mercoledì 26 settembre 2012

Mozione per l’euroregione Nord Iniziativa Lega nei Consigli regionali


MILANO – Questa mattina è stata presentata la mozione con cui la Lega Nord formalizza il suo progetto di una “macroregione” settentrionale, che attraverso una legge costituzionale di iniziativa popolare consenta la federazione di due o più regioni, con la possibilità di ottenere un sistema fiscale autonomo (il 75% del gettito fiscale resterebbe sul territorio).
IL PROGETTO - Questa forma di “comunità autonoma”, viene spiegato nel documento del Carroccio, «non dovrà prevedere oneri aggiuntivi per la finanza pubblica». L’iniziativa, diversa da quella di una macroregione del Nord promossa dal presidente lombardo Roberto Formigoni(che, per esempio, non prevede modifiche alla Costituzione), era stata già illustrata nelle scorse settimane dal segretario federale della Lega, Roberto Maroni; da oggi, via Bellerio chiede un sostegno formale dei consigli regionali in cui è rappresentata, a partire da quelli di Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Calpestano i diritti dei lombardi

"Lettere e Opinioni"
"Il Cittadino 26.09.2012"


Egregio direttore, vorrei espri­mere la mia opinione in riferimen­to a una lettera apparsa nella ru­brica  dedicata ai lettori del quoti­diano. Mi riferisco all’intervento di Gio­vanni Barbaglio (“Uno slogan che ferisce  la coscienza”) pubblicato sull’edizione del 20 settembre. Non mi interessa la dialettica politica italiana, ma  alcune considerazioni dell’autore della missiva meritano a mio parere una riflessione. Bar­baglio sostiene che  la Lombardia, e più in generale le regioni del Nord Italia, non possono parago­narsi a Scozia e Catalogna  nella lo­ro richiesta di autonomia, questo perché “se la Scozia o la Catalogna hanno motivi storico­culturali  che giustificano riflessioni su quale li­vello di autonomia perseguire, il Nord Italia, che è stato al contrario nel  passato teatro di conquista di decine di popolazioni che hanno lasciato innumerevoli segni di di­versità, ha  storicamente percorso strade completamente diverse, as­sai frazionate, tanto che ancor og­gi è presente un  campanilismo for­temente localizzato; la Lega, allo­ra, falsamente crea un nuovo ter­mine, stonato e  cacofonico, come Padania, fatto per unire ma che non riesce ad unire perché non ha basi né storiche né geografiche né culturali e perché si rivolge ed ine­sistenti genti del nord”. I concetti espressi da Barbaglio, guarda ca­so, li ho spesso riscontrati sui gior­nali britannici che, naturalmente, nella maggior parte dei casi,  non vedono di buon occhio le istanze di autonomia degli scozzesi, ai quali peraltro contestano le stesse cose: popolo inesistente; William Walla­ce, l’eroe scozzese per antonoma­sia, è un’invenzione letteraria a uso e  consumo dei nazionalisti, e via dicendo. Ricordo che la Scozia è parte integrante del Regno Unito dal 1700, mentre la partecipazione della Catalogna allo Stato spagno­ lo è ancora più datata.

Iva sulla tariffa rifiuti, la Lega non ci sta: «Aliquota illegittima, deve essere tolta»


«L’Iva sulla Tia? E’ illegitti­ma». Anche la Lega nord scen­de in campo contro il tribu­to. «Con senten­za  dello scorso marzo la Cassa­zione ha con­fermato defini­tivamente l’ille­gittimità del­l’Iva sulla Tia (Tariffa  d’igie­ne ambientale ndr) ­ ha incalzato il leader locale del Carroccio Denis Zanaboni ­. Essendo una tassa e  non una tariffa, infatti, sulla Tia non è appli­cabile l’Iva del 10 per cento». La Lega nord di Melegnano ha  avvia­to una vera e propria campagna. Si spiega così il banchetto dei giorni scorsi al quale, oltre a Zanaboni,  erano presenti il deputato lumbard Marco Rondini e l’ex vicesindaco Enrico Lupini.

