“La Padania 23.11.2012”
Osservandola con
le lenti dell'economia reale, la recessione che attanaglia il Bel paese è ancor
più impressionante, con effetti che rischiano di eclissare quelli sperimentati
durante la contrazione del 2008/2009. Cresce infatti il numero di aziende
italiane che escono dal mercato non riuscendo a far fronte alla crisi in atto.
Secondo quanto emerge dai dati Cerved relativi ai primi nove mesi del 2012, i
fallimenti sfiorano quota 9 mila (+2% su anno), a cui si aggiungono 1.500
procedure concorsuali non fallimentari (+7,3%) e 45.000 liquidazioni (+0,3%).
Inoltre, allargando il campo di analisi a tutte le procedure concorsuali e ai
casi di liquidazione volontaria dell'azienda, emerge un impatto ancora
significativo della recessione: tra gennaio e settembre del 2012 sono infatti
uscite dal mercato 55.000 aziende, valore record nel decennio (+0,8"/0 su
anno). •Il forte aumento del numero di imprenditori che decidono
volontariamente di liquidare le proprie società•, commenta Gianandrea de
Bemardis, amministratore delegato di Cerved Group, «è un aspetto che fa
riflettere, soprattutto se a chiudere sono imprese in grado di creare
ricchezza. Le liquidazioni aumentano anche tra società sane, che probabilmente
hanno aspettative pessimistiche sul futuro. Capire le ragioni del fenomeno e il
destino di queste società è fondamentale per invertire le tendenze in atto•. I dati relativi alle società di capitale, da cui si sono escluse le
cosiddette scatole vuote (aziende attive sulla carta ma che di fatto non
operano sul mercato), consentono di misurare con accuratezza l'impatto della
crisi su settori e aree geografiche, e segnalano alcuni fenomeni non evidenti
dall'analisi dei soli default.
Le chiusure crescono in particolar modo nei settori delle costruzioni (+9,9%), del terziario (+6,3%) e nella manifattura (+1,5%). A subire l'impatto maggiore sono il sistema casa (+4,9%), il sistema moda(+4,5%)e il comparto utility/energia (+4,5%). Tra le regioni, quelle che hanno avvertito più pesantemente la crisi risultano Marche (exit ratio pari al 3,7%), Lombardia (3,7%) e Puglia (3,6%). •Secondo i dati resi noti oggi del Cerved, in Italia non solo aumentano i fallimenti delle imprese in crisi, ma anche quelli delle società affidabili. Si tratta di dati che dimostrano come le troppe tasse, la crisi di liquidità, la stretta creditizia delle banche e l'incertezza delle imprese di poter incassare il dovuto persino dalla Pubblica Amministrazione, sta inducendo gli imprenditori a ritirarsi e a smettere di investire altri soldi•, si legge in una nota del Codacons. •Per questo nei mesi scorsi avevamo chiesto a Monti di istituire una task force contro il fallimento delle imprese sane, che non evadono, ma vanno in crisi solo per le carenze di liquidità del sistema finanziario e per la restrizione dei fidi bancari. I reciproci mancati pagamenti stanno producendo un effetto a cascata che va interrotto al più presto•.
Le chiusure crescono in particolar modo nei settori delle costruzioni (+9,9%), del terziario (+6,3%) e nella manifattura (+1,5%). A subire l'impatto maggiore sono il sistema casa (+4,9%), il sistema moda(+4,5%)e il comparto utility/energia (+4,5%). Tra le regioni, quelle che hanno avvertito più pesantemente la crisi risultano Marche (exit ratio pari al 3,7%), Lombardia (3,7%) e Puglia (3,6%). •Secondo i dati resi noti oggi del Cerved, in Italia non solo aumentano i fallimenti delle imprese in crisi, ma anche quelli delle società affidabili. Si tratta di dati che dimostrano come le troppe tasse, la crisi di liquidità, la stretta creditizia delle banche e l'incertezza delle imprese di poter incassare il dovuto persino dalla Pubblica Amministrazione, sta inducendo gli imprenditori a ritirarsi e a smettere di investire altri soldi•, si legge in una nota del Codacons. •Per questo nei mesi scorsi avevamo chiesto a Monti di istituire una task force contro il fallimento delle imprese sane, che non evadono, ma vanno in crisi solo per le carenze di liquidità del sistema finanziario e per la restrizione dei fidi bancari. I reciproci mancati pagamenti stanno producendo un effetto a cascata che va interrotto al più presto•.

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