giovedì 31 gennaio 2013

Maroni: liste pulite? Ambrosoli, sei solo un casciaball cosmico.


“Simone Girardin”
“La Padania 31.01.2013”

La tangente da 20 mila euro in «contanti? Pensavo fosse un rega lo di Natale...». Quello di Franco Pronzato, consulente e manager amico di Pierluigi Bersani, ex responsabile nazionale per il trasporto aereo del Pd, arrestato per tangenti nell'ambito degli appalti all'Enac, è forse il caso più irriverente ma non certamente l'ultimo. A riaccendere i riflettori sulla cosiddetta "questione morale" all'interno del Pd ci hanno pensato pochi giorni fa i consiglieri regionali lombardi come l'ex sindaco di Genova, Marta Vincenzi, da ieri sera indagata per la tragica alluvione del novembre 2011. Un partito che, nonostante i sondaggi ci dicano l'opposto, appare sempre più allo sbando. Non solo per una base ancora fortemente divisa dopo lo scontro Renzi-Bersani, ma anche per le inchieste giudiziarie piombate sul partito. E così il Pd forcaiolo e giustizialista  (in particolare contro Berlusconi) oggi si ritrova a dover fare i conti in casa propria con tanti, forse troppi, indagati. Almeno a contare quelli finiti nel registro dei vari pm di mezza Italia da novembre 2009, mese dell'elezione a segretario di Pierluigi Bersani. l numeri parlano chiaro: circa 400 indagati tra esponenti nazionali e locali del partito. Un vero e proprio bollettino di guerra, ignorato da quasi tutta la stampa (tranne Libero e Panorama). Con tanto di vicende agghiaccianti come quella di Luca Bianchini, coordinatore di un circolo del Pd a Roma e condannato per tre violenze sessuali a 14 anni di carcere nel luglio  scorso («L'abbiamo subito espulso dal partito...", si erano subito difesi i vertici del Pd).

«Vergogna, vi siete sbranati tutto» I Giovani Padani assediano la sede Mps


“Massimiliano Capitanio
“La Padania 31.01.2013”

Vi siete sbranati tutto: vergogna!», «I nostri soldi per le vostre banche». Li, sotto la sede milanese del Monte dei Paschi, quegli striscioni bianco verdi sono un messaggio indelebile. In piazza Fontana, punta dal freddo, i passanti si fermano, ascoltano, osservano. A gridare la rabbia contro lo scandalo Mps non ci sono figuranti, né politici di professione: ci sono i giovani del Movimento studentesco padano, giovani il cui futuro è stato in parte sacrificato per coprire il buco da 4 miliardi della banca senese, nella cui fondazione scaldano sedie consiglieri di amministrazione rigorosamente targati Pd. La voragine aperta da manovre che definire torbide è un eufemismo è soprattutto la prova definitiva della perdita di verginità del Pd di Bersani, che in Lombardia ha ancora da pagare il conto morale lasciato da Filippo Penati, l'ex presidente della Provincia di Milano ed ex braccio destro del candidato premier democratico al centro dell'inchiesta sul cosi detto "Sistema Sesto". Senza contare la pioggia di avvisi di garanzia piovuta su i democratici del Pirellone in seno all'inchiesta sui rimborsi. Di fronte a scontrini di alcune centinaia di euro, si capisce che i 4 miliardi di euro {l'equivalente del gettito dell'lmu sulla prima casa) girati da Mario Monti alla banca senese sono un affare molto più consistente. In piazza Fontana, ieri, al fianco dei giovani c'erano il deputato mantovano Gianni Fava, tra i primi a lanciare l'allarme Mps fin dal 2008. E poi il presidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, i consiglieri comunali Igor lezzi e Alessandro Morelli, l'assessore Provincia le Massimo Pagani, il coordinatore nazionale Mgp Eugenio Zoffili e il coordinatore federale del Movimento studentesco padano, Matteo Mognaschi.

A Monti e Bersani FANNO GOLA le banche Lombarde


 “Fabrizio Carcano”
“La Padania 31.01.2013”

Finalmente hanno gettato la maschera. Finalmente si gioca a carte scoperte. E si gioca a uno contro tutti. L'uno è Roberto Maroni, e il suo grande progetto di cambiamento per il Nord, con I'Euroregione che tratterrà sul proprio territorio il 75% di tasse prodotte dai suoi cittadini. Gli altri sono quelli della grande ammucchiata che va dai massimalisti di Sei fino agli ex democristiani e agli ex missini arraffatti dal nuovo centro civico di Mario Monti. Tutti insieme, contro Maroni. Lo aveva già  anticipato qualche giorno fa a Bergamo lo stesso Monti, ammettendo che la candidatura di Gabriele Albertini aveva come obiettivo quello di impedire la vittoria di Maroni in Lombardia. Proprio l'ex sindaco di Milano, europarlamentare stipendiato dal Pdl e che ora da candidato in Regione si è voluto assicura re una poltrona in Senato con Monti, è stato protagonista di  una drammatica gaffe su Maroni e i disabili. «Auguro a Maroni - ha detto Albert ini di superare molto velocemente l'influenza perché vogliamo competizioni reali e non con disabili». Parole che hanno suscitato molte polemiche, dal Pdl alla Lega al Pd, e di cui poi Albertini si è dovuto scusare. Intanto ieri a togliere l'ultimo velo ci ha pensato Pierluigi Bersani, con un accorato appello a fare un fronte unico in Lombardia, o quanto meno una sorta di patto di non belligeranza, contro Maroni: «Noi  abbiamo messo in campo una proposta civica, c'è qualcuno che si chiama Scelta civica, vedi mai che faccia una riflessione finché ci si punzecchia é la campagna, poi si ha la sostanza, vince chi arriva primo.

Indagati i capigruppo di Pd, Idv, Sel e Udc


“ilsole24ore 31.01.2013”

Sono 29, quindi la quasi totalità, inclusi i capigruppo di Pd, Sel, Idv e Udc al Pirellone, gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sui presunti rimborsi sospetti avviata dalla procura di Milano nella "tranche" che riguarda i consiglieri della Regione Lombardia di opposizione. Di questi solo sette non hanno ricevuto un invito a comparire. Il reato contestato dai Pm è, per tutti, peculato. Lo stesso ipotizzato per i 62 consiglieri lombardi di centrodestra, già da settimane indagati per i rimborsi spese delle due ultime legislature (dal 2007 a oggi). Nel mirino dei magistrati oltre ai presidenti dei partiti in Consiglio Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cremonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (pensionati) e Gianmarco Quadrini (Udc) anche alcuni consiglieri già raggiunti da avviso di garanzia e invito a comparire, tra cui i democratici Giuseppe Civati, Alessandro Alfieri, Angelo Costanzo, Carlo Porcari, Francesco Prina, Carlo Spreafico, Antonio Viotto e Franco Mirabelli; ed Enrico Marcora (ex Udc, ora passato al centro Popolare Lombardo). Le spese contestate a Civati sono di circa 3mila euro tra cui taxi, posteggi, biglietti ferroviari. «Sono fiducioso nel lavoro dei magistrati - ha sottolineato il consigliere Pd ex rottamatore – ho sempre rendicontato voce per voce tutte le mie spese, che non riguardano pranzi, cene, aperitivi o acquisti di beni per me o per altri, ma solo trasferimenti per il mio impegno politico». Tra gli acquisti nel mirino dalla procura anche un barattolo di Nutella da 2 euro, un miniombrello automatico e due quadri d'autore, comprati da Carlo Spreafico (Pd) che ha speso oltre 47mila euro in tre anni.

Montepaschi: la procura alza il tiro «Associazione per delinquere»


“Valentina Erranti”
“Il Messaggero  30.01.2013”

SIENA - All'interno del Monte dei Paschi di Siena c’era una vera e propria organizzazione a delinquere. E’ questa l’ipotesi dei pm di Siena che hanno iscritto sul registro degli indagati i nomi di Giuseppe Mussari, ex presidente della banca, Antonio Vigni, ex direttore generale, Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area finanza e di Alessandro Toccafondi, responsabile desk quantitativo di Mps e vice di Baldassarri. E mentre dal passato di Mps spunta una nuova operazione tossica, che sarebbe costata alla banca altri 500 milioni di euro, a partire da oggi comincerà una serie di interrogatori. Personaggi di primo piano, convocati in procura per chiarire l’operazione Antonveneta, ceduta a Mps dalla Spagnola Santander con una plusvalenza di quasi quattro miliardi di euro. I pm vogliono stabilire perché Mps non abbia eseguito la due diligence per ottenere una stima del reale valore di Antonveneta. Ieri, invece, dopo l’allarme dovuto anche alle parole del procuratore di Siena, gli inquirenti hanno diffuso una nota per chiarire che le indagini, che vedono anche la Banca senese coinvolta come persona giuridica, riguardano soltanto i vecchi vertici. L’ASSOCIAZIONE Secondo i pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso all’interno del Monte dei Paschi operava una vera e propria organizzazione che dopo avere progettato e messo in atto manovre speculative ignorate dagli azionisti, le occultava anche agli organismi di vigilanza.

