“Alessandra Zanardi”
“Il Giorno 25.01.2013”
«SESSANTATRÉ esuberi annunciati, un gruppo dirigente che cambia in
continuazione e ancora nessuna certezza sulla volontà di trovare una soluzione
condivisa». Sindacati sul piede di guerra nel braccio di ferro, che dura ormai
da mesi, con i Consorzi Agrari. E intanto i lavoratori si preparano alla
mobilitazione: lunedì scatterà un presidio davanti alla Prefettura. Nel mirino
dei manifestanti, in particolare, c'è lo snellimento di organico previsto per
l'area di Milano e Lodi. Un piano di ristrutturazione che a breve potrebbe diventare
esecutivo, con la chiusura di alcune sedi locali e 63 licenziamenti (dieci riguardano
Melegnano). «Tutto ciò dimostra che le dichiarazioni di principio dei Consorzi,
che dicono di voler mantenere i posti di lavoro, sono soltanto provocatorie e irrispettose», tuonano i
sindacati che seguono la vertenza, Flai Cgil, Fai Cisl e Sinalcap. Da qui la mobilitazione.
Lunedì, dalle 9.30 alle 14.30, Milano ospiterà un duplice presidio: davanti alla
Prefettura, in corso Monforte, e davanti alla sede del Consorzio Agrario, in
via Ripamonti. «Chiediamo che la rete dei Consorzi fermi le operazioni di
riduzione di personale, in modo particolare quella che riguarda i 63 lavoratori
di Milano e Lodi - proseguono i sindacalisti -.
Chiediamo che i primi a pagare siano i dirigenti incompetenti che hanno messo in difficoltà i Consorzi. I lavoratori non possono essere trattati come merce». Tra le richieste c'è anche quella di riaprire al più presto il tavolo delle trattative per il rinnovo dei contratti.
Chiediamo che i primi a pagare siano i dirigenti incompetenti che hanno messo in difficoltà i Consorzi. I lavoratori non possono essere trattati come merce». Tra le richieste c'è anche quella di riaprire al più presto il tavolo delle trattative per il rinnovo dei contratti.

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