“Nicola Leoni”
“La Padania 27.11.2012”
Le ultime
dichiarazioni del prof. Monti sul Federalismo sono l'ennesima riprova della sua
considerazione nei confronti del Paese reale, quello dei territori, quello che
produce culture e ricchezze». Il governatore del Veneto Luca Zaia stigmatizza
le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenuto
ieri a Milano agli stati generali di Cida, l'associazione di manager e
professionisti italiani. La riforma del Federalismo, ha detto il premier, «è
stata messa in camera di decompressione non bloccante, ma di approfondimento e
demitizzazione ». Secondo Monti, fino a qualche anno fa il Federalismo era
considerato cda riforma più importante per il futuro del Paese ». Eppure, ha
detto il premier con tono tra l' ironico e lo sprezzante, «non ho mai capito
fino in fondo la costruzione del Federalismo, di cui vedo e apprezzo i tratti
essenziali ma non ne colgo i dettagli fondamenta li». In particolare, ha detto
ancora Monti, «mi sfugge il motivo per cui
il Federalismo renderebbe quasi ridondanti tutte le altre riforme» . «Per il
nostro professore - replica Zaia – siamo periferie da spolpare, di realtà da
dare in pasto agli apparati centrali di uno Stato che, non pago di avere strangolato
l'economia reale del Nord, è riuscito persino ad aumentare il debito pubblico.
Questo Stato che con il prof. Monti esprime tanta acrimonia nei confronti del territori
è lo stesso che restituisce livelli di inefficienza e di indifferenza da Paesi
subsahariani.
Ci aspettavamo che, quantomeno, un uomo della cultura e della levatura accademica del presidente del Consiglio non decidesse di buttare nel grande trogolo del centralismo romano alcuni padri fondatori che potrebbero dare ancora oggi molte lezioni di vita e di stile di governo. Penso a Luigi Einaudi, a Luigi Sturzo, ad Altiero Spinelli e a tutti coloro che misero mano alla Costituzione repubblicana, il cu i anelito federa lista, sottolineato in tutto il settennato dallo stesso presidente Napolitano, è stato tradito da un apparato burocratico centralista e autoreferenziale». Il vero grande rammarico - ha concluso il governatore del Veneto - è che, ancora una volta, dobbiamo constatare la sopravvivenza di questa specie apparentemente immortale dei "brontosauri di Stato", che tutto divorano ormai solo in nome e in rappresentanza di se stessi». cd i presidente del Consiglio, ribadendo la scelta convinta ·del suo governo di accantonare il Federalismo fiscale, ha confermato la predisposizione meridionalista di questo esecutivo», ha dichiarato a sua volta il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera Maurizio Fugatti. «Anche la lotta all'evasione fiscale, che Monti rivendica, si è trasformata in un accanimento sulle imprese e sulle attività produttive soprattutto del Nord».
Ci aspettavamo che, quantomeno, un uomo della cultura e della levatura accademica del presidente del Consiglio non decidesse di buttare nel grande trogolo del centralismo romano alcuni padri fondatori che potrebbero dare ancora oggi molte lezioni di vita e di stile di governo. Penso a Luigi Einaudi, a Luigi Sturzo, ad Altiero Spinelli e a tutti coloro che misero mano alla Costituzione repubblicana, il cu i anelito federa lista, sottolineato in tutto il settennato dallo stesso presidente Napolitano, è stato tradito da un apparato burocratico centralista e autoreferenziale». Il vero grande rammarico - ha concluso il governatore del Veneto - è che, ancora una volta, dobbiamo constatare la sopravvivenza di questa specie apparentemente immortale dei "brontosauri di Stato", che tutto divorano ormai solo in nome e in rappresentanza di se stessi». cd i presidente del Consiglio, ribadendo la scelta convinta ·del suo governo di accantonare il Federalismo fiscale, ha confermato la predisposizione meridionalista di questo esecutivo», ha dichiarato a sua volta il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera Maurizio Fugatti. «Anche la lotta all'evasione fiscale, che Monti rivendica, si è trasformata in un accanimento sulle imprese e sulle attività produttive soprattutto del Nord».

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