Tosap, i commercianti fanno la voce grossa: «Insostenibile la stangata sul suolo pubblico»


“Il Cittadino 31.01.2013”

«Tosap su del 40 per cento? Ma noi non siamo vacche da mungere». I leader degli ambulanti del mercato alzano la voce. «Palazzo Broletto ridimensioni la portata dell’aumento». In queste ore, presa carta e penna, il presidente di Apeca e Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti e su aree pubbliche) Giacomo Errico e quello dell’associazione commercianti di Melegnano Guido Scotti hanno scritto una lettera di fuoco al sindaco Vito Bellomo, che stamattina sarà distribuita agli ambulanti del mercato. «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni dei nostri associati commercianti su aree pubbliche relative al recente aumento della Tosap (Tassa occupazione spazi ed aree pubbliche), che rispetto all’anno scorso ha subito una maggiorazione stimata tra il 30 e il 40 per cento - scrivono Errico e Scotti -. Ci chiediamo quindi i motivi di un incremento tanto ingiustificato, che oltretutto arriva in un momento di profonda crisi per il nostro settore. Non a caso avevamo intenzione di chiedere una riduzione della Tosap. Certo, la perdurante crisi economica incombe anche sugli enti locali, ma è pur vero che le nostre aziende non sono solo delle vacche da mungere - hanno incalzato i presidenti delle associazioni di categoria -.

mercoledì 30 gennaio 2013

«Vinco e lascio la segreteria. Il processo di rinnovamento della Lega CONTINUA»


“Alessandro Montanari”
“La Padania 30.01.2013”

Cita il Che Guevara del «chi lotta può perdere, ma chi non lotta ha già perso», auspica la transi zione dai “partiti personali" ai "partiti territoriali" sul modello Catalano, spiega la composizione delle liste e ribadisce che, chiuse le urne e comunque vada la partita lombarda, lascerà la segreteria del Carroccio. E' un Roberto Maroni a tutto campo quello che si concede al quotidiano on line L'Indipendenza per un'intervista a viso aperto nella quale affronta tutte le critiche che provengono dalla vasta galassia dell'autonomismo padano. La premessa, però, è la conferma di una promessa, quella del ricambio  generazionale. «Che diventi presidente della Lombardia o che perda ribadisce Maroni - mi dimetterò dalla segreteria della Lega. Nell 'autunno prossimo o al massimo nella primavera del 2014, prima delle elezioni europee, si terrà il congresso  federale per scegliere la nuova guida del movimento». Da qui alla strategia della nuova Lega il passo è breve. Il Segretario  ricorda di avere ottenuto che «Fratelli d'Italia e La Destra per le elezioni regionali specificassero nel simbolo "per la Lombardia", e spiega: «La mia idea è che si debba passare dai partiti personali, e anche la Lega e il Pdl lo sono stati, a un vero partito territoriale». Il modello ideale, conferma il leader del Carroccio, è proprio quello di Convergència i Uniò, la coalizione  territoriale di partiti che ha ripreso il governo della Catalogna. «CiU, che è la somma di due partiti, ha un unico simbolo - sottolinea il Segretario.

La Finanza dal Pd E ora caro Bersani, ZITTO E A CUCCIA.


“Alessandro Montanari”
“La Padania 30.01.2013”

Ora è ufficiale: nell'inchiesta sui rimborsi al Pirellone sono coinvolti anche i consiglieri dell'opposizione. A fin ire su l registro degli indagati, stando a quanto trapela dalla Procura di Milano, sarebbero in particolare una ventina di consiglieri appartenenti al Partito democratico e all'Italia dei Valori che adesso dovranno difendersi dall'accusa di peculato. L'inchiesta, coordinata dai sostituti procuratori Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, è lo sviluppo di quella che nelle scorse settimane aveva messo nel mirino le spese di 62 consiglieri, dell'attuale e delle passate legislature regionali, appartenenti a l centrodestra. La notizia, per quanto clamorosa viste le smaccate strumentalizzazioni ascoltate nelle scorse settimane, non è un fulmine a ciel sereno. Al contrario era silenziosamente prevista ed attesa anche nei ranghi del centrosinistra. Ai primi di gennaio, infatti, la Guardia di Finanza si era recata negli uffici dei gruppi consiliari di Pd, Sei, Idv Pensionati e gruppo Misto per ritirare una ventina di scatoloni colmi di carte che, esattamente come è accaduto per i consiglieri di Pdl e Lega, sono state passate al setaccio per verificare la regolarità e l'ammissibilità delle spese messe a rimborso dai singoli consiglieri a partire dal 2008.

«Soldi PUBBLICI a imprese e famiglie, NON al Monte Paschi»


“La Padania 30.01.2013”

Lo scandalo Mps sui derivati e i titoli tossici è solo la punta dell'iceberg di un sistema marcio e corrotto. Un sistema che ha come unico obiettivo la speculazione e l'arricchimento egoista di pochi a spese dei risparmiatori. Un sistema assolutamente non circoscritto al Monte dei Paschi di Siena ma esteso a buona parte delle banche che operano sul territorio nazionale ed europeo. Per questo, Roberto Maroni, segreta rio del Carroccio e candidato alla guida della Regione Lombardia, ieri è tornato a chiedere l'istituzione di una commissione di inchiesta che indaghi sull'operato di tutte le banche, soprattutto quelle che hanno ricevuto denari pubblici per "rafforzare" le rispettive solidità patrimoniali. Per Maroni dovrà essere il prossimo Parlamento ad occuparsene. «Le banche italiane - ha argomentato il leader leghista - hanno preso l'anno scorso 200 miliardi di euro di soldi pubblici, non possono tenerli in cassaforte e comprare solo titoli di Stato per favorire gli azionisti». Il riferimento è ai fondi concessi anche dalla Bee durante la tempesta finanzia ria internazionale dei mesi scorsi che non accenna a placarsi. «Prima degli azionisti - ha sottolineato Maroni - ci sono i risparmiatori e le imprese.

JARI COLLA


Lega Nord Liguria "Il Partito Democratico regionale si è dimenticato dei tribunali di Albenga e Sanremo"


“sanremonews.it  30.01.2013”

Il Partito Democratico si è dimenticato di Albenga e Sanremo. Il candidato capolista del PD Andrea Orlando si è impegnato a difendere il Tribunale di Chiavari, un argomento per il quale la Lega Nord si batte da tempo in prima linea, anche con la recente discesa in campo dello stesso Segretario Federale Roberto Maroni. Peccato però che, mentre la Lega Nord – Liguria difende a spada tratta tutti i tribunali a rischio chiusura sul territorio, per Orlando quello di Chiavari sia il solo e unico tribunale da salvare in Liguria. Con buona pace dell'utenza e della popolazione, infatti, il Partito Democratico regionale non dimostra alcun interesse per le sorti del Tribunale di Sanremo e della sezione distaccata del Tribunale di Savona ad Albenga: anzi, il capogruppo PD Orlando arriva ad affermare, come riportato dalle pagine di un autorevole quotidiano regionale, che il suo impegno riparte dalla sua mozione da lui presentata lo scorso dicembre, volta a salvare, oltre a Chiavari, i tribunali di Bassano del Grappa, Lucera, Pinerolo, Rossano Calabro e Urbino. Gli elettori liguri, a cominciare da quelli dei comprensori di Albenga e Sanremo, è giusto che siano informati su quali sono i territori che il PD non intende sostenere. Da sempre schierata a difesa dei tribunali liguri a rischio chiusura, Sonia Viale, Segretario della Lega Nord Liguria e Capolista della Lega Nord alla Camera, si opporrà - e con lei tutta la Lega Nord - con atti concreti in Parlamento alla chiusura dei presidi di legalità sul territorio che non comportano risparmi ma aggravio di costi per i cittadini.

