giovedì 31 gennaio 2013

Tosap, i commercianti fanno la voce grossa: «Insostenibile la stangata sul suolo pubblico»


“Il Cittadino 31.01.2013”

«Tosap su del 40 per cento? Ma noi non siamo vacche da mungere». I leader degli ambulanti del mercato alzano la voce. «Palazzo Broletto ridimensioni la portata dell’aumento». In queste ore, presa carta e penna, il presidente di Apeca e Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti e su aree pubbliche) Giacomo Errico e quello dell’associazione commercianti di Melegnano Guido Scotti hanno scritto una lettera di fuoco al sindaco Vito Bellomo, che stamattina sarà distribuita agli ambulanti del mercato. «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni dei nostri associati commercianti su aree pubbliche relative al recente aumento della Tosap (Tassa occupazione spazi ed aree pubbliche), che rispetto all’anno scorso ha subito una maggiorazione stimata tra il 30 e il 40 per cento - scrivono Errico e Scotti -. Ci chiediamo quindi i motivi di un incremento tanto ingiustificato, che oltretutto arriva in un momento di profonda crisi per il nostro settore. Non a caso avevamo intenzione di chiedere una riduzione della Tosap. Certo, la perdurante crisi economica incombe anche sugli enti locali, ma è pur vero che le nostre aziende non sono solo delle vacche da mungere - hanno incalzato i presidenti delle associazioni di categoria -.
Tanto più che è sotto gli occhi di tutti il degrado dei mercati settimanali della nostra bellissima città, dove ci è continuamente segnalato il fenomeno dell’abusivismo. Senza contare i sempre più pressanti controlli per gli operatori commerciali». Di qui la richiesta di Errico e Scotti, che si fanno promotori delle esigenze manifestate dalle decine di ambulanti presenti nel mercato bisettimanale. «A palazzo Broletto, che sulla questione non ha avviato alcun tipo di confronto con le nostre categorie, chiediamo di dare un segnale forte di sostegno al commercio locale - hanno ribadito -. Ecco perché esortiamo a ridimensionare la tassa di occupazione del suolo pubblico. Il nostro è un grido di allarme di un’intera categoria, che vede messo in serio pericolo il proprio posto di lavoro».

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