venerdì 23 novembre 2012

Monti, prima senatore a vita Ora premier per sempre?


“Alessandro Montanari”

“La Padania 23.11.2012”

 

Non sono piaciute alla Lega Nord le esternazioni del Capo dello Stato sulla singolarissima situazione di Mario Monti, incandidabile perché già incardinato a vita in Parlamento ma nei fatti candidato a succedere a se stesso e, cosa  ancora più singolare, nuovamente senza passare da una legittimazione popolare. •C'è un modo molto semplice - interviene il capogruppo alla Camera Gianpaolo Dozzo - per togliere Napolitano e Mont i dall'imbarazzo: Monti si dimetta da senatore a vita e si presenti, come qualsiasi altro cittadino ha il diritto di fare, alle elezioni. Se le vince,  Napolitano potrà nominarlo nuovamente premier. Non è pensabile, però, che possa governare ancora da "tecnico":  chi vuole governare deve avere prima il consenso del popolo sovrano•. •Il Presidente Napolitano - commenta anche il senatore Paolo Franco - sostiene che, essendo senatore a vita, Monti non può essere candidato premier alle elezioni. Dopo, però, potrebbe essere chiamato a guidare il futuro Governo. È una "innovazione" costituzionale speciosa, comoda ed incoerente!•. Franco ricorda poi quale fu nella scorsa legislatura il ruolo dei senatori a vita. •Accorrevano trafelati a portare i pochissimi voti di cui aveva bisogno il Governo Prodi per restare in piedi. Caduto  Prodi, però, non si son più fatti vedere•. Il problema centrale, tuttavia, resta un altro: la legittimazione popolare di chi siederà a Palazzo Chigi. •Ma come? - obbietta il senatore Franco - Non si dice che ci vogliono le preferenze per consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti? E allora perché il Presidente Senatore Mario Monti dovrebbe essere sollevato da questo giusto onere? Vuole Governare l'Italia? Si candidi evinca le elezioni. Questo è quello che dovrebbe pretendere il Presidente della Repubblica•.
Attacca il Capo dello Stato, ribattezzandolo "Re Giorgio", anche Fabio Rizzi a giudizio del quale con simili dichiarazioni il Colle auspica la prosecuzione, mettiamola così, della sospensione temporanea della democrazia. Naturalmente, però, dopo lo stillicidio di commenti e l'enfasi data alla notizia sui principali siti internet, il Quirinale in serata per spegnere le polemiche, precisando che il  presidente •non sponsorizza alcuna soluzione di governo ma ha solo richiamato in modo inconfutabile i termini obbiettivi in cui il problema della formazione del nuovo governo si porrà una volta concluso il confronto elettorale•. Pierluigi Bersani apprezza la correzione di rotta e ribadisce: •Tocca alla politica dare una maggioranza stabile e coesa a questo Paese. Il centesimo che ho risparmiato non puntando sul Monti-bis lo punto invece sull' ipotesi che Monti vada al Quirinale•. Quello che conta, però, è il centesimo di Napolitano.

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