SERVIZI IN COMUNE


“Il Cittadino 30.01.2013”

Funzioni associate dei Comuni: nel Sudmilano si va verso un’aggregazione tra San Zenone al Lambro e Carpiano, con l’aspetto  inedito della mancanza di un confine comunale diretto. «Non importa, basta che i servizi funzionino bene ­ commenta il sindaco di San Zenone Sergio Fedeli ­ e poi con Carpiano condividiamo già l’ufficio tecnico e la segreteria comunale». La  polizia locale invece resterà in convenzione con Sordio, anche qui sulla base di una sinergia della vigilanza urbana sperimentata da diversi anni. L’effetto “spending review” nel Sudmilano allinea i pezzi del risiko. Vizzolo Predabissi, Dresano  e Colturano, con circa novemila abitanti totali, hanno associato le prime tre funzioni nel mese di dicembre. Dall’altro versante del circondario melegnanese le cose finora sono apparse più complesse sia per la distribuzione geografica degli abitati, sia per il “caso Cerro al Lambro” che emerge come unico centro sopra i cinquemila residenti. Cerro al Lambro conta 5050 residenti oggi, 5020 circa al 31 dicembre di due anni fa, per cui non rientra fra gli enti locali obbligati dalla legge 135/2012, articolo 19, a mettere in rete nove “funzioni fondamentali”, nove servizi al pubblico, entro l’inizio dell’anno prossimo. Questo cambia tutta la mappa e quindi per San Zenone la scelta sarà con Sordio per alcuni servizi, e con Carpiano per altri.

martedì 29 gennaio 2013

LA SFIDA DI MARONI. Il voto in Lombardia vale 50 milioni di euro al giorno


“Simone Girardin”
“La Padania 29.01.2013”

Azzeramento dell'Irap; moratoria di tre anni per le imprese su adempimenti amministrativi e burocratici; fiscalità di vantaggio per contrastare la delocalizzazione delle aziende; impegno a investire il 3 per cento del Pil in ricerca e innovazione, una no tax area triennale per gli under 35 che aprono una nuova attività e ultimo, ma solo in ordine cronologico, il tema della sicurezza con un potenziamento dei patti territoriali e una task force in vista di Expo 2015. Sono questi i punti cardine del programma elettorale del segretario della Lega Roberto Maroni candidato alla presidenza della Regione Lombardia, presentati a Milano durante una conferenza stampa in via Bellerio, quartier genera le del Carroccio. Un programma condiviso con gli alleati del Pdl che ha il suo cuore in quello che è ormai diventato un numero magico: 75. Tradotto: la percentuale di tasse che «Chiederemo rimangano sul territorio». In questo modo si potranno sostenere finanziariamente i capisaldi del programma del Carroccio. Ma come si può riuscire a trattenere il 75% delle tasse? La risposta di Maroni è lapidaria: «E' sufficiente cambiare una legge ordinaria. Non serve modificare la costituzione. Certo – aggiunge subito dopo il leader leghista -: sarà necessario il voto favorevole del Parlamento. Ma metteremo sul piatto la forza di un'alleanza territoriale che va dal Piemonte fino al Friuli». Dunque un programma articolato e completo quello  presentato ieri da Maroni.

Melegnano, la protesta delle vetrine


“Alessandra Zanardi”
“Il Giorno 29.01.2013”

«PER LO SVILUPPO delle attività produttive, meno tasse e più sicurezza». Queste le richieste di commercianti e artigiani, che hanno aderito in massa, anche nel Sud Milano, alla mobilitazione nazionale di Rete Imprese Italia per chiedere alle istituzioni un rilancio del settore. Nell'ambito dell'iniziativa, dopo la trasmissione in streaming del discorso del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli (in collegamento da Roma), l'Unione del commercio e dell'artigianato di Melegnano ha ospitato un incontro con sindaci e assessori del territori. Nel mirino, in particolare, la pressione fiscale. «Alle tasse del Governo si sommano quelle dei Comuni, che troppo spesso inaspriscono le tariffe senza un preventivo confronto con le associazioni di categoria- dicono i vertici locali dell'Unione-. Chiediamo maggiore concertazione: i tavoli di discussione non devono servire a ratificare decisioni già prese, ma a dialogare preventivamente col tessuto sociale». La valorizzazione delle attività produttive passa anche attraverso la sicurezza, le manutenzioni stradali e una rete d'infrastrutture efficiente. «Gli enti locali organizzino un piano d'investimenti credibile e lungimirante - proseguono dall'associazione -, che metta al centro l'innovazione, la tecnologia e la riqualificazione dei quartieri».

Tirano le CUOIA MILLE imprese al dì Maroni: «Moratoria per DIFENDERE quelle più piccole»


“La Padania 29.01.2013”

Gli imprenditori sono persone che si danno da fare, hanno poco tempo per protestare perché devono necessariamente pensare prima a mandare avanti la propria azienda. Nelle poche occasioni durante le quali fanno sentire la loro voce, fanno  seguire alla protesta proposte efficaci per il rilancio del mondo dell'impresa e del lavoro. È accaduto anche ieri, in tutta la Penisola nel corso delle manifestazioni di Rete Italia, l'associazione che riunisce Confcommercio, Confesercenti,  Confartigianato, Cna e Casartigiani, in tutto 2,5 milioni di aziende e 14 milioni di occupati. Il grido d'allarme lanciato da almeno trentamila imprenditori in ottanta città italiane è stato questo: nel 2012 ha chiuso un'impresa al minuto. Quattro le richieste avanzate al mondo della politica da Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio e, di turno, di Rete Imprese: riduzione della pressione fiscale, nuovo credito, semplificazione burocratica, investimenti per le infrastrutture. Quattro  richieste semplici, quindi, perché - come ha detto Sangalli a Roma - «senza impresa non c'è futuro e non c'è la salvezza dell'Italia». È ora di portare «alla ribalta delle decisioni politiche - ha spiegato - le ragioni della crescita e dell'equità, tenendo insieme - in Europa e in Italia – dinamicità dell'export e tonicità della domanda interna, politica industriale e politica per i servizi». Per i commercianti «l' Italia è un Paese più povero, in cui il Pii e consumi pro capite hanno fatto un balzo all'indietro  i circa quindici anni». Per questo, ha affermato ancora Sangalli, «Chiediamo alla politica di non mettere in liquidazione le imprese». A rispondergli, a stretto giro di dichiarazioni, è stato il segretario del Carroccio, Roberto Maroni, che a Milano, spiegando le strategie della Lega per il governo della Lombardia alla quale è candidato, ha avuto modo di chiarire la propria posizione. Maroni ha, infatti, scelto la giornata di mobilitazione lanciata da Rete Imprese Italia per annunciare l'idea di  rivedere il sistema di distribuzione mettendo un freno ai grandi operatori:

Sdoppia-Monti: il tartassatore ora vuoi ridurre lrpef, Irap e lmu


“Alessandro Montanari”
“La Padania 29.01.2013”

Vi ricordate il Mario Monti tecnico che derideva i politici perché credevano possibile abbassare le tasse e perfino abolire l'Imu? Ebbene, quel Professore algido e rigorosissimo non esiste più perché la campagna elettorale l'ha irrevocabilmente tra  sformato nel classico politico da promesse acchiappa-voti. Il momento della muta è avvenuto ieri mattina quando il presidente del Consiglio, protagonista dell'ennesima stucchevolissima comparsata televisiva, ha esposto un programma elettorale che, di fatto, sconfessa punto per punto la linea dell'ultimo anno di governo. Nello stupore dello studio, infatti, Monti annuncia di voler ridurre l'Irpef, l'Irap e persino l'Imu. Per quanto riguarda la tassa sulla casa, il Prof promette di  volerla decurtare già da quest'anno, «accrescendo la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro e raddoppiando le detrazioni da 100 a 200 euro, per ciascun figlio e anziano a carico fino a un massimo di 800 euro». cd i costo stimato - spiega Monti - è due miliardi e mezzo. La copertura viene dal contenimento della spesa corrente primaria pari a circa 3 miliardi».

Lombardia, Maroni: legge su 75% tasse al Nord in primi 75 giorni governo


“Sara Rossi”
“Reuters 28.01.2013”

MILANO (Reuters) - Trattenere il 75% delle tasse in Lombardia è possibile senza modificare la Costituzione, ma semplicemente cambiando una legge ordinaria dello Stato, che Lega e Pdl sono pronti a varare nei primi 75 giorni di governo, in caso di vittoria alle urne della loro coalizione. Lo ha detto oggi il segretario della Lega Nord Roberto Maroni. "Lo fa il Parlamento, se vince la coalizione di cui facciamo parte è nel programma e (verrà fatto) nei primi 75 giorni del governo", ha spiegato Maroni in una conferenza stampa per illustrare il programma delle prossime Regionali, che lo vedono candidato alla guida del Pirellone per Lega e Pdl. In caso di vittoria di altri, la Lega per raggiungere l'obiettivo assicura “un braccio di ferro” con chi guiderà l'esecutivo. Quanto al programma per le Regionali, Maroni annuncia in caso di vittoria l'azzeramento dell'Irap, una moratoria di tre anni per le imprese per adempimenti amministrativi e burocratici, una fiscalità di vantaggio per contrastare la delocalizzazione delle imprese lombarde e l'impegno a investire almeno il 3% del Pil regionale in ricerca e innovazione. Il tutto sarà finanziato con il progetto di trattenere il 75% delle tasse in Lombardia, che potrebbe concretizzarsi in una cifra dai 10 ai 16 miliardi di euro in un anno. Maroni ha posto anche un obiettivo ambizioso come 115.000 nuovi posti di lavoro all'anno nei primi tre anni anche per i giovani under 35.

