“Libero
29.11.2012”
"Il bel gesto evidentemente non è arrivato. Dopo anni di
tagli ai costi della politica, la rabbia popolare e la scure calata anche dal
governo di Mario Monti, l’unico a non avere tirato la cinghia nelle istituzioni
italiane è Giorgio Napolitano. Certo, nessuno ha osato toccare lo
stipendio personale del presidente della Repubblica, aspettando quel bel gesto
che non è arrivato. Ma fa impressione scoprire che lo stipendio di Napolitano
sarà l’unico in tutto il comparto pubblico ad aumentare nel 2013. La notizia è
nascosta fra i trasferimenti del ministero dell’Economia sui costi della
politica raccontati dalla tabella 2 allegata alla legge di stabilità",
spiga il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, sul
quotidiano di venerdì 30 novembre. Dal Quirinale arriva uno schiaffo agli
italiani: Napolitano si alza lo stipendio. Nel comparto pubblico, Re Giorgio è
l'unico ad aver salvato la paga dalla spending review: nel 2013 ai 239.192 euro
che già prende, ne aggiungerà altri 8.835. L'inquilino del Colle ignora la
rabbia dei cittadini tartassati e non si cura nemmeno della spending review che
investe gli organi dello Stato. E anche le toghe sfuggono ai tagli: Csm,
ermellini, Tar e Corte dei Conti potranno spendere di più.

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