venerdì 30 novembre 2012

Roma abbandona anche i Comuni che fanno solidarietà


“Igor Iezzi”
“ La Padania 30.11.2012”

Comuni lasciati soli da Roma, anche sul fronte della solidarietà. Il Governo guidato da Mario Monti e sostenuto da Pd, Pdl e Udc abbandona totalmente il territorio. L'accusa, pesante, viene da Verona dove il sindaco leghista Flavio Tosi lancia l'allarme: «Da Gennaio saremo impossibilitati a coprire, anche in minima parte, le spese per l'ospitalità dei minori stranieri non accompagnati arrivati dopo l'emergenza che si è registrata nel Nord Africa». Il Comune, quello di  Verona come tanti altri, li ospita in strutture che si trovano sul territorio comunale, dietro l'indicazione del Governo centrale. Ma oggi, dopo gli innumerevoli tagli portati avanti dal Premier che hanno colpito gli enti locali, i Primi Cittadini non hanno più fondi. Per questo il Sindaco Flavio Tosi ha comunicato con una lettera inviata nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, al Ministro delle Politiche Sociali  Elsa Fornero e al Prefetto di Verona Perla Stancari l'impossibilità di andare avanti finché Roma non depone lascia che ha tagliato i bilanci comunali. «Facendo riferimento alle ordinanze Ministeriali OPCM 3924 del 19/02/2011 e OPCM 3933 del 13/04/2012 - scrive Tosi - alle quali l'Ente da me rappresentato ha aderito, con spirito di collaborazione e di solidarietà, mettendo a disposizione strutture, provveduto alla stipula di convenzione con soggetti idonei alla gestione (cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, attori del privato sociale), anticipato spesso risorse dei propri bilanci, attivato processi di inclusione sociale e di apprendimento della lingua e cultura italiana per i ragazzi ricevuti in affidamento, in relazione all'ordinanza che rimanda alla gestione ordinaria, e quindi a carico dei nostri Comuni, i costi per il collocamento dei Minori non accompagnati rientranti nell'emergenza Nord Africa a far data dal 01/01/2013, il sottoscritto, in qualità di Sindaco pro tempore, comunica l'obiettiva impossibilità da parte dell'Ente da me rappresentato, di coprire anche in minima parte le spese da sostenere per la continuità dell'ospitalità dei Minori non accompagnati a partire dal 01/01/2013».

«Criminali stranieri scatenati e l'esecutivo lega le mani alle FORZE DI POLIZIA»


“Nicola Leoni”
“ La Padania 30.11.2012”

Uno stillicidio quasi giornaliero di misfatti, delitti, atti di violenza e illegalità, che qualora dovessero passare i principi contenuti nel progetto di legge "salva-delinquenti" portato avanti dal Governo potrebbero addirittura passare praticamente impuniti. Il vicesindaco di Treviso, e candidato ormai ufficiale del Carroccio a guidare di nuovo il capoluogo della Marca, Giancarlo Gentilini, ha raccolto e spedito alla stampa una rassegna degli articoli comparsi sui giornali nei mesi di ottobre e novembre e riguardanti episodi di illegalità e violenza compiuti nel territorio del Trevigiano che hanno visto protagonisti cittadini stranieri. Dal moldavo ubriaco e non assicurato che cerca di investire il vigile che vorrebbe fermarlo ai ladri kossovari specializzati nei furti sui treni, alle tentate violenze sessuali, allo spaccio di stupefacenti . Una recrudescenza che lo "sceriffo" della Marca imputa al lassismo dell'attuale Governo, che però il nuovo dispositivo trasformerebbe, con le misure alternative al carcere, addirittura in un'azione conscia di resa alla criminalità. Vista la situazione, immagino che la questione dell'ordine pubblico avrà un ruolo importante nel programma del sindaco... «Dobbiamo ancora cominciare a stilare il programma amministrativo delle prossime elezioni comunali, ma è certo che le questioni di ordine pubblico - anticipa Gentilini - avranno una parte importantissima. Noi amministra tori locali siamo i primi a dovere essere sempre all'erta. Voglio arrivare al "ventennio" da sindaco così come lo avevo cominciato, nel 1994, promettendo ai miei concittadini ordine e disciplina, ponendo come principio che i primi a dovere essere tutelati siamo noi».

SALVA-DELINQUENTI, il governo si schiera al fianco degli aguzzini e DIMENTICA LE VITTIME


“Simone Boiocchi”
“ La Padania 30.11.2012”

Ai professori la democrazia non pare andare giù più di tanto e la discussione parlamentare ancora meno. L'ultima dimostrazione, solo in ordine temporale, è la decisione del ministro della Giustizia Paola Severino, di intervenire nell'Aula della Camera, rispondendo punto per punto alle accuse mosse mercoledì dalla Lega in merito al "salva-delinquenti". Peccato solo che, poco prima di darle la parola, il presidente di turno dell'Assemblea, Maurizio Lupi, abbia voluto chiarire ai deputati del Carroccio che loro non sarebbero potuti intervenire. In soldoni, siccome il gruppo del Carroccio aveva precedentemente utilizzato quasi interamente il tempo in più dato a disposizione per le dichiarazioni personali, il Guardasigilli non avrebbe avuto repliche. cdi ddl sulle misure alternative, all'esame del Parlamento - ha detto il ministro - non è un'amnistia, non c'è nulla di più distante da un'amnistia. L'amnistia è un provvedimento che riguarda tutti i reati. Invece la norma, il cui articolo 1 è stato approvato con larga maggioranza, da' facoltà ai giudici di applicare la misura dei domiciliari e vale per reati per cui sono previste pene inferiori a quattro anni». Quanto ai  braccialetti elettronici, Severino ha chiarito che «sono strumenti utilissimi se hanno determinate caratteristiche tecniche. Se le caratteristiche tecniche non sono migliorabili - ha sottolineato il ministro - questi strumenti potrebbero non essere del tutto efficaci». Poi una lunga serie di numeri: «Il totale di detenuti al 30 novembre 2011, nel momento in cui il ministero della Giustizia ha varato il provvedimento cosiddetto "salva carceri" - ha aggiunto -, era di 68.047 unità; il totale dei detenuti al 31 ottobre 2012 è pari a 66.687 detenuti.

Napolitano si alza lo stipendio Uno schiaffo agli italiani


“Libero 29.11.2012”

"Il bel gesto evidentemente non è arrivato. Dopo anni di tagli ai costi della politica, la rabbia popolare e la scure calata anche dal governo di Mario Monti, l’unico a non avere tirato la cinghia nelle istituzioni italiane è Giorgio Napolitano. Certo, nessuno ha osato toccare lo stipendio personale del presidente della Repubblica, aspettando quel bel gesto che non è arrivato. Ma fa impressione scoprire che lo stipendio di Napolitano sarà l’unico in tutto il comparto pubblico ad aumentare nel 2013. La notizia è nascosta fra i trasferimenti del ministero dell’Economia sui costi della politica raccontati dalla tabella 2 allegata alla legge di stabilità", spiga il vicedirettore di LiberoFranco Bechis, sul quotidiano di venerdì 30 novembre. Dal Quirinale arriva uno schiaffo agli italiani: Napolitano si alza lo stipendio. Nel comparto pubblico, Re Giorgio è l'unico ad aver salvato la paga dalla spending review: nel 2013 ai 239.192 euro che già prende, ne aggiungerà altri 8.835. L'inquilino del Colle ignora la rabbia dei cittadini tartassati e non si cura nemmeno della spending review che investe gli organi dello Stato. E anche le toghe sfuggono ai tagli: Csm, ermellini, Tar e Corte dei Conti potranno spendere di più.

«Niente risposte dopo 46 giorni»


“SetteGiorni SudMilano 30.11.2012”

Si è surriscaldato il clima del Consiglio comunale cerrese, dopo le dichiarazioni del capogruppo della Lega nord Stefano Curti , che accusa l'amministrazione di non rispettare le regole relative allo svolgimento dei lavori consiliari. La goccia che ha scatenato il leghista è avvenuta nella seduta del 24 novembre, ma i motivi risalgono anche a occasioni precedenti. Nello specifico, a riguardo degli ultimi avvenimenti, Curti lamenta il fatto che alcune interrogazioni rivolte al sindaco, presentate il 9 ottobre, non abbiano ricevuto risposta durante la sessione del 24: «Non si tratta di tempistiche ristrette: sono passati 46 giorni! Tuttavia il sindaco Marco Sassi spiega che non è stato possibile mettere per iscritto le risposte. Forse non le avevano? Forse erano domande scomode?» Ed è polemica anche per il mancato riconoscimento da parte del Comune dell'associazione «Giovani padani»: «Mi hanno risposto che siccome non c'è un albo il riconoscimento non è possibile». 