A Melegnano boom di slot machine ormai quasi tutti i bar le hanno


“Il Melegnanese”

Una grave denuncia proviene dall’ex vicesindaco leghista Enrico Lupini su un fenomeno che sta proliferando in città: “A Melegnano quasi tutti i bar, tabaccai, parrucchieri ( pochi per ora ), hanno installato le famose macchinette (slot machine ), oltre a 2 / 3 sale da gioco in grande stile. Per non parlare delle sale scommesse. Altre richieste, mi risulta, stanno pervenendo al Comune, il quale cerca, in modo legale, di ostacolarle. Ci sono famiglie (giovani e anche pensionati) che stanno andando in rovina. Ormai l’attività più interessante della città sono le scommesse, le slot e le sale da gioco. Ci attende un futuro disastroso se non mettiamo mano in tutte le maniere per frenare questa calamità sociale”. La denuncia di Lupini ha rilevanza notevole, in quanto ben poche attività sembrano esenti da questo demone che sta invadendo la nostra città e sta intaccando le attività sane. Basta prestare attenzione: dopo l’apertura di una grande sala nella zona nord della città, anche piccoli bar o tabaccai hanno destinato uno spazio alle macchinette mangiasoldi che - tutto sommato - fanno  vincere i gestori del business e lo stato che incassa i diritti delle scommesse. A fronte di un cambiamento di genere di questo tipo, cosa si potrebbe fare? Lupini lancia una proposta: “Propongo ai cittadini, con il supporto dell’Amministrazione Comunale , delle Parrocchie , dei Sindacati e delle innumerevoli  Associazioni , di organizzare un convegno in città dove si  dibatta e si portino testimonianze per entrare nel cuore del problema e cercare di promuovere iniziative volte a debellare questa grave e pericolosa malattia”. Basterà un convegno? Magari no, tuttavia potrebbe essere un bel punto di partenza per far conoscere le problematiche che sottendono questa situazione che ha risvolti sociali ed economici.

lunedì 28 gennaio 2013

MENO TASSE PER LE IMPRESE !!!


«E ora di RIVOLTARE la LOMBARDIA per costruire la NUOVA EUROPA»


“Andrea Ballarin”
“La Padania 27-28.01.2013”


l "Maroni Point" aprono i battenti l’uno dopo l'altro in tutta la Lombardia con la garanzia di diventare dei punti di ascolto territoriali , nessuna chiusura di saracinesca è prevista, nemmeno nel caso di un' improbabile sconfitta. «Perché i sondaggi dicono che siamo avanti e che stiamo crescendo», rassicurava ieri a Varese il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, inaugurando quello di via Satto, proprio di fronte al Municipio. Da queste parti, tra le mura di casa, lui per tutti è il "Bobo", un amico, uno che parla la stessa lingua e ragiona con gli stessi valori della moltitudine di varesini venuti ad  assistere al taglio del nastro della sede della lista civica "Maroni Presidente" e alla presentazione dei sette candidati che lo sostengono nella corsa verso il Pirellone. Il "Bobo" per gli abitanti della Città Giardino sarà governatore, senza se e senza ma, perché il principio del "75%" da queste parti ha fatto breccia nei cuori e nelle menti sin dalla prima enunciazione. Quel principio definito dal Corrierone il "Sogno della Lega", un sogno che, monetizzato, va le 16 miliardi di euro. Maroni non perde occasione per ribadire che ai sogni bisogna crederci e che, credendoci fino in fondo, i sogni si realizzano. «Sedici miliardi di euro – spiega il leader leghista alla folla che lo ascolta – sono il valore aggiunto in più che rimarrebbe in Lombardia se potessimo trattenere  sul territorio il 75% delle tasse frutto del nostro lavoro». C'è uno squadrone intero con Maroni pronto a guerreggiare pur di affermarlo questo principio: Paolo Cherubino , luminare della medicina, docente universitario, volto noto, altamente qualificato e rispettato. E, poi, Luca Ferrazzi, ex assessore regionale all'Agricoltura; Antonio Rosati, presidente del Varese Calcio, l'imprenditrice nel settore aerospaziale Sabrina Merletti; Maria Vittoria Caprara, bancaria, Simone Canciani , studente, e Maria Sole De Medio, presidente della Comunità montana del Piambello.

Da Telecom a Penati fino a Unipol e Mps: ECCO IL CRAC DEL PD


“Simone Girardin”
“La Padania 27-28.01.2013”

Gli operai come le famiglie sono ormai un ricordo sbiadito per la sinistra. C'erano i diritti dei lavoratori, i salari, i sindacati, certi valori da difendere con le unghie, più sobrietà. Tutto abbandonato. Per cosa? Per la finanza, la grande finanza. Quella  delle banche d'affari, delle assicurazioni, delle Coop. Dalla Telecom a Mps passando per il sistema Penati fino a Uni poi e alle Cayman. Un tesoretto vero scambiato per una manciata di derivati. Le ambizioni del Pd in questi ultimi anni hanno fatto a pugni con i reali bisogni di un Paese ormai in ginocchio. Ha via via perso cultura politica per acquisire quella finanziaria. E' così almeno dalla metà degli anni Novanta. E oggi, con lo scandalo Mps, sembra chiudersi un cerchio di una sinistra diventata una sorta di evoluzione del montismo più cinico. Come non ricordare i cosiddetti "capitani coraggiosi" alla conquista di Telecom con la benedizione dal governo dell'allora premier Massimo D'Alema avevano la loro base in Lussemburgo, alle prese con non pochi grattacapi con il fisco. Come è vero che i rapporti praticati dalla sinistra di partito e delle istituzioni con finanzieri e banchieri siano ben più vasti, complessi e articolati.

Il leader della Lega fa il pieno al Castello


“Il Melegnanese”

Molte persone in castello hanno partecipato il 13 gennaio scorso all’incontro-comizio del leader della Lega nord Roberto Maroni, che ha iniziato proprio da Melegnano la sua campagna elettorale. Per l’occasione il candidato del centrodestra al Pirellone ha presentato “Il mio nord”, il libro scritto a quattro mani con il giornalista Carlo Brambilla. L’uscita del leader del Carroccio a poco più di un mese dalla tornata elettorale, ha avuto un significato marcatamente politico. Non a caso sin da subito è stato preso d’assalto da un nugolo di telecamere e da una selva di giornalisti, che l’hanno incalzato sui temi di più stretta attualità. Per una mattinata, insomma, Melegnano è diventata il crocevia della politica nazionale. Arrivato in città poco dopo le 11.30, Maroni non ha mancato di tessere le lodi del castello Mediceo. “Davvero bello”, ha detto non appena gli si è stagliato davanti. “E non l’hai ancora visto dentro”, ha replicato pronto il leader locale lumbard Denis Zanaboni. All’interno del maniero, poi, il segretario del Carroccio è stato salutato dall’applauso fragoroso di decine di leghisti in arrivo dall’intero Sudmilano. E così, durante la tavola rotonda, il leader della Lega ha tratteggiato i punti forti della campagna  elettorale lumbard. A partire dalla necessità di mantenere sul territorio il 75 per cento delle tasse pagate dai cittadini del  nord. Ma non sono mancati neppure gli accenni all’istituzione dell’Euroregione del Nord che, costituzionalmente determinata, operi con regole certe per rilanciare efficienza e sviluppo.

MPS: BAU BAU DI BERSANI «Nessuno si azzardi a parlare O VI SBRANIAMO...»


