venerdì 30 novembre 2012

SALVA-DELINQUENTI, il governo si schiera al fianco degli aguzzini e DIMENTICA LE VITTIME


“Simone Boiocchi”
“ La Padania 30.11.2012”

Ai professori la democrazia non pare andare giù più di tanto e la discussione parlamentare ancora meno. L'ultima dimostrazione, solo in ordine temporale, è la decisione del ministro della Giustizia Paola Severino, di intervenire nell'Aula della Camera, rispondendo punto per punto alle accuse mosse mercoledì dalla Lega in merito al "salva-delinquenti". Peccato solo che, poco prima di darle la parola, il presidente di turno dell'Assemblea, Maurizio Lupi, abbia voluto chiarire ai deputati del Carroccio che loro non sarebbero potuti intervenire. In soldoni, siccome il gruppo del Carroccio aveva precedentemente utilizzato quasi interamente il tempo in più dato a disposizione per le dichiarazioni personali, il Guardasigilli non avrebbe avuto repliche. cdi ddl sulle misure alternative, all'esame del Parlamento - ha detto il ministro - non è un'amnistia, non c'è nulla di più distante da un'amnistia. L'amnistia è un provvedimento che riguarda tutti i reati. Invece la norma, il cui articolo 1 è stato approvato con larga maggioranza, da' facoltà ai giudici di applicare la misura dei domiciliari e vale per reati per cui sono previste pene inferiori a quattro anni». Quanto ai  braccialetti elettronici, Severino ha chiarito che «sono strumenti utilissimi se hanno determinate caratteristiche tecniche. Se le caratteristiche tecniche non sono migliorabili - ha sottolineato il ministro - questi strumenti potrebbero non essere del tutto efficaci». Poi una lunga serie di numeri: «Il totale di detenuti al 30 novembre 2011, nel momento in cui il ministero della Giustizia ha varato il provvedimento cosiddetto "salva carceri" - ha aggiunto -, era di 68.047 unità; il totale dei detenuti al 31 ottobre 2012 è pari a 66.687 detenuti.
Allora, la diminuzione c'è stata. Io ho sentito parlare addirittura, ieri, di aumento del sovraffollamento carcerario. Semplicemente, non è vero: i numeri lo dimostrano». «Mi dispiace - ha commentato il ministro - che oggi non ci sia chi diceva che il problema dell'affollamento carcerario si risolve costruendo altre carceri, perché è esattamente quello che abbiamo fatto insieme ad altre misure, la terza delle quali è quella di cui stiamo parlando oggi, che non è il segno del fallimento della politica del governo in materia di sovraffollamento carcerario, è il segno della linearità che il governo ha avuto in questa materia, proseguendo sulla stessa linea, quella che chiamerei la terza puntata». Parole che non hanno placato le polemiche. Immediata così, a distanza, vista l' impossibilità di intervenire in maniera diretta, la polemica della Lega Nord. «Il ministro della Giustizia - ha detto Nicola Molteni, capogruppo della Lega Nord in commissione Giustizia alla Camera – ha dimostrato di avere maggiore attenzione e sensibilità verso chi commette i reati rispetto a chi li subisce, e questa è una vergogna. Il provvedimento sulle misure alternative al carcere mina i livelli di sicurezza dei cittadini, che questo governo ha colpevolmente abbandonato. Per la Lega Nord, al contrario, le vittime dei reati vengono prima di tutto». «L'approvazione del salva-delinquenti - ha aggiunto è la dimostrazione che le politiche portate avanti in questi anni dai governi di centrosinistra non hanno risolto il problema del sovraffollamento delle carceri. Nel momento in cui si prende un delinquente e gli si fa scontare la pena a casa invece che in galera si ratifica il fallimento della politica carceraria». A ruota Carolina Lussana che ha sottolineato come «la Lega Nord ha una visione opposta della giustizia a quella del ministro Severino e della maggioranza che sostiene questo governo. Noi, nel pacchetto sicurezza del ministro Maroni, avevamo previsto la custodia cautelare obbligatoria per chi violenta una donna. Loro, nel salva-delinquenti, prevedono gli arresti domiciliari per gli stalker». E proprio sulle differenze tra la Lega e i partiti che appoggiano la maggioranza guidata dal professor Monti è intervenuta duramente Giovanna Negro. «Ancora una volta la strana maggioranza che  sostiene il governo dei professori ha perso l'occasione per dare risposte alla gente e, soprattutto, per tramutare in fatti quello che ha più volte promesso ». «Un esempio? Lo stalking, la violenza su donne e minori e tutti quei reati che nei dibattiti tv e durante i comizi di piazza i "difensori della famiglia e della cristianità" attaccano senza timore. Peccato che nei fatti, quando si tratta di votare, in Aula le cose cambiano. Eccome se cambiano. Come è possibile, ad esempio,  votare contro l'incesto perché si vogliono difendere i bambini e poi a distanza di pochi giorni, non contrastare una legge che fa uscire dal carcere proprio chi ha commesso reati contro i bambini?». Un duro j'accuse, quello mosso nei confronti della maggioranza dalla parlamentare veneta. «Lo stesso - ha aggiunto – dicasi per la violenza sulle donne. Quelle che si ricordano l'8 marzo ma che poi se subiscono stalking o molestie sessuali devono accettare di buon grado che i colpevoli, una volta identificati e condannati, godano di misure alternative al carcere». «È una vergogna. Così come è vergognoso che solo le parlamentari donne della Lega Nord si siano schierate contro un provvedimento che svilisce la figura femminile, quella dei bambini e di fatto la famiglia stessa. Tutto nel silenzio dei tanti che si ergono sostenitori della cristianità e della tutela dei più deboli ma che poi, al momento del voto, dimenticano quello che hanno promesso». 

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