“Paolo
Parenti”
“La Padania 28.11.2012”
Gran parte
dell'Italia lo ignora, eppure questo è un giorno molto atteso e rischia di
diventare una data storica. Per il Popolo Veneto, ma non solo. Oggi, 28
novembre 2012, il Consiglio regionale riunito a Venezia discuterà e si
pronuncerà in merito alle istanze di indipendenza dei cittadini veneti. È più
che "maturo" e mai come oggi trasversale infatti, nelle terre del
Leone di San Marco, un sentimento profondo come la voglia di autonomia. Un comune
sentire anticentralista, dichiarato da tempo anzitutto dal Governatore Luca
Zaia che non perde occasione per ribadire come il Veneto avrà futuro solo con
una maggiore indipendenza, che perlomeno lo avvicini alle realtà limitrofe
(Regioni e Province speciali) e consenta di conservare in loco i circa 17
miliardi di residuo fiscale che annualmente i veneti versano a Roma. Circa 17
sottratti alle esigenze delle proprie famiglie, delle proprie imprese, dei
propri Enti locali virtuosi. «La secessione è già in atto - ha affermato più
volte Zaia in questi mesi - la fanno le nostre imprese, le nostre famiglie costrette
a fuggire all'estero per sopravvivere».
Il Governatore è tornato all'attacco anche ieri in occasione della firma con
Carinzia e Friuli Venezia Giulia della costituzione dell'Euregio senza confini:
«Questa vera e propria secessione di settemila imprese venete è una vergogna
per Roma». «Non mi sento di colpevolizzarli - ha aggiunto Zaia riferendosi agli
imprenditori veneti - per aver scelto di spostare le loro attività dove
ricevono risposte e si paga meno, per poter restare su l mercato. Anziché pensare
a una nuova ingegneria finanziaria, Roma non deve stare a guardare senza
agire».
Al contrario il Veneto si muove. E oggi sul tappeto c'è una risoluzione firmata dai capigruppo Federico Caner (Lega Nord), Dario Bond {PdL), Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra), Mariangelo Foggiato (Unione NordEst), e altri consiglieri, che chiede una consultazione referendaria per ribadire il diritto del popolo veneto ad esprimere la propria autodeterminazione. Qualche brano: "... Il Popolo Veneto, nell'esercizio del suo naturale e legittimo diritto di autogoverno, storico e attuale, richiamando tutte le ragioni storiche, politiche e giuridiche citate in premessa... ribadisce il proprio diritto ad una democratica e diretta consultazione referendaria per la libera espressione del diritto di autodeterminazione nel quadro e con gli strumenti previsti dalla legalità, anche internazionale, vigente e nel contempo impegna il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta Regionale del Veneto ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio Regionale e della Giunta Regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l'indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione sino anche alla dichiarazione di indipendenza". E infine "Impegna altresì il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta Regionale del Veneto a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto del Popolo Veneto all'autodeterminazione ». Il Pd di Palazzo Ferro Fini ha invece altre visioni e propone in Consiglio una "controrisoluzione" per la quale "alla crisi finanziaria che mette in difficoltà l'Unione Europea anche dal punto di vista politico è assurdo rispondere riproponendo le piccole patrie. Serve, al contrario, un impegno più forte per costruire un'Europa Federa le all'interno della quale realizzare una vera autonomia delle regioni". Come dire che il Veneto deve attendere di conoscere quale destino gli disegnerà Roma. Alla faccia dell'autodeterminazione.
Al contrario il Veneto si muove. E oggi sul tappeto c'è una risoluzione firmata dai capigruppo Federico Caner (Lega Nord), Dario Bond {PdL), Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra), Mariangelo Foggiato (Unione NordEst), e altri consiglieri, che chiede una consultazione referendaria per ribadire il diritto del popolo veneto ad esprimere la propria autodeterminazione. Qualche brano: "... Il Popolo Veneto, nell'esercizio del suo naturale e legittimo diritto di autogoverno, storico e attuale, richiamando tutte le ragioni storiche, politiche e giuridiche citate in premessa... ribadisce il proprio diritto ad una democratica e diretta consultazione referendaria per la libera espressione del diritto di autodeterminazione nel quadro e con gli strumenti previsti dalla legalità, anche internazionale, vigente e nel contempo impegna il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta Regionale del Veneto ad attivarsi, con ogni risorsa a disposizione del Consiglio Regionale e della Giunta Regionale, per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l'indizione della consultazione referendaria innanzi richiamata al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione sino anche alla dichiarazione di indipendenza". E infine "Impegna altresì il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto ed il Presidente della Giunta Regionale del Veneto a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto del Popolo Veneto all'autodeterminazione ». Il Pd di Palazzo Ferro Fini ha invece altre visioni e propone in Consiglio una "controrisoluzione" per la quale "alla crisi finanziaria che mette in difficoltà l'Unione Europea anche dal punto di vista politico è assurdo rispondere riproponendo le piccole patrie. Serve, al contrario, un impegno più forte per costruire un'Europa Federa le all'interno della quale realizzare una vera autonomia delle regioni". Come dire che il Veneto deve attendere di conoscere quale destino gli disegnerà Roma. Alla faccia dell'autodeterminazione.

Nessun commento:
Posta un commento