I risultati sono evidenti e inconfutabili


“LEGA NORD Sezione di Melegnano”
“Il Cittadino – Lettere & opinioni 30.11.2012”

Egregio direttore le chiediamo ospitalità nel suo giornale per rispondere alla lettera del Consigliere Mezzi pubblicata il 27.11.2012. Possiamo capire che ormai il consigliere Mezzi stia cercando di sparare le sue ultime cartucce, magari per ritagliarsi uno spazio per le prossime elezioni regionali, ma vogliamo ricordargli che nessun Ministro degli Interni di questa repubblica ha mai ottenuto i risultati dell’ex Ministro Roberto Maroni nella lotta al crimine organizzato (Mafia, ‘ndrangheta ecc.. ecc..) i risultati sono evidenti ed inconfutabili, dal 7 maggio 2008 al 30 settembre 2011 sono stati sequestrati o confiscati circa 54.000 beni, tra cui circa 3.000 aziende, alla Mafia, per un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro, 29 dei 30 latitanti più pericolosi catturati e circa 9.000 mafiosi arrestati (nella sola Lombardia sono stati sequestrati o confiscati circa 3.000 beni per un valore di 1,1 miliardi di euro), inoltre ammonta a 1 miliardo e 792 milioni di euro il Fondo Unico di Giustizia alimentato dai depositi bancari e postali sequestrati alla criminalità organizzata. Consigliere Mezzi, “Questa è l’antimafia dei fatti”.  Ormai ci rendiamo conto che accusare la Lega Nord è diventato lo sport nazionale di tutti, non ci stupiremo se tra qualche mese ci accusassero anche del maltempo. Vogliamo porre solo una domanda al Consigliere Mezzi, visto che ci accusa di aver “sottovalutato il problema dell’infiltrazione mafiosa” (i dati prima citati smentiscono categoricamente questa sua affermazione), visto che faceva parte della giunta Penati in qualità di assessore, come ha fatto a non accorgersi dell’affare Serravalle, sul quale la Corte dei Conti ha riconosciuto un danno erariale, o del famigerato “Sistema Sesto” sempre gestito dall'ex presidente Penati ???. Purtroppo tante, forse troppe, volte si cerca la pagliuzza nell'occhio del prossimo e non si vede la trave nel proprio. La ringraziamo per lo spazio concessoci e le porgiamo cordiali saluti.
LEGA NORD Sezione di Melegnano

giovedì 29 novembre 2012

Maroni attacca Monti: «Salva-delinquenti, ennesima vergogna dei PROFESSORI»


“Simone Boiocchi”
“La Padania 29.11.2012”

Sit-in della Lega Nord a Montecitorio contro il disegno di legge presentato dal ministro della Giustizia, Paola Severino, sulle misure alternative al carcere. Una folta delegazione di deputati del Carroccio è uscita dal portone di Montecitorio, fazzoletti verdi nei taschini di giacche e cappotti, srotolando un lungo manifesto con su scritto: «delinquenti tutti fuori grazie alla maggioranza!». Nicola Molteni, capogruppo della Lega Nord in commissione Giustizia, ha poi improvvisato un comizio attirando l'attenzione dei passanti spiegando che «Dopo l'indulto mascherato e lo svuota carceri il governo Monti si appresta a varare il "salva-delinquenti". Il provvedimento sulle misure alternative al carcere è una norma vergognosa che garantisce l'impunità per legge». Per il Carroccio, ha detto ancora Molteni, si tratta di una «norma ingiusta e dannosa, che sancisce la sconfitta dello Stato nei confronti della criminalità. Non è accettabile affrontare il problema del sovraffollamento delle carceri con politiche indultive o con misure alternative alla detenzione La Lega Nord è contraria a qualunque provvedimento di clemenza generalizzato e per noi qualsiasi forma d'indulto o amnistia è una proposta irricevibile». Poco dopo è stato lo stesso segretario federale della Lega a commentare su Facebook quanto sta accendendo: «Un'altra vergogna del governo Monti: vuole il salva-delinquenti», ha scritto  Roberto Maroni sul suo profilo. «Dopo l'indulto mascherato e lo svuota-carceri il governo Monti si appresta a varare un'altra legge vergognosa: il "salva-delinquenti" - ha aggiunto il segretario federale -.

San Raffaele: da Molteni (Lega) interrogazione a Balduzzi su crisi ospedale


“Adnkronos Salute 28.11.2012”

"Quali iniziative il Governo, anche in termini di 'moral suasion', intenda intraprendere per salvaguardare i livelli occupazionali del San Raffaele" di Milano, "e con essi l'eccellenza della struttura e la qualità di servizio sanitario finora offerta". Laura Molteni, capogruppo della Lega Nord in Commissione Affari sociali della Camera, lo chiede al ministro della Salute, Renato Balduzzi, in un'interrogazione che ha appena depositato sulla situazione di crisi in cui versa l'ospedale fondato da don Luigi Verze' e rilevato da Giuseppe Rotelli in maggio. Lo scorso 31 ottobre, ricorda Molteni, l'azienda ha avviato la procedura per 244 licenziamenti tra il personale del comparto (infermieri, tecnici, ausiliari, amministrativi), e al contempo ha comunicato la disdetta di tutti gli accordi aziendali, a partire dal 1973. L'esponente del Carroccio esprime "piena solidarietà ai lavoratori" e osserva che tali procedure "comporterebbero ineluttabilmente una dispersione del patrimonio umano e professionale del San Raffaele, a partire dal comparto". Ma non solo: "La disdetta degli accordi si tradurrebbe in tagli salariali e peggioramento delle condizioni contrattuali, nonché' nel rischio di indurre le migliori professionalità ad allocarsi altrove, il tutto a discapito dell'eccellenza del San Raffaele riconosciuta a livello europeo". Da qui la richiesta di Molteni affinché' "si possa raggiungere il risultato del risanamento economico senza chiedere sacrifici al personale".

Ilva: Lega, contrari a leggi ad hoc, rischio conflitto tra poteri Stato


“AdnKronos 28.11.2012”

La Lega "è contraria a qualunque legge ad hoc, ed è incomprensibile il fatto che il governo emani un decreto sull'Ilva che di fatto recepisce i contenuti dell'Aia". Lo dichiara il responsabile federale del dipartimento Sviluppo economico della Lega Nord, Gianni Fava. "Oltre a costituire un precedente pericoloso, che potrebbe innescare un conflitto fra poteri dello Stato, stiamo parlando -spiega- di un provvedimento ingiustificato e iniquo, dal momento che non abbiamo registrato analogo trattamento verso le migliaia di imprese che sono sparite nell'ultimo anno nelle aree industrializzate del Nord". "La Lega è disponibile ad aprire un dibattito per ridiscutere le regole che governano le dinamiche ambientali nel nostro Paese a condizione che si intervenga con un processo legislativo volto a ottenere l'armonizzazione della normativa vigente. Se si devono concedere deroghe, si concedano a tutti oppure a nessuno", conclude Fava.

Equitalia, un buco da 400 miliardi. Chi pagherà per il mega-debito?