La Corte di Cassazione, con sentenza del 9 marzo 2012 n. 3756 ha confermato definitivamente l’illegittimità dell’IVA sulla TIA (Tariffa di Igiene Ambientale). Ricordo, per chi non l'avesse già fatto, che si può richiedere il rimborso dell'IVA pagata nelle precedenti fatture. 
Per richiedere il rimborso è sempre meglio appoggiarsi ad una associazione di consumatori o ad un patronato.

martedì 25 settembre 2012

Adozioni gay, la Lega a Pisapia: «I bambini non sono bambole»

"Alessandro Morelli"
"La Padania 25.09.2012"


Svendite di Sea e Serravalle? Emergenza sicurezza con esecuzioni per strada? Vigili pestati per le vie della  città? Pisapia se ne frega e pensa alle adozioni gay. Dopo l’inutile registro delle coppie di fatto che non assicura alcun diritto in più alle coppie non sposate, è la volta dei bambini, ma le posizioni del sindaco hanno spaccato la sinistra, con l’intervento diretto di Pierluigi Bersani: «parole a titolo personale». Intanto la Lega  non sta a guardare con i consiglieri del Carroccio a Palazzo Marino ad inscenare una protesta per richiamare  l’attenzione sulle assurde posizioni di Pisapia. I leghisti si sono presentati in aula con tre bambole, per ribadire che i «bambini non sono bambolotti». Ad attaccare è il capogruppo Matteo Salvini che invita «il sindaco a un  pubblico dibattito sulle adozioni entro la settimana» che spiega «così potrà portare le sue ragioni e noi fare  valere quelle del nostro no. Evidentemente per il sindaco i bimbi sono bambolotti». Un tema sul quale Pisapia  si è ampiamente esposto ma sul quale un’amministrazione comunale non ha alcuna voce in capitolo. Ma il  sindaco sguazza nelle polemiche spostando così l’attenzione mediatica da altri temi all’ordine del giorno che  come la svendita di Sea che rischia di far arenare la ciurma di sinistra spaccandola in più parti.

Zingari con tre vetture intestate ma portoghesi sullo scuolabus

"Camilla Vanaria"
"La Padania 23.09.2012"


BRÈSA - Nonostante le barricate del finto buonismo si siano alzate, non arretra di un passo il vice sindaco e  assessore alla Sicurezza di Brescia Fabio Rolfi, sulla decisione di sospendere il servizio di scuolabus alle  famiglie di Rom e Sinti risultate morose nei confronti dell’Amministrazione Comunale. Ieri al Comando di  Polizia locale, Rolfi ha precisato alla stampa la propria posizione in merito alla sospensione dei servizi per le comunità Rom e Sinti. Questi ultimi, si trovano in una posizione debitoria di 140.000 euro nei confronti del  Comune di Brescia per servizi scolastici non obbligatori (autobus, mensa e scuola materna) erogati negli  ultimi anni. «Voglio subito chiarire - ha spiegato Rolfi - che si tratta di servizi non obbligatori che vengono  erogati solo su richiesta da parte delle famiglie: nessun diritto è quindi negato. L’Amministrazione comunale si  è limitata a trattare le famiglie nomadi presenti in città nello stesso modo in cui vengono trattati tutti i cittadini  bresciani, senza alcun privilegio e senza alcuna penalizzazione. Le regole con cui vengono erogati i servizi comunali sono le stesse per tutti: italiani e stranieri, siano essi nomadi o stanziali. Le famiglie Rom e Sinti  hanno un debito di 140.000 euro e abbiamo saputo che da Regione Lombardia hanno ricevuto 7.400 euro  per la Dote scuola: di questo denaro, non una moneta è stata data al Comune per cercare di risanare almeno parzialmente la morosità. Abbiamo proposto anche un piano di rientro e una rateizzazione del debito, proposte rifiutate categoricamente. Ci sembrava giusto dunque mandare un messaggio forte e chiaro anche a  coloro che fanno i salti mortali ogni mese per pagare i servizi scolastici dei figli e che avevano tutto il diritto di  sentirsi presi in giro». «Nessun altro bambino può godere di un servizio di trasporto pubblico personalizzato, che arrivi appositamente di fronte a casa sua, come avveniva invece per i residenti dei campi nomadi.