“Simone Girardin”
“La Padania 27-28.01.2013”

C'è una città sotto shock. E un Pd che cerca di reagire alle sberle degli avversari. Lo scandalo Mps rischia di affondare il partito di Bersani tanto che Massimo D'Alema e lo stesso segretario del partito democratico sono dovuti intervenire cercando di "azzannare" Lega e Pdl: «Gente che ha avuto a che fare con cose come Euronord o Credito Rorentino non si azzardi ad aprir bocca. Si azzardino che li sbraniamo». Un avvertimento. Un bau bau che però non preoccupa nessuno, per primo l'ex ministro Tremonti che su twitter ha replicato così: " Che paura... ». Il Pd è all'angolo. Le esternazioni dei suoi vertici  rasentano la rabbia di chi è stato beccato in flagranza. Il fatto stesso di tirare fuori storie come Credieuronord (Bersani non sa nemmeno di cosa sta parlando sbagliando pure il nome della banca) non hanno senso. Primo: perché i correntisti sono stati tutti rimborsati. Secondo perché non si trattava di soldi pubblici. Ma il duo Bersani e D'Alema, con l'imbarazzo di Renzi a cui pare sia stato chiesto gentilmente di non azzardarsi a urlare data la vicinanza delle elezioni, non ha lesinato bordate  anche a Monti. «Il professore, che ora punta il dito contro di noi - è la denuncia velenosa di D'Alema - ha preso quello che fino all'ultimo ha sostenuto la vecchia gestione di Mps e ha contribuito a rovesciare il sindaco, e lo ha messo nella sua lista  elettorale. E si mette pure a farci la morale. Siccome ho stima di Monti, sono sicuro che qualcuno ha preso la decisione alle sue spalle».

Melegnano: È stato un week end di vandalismi. Lega e parco Borsellino nel mirino dei teppisti


“Stefano Cornalba”
“Il Cittadino 28.01.2013”

Melegnano Vandali in azione nel fine settimana a Melegnano, dove è stato violato il parco dedicato all'eroe antimafia Paolo Borsellino. Ma nel mirino dei teppisti finisce anche la sede della Lega Nord, peraltro in un periodo nel quale è in pieno svolgimento la campagna elettorale per il Parlamento e anche per il Pirellone. Nell'area verde comunale a ridosso di viale Lombardia i vandali hanno colpito nella notte tra venerdì e sabato, quando hanno scaraventato a terra diversi cestini dell’immondizia. Il blitz teppistico è avvenuto a pochi metri dalla casa dell’acqua presente all'interno del parco, che in passato era già finita a sua volta nel mirino dei vandali con danni costati centinaia di euro alla collettività. L’altra notte, invece, i teppisti si sono accaniti sui cestini portarifiuti, che sono stati in gran parte divelti. Un po’ come era avvenuto un paio di mesi fa sul marciapiede tra le vie Lombardia e Pio IV. Potrebbe quindi trattarsi della stessa banda, che stavolta ha deciso di colpire all'interno dell’area verde. In alcuni casi poi, dopo aver gettato l’immondizia per terra, i vandali hanno addirittura scaraventato i cestini in mezzo al parco. E alla fine si sono rapidamente dileguati sempre senza che a quanto pare nessuno si accorgesse di nulla. E così solo sabato mattina, quando si sono trovati ad attraversare il parco, i residenti della zona hanno fatto i conti con la brutta sorpresa. Quello all'interno del parco a nord di Melegnano del resto, che l’anno scorso a vent'anni dalla strage di via D’Amelio era stato dedicato al magistrato anti-mafia Paolo Borsellino, non era certo un bello spettacolo. Sempre in queste ore intanto, dopo le scritte anti-Carroccio comparse le scorse settimane sui muri della città, i teppisti hanno strappato i manifesti lumbard affissi sulla porta della sede nella centralissima via Castellini. Un affronto diretto a un luogo - simbolo. «Ma noi - ha tagliato corto l’ex vicesindaco Enrico Lupini - non ci faremo certo intimidire».

Mozione al voto, manca la condivisione finale


“Stefano Cornalba”
“Il Cittadino 26.01.2013”

Cerro Non c’è accordo sull’antico forno di Riozzo. Nel consiglio comunale di mercoledì sera, infatti, la maggioranza di centrosinistra non ha accolto la mozione presentata dalla lista Solidarietà civica indipendente guidata dal leader Giovanni Papetti. La minoranza di centrodestra, invece, ha scelto la strada dell’astensione. «L’antico forno di Riozzo, come del resto hanno confermato Italia nostra e gli altri enti interessati, versa in uno stato di perdurante degrado - hanno dichiarato l’altra sera lo stesso Papetti e il consigliere della lista civica Ruben Beltrami -. Ecco perché, attraverso la mozione in discussione stasera, chiediamo all'amministrazione di emanare un’ordinanza che imponga alla proprietaria Golgi-Redaelli di intervenire». Di diverso avviso la maggioranza di centrosinistra. «In linea di principio condividiamo la mozione, di cui chiediamo di modificare solo la richiesta finale - hanno ribattuto il sindaco Marco Sassi e il capogruppo Angelo Gersandi -. Da un punto di vista tecnico, infatti, il documento potrebbe andare incontro ad una serie di rischi». Di qui la controproposta della maggioranza. «Rilanciamo invece sulla necessità di costituire un comitato ad hoc - hanno continuato Sassi e Gersandi - che, aperto ai vari gruppi consiliari e alle stesse associazioni interessate, possa trovare una soluzione condivisa». Ma a questo punto è stata la lista Solidarietà civica indipendente a rispondere picche. Ecco perché si è andati di fatto al muro contro muro, tanto che alla fine la mozione è stata bocciata. «Mi sono astenuto perché nessuna delle due posizioni mi ha davvero convinto - ha ribadito in conclusione il leader di Energie Alternative Pdl-Lega nord Stefano Curti -. A questo punto auspico la creazione di un tavolo di lavoro per individuare un percorso comune». 

domenica 27 gennaio 2013

Mps, spuntano altri otto bonifici sospetti. I pm: «Forse per pagare Antonveneta»

"Roberto Martinelli"
"Il Messaggero 27.01.2013"


ROMA - L’ultimo sospetto della procura di Siena che indaga sull’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps riguarda il reale prezzo pagato. Che addirittura,sospettano i magistrati, potrebbe essere superiore a quei dieci miliardi e rotti che già sembravano essere una cifra esorbitante. Gli investigatori hanno infatti avviato accertamenti su altri otto bonifici per quasi nove miliardi che partirono nel periodo dell’acquisizione verso tre banche diverse: l’Abn Amro, il Banco Santander e la Abbey Treasures. Quei bonifici furono giustificati già all’epoca dall’allora presidente Giuseppe Mussari, secondo il quale si trattava della restituzione di finanziamenti ricevuti in precedenza. Ma adesso, anche alla luce delle ultime risultanze investigative, i pm vogliono verificare nuovamente i dettagli dell’operazione. DOCUMENTI RISERVATI Non è un caso che dal 9 maggio scorso, giorno del blitz della Guardia di finanza a Rocca Salimbeni, gli investigatori non abbiano mai smesso di analizzare gli scatoloni di carte riservate che sono state oggetto di sequestro. Da quel materiale, gli inquirenti pensano che possano emergere nuovi spunti d'indagine. Alle carte già in mano agli uomini della valutaria, si sarebbero aggiunte quelle arrivate da Milano, dove la procura aveva aperto un'inchiesta sui derivati, ed in particolare sull'operazione Alexandria (quella sottoscritta dall'ex presidente Giuseppe Mussari con la banca giapponese Nomura),

CON IL 75% DELLE TASSE.... SI PUÒ !!!


venerdì 25 gennaio 2013

Ambrosoli Pinocchio attacca Maroni ma viene subito smentito


“Igor Iezzi”
“La Padania 25.01.2013”

Si fa tesa la campagna elettorale in Lombardia. Più si avvicina la scadenza elettorale più il clima si surriscalda. E per i candidati carenti di argomenti non rimane che la strada dell'insulto o dell'insinuazione. Umberto Ambrosoli era partito con un 'immagine pacata ma ora, evidentemente scosso dai sondaggi che lo vedono imprevedibilmente dietro, ha iniziato ad alzare la voce. Peccato che, in mancanza di proposte serie, debba ricorrere ad accuse false e senza senso. «La nostra campagna elettorale è autogestita, non usiamo i soldi dei partiti» ha sostenuto Umberto Ambrosoli, candidato del centrosinistra per la presidenza della Regione Lombardia, durante la videochat del Corriere.it. Poi, Ambrosoli, ha attaccato il candidato della Lega,  Roberto Maroni, sostenendo che lui «ha già speso 1 milione di euro». «Noi stiamo facendo attività di fud raising e abbiamo raccolto, a ieri, 235 mila euro, abbiamo l'ambizione di arrivare a 800mila. In ogni caso sul nostro sito sono indicati tutti i soldi ricevuti». La Lega Nord però ha prontamente smentito che Roberto Maroni abbia già speso un milione di euro per la sua campagna elettorale in Lombardia e ha accusato Ambrosoli, candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, di essere un «bugiardo» che «Utilizza la falsità come strumento di campagna elettorale, non avendo evidentemente argomenti da contrapporre alle nostre proposte».