“Iva Garibaldi”
“La Padania 29.11.2012”

Cosa sia rimasto dei tagli alla politica è difficile dire ma certo è che il decreto, da oggi all'esame dell'Aula del Senato per l'approvazione con il probabile ricorso all'ennesima fiducia, è diventato una sorta di omnibus che tratta di tutto, dalle misure post terremoto alle violazioni delle autonomie locali. «E' deludente» taglia corto Massimo Garavaglia, vicepresidente della commissione bilancio di Palazzo Madama e responsabile della Lega Nord per il fisco . «Questo testo non risolve i problemi delle zone colpite dal sisma - spiega Garavaglia – e contiene forme di invasività dell'autonomia  degli enti locali. Oltre tutto pensare che la Corte dei conti, che non è riuscita a vedere le situazioni di dissesto finanziario di Napoli Palermo o della regione Sicilia possa miracolosamente controllare in maniera più invasiva gli oltre 8000 comuni oggettivamente fa sorridere. il rischio è che questo eccesso di compiti faccia arrivare una discrezionalità come quella dell'obbligatorietà dell'azione penale. In altre parole il rischio è che poi la magistratura contabile si metta a seguire quello che più gli aggrada». Che fine hanno fatto le norme per tagliare vitalizi e stipendi dei politici? Se ne parla tanto ma la questione non è stata nemmeno sfiorata. Tutto si è concentrato sulla parte negativa dei controlli sugli enti locali. Per il resto non si entra nelle questioni vere, in particolare nel patto di stabilità. Avete però raggiunto qualche importante risultato? Si, abbiamo due impegni da parte del governo: il primo, rivedere nella legge di stabilità i tagli alle province che di fatto rendono impossibili le erogazioni dei servizi essenziali e in ultimo, non per importanza, l'impegno forma le da parte del sottosegretario Polillo a rivedere la questione Imu, e in particolare a rispettare l'impegno già preso dal governo di lasciare il 100 per cento del gettito nelle casse dei comuni.

Stazione, via al posteggio a pagamento


“Luciana Grosso”
“Il Cittadino 29.11.2012”

SORDIO Il consiglio comunale di Sordio ha dato il via libera alla convenzione per l’uso del parcheggio relativo alla stazione di San Zenone che potrebbe risolvere la complicata questione della sosta dei pendolari. Secondo la  maggioranza che l’ha approvata la convenzione segna la quadratura del cerchio di un tema assai spinoso, risolto in un modo da non gravare né sulle tasche del comune, né, in parte, su quelle dei cittadini. Secondo l’opposizione (e anche secondo alcuni tra i pendolari) si tratta di un pasticcio che economicamente giova solo alle casse di San Zenone e che poco incide sulla situazione dei cittadini che usano la macchina per prendere il treno. «Il piano è molto semplice ha spiegato l’assessore ai trasporti Salvatore Iesce da alcuni incontri che abbiamo avuto con Rfi e con le Province di Milano e Lodi è emerso che i parcheggi devono essere affidati a un unico gestore, sia la fetta di posti che insiste sul territorio di  San Zenone, sia quella che insiste sul territorio di Sordio. Per una serie di motivi, tra cui il fatto che sia titolare della stazione, è sembrato più opportuno che questo unico gestore fosse San Zenone. Assodato questo Rfi ha detto che i  parcheggi non potevano essere misti ma o tutti bianchi, quindi gratuiti, o tutti blu, quindi a pagamento. La soluzione migliore, dal momento che le aree di parcheggio hanno dei costi di manutenzione elevati, è sembrata quella di fare tutti gli stalli blu, col costo di 1 euro e 25 al giorno. A questi parcheggi, se ne aggiungono poi altri 32, poco lontano, a Villa  Bissone, che saranno gratuiti e riservati ai cittadini di Sordio. Ad essi presto se ne aggiungeranno altri, gratuiti o a disco orario, nella zona a ridosso della via Emilia e nella strada dietro l’edicola, per un totale di 80 nuovi posti. Inoltre - conclude Iesce – stiamo lavorando con le aziende Line e Autoguidovie per avere un maggior numero di corse e in questo modo ridurre il numero di persone che usano l’auto.

Autodeterminazione: Il Consiglio del Veneto dice sì al referendum


“Paolo Parenti”
“La Padania 29.11.2012”

L'autodeterminazione è il passaggio fondamenta le per arrivare alla richiesta della possibilità di avere un referendum. Una richiesta legittima, che noi possiamo affrontare solo se rispettiamo le regole». Il Governatore del Veneto Luca Zaia, intervenendo in Consiglio regionale allo storico dibattito su un eventuale referendum per l'indipendenza, ha voluto come sempre mantenere i piedi per terra. Non si tratta di un percorso rapido né semplice se si intendono seguire i principi della democrazia. Il percorso da ieri è comunque iniziato da Palazzo Ferro Fini di Venezia. La seduta straordinaria convocata per dibattere i percorsi del Veneto verso l'autonomia e l'indipendenza, tra federalismo e neocentralismo, si è concluso con il mandato affidato ai presidenti di Giunta e Consiglio Zaia e Ruffato di «avviare urgentemente con tutte le istituzioni dell'Unione europea e delle Nazioni Unite relazioni istituzionali che garantiscano l'indizione di una consultazione referendaria per accertare la volontà del popolo veneto in ordine alla propria autodeterminazione, avvalendosi del parere consultivo di un'apposita commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione». Su 36 votanti hanno votato a favore - chiamati per appello nominale - i 29 consiglieri di Pdl e Lega, compreso il presidente Luca Zaia, 2 i contrari (Gustavo Franchetto e Antonino Pipitone) e 5 astenuti (i consiglieri Udc, Andrea Causin del gruppo misto e Moreno Teso del Pdl), mentre i consiglieri del Pd non hanno partecipato al voto. Il documento recepisce la proposta del presidente Zaia di costituire un tavolo tecnico tra giuristi e costituzionalisti per studiare i percorsi possibili per arrivare a indire una consultazione referendaria sull'autodeterminazione del popolo veneto. Eliminata invece l'esplicitazione dell' obiettivo indipendentista contenuto originariamente nel documento a firma Foggiato, Bond, consiglieri della Lega e Pettenò.

mercoledì 28 novembre 2012

Autodeterminazione e Indipendenza. Il VENETO non gioca con le parole


“Paolo Parenti”
“La Padania 28.11.2012”

Gran parte dell'Italia lo ignora, eppure questo è un giorno molto atteso e rischia di diventare una data storica. Per il Popolo Veneto, ma non solo. Oggi, 28 novembre 2012, il Consiglio regionale riunito a Venezia discuterà e si pronuncerà in merito alle istanze di indipendenza dei cittadini veneti. È più che "maturo" e mai come oggi trasversale infatti, nelle terre del Leone di San Marco, un sentimento profondo come la voglia di autonomia. Un comune sentire anticentralista, dichiarato da tempo anzitutto dal Governatore Luca Zaia che non perde occasione per ribadire come il Veneto avrà futuro solo con una maggiore indipendenza, che perlomeno lo avvicini alle realtà limitrofe (Regioni e Province speciali) e consenta di conservare in loco i circa 17 miliardi di residuo fiscale che annualmente i veneti versano a Roma. Circa 17 sottratti alle esigenze delle proprie famiglie, delle proprie imprese, dei propri Enti locali virtuosi. «La secessione è già in atto - ha affermato più volte Zaia in questi mesi - la fanno le nostre imprese, le nostre famiglie costrette a fuggire  all'estero per sopravvivere». Il Governatore è tornato all'attacco anche ieri in occasione della firma con Carinzia e Friuli Venezia Giulia della costituzione dell'Euregio senza confini: «Questa vera e propria secessione di settemila imprese venete è una vergogna per Roma». «Non mi sento di colpevolizzarli - ha aggiunto Zaia riferendosi agli imprenditori veneti - per aver scelto di spostare le loro attività dove ricevono risposte e si paga meno, per poter restare su l mercato. Anziché pensare a una nuova ingegneria finanziaria, Roma non deve stare a guardare senza agire».

LEGA ANTI-CASTA: tetto di 3.000 euro per vitalizi e pensioni Soldi ai più deboli


“La Padania 28.11.2012”

La Lega sferra un colpo alla Casta con una proposta che chiede un tetto di 3mila euro a pensioni e vitalizi, in favore delle  fasce più deboli. «Le pensioni erogate da gestioni previdenziali pubbliche e private e i vitalizi percepiti a seguito di incarichi elettivi non potranno superare i 3.000 euro netti mensili. I risparmi derivanti dalla presente legge dovranno essere destinati all'innalzamento delle pensioni sociali». È quanto prevede un disegno di legge presentato ieri dai  senatori della Lega Nord Gianpaolo Vallardi, Sandro Mazzatorta, Roberto Castelli e Luciano Cagnin. «A nostro avviso  questa proposta - spiega Vallardi - è un atto dovuto nei confronti di chi, in questa fase di recessione economica, non riesce ad arrivare a fine mese. Vorrei solo ricordare che il 77% dei pensionati percepisce un assegno inferiore ai 1000 euro mensili. È una discriminazione intollerabile e una profonda ingiustizia: Monti ha adottato in poco più di un anno di Governo una serie di misure drammatiche per i lavoratori e i pensionati che percepiscono importi medio-bassi. Noi  vogliamo invece colpire i burocrati e i dirigenti dello Stato». Quello di ieri non è il primo atto di ribellione della Lega nei confronti delle ingiustizie dell'esecutivo dei tecnici, lo scorso marzo i vertici leghisti avevano presentato, infatti, un ricorso in Cassazione per cancellare la riforma sulle pensioni del governo Monti, depositando un disegno di legge di iniziativa popolare avente ad oggetto: garanzia delle pensioni di anzianità con 40 anni di contributi e delle pensioni di vecchiaia.

