“La Padania 30.01.2013”
Lo
scandalo Mps sui derivati e i titoli tossici è solo la punta dell'iceberg di un
sistema marcio e corrotto. Un sistema che ha come unico obiettivo la
speculazione e l'arricchimento egoista di pochi a spese dei risparmiatori. Un
sistema assolutamente non circoscritto al Monte dei Paschi di Siena ma esteso a
buona parte delle banche che operano sul territorio nazionale ed europeo. Per
questo, Roberto Maroni, segreta rio del Carroccio e candidato alla guida
della Regione Lombardia, ieri è tornato a chiedere l'istituzione di una
commissione di inchiesta che indaghi sull'operato di tutte le banche,
soprattutto quelle che hanno ricevuto denari pubblici per "rafforzare"
le rispettive solidità patrimoniali. Per Maroni dovrà essere il prossimo
Parlamento ad occuparsene. «Le banche italiane - ha argomentato il leader
leghista - hanno preso l'anno scorso 200 miliardi di euro di soldi pubblici, non
possono tenerli in cassaforte e comprare solo titoli di Stato per favorire gli azionisti».
Il riferimento è ai fondi concessi anche dalla Bee durante la tempesta finanzia
ria internazionale dei mesi scorsi che non accenna a placarsi. «Prima degli
azionisti - ha sottolineato Maroni - ci sono i risparmiatori e le imprese.
La banca serve per sostenere le imprese e le banche devono fare il loro mestiere per sostenere le imprese che hanno problemi con il credito». Aspetto, al contrario, del tutto trascurato dagli istituti di credito che faticano sempre più a concedere f idi, mutui e finanziamenti ai soggetti che li richiedono, dalle famiglie alle imprese. Intervenendo specificamente sullo scandalo che ha travolto Mps, il segretario della Lega Nord ha ammonito: «Se viene accertato un comportamento scorretto da parte dei vertici, non bisogna dare soldi pubblici a Mps». Il riferimento, in questo caso, è ai cosiddetti "Monti Bond", i quasi quattro miliardi di euro che saranno concessi al Monte dei Paschi per risollevare le sorti dell'istituto bancario. Il quale, è la posizione di Roberto Maroni, non andrebbe premiato ma commissariato. «Bisogna fare come il governo inglese che ha commissariato la Royal Bank of Scotland - ha proposto il segretario federale - l'ha risanata e poi l'ha venduta». Per quanto riguarda le responsabilità politiche dell'intera vicenda, Maron i ha le idee chiare e, soprattutto, non ha alcuna paura di essere azzannato ai polpacci da chi tali responsabilità non può di certo negarle. Il leader della Lega, infatti, non esclude che il Pd di Pierluigi Bersani abbia responsabilità sul caso Mps, ma punta il dito anche sul governo e sul premier Mario Monti. «Se viene accertato un comportamento scorretto da parte de i vertici – ha ribadito Il segretario federale del Carroccio a margine di un incontro con i costruttori lombardi di Ance - non bisogna dare soldi pubblici. È un tema che rimane aperto su cui il Governo deve venire a riferire in Parlamento. Monti non può scappare da questa sua responsabilità, non può fare finta di niente, che siano solo questioni legate al Pd». «Rinnovo l'invito a Fini - ha evidenziato Maroni - a convocare immediatamente il presidente del Consiglio in Aula perché venga a dire che cosa è successo e che cosa ha intenzione di fare il governo. Bisogna fare come quello inglese che ha commissariato Rbs, l 'ha risanata e poi l'ha venduta».
La banca serve per sostenere le imprese e le banche devono fare il loro mestiere per sostenere le imprese che hanno problemi con il credito». Aspetto, al contrario, del tutto trascurato dagli istituti di credito che faticano sempre più a concedere f idi, mutui e finanziamenti ai soggetti che li richiedono, dalle famiglie alle imprese. Intervenendo specificamente sullo scandalo che ha travolto Mps, il segretario della Lega Nord ha ammonito: «Se viene accertato un comportamento scorretto da parte dei vertici, non bisogna dare soldi pubblici a Mps». Il riferimento, in questo caso, è ai cosiddetti "Monti Bond", i quasi quattro miliardi di euro che saranno concessi al Monte dei Paschi per risollevare le sorti dell'istituto bancario. Il quale, è la posizione di Roberto Maroni, non andrebbe premiato ma commissariato. «Bisogna fare come il governo inglese che ha commissariato la Royal Bank of Scotland - ha proposto il segretario federale - l'ha risanata e poi l'ha venduta». Per quanto riguarda le responsabilità politiche dell'intera vicenda, Maron i ha le idee chiare e, soprattutto, non ha alcuna paura di essere azzannato ai polpacci da chi tali responsabilità non può di certo negarle. Il leader della Lega, infatti, non esclude che il Pd di Pierluigi Bersani abbia responsabilità sul caso Mps, ma punta il dito anche sul governo e sul premier Mario Monti. «Se viene accertato un comportamento scorretto da parte de i vertici – ha ribadito Il segretario federale del Carroccio a margine di un incontro con i costruttori lombardi di Ance - non bisogna dare soldi pubblici. È un tema che rimane aperto su cui il Governo deve venire a riferire in Parlamento. Monti non può scappare da questa sua responsabilità, non può fare finta di niente, che siano solo questioni legate al Pd». «Rinnovo l'invito a Fini - ha evidenziato Maroni - a convocare immediatamente il presidente del Consiglio in Aula perché venga a dire che cosa è successo e che cosa ha intenzione di fare il governo. Bisogna fare come quello inglese che ha commissariato Rbs, l 'ha risanata e poi l'ha venduta».

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