SCANDALO MPS: LA LEGA ''STANA'' IL PREMIER E SOCI


“Simone Girardin”
“La Padania 25.01.2013”

La vicenda dei contratti derivati del Monte dei Paschi, la banca più antica del mondo, continua a tenere banco sulla scena politica ed economica nazionale; e non solo. Tanto che in campo è costretto a scendere anche il ministro uscente dell'Economia, Vittorio Grilli, che a margine della commemorazione per i dieci anni della scomparsa di Giovanni Agnelli non lesina le stoccate. «Non è un fulmine a ciel sereno», sottolinea Grilli a chi gli chiede di quanto stia emergendo a Rocca Salimbeni e nel sistema bancario del Paese. «Sappiamo da un anno che la banca è in una situazione problematica», aggiunge, escludendo però che si possa aprire una crisi anche in altri istituti: «Non ho evidenza di problemi simi li in altre banche ». Ma  come si sia potuti arrivare a questa situazione e perché non la si sia intercettata prima non pare però essere un problema che riguardi il Tesoro: «Sui controlli - ha concluso Grilli - dico solo che spettano alla Banca d' Italia». Quella stessa Bankitalia su cui invece il capo dello Stato Giorgio Napolitano dice di avere «piena fiducia». «Monti vada in Parlamento, riferisca e dica al Paese cosa è successo», ha invece sentenziato il suo predecessore Giulio Tremanti a margine della presentazione delle liste della lega Nord in Piemonte, dove è capolista al Senato. Da Davos il Professore si è limitato a un secco commento: «Non è in questione il tema dei controlli, ma è importante sottrarre questa tematica dalla confusione che si sta creando attorno alla banca». «Quanto è stato detto sugli interventi finanziari e sull'ammontare che sarebbe stato impiegato per Mps e il gettito  lmu - annota – è oggetto di fantasie».

Lega Nord pronta a scaldare i motori per le elezioni: la visione di Flavio Tosi


“padova24ore.it 24.01.2013”

“credo che la Lega Nord sarà compatta verso un risultato sorprendente alle prossime elezioni”. A dirlo a margine della riunione con tutti i candidati alla Camera ed al Senato del Veneto nella sede nazionale di Padova il segretario della Liga Veneta – Lega Nord Flavio Tosi. “Credo che la questione della rappresentanza dei bossiani sia superata – spiega Tosi – perché non esistono correnti quando il fine è quello degli interessi del Nord. In questo senso siamo tutti uguali e il primo risultato da raggiungere è quello di recuperare alla causa del nostro partito quegli indecisi che hanno votato Lega in passato e non hanno intenzione di andare a votare. Dai sondaggi di cui siamo in possesso il partito maggioritario in questo momento è proprio costituito da quelli che il 24 e 25 febbraio dichiarano di non avere intenzione di andare a votare. Di questi almeno un quarto sono elettori nostri. L’impegno di tutti i candidati sarà appunto quello di toccare le corde di questi militanti”. Sulle prospettive di una alleanza che potrebbe non ripetersi tra Lega Nord e Pdl in occasione delle elezioni amministrative comunali, che nel Veneto vedranno chiamati al voto i cittadini di Treviso Flavio Tosi spiega:

Scandalo Mps, Lega Nord in presidio davanti alla Banca. Borghezio all'assemblea


“gonews.it 24.01.2013”

È un vero tsunami quello che si sta abbattendo sul cosiddetto “Groviglio Armonioso”, e che rischia di avere ripercussioni incalcolabili sugli azionisti della banca più antica del Mondo. Lo scandalo dei derivati che ha portato alle dimissioni del Presidente dell’ABI Giuseppe Mussari, già Presidente della Banca Monte dei Paschi, sta assumendo proporzioni impressionanti. Voci indicano che le perdite potrebbero superare i 2 miliardi di euro, che si aggiungono ai 4 miliardi appena prestati dal Governo Monti per risanarne i bilanci. Come spiega l’On. Fava il prossimo Governo avrà una strada obbligata: «Il tempo ci sta dando ragione. Le preoccupazioni che sosteniamo da tempo sono diventate improvvisamente una triste realtà. Noi chiederemo con forza al prossimo Governo di nazionalizzare il Monte dei Paschi e di commissariarne la Fondazione, che ne è il principale azionista. L’alternativa sarebbe il fallimento della Banca e un possibile effetto contagio che trascinerebbe l’Italia nel baratro della speculazione e della finanza. Bersani afferma che il PD non c’entra niente con la Banca, forse non sapendo che gli organi di amministrazione della Fondazione sono quasi tutti nominati dal suo partito.

Cota e Tremonti: accoppiata vincente per il Piemonte


“Gianni Petra”
“La Padania 25.01.2013”

Mi sono candidato alle prossime e lezioni politiche perché me lo ha chiesto il segretario federa le Roberto Maroni e perché ritengo sia mio dovere guidare da Segreta rio nazionale le liste della Lega delle due circoscrizioni alla Camera». Con queste  parole ieri a Torino, presso la sala conferenze dell'NH Jolly Hotel, il segretario nazionale del Carroccio piemontese e Governatore del Piemonte Roberto Cota ha presentato alla stampa, insieme all'On. Giulio Tremonti, leader del Movimento 3L  (Lista Lavoro e Libertà), le liste regionali della Lega Nord. «Ritengo giusto metterei la faccia - ha precisato il Governatore - e sono davvero contento che al Senato il capolista possa essere  l'amico Giulio Tremanti, anch'egli determinato ad affrontare la campagna elettorale in prima persona . Ho ritenuto doveroso fare questa scelta, anche perché in queste elezioni c'è sul  tappeto un progetto politico ben preciso che è fondamentale anche per il Piemonte. Questo progetto prevede la costituzione di un blocco di Regioni del Nord, Piemonte, Lombardia, Veneto e ci auguriamo anche Friuli Venezia Giulia, che dovranno costituire una comunità autonoma con un sistema fiscale comune caratterizzato dal mantenimento di almeno il 75% delle entrate tributa rie sul nostro territorio.

ELEZIONI: ALTRO BLITZ ANARCHICO A GAZEBO LEGA NORD IN TRENTINO


“Agi.it 24.01.2013”

(AGI) - Trento, 24 gen. - Il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera Maurizio Fugatti ha segnalato su Facebook il terzo caso di attacco violento subito dai simpatizzanti leghisti a un gazebo. Poco dopo le 10, a Calliano (paese vicino a Rovereto) alcuni anarchici hanno rovesciato il gazebo del Carroccio, aggredendo anche un leghista di 73 anni. Fugatti, nel social Forum scrive: "un'altra volta hanno provato a prendersela con un anziano", collegando il blitz di oggi con quello organizzato da una ventina di anarchici pochi giorni fa in piazza Duomo, dove il bilancio fu di quattro ricoverati in ospedale. L'attacco, racconta il parlamentare della Lega Nord, è stato compiuto da quattro ragazzi che hanno divelto il gazebo, ribaltato il tavolino, rotto le gambe e indirizzato insulti agli attivisti del Carroccio. Sono volati spintoni e minacce, oltre che parolacce, ma non si registrano feriti. 


Sessantatré esuberi annunciati.


“Alessandra Zanardi”
“Il Giorno 25.01.2013”

«SESSANTATRÉ esuberi annunciati, un gruppo dirigente che cambia in continuazione e ancora nessuna certezza sulla volontà di trovare una soluzione condivisa». Sindacati sul piede di guerra nel braccio di ferro, che dura ormai da mesi, con i Consorzi Agrari. E intanto i lavoratori si preparano alla mobilitazione: lunedì scatterà un presidio davanti alla Prefettura. Nel mirino dei manifestanti, in particolare, c'è lo snellimento di organico previsto per l'area di Milano e Lodi. Un piano di ristrutturazione che a breve potrebbe diventare esecutivo, con la chiusura di alcune sedi locali e 63 licenziamenti (dieci riguardano Melegnano). «Tutto ciò dimostra che le dichiarazioni di principio dei Consorzi, che dicono di voler mantenere i posti di lavoro, sono soltanto  provocatorie e irrispettose», tuonano i sindacati che seguono la vertenza, Flai Cgil, Fai Cisl e Sinalcap. Da qui la mobilitazione. Lunedì, dalle 9.30 alle 14.30, Milano ospiterà un duplice presidio: davanti alla Prefettura, in corso Monforte, e davanti alla sede del Consorzio Agrario, in via Ripamonti. «Chiediamo che la rete dei Consorzi fermi le operazioni di riduzione di personale, in modo particolare quella che riguarda i 63 lavoratori di Milano e Lodi - proseguono i sindacalisti -.