LA PADANIA LOTTA CON VOI

"Massimiliano Capitanio"
"La Padania 23.09.2012"


"Padania is not Italy". Questo lo striscione portato ieri in corteo dai deputati della Lega Nord, Paolo  Grimoldi e Davide Cavallotto, presidente federale del Movimento giovani padani e presidente dei giovani del  Piemonte. I due deputati hanno guidato la delegazione della Lega Nord, a cui hanno preso parte, tra gli altri,  Eugenio Zoffili, coordinatore nazionale lombardo MGP, Paolo Formentini, coordinatore federale per i  rapporti con l'estero, Riccardo Molinari, vicesegretario nazionale della Lega Piemont. I giovani padani sono oggi ad Edimburgo per la grande manifestazione scozzese a favore della secessione dal Regno unito. «Il  2014 potrebbe segnare l'uscita della Scozia dalla Gran Bretagna grazie ad un referendum - spiega Grimoldi -  Quella potrebbe essere l'occasione per dare anche alle regioni del Nord la facoltà di decidere se stare  ancora schiavi di Roma o chiedere la nostra indipendenza ». «La straordinarietà di questa manifestazione -  aggiunge Cavallotto - sta nella volontà di un popolo intero di autodeterminarsi. Qui non c'è destra nè sinistra, c'è un popolo orgoglioso che rivendica la propria identità. E noi siamo qui a portare la nostra vicinanza con le  bandiere del Veneto, del Piemonte, della Lombardia, della Padania. Quando un provocatore ha osato  esporre la bandiera britannica, un manifestante si è arrampicato sul balcone per strapparla. È intervenuta la  polizia per fermarlo, ma questo è stato sostenuto da tutto il popolo.

SISMA: GIOVANI PADANI CONSEGNANO FONDI A SINDACO BONDENO (ANSA) - BONDENO (FERRARA)


Il Movimento giovani padani consegna oggi al sindaco di Bondeno, Alan Fabbri, un assegno da 37.400 euro, frutto della raccolta fondi organizzata dai giovani della Lega Nord a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. 'Dalle alluvioni in Piemonte, in Veneto e in Liguria, dal terremoto in Abruzzo a quello che ha sconvolto Emilia e Lombardia, i Giovani padani non hanno fatto mai mancare il proprio apporto - spiega il coordinatore federale Mgp, Lucio Brignoli - C'e' chi parla e non fa nulla, come il Governo Monti, e c'e' chi in silenzio si preoccupa dei piccoli Comuni, quegli stessi Comuni massacrati dall'Imu, dai tagli lineari, dai mancati trasferimenti, dalle nuove tasse. Questa raccolta fondi ci riempie di orgoglio perche' costruita quasi interamente sulle donazioni di studenti delle scuole superiori e universitari'. (ANSA).
(AGI) - Roma, 24 set. - "La gioiosa e gaudente affermazione del ministro Grilli e' smentita dai fatti". Cosi' la Lega Nord, con Massimo Garavaglia, Responsabile Dipartimento Fisco, Finanze ed Enti Locali di Via Bellerio replica al ministro Vittorio Grilli che oggi, concludendo i lavori della conferenza Ocse sulle riforme strutturali in Italia ha detto tra l'altro che "come governo siamo stati ragionevolmente bravi perché varato provvedimenti e riforme importanti". "Cominciamo a contestare - dice Garavaglia - che ad esempio non c'e' nemmeno ancora il decreto definitivo e quindi l'erogazione dei finanziamenti ai terremotati che dovevano arrivare dalla riduzione dei finanziamenti ai partiti".

venerdì 21 settembre 2012

SICILIA, “POZZO SENZA FONDO” CHE PESCA NELLE NOSTRE TASCHE

"Stefano Stefani"


La richiesta di credibilità e di trasparenza avanzata quotidianamente dai cittadini non può essere archiviata con delle approssimative rassicurazioni che rendono ancor più insopportabile ogni tipo di spreco e privilegio. La cronaca degli ultimi mesi, con al centro gli scandali che hanno investito la Sicilia prima ed il Lazio dopo, ha semplicemente reso visibili le gravi malversazioni in ambito locale e regionale che rischiano di alimentare il  vento dell’antipolitica. Al di là di ogni spiegazione e giustificazione che lo stesso Lombardo si è apprestato a dare non si può dimenticare come la Regione a statuto speciale abbia spesso usato strumentalmente la  propria autonomia per difendere situazioni di assurdo privilegio ed abbia, così, contribuito a peggiorare la  situazione attuale di crisi economica. La Lega Nord, attraverso la mozione presentata ieri alla Camera dei  Deputati sulla situazione finanziaria della Regione Siciliana, ha cercato di fare luce su una questione che si  protrae oramai da troppi anni a discapito di Regioni, come quelle del Nord, che hanno saputo dare esempio  di efficienza e buona amministrazione. La Sicilia, invece, resta ferma sulla pagina dei malintesi sui quali crescono gli sprechi, i privilegi  e l’improduttività. Accusare il Presidente del Consiglio di attentato all’autonomia della Sicilia a seguito della richiesta di dimissione da governatore della Regione Sicilia, riflette  bene una cultura che considera ingerenza dello Stato qualunque tentativo di riportare stabilità nei bilanci.

