criticato la "ronda" della Lega all'ospedale Maggiore ha risposto: «Adottino un rom e se lo portino a casa. La sinistra dice un sacco di belle cose che in realtà non hanno nessun fondamento. Se è così convinta che i nostri  ragazzi abbiano fatto male, lancino una campagna "adotta un rom"». Il governatore del Veneto ha poi dipinto quella al di là del Po come «una terra di confine, una terra quasi come il  Far West dove si va a piantare la bandierina coi nuovi colon i che arrivano. Ma qui - ha confidato il governatore davanti ai candidati bolognesi e ai tanti militanti venuti ad ascoltarlo – respiro l'aria della voglia di fare che c'era in Veneto, nelle  nostre province, qualche anno fa. Sono sicuro che il risultato da voi sarà sempre in crescita». Quanto al cosiddetto toto- Vasco che appassiona la politica in Emilia-Romagna, Zaia non ha voluto commentare le ipotesi di un abbandono di Errani  ma una lancia per un governatore leghista al di là del Po l'ha spezzata eccome: «Il nome non lo so, ma un candidato presidente ce lo vedo assolutamente, io sono la dimostrazione che tutto è possibile». Per Manes Bernardini, capogruppo del Carroccio a Bologna, comunque «l'appuntamento più importante sono le regionali. Spero si tengano nel 2015 - ha  aggiunto – perché le Istituzioni non devono essere usate per carriere personali. Non possiamo spendere 50 milioni  di euro  quando ancora non abbiamo pagato gli straordinari dei Vigili del fuoco che hanno scavato per il terremoto. Se poi si  dovesse votare prima, la Lega è pronta per fare fronte a questa gran de sfida, fare del Nord una macroregione». In ultimo,  solo in ordine di tempo, l'appuntamento ferrarese presso la Camera di Commercio. Qui Zaia ha ricordato il sisma che si è abbattuto sul territorio attaccando l' immobilismo del governo: «Quello che abbiamo visto a livello nazionale è una cosa  vomitevole ed è giusto che i cittadini si indignino». E ancora: «Diciamo basta a Roma. Lo provo l' imbarazzo di un governatore che lascia 18 miliardi di euro di tasse all'anno a Roma per sentirsi dire che il pasto che pago in ospedale al mio  paziente è di 6,50 euro e al Sud viene pagato fino a 60/80 euro. Allora se noi dobbiamo dare le nostre tasse per vedere  questi sprechi diciamo basta». Quanto al problema dell'unità o della secessione, Zaia ha chiarito che è un problema che non crea la politica, lo creano le imprese. «Dal Veneto se ne sono andate 700 imprese verso la Carinzia e abbiamo perso 13mila posti di lavoro. Forse a Roma qualcuno sta dormendo. Ecco perché - ha concluso – la  proposta di tenere il 75% della tassazione al Nord non e' una boutade anzi è legittima difesa. A me sembra che è inutile dare tasse del Veneto, dal Nord, a  chi spreca».  

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