giovedì 24 gennaio 2013

L’IMPEGNO DI MARONI: progetti concreti, non promesse


“Massimiliano Capitanio”
“La Padania 24.01.2013”

Faccio le cose perché ci credo: non ho nessuno da favorire, sono libero». Esordisce così Roberto Maroni nella sala di via Petrarca, dove ad attenderlo c'è la Giunta allargata dell'associazione industriali di Monza e Brianza, locomotiva economica del Nord. Una realtà tra le più ricche e produttive d'Europa, dove le parole sono da secoli precedute dai fatti. Per questo il segretario federa le chiarisce subito le condizioni in cui si troverà ad agire: mani libere e idee chiare, non promesse ma progetti. Agli imprenditori, guidati dal presidente Renato Cerioli e dal presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza Carlo Edoardo Valli, il candidato governatore spiega la concretezza della macroregione del Nord, nelle ore in cui l'Inghilterra di Cameron, mai sottostata all'euro, valuta ora di lasciare l'attuale assetto dell'Europa. «La nostra è una visione post ideologica – spiega - La nostra politica ha il compito di valorizzare i territori, e se da voi verranno idee e proposte ve ne sarò grato. Nel mio programma prevedo l 'abbassamento della pressione fiscale su chi produce ricchezza, premessa per ogni intervento sulla crescita.

Dopo le lacrime il danno. A rischio altri 150mila esodati. Fornero show: «Chiedete all'Inps...»


“Simone Boiocchi”
“La Padania 24.01.2013”

A dirlo quasi non ci si crede. Eppure è... tristemente vero! Elsa Fornero, il ministro che passerà alla storia tanto per le false lacrime quanto per le riforme "indecenti" torna ad accendere lo scontro su una situazione gravissima e che ancora non è stata risolta: quella degli esodati. «Noi ne abbiamo salvaguardati 140 mila. Se quei dati sono fonti dell'Inps, chiedete a loro». Così il ministro del Lavoro ha commentato la nuova stima degli esodati pubblicata dal Messaggero al quale risultano altri 150 mila esodati ancora «senza soluzione e che rischiano di ritrovarsi senza lavoro e senza pensione». Poi, con il suo solito stile da "vittima" ha aggiunto che «ancora una volta il ministro non viene informato dei conti». Parole che suonano come una beffa. Quale fosse il numero esatto degli esodati, tanto l'Inps quanto il ministero lo sanno da sempre. Che poi si sia preferito diffondere altre cifre perché quella vera era senza copertura è un'altra storia. Ma di dominio pubblico... Ma ancora una volta Fornero e Monti preferiscono trincerarsi dietro un bel "non so" piuttosto che risolvere un danno che loro stessi hanno creato e del quale erano stati informati dal primo momento. Così mentre, stando agli ultimi dati, altre 150 famiglie sarebbero a rischio povertà e mentre i l governo finge di non vedere, una prima proposta arriva dalla Lega. «Monti - spiega Massimo Bitonci - restituisca i 4 miliardi che ha dato al dottor Mussari.

LA NOSTRA IMU per tappare i buchi DEI COMPAGNI

“Max Capitanio”
“La Padania 24.01.2013”

C'è la rabbia contro le banche che non danno credito. C'è la rabbia contro la concorrenza s leale delle attività etniche. C'è la rabbia contro la grande distribuzione che desertifica i centri storici e mangia il poco territorio verde rimasto. C'è la rabbia degli operator i alberghieri, vessati anche dalla recente tassa di soggiorno. Il commercio in Brianza oggi è anche questo. Ma quando nella sala dell'Unione del commercio di via De Amicis arriva Roberto Maroni non c'è contestazione. Qualcuno si sfoga, molti raccontano, tutti stanno ad ascoltare. A dimostrazione che la lingua parlata da Maroni è la stessa di chi crea la ricchezza del territorio è il lungo intervento introduttivo di Giuseppe Meregalli, presidente degli esercenti locali e re dei vini a livello mondiale. Meregalli esalta l'eccellenza lombarda, non ne vuole sapere di rinunciare al primato morale ed economico per appiattirsi sui va lori italiani. Invoca l'essere «padron i a casa nostra» e rimarca che Maroni è stato l'unico candidato alla Regione Lombardia a chiedere un faccia a faccia, non scontato, con i commercianti locali. E gli oltre cinquanta rappresentanti dell'Unione fanno partire il primo di una serie di applausi. Maroni ascolta, prende appunti, e poi racconta . La sua storia  personale, di profondo conoscitore del tessuto commerciale, ma soprattutto l'esperienza da ministro del Welfare e degli  Interni. Sua la cassa integrazione in deroga, sua la lotta alla contraffazione e ali 'abusivismo, suo l'impegno per aiuti concreti alle famiglie. «I vostri temi sono i miei temi - spiega - Non ho padrini o interessi da difendere.

Crisi: Cota, fondo di oltre 1 mln per lavoratori in difficoltà per prestiti

“La Repubblica 23.01.2013”

La Giunta regionale del Piemonte ha costituito un fondo acquisizione crediti di 1 milione e 250 mila euro per dare più tempo ai lavoratori in condizioni di disagio economico di pagare i prestiti bancari agevolati, ricevuti a seguito di un precedente provvedimento. Sono oltre 500 dipendenti che nel 2009 avevano usufruito di un prestito di 2 mila 500 euro a costo zero da parte delle banche, a seguito della legge regionale n. 34/2009, ma sono appena 54 i beneficiari che ad oggi hanno provveduto ad estinguere l'anticipazione. il provvedimento, che non comporta ulteriori oneri a carico del bilancio regionale, consente ai lavoratori di restituire le somme con più tranquillità. ''L'acquisizione dei crediti da parte di Finpiemonte - spiega il governatore del Piemonte Roberto Cota - permetterà di evitare azioni forzose di recupero da parte del sistema bancario nei confronti di quei lavoratori che hanno usufruito dei prestiti agevolati, in relazioni alle particolari forme di disagio economico, ma che non hanno ancora restituito le somme''. ''Molti di questi lavoratori - aggiunge l'assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano - non sono purtroppo riusciti a trovare un nuovo impiego, per cui non sono ancora in grado di poter rientrare nel prestito. Con la costituzione di questo fondo, grazie al quale la titolarità del credito passa dalle banche a Finpiemonte, riusciamo a dare loro un po' di respiro, consapevoli di quanto sia drammatica la perdita del posto di lavoro e la ricerca di una nuova collocazione. Era per noi un atto dovuto, per i lavoratori e per le loro famiglie''. 

Mussari ci è costato l'Imu sulla prima casa Il titolo Mps crolla.


“Nicola Leoni”
“La Padania 24.01.2013”

Il presidente dell'Associazione Bancaria Italiana Giuseppe Mussari ed ex presidente del Monte dei Paschi di Siena ha lasciato e ha consegnato al vicepresidente vicario Camillo Venesio le sue dimissioni «immediate e irrevocabili» dalla presidenza dell'Abi. L'ex boss dell'istituto di Rocca Salimbeni, chiamato in causa perle operazioni in derivati, e le relative perdite, chiuse dalla banca senese sotto la sua gestione, costate allo Stato quanto il previsto introito dell'Imu, è stato costretto al passo indietro. Lo ha fatto con una lettera in cui da una parte rivendica di aver operato nel rispetto della legge ma dall'altra spiega di non poter correre il rischio di danneggiare l'immagine dell'Abi. «Si parla tanto di abolizione dell'lmu sulla prima casa, ricordiamo che  ammonta a 3,9 miliardi di euro esattamente quanto il governo Monti ha regalato a Mps». È il commento della Lega Nord, con Massimo Garavaglia, sulle dimissioni di Mussari dall'Abi dopo il buco di 3,9 miliardi di Mps dovuto all'operazione Antonveneta.