Ddl fiscale: Lega Nord chiede sospensiva “di almeno un mese”


“(ASCA) 27.11.2012”


La Lega Nord, per voce del senatore Sandro Mazzatorta, ha chiesto in Aula del Senato una sospensiva di “almeno un mese” sul provvedimento. Mazzatorta ha sottolineato le ''criticità molto forti sulla delega'' espressa da molti senatori e ricordato che per il Carroccio la stessa delega è “incostituzionale”. “Si da' a un governo oramai defunto, con una prospettiva di vita di 1-2 mesi, una delega di 7 mesi, che eccede la scadenza del suo mandato”. Il Pd considera la richiesta della Lega Nord ''ampiamente fuori tempo'', essendo la discussione generale conclusa, e chiede “l'improponibilità” della questione da parte della presidenza, anche per l'assenza di fatti nuovi intercorsi. D'accordo con la Lega Nord si è espressa l'Italia dei Valori. Il senatore Luigi Li Gotti ha sentenziato: ''Questo governo ha espropriato la democrazia''.

Legge elettorale, intesa più vicina grazie al nuovo "lodo" Calderoli


“Paolo Guido Bassi”
“ LaPadania.net 27.11.2012”

L’approdo in Aula della legge elettorale slitta di una settimana, ma fra gli schieramenti inizia a registrarsi un tiepido ottimismo sul fatto che si possa arrivare ad un testo condiviso. Il punto d’incontro sulla vexata quaestio del premio di maggioranza potrebbe l’ultima versione del “lodo” studiato da Roberto Calderoli: due scaglioni diversi, uno sopra il 35% e uno sopra il 25%, all'interno dei quali vengono attribuiti diversi scaglioni di premi in seggi. Il rinvio al prossimo 5 dicembre, viene quindi visto come un’opportunità per ragionare su questo piano e poter finalmente concludere un dibattito che dura ormai da mesi. «Siamo vicini a una possibile intesa, ad una soluzione positiva, continueremo a lavorare», ha detto Maurizio Gasparri al termine della riunione della capigruppo convocata ieri. D'accordo l’omologa del Partito democratico, Anna Finocchiaro: «Siamo vicini a un esito positivo. Mi auguro una legge elettorale condivisa, ci sono ancora nodi da scegliere, ma ritengo positivo il margine di tempo in più che sarà utile per trovare un accordo».

Cava di prestito per la Tem: stop del Tar che blocca tutto


“Monica Autunno”
“Il Giorno 28.11.2012”

Cava di prestito Tem, lo stop arriva dal Tar: sentenza urgente a Milano, inizio lavori sospeso. L’ordinanza di ieri blocca la «presa di possesso dell’area» fissata dai costruttori della Tem appunto per ieri mattina e comunicata nei giorni scorsi. Solo il 18 dicembre il Tar, con udienza già fissata, avrebbe discusso il ricorso del Comune di Melzo, supportato dalla Provincia, sulle cave di prestito: la notifica dell’avvio lavori-blitz era stata bollata dai Comuni come un colpo di mano da arginare, e il Tar ha recepito. In attesa dunque delle sentenze definitive che verranno, è stop alle ruspe. Una prima vittoria dell’«asse del no» capitanato dal Comune di Melzo, primo ricorrente contro la cava, e dalla Provincia, scesa ad adiuvandum del ricorso. Nessuna dichiarazione ufficiale dalla Te spa, ma un monito non scritto: «La ghiaia comunque serve: occorrerà individuare un nuovo sito». Si esulta a Gorgonzola, il Comune teatro dell’impianto, a sua volta contraria all'intervento  E si esprimono parole di soddisfazione a Palazzo Isimbardi. «Un primo grande risultato - spiega l’assessore provinciale alla Pianificazione territoriale Fabio Altitonante - frutto di un lavoro condiviso. E un messaggio forte e chiaro: le grandi infrastrutture non si governano con l’arroganza, ma con il dialogo istituzionale e il contatto produttivo con il territorio». La presa di possesso dei terreni sulla vecchia provinciale Melzo-Gorgonzola era annunciata dunque per ieri. Era stato ancora Melzo, ormai settimane fa, a chiedere ufficialmente al Tar un pronunciamento in anticipo rispetto al calendario d’udienze già fissato, per impedire alle ruspe di «portarsi avanti».

Veneto: oggi in Regione il gran giorno di autodeterminazione e indipendenza


“Luca Zaia”
“ La Padania 28.11.2012”

Io voterei sì. Se il referendum avesse valore di legge, non avrei dubbi su quale segno mettere sulla scheda. L'indipendenza è, innanzitutto, un ideale. È l'emancipazione da un potere che si percepisce come oppressore, predatorio e iniquo. E non vedo molte differenze con questo Stato borbonico che impoverisce i territori e se ne frega di quel che vogliono i loro popoli. Per questo ci ritroviamo nel Consiglio regionale veneto, per far sentire la nostra voce. Domenica la Catalogna ci ha indicato la strada: si possono usare gli strumenti della democrazia per esprimere la propria volontà,  nonostante le pressioni delle burocrazie centraliste, nonostante la manipolazione mediatica. In Catalogna, domenica, la maggioranza della popolazione ha detto sì all'indipendenza, con buona pace dei giornali allineati, in Italia come in Spagna. Il New York Times, dall'altra parte dell'oceano, ha dato la giusta lettura: i catalani hanno aperto la strada al referendum indipendentista. l pretoriani del centralismo di casa nostra vorrebbero rubricare l'istanza forte che parte dal Veneto come folklore, perché come sempre non capiscono, non ascoltano, non sanno. La richiesta d'indipendenza è la presa d'atto di un fallimento: non certo il nostro, noi che per decenni, anzi per almeno centocinquant'anni, abbiamo dato, senza clamori e senza piagnistei. E cosa riceviamo in cambio? Il silenzio sprezzante dei palazzi, le decisioni scellerate di Roma. Il fallimento è quello di uno Stato che non è riuscito a risolvere le ingiustizie, che ha abbandonato le nostre imprese che non ha altri strumenti per legittimare se stesso se non attraverso decisioni d'imperio, che pensa  davvero che continuare a coprire di soldi il Sud possa servire a risollevarlo, il tutto naturalmente a spese del solito Pantalone del Nord.

martedì 27 novembre 2012

Voto in Lombardia, Lega pronta a dialogare. Ma i punti cardine non cambiano


“Paolo Guido Bassi”
“ LaPadania.net 26.11.2012”

Dopo settimane di tensione, per la prima volta Gabriele Albertini apre alla possibilità di un'intesa fra la sua "Lombardia Civica" e altre forze politiche. L'ex sindaco di Milano non si dice pronto a sostenere Roberto Maroni alla corsa per il Pirellone, ma pone alcune condizioni per sedersi attorno ad un tavolo con lui: no al referendum sull'Euro, sì alla macroregione, abolizione delle Provincie, privatizzazione dei servizi pubblici locali e vendita del patrimonio Aler. A stretto giro di posta la risposta del Carroccio, affidata a Matteo Salvini: "Ogni buona proposta che arriva per rafforzare il programma di Maroni presidente, a prescindere da chi ne sia l'autore, viene vagliata con interesse. Questo però non cambia i cardini della nostra proposta politica: il candidato presidente della Regione Lombardia deve essere quello che offre le maggiori chance di vittoria, ossia Roberto Maroni. E chi accetta di sostenerlo deve anche impegnarsi per realizzare il primo punto del suo programma: il 75 per cento delle tasse pagate dai lombardi deve rimanere in Lombardia. Detto ciò - prosegue l'esponente del Carroccio - siamo pronti a discutere anche domani stesso di macroregione, case popolari, gestione dei servizi pubblici, del futuro dell'Europa e della buona amministrazione delle Provincie lombarde.

