“La
Padania 23.01.2013”
Il
rapporto Istat "Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui
viviamo", relativo al consuntivo dei dati 2011, subito dopo la diffusione è
stato prontamente ribattezzato in "Ahi noi Italia ". La motivazione è
presto detta: otto milioni di poveri, tassi di inattività lavorativa da Stati
del Maghreb, problemi di sicurezza pari a quelli dei Paesi sudamericani,
immigrazione incontrollata e incontrollabile. E, poi, tanto, tanto lavoro nero,
soprattutto al Sud. Quando c'è, ovviamente, perché il problema principale di questo
malandato Stiva le sta proprio nel cosiddetto "tasso di inattività"
(chi né lavora, né cerca occupazione), attestatosi attorno al 37,8% della
popolazione potenzialmente attiva, valore tra i più alti d'Europa. L'Italia,
secondo i dati lstat, è ufficialmente un Paese povero, perché nel 2011 più di
una famiglia su dieci, ossia oltre 8 milioni di individui, si è collocata nella
fascia di povertà relativa. Male il lavoro, il 12% di quello effettivo è
sommerso. Il Mezzogiorno continua a registrare l'incidenza di occupazione non
regolare più elevata del Paese, oltre il doppio rispetto a quella del Nord; a
livello settoriale, nell'agricoltura, quasi un quarto dell'occupazione è
irregolare e c'è da chiedersi come passino il tempo gli ispettori che
dovrebbero intervenire per contrastare tale fenomeno.
Per quanto riguarda il tenore di vita, l' lstat rivela che circa il 57% delle famiglie residenti in Italia ha un reddito netto inferiore a quello medio annuo (29.786 euro, circa 2.482 euro al mese). Fatti due conti, dunque, il reddito di quelle in difficoltà si colloca al di sotto di 17.459 euro annui (circa 1.455 euro al mese). Non va meglio sul fronte del lavoro: sei italiani su dieci hanno un'occupazione ma il lavoro per i giovani resta una chimera, quasi uno su tre è disoccupato. In buona sostanza, nel 2011 è risultato occupato solamente il 61,2% della popolazione tra 20 e 64 anni, i restanti sono rimasti dunque al bar a girarsi i pollici o giocare a flipper. L'istituto aggiunge che, nella graduatoria europea, solamente Ungheria e Grecia presentano tassi d'occupazione inferiori. Preoccupa il dato relativo alle donne, occupate solo nel 49,9% dei casi. Sul fronte della sicurezza il nostro Paese è un vero e proprio disastro anche se apparentemente, considerando i l numero di omicidi volontari commessi, sembrerebbe le cose andassero meglio. L'Italia, infatti, con 1 omicidio volontario per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media Ue (1,2 omicidi). In realtà non sono disponibili i dati disaggregati geograficamente, perché sarebbe evidente la discrepanza tra Nord e Sud, dove gli episodi di sangue sono all'ordine del giorno. Le rapine denunciate alle autorità, poi, sono oltre 40 mila, pari a 66,8 ogni 100 mila abitanti, in forte aumento rispetto al 2010. I furti denunciati sono oltre un milione e 460 mila, il 10,2% in più dell'anno precedente. Altro tema finito sotto la lente d'ingrandimento dell'lstat è l'immigrazione. Al 1 o gennaio 2012 risultano regolarmente presenti in Italia 3.637.724 cittadini non comunitari. Tra il 2011 e il 2012 si è, dunque, verificato un incremento di 102 mila unità. l paesi di cittadinanza più rappresentati sono Marocco (506.369), Albania (491.495 ) , C ina (277.570), Ucraina (223.782) e Filippine (152.382). Tra il 2010 e il 2011 (Maroni all'Interno, ndr) i flussi di nuovi ingressi verso il nostro Paese hanno subito un brusco rallentamento. Durante il 2011 sono stati rilasciati 361.690 nuovi permessi, quasi il 40 per cento in meno rispetto all'anno precedente. La diminuzione dei permessi di soggiorno rilasciati ha interessato maggiormente le donne (-45, 7 per cento) rispetto agli uomini (-33,6).
Per quanto riguarda il tenore di vita, l' lstat rivela che circa il 57% delle famiglie residenti in Italia ha un reddito netto inferiore a quello medio annuo (29.786 euro, circa 2.482 euro al mese). Fatti due conti, dunque, il reddito di quelle in difficoltà si colloca al di sotto di 17.459 euro annui (circa 1.455 euro al mese). Non va meglio sul fronte del lavoro: sei italiani su dieci hanno un'occupazione ma il lavoro per i giovani resta una chimera, quasi uno su tre è disoccupato. In buona sostanza, nel 2011 è risultato occupato solamente il 61,2% della popolazione tra 20 e 64 anni, i restanti sono rimasti dunque al bar a girarsi i pollici o giocare a flipper. L'istituto aggiunge che, nella graduatoria europea, solamente Ungheria e Grecia presentano tassi d'occupazione inferiori. Preoccupa il dato relativo alle donne, occupate solo nel 49,9% dei casi. Sul fronte della sicurezza il nostro Paese è un vero e proprio disastro anche se apparentemente, considerando i l numero di omicidi volontari commessi, sembrerebbe le cose andassero meglio. L'Italia, infatti, con 1 omicidio volontario per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media Ue (1,2 omicidi). In realtà non sono disponibili i dati disaggregati geograficamente, perché sarebbe evidente la discrepanza tra Nord e Sud, dove gli episodi di sangue sono all'ordine del giorno. Le rapine denunciate alle autorità, poi, sono oltre 40 mila, pari a 66,8 ogni 100 mila abitanti, in forte aumento rispetto al 2010. I furti denunciati sono oltre un milione e 460 mila, il 10,2% in più dell'anno precedente. Altro tema finito sotto la lente d'ingrandimento dell'lstat è l'immigrazione. Al 1 o gennaio 2012 risultano regolarmente presenti in Italia 3.637.724 cittadini non comunitari. Tra il 2011 e il 2012 si è, dunque, verificato un incremento di 102 mila unità. l paesi di cittadinanza più rappresentati sono Marocco (506.369), Albania (491.495 ) , C ina (277.570), Ucraina (223.782) e Filippine (152.382). Tra il 2010 e il 2011 (Maroni all'Interno, ndr) i flussi di nuovi ingressi verso il nostro Paese hanno subito un brusco rallentamento. Durante il 2011 sono stati rilasciati 361.690 nuovi permessi, quasi il 40 per cento in meno rispetto all'anno precedente. La diminuzione dei permessi di soggiorno rilasciati ha interessato maggiormente le donne (-45, 7 per cento) rispetto agli uomini (-33,6).

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