Lega Nord, Matteo Salvini arriva a Genova: “I giovani e il futuro”


“genova24.it 24.01.2013”

Genova. Matteo Salvini in arrivo a Genova. Sabato 26 Gennaio, la Lega Nord – Liguria e il Movimento Giovani Padani della Liguria saranno protagonisti al Teatro della Gioventù di Via Cesarea n. 16 a Genova, per un doppio evento. Alle ore 16.00, si terrà il dibattito “I Giovani e il Futuro”, cui parteciperanno responsabili regionali dei movimenti giovanili, rappresentanti di scuola, università e mondo del lavoro. Una importante occasione di confronto sui temi legati ai giovani del territorio, le problematiche, le proposte, le prospettive, cui seguirà, alle ore 17.30, l’incontro pubblico “Prima il Nord! Le ricette della Lega per il Cambiamento”, alla presenza del Capogruppo Lega Nord Regione Liguria Edoardo Rixi, del Segretario Nazionale Lega Nord Liguria Sonia Viale e, come ospite speciale, l’europarlamentare Matteo Salvini. “I giovani sono per noi una priorità”, spiega Sonia Viale, capolista Lega Nord in Liguria per la Camera dei Deputati, “e questo incontro ne è la conferma. ‘Più futuro per i giovani’ è uno dei punti cardine del programma elettorale della Lega Nord, uno dei 12 progetti promossi da Roberto Maroni per far ripartire il Nord. Anche in Liguria vogliamo dimostrare quanto crediamo nelle nuove generazioni e, con Matteo Salvini come ospite d’eccezione, presenteremo al pubblico tutte le nostre proposte”.

mercoledì 23 gennaio 2013

MARONI: vinciamo noi. Non c'è alternativa


“Simone Girardin”
“La Padania 23.01.2013”

Siamo ottimisti, vinciamo noi. Non c'è alternativa ». Sorriso sulle labbra e immancabili occhialini rossi, Roberto Maroni fa tappa a Lecco per la presentazione dei tre candidati della società civile che lo appoggeranno nella sfida per la conquista del Pirellone. E allora eccoli i tre moschettieri che metteranno la propria faccia nella lista Maroni presidente: Domenico Fumagalli presidente associazione padri separati onlus, Cristina Valsecchi, imprenditrice, classe 1968, e Raffaella Gianola, 46 anni, avvocato civilista. Una «lista civica vera per una straordinaria avventura fatta di concretezza e trasparenza, tiene subito a  spiegare il leader leghista, che fa sapere come tra 48 ore si chiuderà la partita con i nomi dei candidati per le Regionali. Venerdì verranno depositate le liste. Poi, «avanti tutta». Non che la campagna elettorale non sia ancora iniziata. Anzi , Maroni  corre senza sosta. Tanto da scherzare, a modo di pugile, con uno sportivo di lusso, quell'Antonio Rossi pluricampione della canoa, che lo stesso leader leghista ha già indicato come futuro assessore allo Sport della Regione Lombardia. «In caso di  vittoria, sia chiaro. Ma tanto vinciamo noi». E non c'è corsa, a sentire lo stesso Maroni: «Idee o progetti alternativi ai nostri? Non ne ho sentiti.

Istantanea PAUROSA Otto milioni di poveri, esercito di disoccupati, criminalità ALLE STELLE


“La Padania 23.01.2013”

Il rapporto Istat "Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo", relativo al consuntivo dei dati 2011, subito dopo la diffusione è stato prontamente ribattezzato in "Ahi noi Italia ". La motivazione è presto detta: otto milioni di poveri, tassi di inattività lavorativa da Stati del Maghreb, problemi di sicurezza pari a quelli dei Paesi sudamericani, immigrazione incontrollata e incontrollabile. E, poi, tanto, tanto lavoro nero, soprattutto al Sud. Quando c'è, ovviamente, perché il problema principale di questo malandato Stiva le sta proprio nel cosiddetto "tasso di inattività" (chi né lavora, né cerca occupazione), attestatosi attorno al 37,8% della popolazione potenzialmente attiva, valore tra i più alti d'Europa. L'Italia, secondo i dati lstat, è ufficialmente un Paese povero, perché nel 2011 più di una famiglia su dieci, ossia oltre 8 milioni di individui, si è collocata nella fascia di povertà relativa. Male il lavoro, il 12% di quello effettivo è sommerso. Il Mezzogiorno continua a registrare l'incidenza di occupazione non regolare più elevata del Paese, oltre il doppio rispetto a quella del Nord; a livello settoriale, nell'agricoltura, quasi un quarto dell'occupazione è irregolare e c'è da chiedersi come passino il tempo gli ispettori che dovrebbero intervenire per contrastare tale fenomeno.

SPESA PUBBLICA E SANITÀ. ZAIA: “DAL MODELLO VENETO 28 MILIARDI A MONTI”


“Comunicato stampa N° 80 del 19/01/2013”

“Se il governo Monti avesse, banalmente, applicato con umiltà il metodo Veneto di buona amministrazione avrebbe posto le basi per un risparmio complessivo di ben 28 miliardi sulla spesa pubblica. Il Veneto infatti è la regione, come testimoniano anche i recenti report di autorevoli istituti econometrici, con la spesa pubblica per cittadino più bassa d’Italia”, ha dichiarato oggi il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Se invece di inventarsi spending review sanguinose che toccano sul vivo le fasce più deboli della popolazione, il governo avesse, per esempio, applicato il modello veneto di sanità, potrebbe puntare ad avere addirittura un avanzo di bilancio – ha constatato Zaia -. Il Veneto, insomma, non partecipa neppure con un euro al disavanzo sanitario della sanità e punta a mantenere il pareggio di bilancio pur senza rinunciare all’eccellenza nel servizio. Una recente ricerca in materia di sprechi in sanità dice che in Italia ci sono 13 miliardi di sprechi. E’ su questi aggregati che occorre intervenire, non con tagli orizzontali che colpiscono virtuosi e non virtuosi”. “Certo – ha concluso Zaia - questo percorso postula alcuni principi fermi: per esempio selezionare, come abbiamo fatto in Veneto, i direttori generali sul mercato guardando esclusivamente al curriculum e non alle tessere politiche, responsabilizzarli e lasciarli lavorare su forniture e prestazioni chiedendo loro il meglio e non il compromesso. Continuando a pagare una siringa 6 centesimi contro i 25 euro di altre regioni, e un pasto 6,5 euro contro i 50 euro di altre realtà”.

Lombardia: Maroni, nessuna secessione. Sarò governatore di tutti


“Asca 23.01.2013”

''Voglio fare il governatore come ho fatto il ministro, non di una parte ma di tutti i lombardi''. Lo sostiene il segretario della Lega Nord e candidato alla presidenza della regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo a 'La Telefonata' su Canale 5. Nel caso Maroni dovesse vincere le tre principali regioni del Nord - Lombardia, Piemonte e Veneto - sarebbero a governo leghista e questo da molti viene visto come un avvio del processo di secessione, fa notare il conduttore Belpietro. ''Non sono tre leghisti ma tre governatori'', replica Maroni che aggiunge: ''Fare il governatore è una cosa seria, bisogna farlo bene. Ed io, da ministro del Lavoro prima e dell'Interno poi, ho dimostrato di non guardare agli interessi del partito''. Maroni poi chiarisce che ''non può essere considerata una premessa alla secessione'' l'obiettivo di mantenere in Lombardia il 75% delle tasse che i lombardi pagano. ''Questo - spiega - significa solo tenere i soldi nostri, valutati in 16 miliardi di euro annui e da impiegare per abbassare le tasse alle imprese e in interventi per le famiglie''. E' ''un punto del programma nazionale dell'accordo Pdl-Lega ed è stato concordato ascoltando anche i governatori Pdl del Sud'', aggiunge Maroni.

Il Prof cavallo di Troia DI BANCHIERI E CENTRALISMO


“Giacomo Stucchi”
“La Padania 23.01.2013”

E' quanto mai indicativo che le verità nascoste del premier uscente stiano venendo a galla proprio da parte di coloro che all'estero lo avevano più incensato all'atto del suo insediamento a Palazzo Chigi. Che Monti non fosse l'uomo giusto per essere messo a capo del Governo non occorreva certo che fosse il Financial Times a svelarlo, la Lega Nord lo ha sempre detto e i dati hanno confermato a pieno le nostre tesi. Il fatto è che il Professore è diventato presidente del Consiglio sull'onda di tutta una serie di mezze verità urlate che i cittadini in buona fede sono stati indotti a credere "verità vere", e che certi esponenti politici, specializza ti nel camaleontismo di professione, hanno utilizzato per assecondare le loro residue speranze di rimanere nel Palazzo. Quando i montiani vanno in televisione continuano a ripetere come un disco rotto che si deve a Monti l'avere salvato i conti dello Stato e gli stipendi dei dipendenti pubblici, ma è una falsità talmente grossa da non essere più credibile. Numeri alla mano è ormai notorio che quattro miliardi di euro, in tanto è stata quantificata il costo della crisi cosiddetta dello spread, ancorché fosse andata avanti con tassi d'interesse sui titoli di Stato sino al sette per cento, mai avrebbe potuto mandare in bancarotta un sistema che costa quasi ottocento miliardi di spesa pubblica all'anno. Un sistema peraltro che la Lega Nord negli anni di governo ha provato a cambiare democraticamente, trovando però sulla sua strada ostacoli incredibili.