Classifica Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle Province.


“Lodinotizie.it 27.11.2012”

“Nonostante l’anno di crisi abbiamo ottenuto dei miglioramenti significati e incoraggianti per la nostra Provincia. Gli indicatori del “Il Sole 24 Ore” ci vedono migliorare e salire di posizioni in settori fondamentali, tra i quali: tenore di vita, che comprende risparmi delle famiglie, ricchezza e servizi sulla casa; nel lavoro e nell’impresa, fra queste rientrano export, propensione all’investimento e nuove start-up aziendali. Saliamo anche nei servizi all’ambiente e alla salute. Questi, sono settori fondamentali che comprendono la sanità e gli impegni della Provincia in fatto di ambiente e premiano il grandissimo lavoro fatto dalla nostra amministrazione in fatto di gestione dei rifiuti territoriali e sui servizi sanitari offerti nella Provincia”. Questo il commento a caldo del Presidente della Provincia di Lodi Pietro Foroni alla classifica annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle Province italiane. “Le due posizioni di lieve flessione della classifica generale che pongono la nostra Provincia alla 69esima posizione – spiega il Presidente Foroni – sono semplicemente dovuti ai seguenti fattori: una densità demografica molto bassa per km/q. che ci posiziona all’ottantaquattresimo posto su 107 Province del Paese; la sicurezza, dove l’Ente provinciale non ha competenze specifiche; il tempo libero, dove le risorse ridotte a zero certo non hanno contribuito a sviluppare altre iniziative che eravamo in procinto di lanciare e poi nostro malgrado tagliate per colpa della manovra sulla spending review del Governo Monti.

La “sconfitta di Pirro”: la miserevole disinformazione sul caso catalano


“Gilberto Oneto”

“L’Indipendensa 27.11.2012”

 

Parecchi giornali  italiani ieri davano la notizia delle elezioni catalane con titoli quasi uguali che sottolineavano una sconfitta, una battuta d’arresto, un ridimensionamento degli indipendentisti. Altrove le cose sono state presentate diversamente: la BBC ad esempio ha parlato esplicitamente di vittoria dell’autonomismo radicale. Dove sta la verità?  Quello che è veramente successo lo ha raccontato con chiarezza e tempismo il nostro Salvatore Antonaci in una serie di interventi di straordinario giornalismo, come se ne vedono pochi nelle redazioni  italiane, che vivono di “copia-incolla”, di lanci Ansa e di veline delle Superiori Autorità.
Perché si sia ancora una volta fatta della miserevole disinformazione è piuttosto chiaro: i patrioti (i padroni del vapore lo sono e pertanto anche molti giornalisti in carriera) temono come la peste l’autonomismo catalano perché – più di quello scozzese, vallone o altro – somiglia in maniera (per loro) preoccupante a quello padano. I titoli che annunciano la sconfitta degli indipendentisti (poi quasi sempre contraddetti dal contenuto degli articoli) hanno funzione scaramantica, sono segno di terrore, come di chi urla se ha paura, chiude gli occhi per non vedere il pericolo o gonfia il torace se sta per farsela sotto.  Hanno sgaggia dell’effetto emulazione e sanno benissimo che i padani (che in generale non sono dei samurai) hanno bisogno di esempi per darsi una mossa, hanno bisogno che qualcuno “parta per primo” per decidersi a fare anche il più semplice gesto, anche per difendere i propri interessi.

La presa dell’Europa da parte di Goldman Sachs ora è completa


“L’Indipendensa 27.11.2012”


Il governo britannico ha deciso di cambiare radicalmente la guida della Banca d’Inghilterra, nominando alla carica di governatore il canadese Mark Carney, attuale governatore della Banca centrale del Canada. La decisione è stata annunciata dal ministro delle Finanze George Osborne, il quale ha confermato che Carney rileverà la guida della Bank of England per otto anni, in sostituzione dell’attuale Mervyn King, che lascerà a giugno e assumerà anche nuovi poteri di vigilanza sulle banche. E sapete dove ha lavorato Carney, dopo laurea e PhD ad Oxford? Bravissimi, Goldman Sachs. La presa d’Europa da parte della banca d’affari Usa è completa, la guerra per la salvaguardia del dollar standard a livello globale – costata la ghirba a Dominique Strauss-Kahn – avrà inizio a breve. Non ci credete? Dietrologia. Guardate questo grafico e fatevi un’idea.

MONTI SPREZZANTE col Federalismo, difende i ''brontosauri di Stato''


“Nicola Leoni”
“La Padania 27.11.2012”

Le ultime dichiarazioni del prof. Monti sul Federalismo sono l'ennesima riprova della sua considerazione nei confronti del Paese reale, quello dei territori, quello che produce culture e ricchezze». Il governatore del Veneto Luca Zaia stigmatizza le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenuto ieri a Milano agli stati generali di Cida, l'associazione di manager e professionisti italiani. La riforma del Federalismo, ha detto il premier, «è stata messa in camera di decompressione non bloccante, ma di approfondimento e demitizzazione ». Secondo Monti, fino a qualche anno fa il Federalismo era considerato cda riforma più importante per il futuro del Paese ». Eppure, ha detto il premier con tono tra l' ironico e lo sprezzante, «non ho mai capito fino in fondo la costruzione del Federalismo, di cui vedo e apprezzo i tratti essenziali ma non ne colgo i dettagli fondamenta li». In particolare, ha detto ancora Monti, «mi sfugge il  motivo per cui il Federalismo renderebbe quasi ridondanti tutte le altre riforme» . «Per il nostro professore - replica Zaia – siamo periferie da spolpare, di realtà da dare in pasto agli apparati centrali di uno Stato che, non pago di avere strangolato l'economia reale del Nord, è riuscito persino ad aumentare il debito pubblico. Questo Stato che con il prof. Monti esprime tanta acrimonia nei confronti del territori è lo stesso che restituisce livelli di inefficienza e di indifferenza da Paesi subsahariani.

lunedì 26 novembre 2012

LA LEGA AVVISA MONTI Fontana: «l sindaci pronti alle dimissioni in massa»


“Alessandro Montanari”
“La Padania 25/26.11.2012”

Tocca ad Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, tirare le fila della grande giornata di lavoro al PalaBrescia sull'attacco che il Governo Monti sta dirigendo agli enti locali. «Oggi - esordisce, introdotto dal Segretario federa le Roberto Maroni, il sindaco di Varese - abbiamo dimostrato di voler bene alla nostra gente. La ribellione dei sindaci è iniziata! Mercoledì abbiamo posto al governo un ultimatum perché non siamo più nelle condizioni di amministrare. E se non ci metteranno nelle condizioni di amministrare le nostre città, noi lasceremo il nostro compito. Che se la prendano loro la responsabilità storica di sopprimere i comuni, che sono l'istituzione democratica di contatto con i cittadini». «No i - riprende Fontana - vogliamo costruire un patto per le comunità al quale vogliamo che aderiscano tutti i nostri amministratori ma anche i sindaci degli altri partiti. Per questo oggi vi chiedo di essere tutti con me quando la prossima settimana andremo a discutere con il Governo per porre le nostre condizioni. Chiederemo - elenca il presidente di Anci Lombardia - di eliminare i pasticci dell'Imu e di far ritornare il gettito di questa tassa interamente nelle casse dei comuni. Chiederemo di sospendere l'applicazione del patto di stabilità interno ai piccoli comuni ma chiederemo anche che venga allentato l'ulteriore irrigidimento già stabilito per tutti gli altri comuni perché in queste condizioni è impossibile garantire i pagamenti in 30 giorni.

