giovedì 31 gennaio 2013

«Vergogna, vi siete sbranati tutto» I Giovani Padani assediano la sede Mps


“Massimiliano Capitanio
“La Padania 31.01.2013”

Vi siete sbranati tutto: vergogna!», «I nostri soldi per le vostre banche». Li, sotto la sede milanese del Monte dei Paschi, quegli striscioni bianco verdi sono un messaggio indelebile. In piazza Fontana, punta dal freddo, i passanti si fermano, ascoltano, osservano. A gridare la rabbia contro lo scandalo Mps non ci sono figuranti, né politici di professione: ci sono i giovani del Movimento studentesco padano, giovani il cui futuro è stato in parte sacrificato per coprire il buco da 4 miliardi della banca senese, nella cui fondazione scaldano sedie consiglieri di amministrazione rigorosamente targati Pd. La voragine aperta da manovre che definire torbide è un eufemismo è soprattutto la prova definitiva della perdita di verginità del Pd di Bersani, che in Lombardia ha ancora da pagare il conto morale lasciato da Filippo Penati, l'ex presidente della Provincia di Milano ed ex braccio destro del candidato premier democratico al centro dell'inchiesta sul cosi detto "Sistema Sesto". Senza contare la pioggia di avvisi di garanzia piovuta su i democratici del Pirellone in seno all'inchiesta sui rimborsi. Di fronte a scontrini di alcune centinaia di euro, si capisce che i 4 miliardi di euro {l'equivalente del gettito dell'lmu sulla prima casa) girati da Mario Monti alla banca senese sono un affare molto più consistente. In piazza Fontana, ieri, al fianco dei giovani c'erano il deputato mantovano Gianni Fava, tra i primi a lanciare l'allarme Mps fin dal 2008. E poi il presidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, i consiglieri comunali Igor lezzi e Alessandro Morelli, l'assessore Provincia le Massimo Pagani, il coordinatore nazionale Mgp Eugenio Zoffili e il coordinatore federale del Movimento studentesco padano, Matteo Mognaschi.
«Questa è ormai la prima banca del Nord e questo è il modo in cui il Partito democratico l'ha gestita constata amaramente Fava - Salvarla è un dovere per uno Stato civile, per rispetto dei lavoratori (il 90% dei 31.000 dipendenti è impiegato al Nord, ndr), per tutela dei risparmiatori. Ma si è sbagliato il modo: concedere 4 miliardi di euro a un tasso che può sa lire fino al 15%, cioè alla soglia di usura, è uno strumento che si rivelerà inefficace. Visto che la banca ha bisogno dello Stato, lo Stato doveva entrare gradualmente nella banca e con altrettanta gradualità uscirne dopo aver controllato la fase di risanamento. Si è scelta invece questa strada errata, che fa parte dei patti che hanno spinto il Pd di Bersani a sostenere  Monti fino alla fine…". «Questo è il Pd che sostiene Ambrosoli – tuona Cecchetti - Adesso capiamo meglio il perché di tanti accordi e di tanti ammiccamenti. Monti e Bersani hanno voluto sacrificare i nostri risparmi per salvare i propri interessi, quelli delle banche da una parte, quelli del partito dall'altra. La vicenda è allarmante. E dimostra, caso mai ce ne fosse ancora  bisogno, quanto sono collusi certi ambienti che i giornali di corte dipingono come rispettabili perché figli della cosiddetta società civile dal mondo bancario e finanziario, salvato dal Governo FalliMonti. I cittadini hanno pagato l'Imu – ha detto Cecchetti - ma questo governo di tecnocrati e funzionari che guardano più alle finanze che ai conti della gente anziché  dirottare gli introiti per aiutare le imprese, i lavoratori e le famiglie non hanno esitato un attimo a intervenire per venire incontro alle necessità della banca». «Questa manifestazione dei giovani dimostra come ormai la sinistra non abbia più presa sugli studenti e non consideri più le nostre esigenze - spiega Mognaschi - Dopo la contestazione di Monti in Bocconi siamo qui a gridare la rabbia contro il Pd, che aiuta le banche ma trascura persino il diritto di voti degli studenti Erasmus. A Bersani interessano solo i nostri conti correnti, non il nostro futuro…". «Bersani stia zitto: lui e la sua banca hanno già sbranato tutto: 4 miliardi della nostra lmu per sistemare i pasticci della banca vicina al Pd. Tutti devono sapere cosa sta avvenendo in questo Paese con la complicità di Mario Monti e del Governo tecnico», twitta Lucio Brignoli, coordinatore federale del  Movimento giovani padani.  

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