giovedì 31 gennaio 2013

Montepaschi: la procura alza il tiro «Associazione per delinquere»


“Valentina Erranti”
“Il Messaggero  30.01.2013”

SIENA - All'interno del Monte dei Paschi di Siena c’era una vera e propria organizzazione a delinquere. E’ questa l’ipotesi dei pm di Siena che hanno iscritto sul registro degli indagati i nomi di Giuseppe Mussari, ex presidente della banca, Antonio Vigni, ex direttore generale, Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area finanza e di Alessandro Toccafondi, responsabile desk quantitativo di Mps e vice di Baldassarri. E mentre dal passato di Mps spunta una nuova operazione tossica, che sarebbe costata alla banca altri 500 milioni di euro, a partire da oggi comincerà una serie di interrogatori. Personaggi di primo piano, convocati in procura per chiarire l’operazione Antonveneta, ceduta a Mps dalla Spagnola Santander con una plusvalenza di quasi quattro miliardi di euro. I pm vogliono stabilire perché Mps non abbia eseguito la due diligence per ottenere una stima del reale valore di Antonveneta. Ieri, invece, dopo l’allarme dovuto anche alle parole del procuratore di Siena, gli inquirenti hanno diffuso una nota per chiarire che le indagini, che vedono anche la Banca senese coinvolta come persona giuridica, riguardano soltanto i vecchi vertici. L’ASSOCIAZIONE Secondo i pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso all’interno del Monte dei Paschi operava una vera e propria organizzazione che dopo avere progettato e messo in atto manovre speculative ignorate dagli azionisti, le occultava anche agli organismi di vigilanza.
Così sarebbe avvenuto anche con i derivati sottoscritti prima della grande crisi dei mercati come Alexandria, Santorini e NotaItalia. La procura indaga anche per truffa ai danni degli azionisti e per le false comunicazioni agli organismi di vigilanza, ipotesi contestata a Vigni e al collegio dei revisori, Tommaso Di Tanno, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti. IL NUOVO BUCO Si chiama “Chianti classico”, la nuova operazione tossica realizzata da Mps e costata alla banca perdite per altri 500milioni di euro. Lo ha anticipato Panorama, stamane in edicola, anche se l’indiscrezione è stata smentita dallo stesso istituto senese. Nel novembre del 2010 il Monte dei Paschi di Siena avrebbe realizzato una cartolarizzazione di una parte del proprio patrimonio immobiliare, collocando sul mercato titoli per un valore di 1,5 miliardi. Da quell'operazione la banca si aspettava di incassare 450 milioni, ma le condizioni dei mercati avrebbero trasformato "Chianti classico" in una trappola, come risulterebbe dai verbali dei consigli di amministrazione della fine del 2012. BANCA INDAGATA Intanto ieri è stato ribadito che sul registro degli indagati della procura di Siena non ci sono soltanto i nomi degli ex vertici, ma anche la stessa banca, come persona giuridica. L’istituto è stato iscritto per la responsabilità amministrativa, che dai vertici viene estesa alle società in base al decreto legislativo 231 del 2001. VECCHI VERTICI Ieri dopo una giornata nera per le borse e per l’allarme dei correntisti Mps, preoccupati anche dalle parole del procuratore Tito Salerno, che aveva definito la situazione esplosiva, la procura, con una nota, ha chiarito che le indagini si riferiscono solo al passato: complesso esclusivamente rispetto al ruolo svolto nei fatti oggetto di indagine dal precedente management.

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