«Siamo SOTTO ATTACCO, vogliono SOLO AZZERARE le nostre comunità»


“Simone Girardin”
“La Padania 25/26.11.2012”

Elena Maccanti, vice segreta rio federale Lega Nord e assessore regionale in Piemonte con delega alle autonomie locali , conosce bene i l valore delle comunità, baluardo a difesa del territorio. Non è un caso che proprio lei sia stata una delle protagoniste dell'appuntamento di ieri a Brescia. «Abbiamo voluto chiamare a raccolta gli  amministratori locali e del volontariato, le categorie produttive, tutto ciò che ruota intorno alle nostre comunità, ai nostri territori». Il motivo? Semplice. E lo spiega la stessa Maccanti: «Siamo sotto attacco e siamo tutti pronti a dimetterci se questo patto di stabilità non sarà cambiato». L'esponente leghista parla di un attacco feroce, con decreti legge che si susseguono, «tutti molto confusi: non c'è nemmeno tempo di studiarli...». Una battaglia che ha come comune denominatore • i tagli a i trasferimenti verso le autonomie locali , dove si penalizzano soprattutto quelli virtuosi». «Si vuole scaricare su di loro tutti i problemi». Tagli ormai insostenibili: «2 miliardi su l 2013 per i comuni con modalità di riparto folli dove a essere penalizzati sono i territori che meno hanno sprecato». Con una grana ulteriore per i piccoli Comuni: l 'obbligo di gestione associata. «Norme che si accavallano. Con tre decreti che si son contraddetti. Un disagio – spiega ancora Maccanti - che si ripercuote sui cittadini, sull'intera comunità». E dove le conseguenze sono immediate con pesanti tagli ai servizi . Una famiglia su tre fa fatica a pagare le bollette. Abbiamo studiato come affrontare i termini di pagamento della pubblica amministrazione che stanno mettendo in ginocchio le nostre pmi. Si è parlato di scuola, edilizia scolastica, difesa del territorio. Sono state formulate proposte concrete.

Catalogna: Mas non vince, ma ora la maggioranza è indipendentista


“Giuliana Marchi”
“L’Indipendensa 26.11.2012”

Le elezioni catalane, ad una prima lettura, si sono concluse con la sconfitta di Artur Mase di Ciu che invece, convocando la tornata elettorale anticipata, avevano chiesto al popolo catalano una “maggioranza eccezionale” per poter procedere sulla strada del progetto sovranista, passando attraverso la convocazione di un referendum per l’indipendenza. Ma fermarci qui sarebbe una lettura superficiale e fuorviante. Infatti il dato elettorale dice che le forze dichiaratamente nazionaliste, vale a dire che perseguono il progetto indipendentista, oggi contano nel Parlamento catalano 74 seggi su 135 e quindi sono maggioranza assoluta: Ciu 50, Erc 21, Cup 3.  Se poi aggiungiamo i comunisti ecologisti di Icv (passati da 10 a 13 seggi), si arriva a 87, anche se politicamente si tratta di uno schieramento politicamente disomogeneo, dove il dato comune è però appunto l’indipendenza della Catalogna. Vero è che Convergenzia i Uniò ha perso 12 seggi e tuttavia bisogna sottolineare un fatto fondamentale: nel 2010 ottenne 62 parlamentari, ma allora il suo programma non prevedeva affatto lo svolgimento del referendum per l’indipendenza. Oggi, invece, il partito di Mas e dell’ex presidente Jordi Pujol, porta nel Parliament de Catalunya 50 deputati sulla scorta di un programma che non parla più di “pacto fiscal” con Madrid, bensì di progetto “soberanista” e, quindi, indipendentista.

Cerro al Lambro: Così il Comune rischia di deturpare l’area dell’antico oratorio.


“Il Cittadino – Lettere & opinioni – 26.11.2012”

Oggi è apparso un articolo sulla nuova asta per la vendita dell’area del cosiddetto supermercato di Riozzo. la nostra  associazione ha già contestato e continuerà a contestare questa scelta dell’amministrazione comunale per i seguenti motivi: l’area non è adibita a supermercato ma semplicemente a «commerciale» . Ciò significa che potrebbe sorgere anche una concessionaria come un sexy shop. Un servizio che certamente non serve agli anziani e ai cittadini di Riozzo e che andrebbe a deturpare il contesto dell’antico oratorio di San Rocco, contesto importante per salvare e valorizzare la struttura più antica in paese. l’area è già stata proposta in vendita e l’asta è andata deserta. Si lasci a  verde e a fruizione dell’antico oratorio. Le case non si possono costruire per la vicinanza alla nuova TEEM, sono possibili solo situazioni di permanenza temporanea, cioè aree commerciali. Con una permuta di aree è possibile  lasciare a verde questa e fornire in altri ambiti servizi migliori alla cittadinanza. Se si volesse davvero fare un supermercato per gli anziani del paese, si andrebbero a ledere ulteriormente i negozi di vicinato del paese e comunque sia, con la previsione del pgt di costruire per 150.000mq del territorio comunale, si potrebbe anche fare altrove. La vendita di questa area non è finalizzata al fornire un reale servizio ai cittadini ma è già stata messa erroneamente in bilancio, a sostenere la realizzazione di una nuova scuola faraonica, totalmente inutile per una  realtà come Cerro al Lambro con una popolazione scolastica del paese in diminuzione.

Crescita, la classifica delle regioni: sempre e solo il Nord a tirare la carretta


“La Padania 24.11.2012”

Il Nord è la locomotiva del Paese. Una conferma "senza se e senza ma" arriva dallo spaccato del Pii per regione pubblicato ieri dall'Istat. l dati s i riferiscono al 2011, quando l'economia italiana è cresciuta dello 0,4%. E' però il Nord-est l'area che segna il risultato più positivo in termini di variazione del Pii in volume (+1,1%), seguito da Nord-Ovest (+0,6%) e Centro (+0,2%). L'unica ripartizione che ha subito una diminuzione del Pil rispetto all'anno precedente è il Mezzogiorno (-0,3%); particolarmente negativi sono i risultati di Molise (- 1,9%), Sicilia (-1,3%) e Campania (-0,8%). Nel 2011 il Pil in volume è aumentato a livello nazionale dello 0,4%, con un netto rallentamento della crescita rispetto al 2010 (+1,8%). Nel Nord-ovest la frenata è stata particolarmente brusca: il tasso di crescita del Pil è sceso dal 3,8% nel 2010 allo 0,6% nel 2011. Il Nord-est risulta nel 2011 l'area più dinamica del Paese (+1,9% nel 2010), mentre il Centro registra una crescita molto debole. Nelle regioni del Mezzogiorno, che già nel 2010 non avevano beneficiato del recupero registrato nel resto del Paese (il Pil era diminuito dello 0,1%) vi è stato un ulteriore calo dello 0,3%. Questi risultati, scrive l'Istat, sono principalmente imputabili al marcato rallentamento della dinamica, o alla contrazione, del valore aggiunto industriale, che aveva trainato la ripresa del 2010. In  particolare, Centro e Mezzogiorno hanno fortemente risentito degli effetti della riduzione delle attività industriali (rispettivamente -3,6% e -1,5%), mentre nel Nord-ovest e Nord-est la variazione è stata comunque positiva (entrambe +1,7%). Al Nord, nel 2011 le migliori performance del Pil in volume si riscontrano in Emilia Romagna  (+1,6%), Valle d'Aosta (+1,5%) e Piemonte (+0,9%).

sabato 24 novembre 2012

Il biogas a Occhiò, stop al raddoppio. Palazzo Isimbardi: «Nessuna autorizzazione al secondo sito»

"Emanuele Dolcini"
"Il Cittadino 24.11.2012"


Biogas di Occhiò, il Parco agricolo Sud Milano ci vuole ve­dere chiaro. Le “cave” comparse a sud­est dell’impianto sono en­trate nell’orbita di accertamenti condotti dal Parco e della polizia provinciale, che potrebbe attua­re un’ispezione nel giro di po­chissimo. L’ipotesi è che gli sbancamenti visibili al di fuori del perimetro del sito costitui­scano fondazioni per un amplia­mento dello stesso (in pratica, una “Occhiò 2”), senza però l’au­torizzazione degli enti compe­tenti fra i quali Parco Sud, So­printendenza archeologica e Co­mune. L’esistenza di un’enorme “trincea” al di fuori del sito in senso stretto ­ cioè delle cupole e vasche di fermentazione che so­no già pronte a funzionare ­ è stata osservata per primi dagli attivisti di Italia Nostra Sud Est Milano, che hanno documentato lo strano paesaggio “lunare” nella zona dell’antico abitato agricolo poco lontano dalla via Emilia. Attorno all’area perime­trata dalle dune di maschera­mento ci sono due scavi nel ter­reno di maggiori dimensioni, e una serie di piste in mezzo ai mucchi di terra. Il tutto sembra disegnare una sorta di pre­am­pliamento della struttura desti­nata a produrre energia elettri­ca utilizzando mais, il trinciato prodotto nei 200 ettari delle cam­pagne attorno. Oppure potrebbe­ro essere strutture di servizio al­l’impianto autorizzato, ma an­che queste esterne all’area di produzione in senso stretto. In ogni caso il biogas sangiuliane­se non può ampliarsi perchè l’ente Parco ha negato il permes­so bis. «La conferenza di servizi si è chiusa con la negazione del­l’apertura del secondo sito ­ ri­badiscono gli uffici dell’ente presieduto da Guido Podestà­ l’iter è andato avanti fino a po­chi giorni fa ed ha rilasciato un solo permesso.

venerdì 23 novembre 2012

Monti, prima senatore a vita Ora premier per sempre?


