“Massimiliano
Capitanio”
“La
Padania 24.01.2013”
Faccio le
cose perché ci credo: non ho nessuno da favorire, sono libero». Esordisce così Roberto
Maroni nella sala di via Petrarca, dove ad attenderlo c'è la Giunta
allargata dell'associazione industriali di Monza e Brianza, locomotiva
economica del Nord. Una realtà tra le più ricche e produttive d'Europa, dove le
parole sono da secoli precedute dai fatti. Per questo il segretario federa le
chiarisce subito le condizioni in cui si troverà ad agire: mani libere e idee
chiare, non promesse ma progetti. Agli imprenditori, guidati dal presidente Renato
Cerioli e dal presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza Carlo
Edoardo Valli, il candidato governatore spiega la concretezza della
macroregione del Nord, nelle ore in cui l'Inghilterra di Cameron, mai sottostata
all'euro, valuta ora di lasciare l'attuale assetto dell'Europa. «La nostra è
una visione post ideologica – spiega - La nostra politica ha il compito di
valorizzare i territori, e se da voi verranno idee e proposte ve ne sarò grato.
Nel mio programma prevedo l 'abbassamento della pressione fiscale su chi
produce ricchezza, premessa per ogni intervento sulla crescita.
Dico no alla patrimoniale, no all'aumento dell'Iva e potenziale azzeramento dell'Irap in cinque anni. Come? Trattenendo il 75% delle nostre tasse in Lombardia: è il Corriere che dice che così facendo avremmo ogni anno 16 miliardi, l'Irap ne vale 8». C'è un punto su cui Maroni insiste davanti agli industriali: è l'onesta. Sa benissimo che la corruzione e il malgoverno sono uno dei tarli del sistema economico. «Mi hanno fatto i raggi x, perfino quelli y... , ma su me non hanno trovato niente perché non possono trovare niente – dice con orgoglio - Io voglio solo lavorare con gente competente e capace, voglio gente che corre. Per questo quando sarò governatore io mi dimetterò da segretari o federale perché lavorerò al tempo pieno per la Regione». Con Valli c'è il tempo di una battuta sulle Province, che si intendono salvaguardare pur nella ristrutturazione. Nella sa la si chiede anche continuità con quanto di buono fatto dalla Regione fino ad ora, come l'azione di "Credito adesso" favorito da Finlombarda o dalla filiera di Federfidi. Azioni che hanno permesso alla Regione, ad esempio, di pagare a 60 giorni i lavori fatti dai privati. Gli industriali chiedono anche di mantenere un unico artigianato per industria e artigianato, con un ringraziamento per il lavoro fatto da Andrea Gibelli e in precedenza da Massimo Zanello. Roberto Colombo, un passato anche da sindaco di Monza, pone l'accento sul futuro dell'Expo. «L'evento è qui e va fatto, non c'è altra strada. Se poi ci sono proposte migliorative, sono disposto ad ascoltare. Io mi impegnerò in prima persona perché i tempi sono stretti». Una vetrina che il futuro governatore ovviamente non vuole lasciarsi scappare.
Dico no alla patrimoniale, no all'aumento dell'Iva e potenziale azzeramento dell'Irap in cinque anni. Come? Trattenendo il 75% delle nostre tasse in Lombardia: è il Corriere che dice che così facendo avremmo ogni anno 16 miliardi, l'Irap ne vale 8». C'è un punto su cui Maroni insiste davanti agli industriali: è l'onesta. Sa benissimo che la corruzione e il malgoverno sono uno dei tarli del sistema economico. «Mi hanno fatto i raggi x, perfino quelli y... , ma su me non hanno trovato niente perché non possono trovare niente – dice con orgoglio - Io voglio solo lavorare con gente competente e capace, voglio gente che corre. Per questo quando sarò governatore io mi dimetterò da segretari o federale perché lavorerò al tempo pieno per la Regione». Con Valli c'è il tempo di una battuta sulle Province, che si intendono salvaguardare pur nella ristrutturazione. Nella sa la si chiede anche continuità con quanto di buono fatto dalla Regione fino ad ora, come l'azione di "Credito adesso" favorito da Finlombarda o dalla filiera di Federfidi. Azioni che hanno permesso alla Regione, ad esempio, di pagare a 60 giorni i lavori fatti dai privati. Gli industriali chiedono anche di mantenere un unico artigianato per industria e artigianato, con un ringraziamento per il lavoro fatto da Andrea Gibelli e in precedenza da Massimo Zanello. Roberto Colombo, un passato anche da sindaco di Monza, pone l'accento sul futuro dell'Expo. «L'evento è qui e va fatto, non c'è altra strada. Se poi ci sono proposte migliorative, sono disposto ad ascoltare. Io mi impegnerò in prima persona perché i tempi sono stretti». Una vetrina che il futuro governatore ovviamente non vuole lasciarsi scappare.

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