“Simone
Girardin”
“La Padania 31.01.2013”
La
tangente da 20 mila euro in «contanti? Pensavo fosse un rega lo di Natale...».
Quello di Franco Pronzato, consulente e manager amico di Pierluigi
Bersani, ex responsabile nazionale per il trasporto aereo del Pd, arrestato
per tangenti nell'ambito degli appalti all'Enac, è forse il caso più irriverente
ma non certamente l'ultimo. A riaccendere i riflettori sulla cosiddetta "questione
morale" all'interno del Pd ci hanno pensato pochi giorni fa i consiglieri
regionali lombardi come l'ex sindaco di Genova, Marta Vincenzi, da ieri
sera indagata per la tragica alluvione del novembre 2011. Un partito che,
nonostante i sondaggi ci dicano l'opposto, appare sempre più allo sbando. Non
solo per una base ancora fortemente divisa dopo lo scontro Renzi-Bersani, ma
anche per le inchieste giudiziarie piombate sul partito. E così il Pd forcaiolo
e giustizialista (in particolare contro Berlusconi)
oggi si ritrova a dover fare i conti in casa propria con tanti, forse
troppi, indagati. Almeno a contare quelli finiti nel registro dei vari pm di
mezza Italia da novembre 2009, mese dell'elezione a segretario di Pierluigi
Bersani. l numeri parlano chiaro: circa 400 indagati tra esponenti nazionali e
locali del partito. Un vero e proprio bollettino di guerra, ignorato da quasi
tutta la stampa (tranne Libero e Panorama). Con tanto di vicende agghiaccianti
come quella di Luca Bianchini, coordinatore di un circolo del Pd a Roma
e condannato per tre violenze sessuali a 14 anni di carcere nel luglio scorso («L'abbiamo subito espulso dal
partito...", si erano subito difesi i vertici del Pd).











