“Alessandro Montanari”

“La Padania 23.11.2012”

 

Non sono piaciute alla Lega Nord le esternazioni del Capo dello Stato sulla singolarissima situazione di Mario Monti, incandidabile perché già incardinato a vita in Parlamento ma nei fatti candidato a succedere a se stesso e, cosa  ancora più singolare, nuovamente senza passare da una legittimazione popolare. •C'è un modo molto semplice - interviene il capogruppo alla Camera Gianpaolo Dozzo - per togliere Napolitano e Mont i dall'imbarazzo: Monti si dimetta da senatore a vita e si presenti, come qualsiasi altro cittadino ha il diritto di fare, alle elezioni. Se le vince,  Napolitano potrà nominarlo nuovamente premier. Non è pensabile, però, che possa governare ancora da "tecnico":  chi vuole governare deve avere prima il consenso del popolo sovrano•. •Il Presidente Napolitano - commenta anche il senatore Paolo Franco - sostiene che, essendo senatore a vita, Monti non può essere candidato premier alle elezioni. Dopo, però, potrebbe essere chiamato a guidare il futuro Governo. È una "innovazione" costituzionale speciosa, comoda ed incoerente!•. Franco ricorda poi quale fu nella scorsa legislatura il ruolo dei senatori a vita. •Accorrevano trafelati a portare i pochissimi voti di cui aveva bisogno il Governo Prodi per restare in piedi. Caduto  Prodi, però, non si son più fatti vedere•. Il problema centrale, tuttavia, resta un altro: la legittimazione popolare di chi siederà a Palazzo Chigi. •Ma come? - obbietta il senatore Franco - Non si dice che ci vogliono le preferenze per consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti? E allora perché il Presidente Senatore Mario Monti dovrebbe essere sollevato da questo giusto onere? Vuole Governare l'Italia? Si candidi evinca le elezioni. Questo è quello che dovrebbe pretendere il Presidente della Repubblica•.

Troppe TASSE e stretta del CREDITO ammazzano 200 aziende al giorno


 “La Padania 23.11.2012”

Osservandola con le lenti dell'economia reale, la recessione che attanaglia il Bel paese è ancor più impressionante, con effetti che rischiano di eclissare quelli sperimentati durante la contrazione del 2008/2009. Cresce infatti il numero di aziende italiane che escono dal mercato non riuscendo a far fronte alla crisi in atto. Secondo quanto emerge dai dati Cerved relativi ai primi nove mesi del 2012, i fallimenti sfiorano quota 9 mila (+2% su anno), a cui si aggiungono 1.500 procedure concorsuali non fallimentari (+7,3%) e 45.000 liquidazioni (+0,3%). Inoltre, allargando il campo di analisi a tutte le procedure concorsuali e ai casi di liquidazione volontaria dell'azienda, emerge un impatto ancora significativo della recessione: tra gennaio e settembre del 2012 sono infatti uscite dal mercato 55.000 aziende, valore record nel decennio (+0,8"/0 su anno). •Il forte aumento del numero di imprenditori che decidono volontariamente di liquidare le proprie società•, commenta Gianandrea de Bemardis, amministratore delegato di Cerved Group, «è un aspetto che fa riflettere, soprattutto se a chiudere sono imprese in grado di creare ricchezza. Le liquidazioni aumentano anche tra società sane, che probabilmente hanno aspettative pessimistiche sul futuro. Capire le ragioni del fenomeno e il destino di queste società è fondamentale per invertire le tendenze in atto•. I dati relativi alle società di capitale, da cui si sono escluse le cosiddette scatole vuote (aziende attive sulla carta ma che di fatto non operano sul mercato), consentono di misurare con accuratezza l'impatto della crisi su settori e aree geografiche, e segnalano alcuni fenomeni non evidenti dall'analisi dei soli default.

Comuni di confine, UNA BEFFA GLI AIUTI bloccati nelle casse.


“Giovanni Polli”
“La Padania 23.11.2012”

I fondi per le aree disagiate dei Comuni confinanti con Regioni o Province autonome devono essere utilizzabili subito. Questo il senso della petizione consegnata alla presidenza del Senato, rappresentata da Emma Bonino, da una delegazione dell'associazione comuni di confine, 12 sindaci in rappresentanza dell'insieme dei sindaci firmatari. La delegazione era accompagnata dal senatore Sergio Divina che ha organizzato l'incontro. •Il documento deve dare origine a un dibattito politico e dovrà essere esaminato dalle Commissioni parlamentari», spiega Divina. •Secondo me - prosegue dovrà essere anche udito il Comitato promotore della petizione. Sono stati 75 i sindaci  firmatari. I loro Comuni si trovano in zone "svantaggiate" ed in quanto tali hanno ottenuto finanziamenti dal vecchio Fondo Lanzillotta, ora chiamato Fondo Letta, in base di progetti di intervento. Ora devono iniziare i lavori  entro trenta giorni, salvo vedersi revocare il contributo. Ma non lo possono spendere per ragioni relative ai flussi di cassa finanziaria legati al patto di stabilità». •Quello che a questo punto denunciano – prosegue Divina - è che gli aiuti, utili per colmare il divario che esiste tra i loro Comuni ed i Comuni che confinano con i loro appartenenti a Regioni a Statuto speciale o a Province autonome, si trasformano in una presa in giro. Si riconosce la necessità di aiuto per il disagio, si forniscono gli aiuti ma s i impedisce di spenderli per il patto di stabilità». Non si t ratta però di una semplice lamentazione, c'è anche la proposta. •Dal momento che gli aiuti europei sono al di fuori dei flussi di cassa e non rientrano nel patto di stabilità», spiega il senatore del Carroccio, •allora si considerino questi aiuti statali alla stessa stregua di un aiuto comunitario.

Dalla morte di Franco alle formazioni armate fino all'autonomismo di JORDI PUJOL.


“Vasco Giuriolo”
“La Padania 23.11.2012”


All'inizio degli anni settanta, in Catalunya si registrò la breve esperienza dell'Olia (Organitzaciò de La Lluita Armada) dissolta in breve tempo. Nel settembre 1975 verrà fucilato nei pressi di Barcellona il militante basco Juan Paredes Manot {Txiki) condannato a morte insieme ad un altro etarra, Otaegi, e a tre esponenti del Frap. Sarà l'ultima infamia del caudillo Francisco Franco, già in coma e tenuto artificialmente in vita fino al 20 novembre 1975 {data della morte nel 1936 del fondatore della Falange, Josè Antonio Primo de Rivera). Dopo la morte di Franco per le aspirazioni autonomiste vi fu la possibilità di esprimersi più liberamente con manifestazioni e scioperi sostenuti anche dalla Chiesa catalana. Una prima conquista, lo Statuto del1979 nella prospettiva di una maggiore autonomia garantita dalla Generalitat di Catalunya, per quanto sempre ne Il ' ambito dello Stato spagnolo. Diversamente da quanto avveniva contemporaneamente in Euskal Herria (con la nascita di Herri Batasuna) l'epoca della transizione non conobbe in Catalunya ipotesi più ambiziose, per lo meno non da parte dei gruppi storici. Solo negli Anni Ottanta prenderanno consistenza progetti radicalmente indipendentisti. Per quanto minoritarie, alcune formazioni ebbero sicuramente un ruolo di stimolo nei confronti dei gruppi storici come I'Esquerra Republicana. Oltre a "Nuova Falce" {che si richiamava a Els Segadors, l'inno nazionale: •Bon cop de falc, defensors de la terra! •) e al Moviment d'Esquerra Nacionalista {dove convivevano pacifisti, antinucleari, femministe e libertari) va sicuramente citato il Moviment de Defensa de la Terra. Ispirandosi a Herri Batasuna, ha cercato di coniugare le istanze indipendentiste con le lotte soci al i e in difesa dell'ambiente. Come precisava l'esponente dell'Mdt Victoria Gerri, •negli Anni Ottanta I'Mdt ricopriva un ruolo di referente unitario di massa della Sinistra Indipendentista, mentre oggi è diventato un partito politico, un'organizzazione strategica.

