giovedì 29 novembre 2012

Equitalia, un buco da 400 miliardi. Chi pagherà per il mega-debito?


“Iva Garibaldi”
“La Padania 29.11.2012”

Cosa sia rimasto dei tagli alla politica è difficile dire ma certo è che il decreto, da oggi all'esame dell'Aula del Senato per l'approvazione con il probabile ricorso all'ennesima fiducia, è diventato una sorta di omnibus che tratta di tutto, dalle misure post terremoto alle violazioni delle autonomie locali. «E' deludente» taglia corto Massimo Garavaglia, vicepresidente della commissione bilancio di Palazzo Madama e responsabile della Lega Nord per il fisco . «Questo testo non risolve i problemi delle zone colpite dal sisma - spiega Garavaglia – e contiene forme di invasività dell'autonomia  degli enti locali. Oltre tutto pensare che la Corte dei conti, che non è riuscita a vedere le situazioni di dissesto finanziario di Napoli Palermo o della regione Sicilia possa miracolosamente controllare in maniera più invasiva gli oltre 8000 comuni oggettivamente fa sorridere. il rischio è che questo eccesso di compiti faccia arrivare una discrezionalità come quella dell'obbligatorietà dell'azione penale. In altre parole il rischio è che poi la magistratura contabile si metta a seguire quello che più gli aggrada». Che fine hanno fatto le norme per tagliare vitalizi e stipendi dei politici? Se ne parla tanto ma la questione non è stata nemmeno sfiorata. Tutto si è concentrato sulla parte negativa dei controlli sugli enti locali. Per il resto non si entra nelle questioni vere, in particolare nel patto di stabilità. Avete però raggiunto qualche importante risultato? Si, abbiamo due impegni da parte del governo: il primo, rivedere nella legge di stabilità i tagli alle province che di fatto rendono impossibili le erogazioni dei servizi essenziali e in ultimo, non per importanza, l'impegno forma le da parte del sottosegretario Polillo a rivedere la questione Imu, e in particolare a rispettare l'impegno già preso dal governo di lasciare il 100 per cento del gettito nelle casse dei comuni.
Ma ci sono anche  emendamenti Lega che sono passati ai vari provvedimenti economici? sì, in commissione Industria è passato un  nostro emendamento che prevede modalità alternative per il pagamento dei pedaggi autostradali. Potrebbe essere il modo per far pagare il pedaggio con il telefonino e potrebbe essere utile per far pagare il pedaggio sul raccordo anulare di Roma. Al decreto che invece inasprisce i controlli sugli enti locali è passa to un nostro emendamento che è interessante. Nel momento in cui diamo anticipazioni di cassa a un comune che è in dissesto, pensiamo a Napoli che sta andando in fallimento, diciamo che è vietato utilizzarle per sponsorizzare altri eventi, come manifestazioni sportive. Quindi, tradotto, Napoli non può utilizzare i soldi che gli diamo per non andare in fallimento per organizzare la Coppa America. Ma al decreto sui costi della politica c'è anche una questione in sospeso che è legata a Equitalia, com'è finita? Abbiamo costretto il Governo a ritirare l'emendamento. Altrimenti avremmo fatto un'opposizione durissima e certo il provvedimento non sarebbe mai arrivato in Aula nei tempi previsti. Con quest'emendamento vergognoso i relatori erano entrati a gamba tesa sostenendo che la riscossione deve essere affidata tutta a Equitalia. Una cosa che a noi non piace e che è contraria  a una norma che noi abbiamo voluto e che è stata approvata. In sostanza si prevede proprio il contrario, ovvero la possibilità per i comuni di organizzarsi come meglio credono. Invece il Governo è tornato a bomba con quest'emendamento imponendo Equitalia. Di fatto un marchettone che serve secondo me a nascondere il pregresso nel calderone della discussione di tutti i tributi locali. Faccio riferimento al buco accumulato dal 2000 al 2011 da Equitalia e che è pari a circa 400 miliardi di euro. Una cifra pazzesca che qualcuno forse teme possa venir fuori. Ma su questo tema ho chiesto al ministri Grilli di fare chiarezza. 

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