Milano, due omicidi in 24 ore, il questore minimizza, la gente ha paura.


“Emma Cara”

“Il Vostro quotidiano 22.11.2012”

 

MILANO – Un uomo freddato in strada con un proiettile alla testa, in via Mosè Bianchi, zona fiera, poco dopo,  il rinvenimento del cadavere di una donna extracomunitaria trovato all'interno dell’appartamento di un rapinatore  in Piazzale Lagosta, zona stazione centrale. Due omicidi nell'arco di 24 ore hanno sconvolto ieri il capoluogo lombardo e in città si torna a parlare di “Milano violenta”. Il questore di Milano, Luigi Savina, commentando, ha detto: «C’è soltanto una concentrazione in un breve periodo dell’anno, allarmante ma connessa a una grande metropoli».  Per il rappresentante della polizia si tratta quindi di una coincidenza , per questo non bisogna creare allarmismo. Sarà anche vero ma la gente ha paura. UNA PERSONA TRANQUILLA  Diego Preda, 69 anni, di Binasco, ucciso in strada era una persona che conduceva una vita normale. Assicuratore, come tutti i giorni si stava recando a prendere l’auto, dopo aver lasciato il suo ufficio, proprio poco distante dal suo appuntamento con la morte. Sposato, un figlio, di lui gli inquirenti parlano come di un professionista serio, incensurato, lontano da ambienti malavitosi. Incomprensibile per ora quindi capire il movente dell’omicidio. OMICIDIO A SFONDO SESSUALE?  Una storia macabra invece dietro l’ omicidio della giovane vittima trovata “incaprettata”  in un appartamento in piazzale Lagosta perquisito dalla polizia a seguito dell’arresto di un tossicodipendente Vincenzo Vergata, 56 anni,  arrestato nel pomeriggio dopo una rapina. Il cadavere è stato trovato con dei sacchetti di plastica sulla testa stretti attorno al collo e con le mani e i piedi legati.  

Cinisello Balsamo, l'unica a volere la moschea è la sindachessa.


“Simone Boiocchi”
“La Padania 23.11.2012”

Continua lo scontro che vede contrapposta la Lega Nord e l'amministrazione comunale di centrosinistra che guida  Cinisello Balsamo sulla possibilità di realizzare una moschea in città. •Un luogo di culto con annessi spazi per la  preghiera comunitaria del venerdì; non una Moschea•, attacca la Giunta accusando la Lega di •fare demagogia•. la stessa Giunta che, in base a non si sa bene quale informativa ricevuta e tanto meno chi ne sia il mittente, sostiene che alla fiaccolata di sabato contro la moschea avrebbero partecipato pochi cinisellesi e diversi militanti del Carroccio  chiamati a raccolta dalla locale sezione. Una linea quanto meno discutibile, priva di ogni fondamento. Non stupisce, infatti, che alla manifestazione organizzata dal Carroccio sventolassero molte bandiere della Lega Nord. Ma questo  non vuole dire che a portar! E fossero militanti giunti da ogni dove. Ma evidentemente, alla Giunta, fa molto più  comodo sostenere il contrario. In una città da sempre guidata dal centrosinistra (più sinistra che centro), una  fiaccolata della Lega provoca evidente fastidio. Meglio allora bollarla come strumentale e di parte. Tentativo già messo in atto anche contro la raccolta di firme. Quelle firme che il Carroccio raccoglie nelle piazze per dire a chiare lettere M no alla Moschea in città. •Ho letto con attenzione- spiega il consigliere regionale della Lega Nord, Jari Colla - la lettera che il sindaco Daniela Gasparini ha voluto vergare in risposta alla pacifica manifestazione della Lega Nord sul caso della moschea. Credo che le centinaia di persone che hanno partecipato alla fiaccolata e definite "presenza  esigua" ·dal primo cittadino cinisellese, non possano essere soddisfatte della replica dell'Amministrazione.

giovedì 22 novembre 2012

Terremoto, finisce il vergognoso teatrino e l'Ue sblocca i fondi


“Simone Boiocchi”
“La Padania 22.11.2012”

Dopo un tira e molla vergognoso e con posizioni che hanno rasentato l'assurdità da parte di alcuni Stati membri, si è concluso con l'approvazione della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo l'iter per il fondo di solidarietà europeo di 670 milioni di euro per il terremoto in Emilia. Un terremoto che, secondo le stime delle autorità nazionali ha provocato danni diretti per oltre 13 miliardi di euro; importo che rappresenta lo 0,86% del reddito nazionale lordo nazionale e che eccede di quasi quattro volte la soglia applicabile all'Italia nel 2012 per la mobilitazione del Fondo di solidarietà. Ma anche questa volta l'Unione europea non ha perso l'occasione per dimostrarsi tutto tranne che unita: il fondo è stato, infatti, approvato con 661 sì, 17 no e 6 astensioni. Da registrare, se proprio si vuole cercare un minimo segnale di "finta coesione" il voto favorevole anche degli eurodeputati di quei paesi che sono  rimasti contrari sino alla fine (Olanda, Gran Bretagna e Svezia). Salvo sorprese dell'ultim'ora per l'effettiva assegnazione dei fondi è così questione di settimane tanto che, secondo alcuni, lo stanziamento potrebbe avvenire già prima di Natale. •Finalmente dall'Unione Europea una decisione di buonsenso - tuona Fabio Rainieri, segretario della Lega Nord Emilia -. Alla fine, dopo un teatrino indegno, hanno prevalso il buonsenso e gli accordi presi. Quello che lascia perplessi è come, ancora una volta, alcun i Paesi membri si permettano di trattare il nostro Paese come uno zerbino e come il nostro Governo appaia incapace di difendersi.

MARONI E LA LOMBARDIA: «Sogno una grande Euroregione del Nord»


“Fabrizio Carcano”
“La Padania 22.11.2012”

La via maestra resta quella tracciata da Gianfranco Miglio: la nascita dell'Euroregione padana, prima tessera del mosaico della nuova Europa delle Regioni e dei Popoli•. Nella quarta di copertina de "Il mio Nord" c'è forse la sintesi di un percorso: quello del Nord, della Lega e dell'autore del libro, Roberto Maroni. Il nocchiero di un popolo che guarda avanti, al futuro, che è appena li dietro al presente che ci racconta di un'Europa, quella degli Stati, che ha fallito, e di un'Italia che al di là degli ottimistici e insensati proclami di Mario Monti sembra pericolosamente avviata sulla china fallimentare della Grecia. Un futuro che passa dall'Euroregione del Nord, un obiettivo che sembrava lontanissimo, e che oggi è li dietro l'angolo. «Come realizzarla? Molto semplice, vincendo in Lombardia e dotandola di una guida leghista come hanno già Piemonte e Veneto. Un progetto che pensavamo di dover realizzare nel 2015, alla scadenza naturale, e che invece abbiamo dovuto anticipare di due anni. E appena divento Governatore, dal giorno dopo lavorerò con Cota e Zaia per realizzare subito I'Euroregione e questo è il valore aggiunto che porta la mia candidatura. Perché gli altri candidati hanno una visione diversa, del Nord e dell'Europa, e non potranno mai portarci all'Euroregione•. Parole e pensieri del futuro governatore lombardo che ieri pomeriggio – coadiuvato da Carlo Brambilla, ex cronista politico dell'Unità, e dal moderatore Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera – in una sala strapiena nel centro di Milano, ha presentato per la prima volta il suo libro, "Il mio Nord", con un eloquente sottotitolo: "Il sogno dei barbari sognanti". 158 pagine per mettere nero su bianco una storia, quella della Lega Nord dai primi anni '80 agli ultimi mesi. Non una biografia, ha rimarcato il Segretario Federale, ma il racconto di un percorso che ha cambiato il Nord. •Quella della Lega è una storia gloriosa, di cui vado fiero, e non c'è futuro senza passato.