Così il Governo ci ha “cucinato” a puntino

"Simone Boiocchi"
"La Padania 20.09.2012"


ROMA - La crisi svuota il carrello della spesa, con il crollo degli acquisti di latte del 7% e di olio del 5%, ma  anche di pesce (-4%), carne di maiale e vino (- 2%), frutta, pasta e carne di manzo (-1%). É quanto emerge  da un'analisi della Coldiretti su dati Ismea relativi al primo semestre 2012, in occasione della manifestazione  davanti a Montecitorio contro l'aumento dei costi burocratici e fiscali che aggravano la crisi e tagliano i  consumi. Costi - sottolinea Coldiretti - che hanno ridotto la capacità di acquisto dei cittadini con la spesa mensile per carburanti delle famiglie italiane che è stata pari a 120 euro e ha superato quella per l'acquisto di  carne (110 euro), frutta e ortaggi (83 euro) o pane e cereali (79 euro). L'aumento vertiginoso dei costi -  sottolinea la Coldiretti - ha scombussolato i budget delle famiglie, facendo crollare i consumi nonostante i  prezzi degli alimentari abbiano fatto registrare una riduzione ad agosto dello 0,1% rispetto al mese  precedente, in controtendenza rispetto all'andamento generale dell'inflazione. D'altra parte con il nuovo record un litro di benzina viene a costare - continua la Coldiretti - come un chilo di pesche, ma il prezzo ha  superato del 40% il chilo di pasta e del 50% il un litro di latte. Un rapporto di cambio che - chiarisce la  Coldiretti - non è eticamente ed economicamente sostenibile e che mette a rischio la ripresa del paese. Interessanti i risultati del rapporto Coldiretti/ Censis “Crisi: vivere insieme, vivere meglio” presentato a   Roma, a Palazzo Rospigliosi secondo il quale si vive a casa con mamma e papà, al lavoro si porta il cibo  preparato da casa e la domenica si sta oltre un ora ai fornelli per parenti e amici. «La famiglia è il primo ammortizzatore sociale ed è un perno della nostra società», commenta Mario Catania ministro delle Politiche agricole.

LEGA AL 7,5%. MARONI: IMPEGNATI A COSTRUIRE


La Lega Nord balza al 7,5%, segno che la gente del Nord non smette di avere fiducia nel Carroccio.  «Vietato adagiarsi sugli allori, avanti tutta » ha commentato il segretario federale leghista Roberto Maroni che  a la Padania precisa: «Siamo prudenti, è una buona notizia ma non restiamo fissi a guardare queste cose, non  seguiamo i sondaggi, anche se ci fa piacere registrare le buone notizie. Abbiamo già archiviato il dato e siamo  impegnati a costruire ». A cominciare dall’importante appuntamento del Lingotto del 28 e 29 settembre quando si terranno gli Stati Generali del Nord. Secondo un sondaggio realizzato da Nicola Piepoli in esclusiva per Affaritaliani.it lunedì 17 settembre (campione 500 casi, metodologia C.A.T.I.) la Lega Nord  avrebbe un ottimo 7,5% mentre si registra un balzo di nove punti della fiducia nel governo Monti e nel  presidente del Consiglio, salita dal 30 al 39% in due settimane. Il consenso di Pierluigi Bersani è cresciuto dal  19 al 24%, mentre il gradimento di Silvio Berlusconi è fermo al 20%. Tra le forze politiche sale il Partito  democratico, dal 26,5 al 27%. Stabile il Popolo della Libertà al 18%. Il Movimento Cinque Stelle perde un  punto e mezzo e passa dal 16 al 14,5%. Cresce anche l'Udc, dall'8 all'8,5%. Ferma Sinistra Ecologia  Libertà al 6%, così come l'Italia dei valori al 5,5%. Federazione della Sinistra resta stabile al 3,5%, così  come Futuro e Libertà all'1,5%

giovedì 20 settembre 2012

In Commissione Affari sociali l’esame del disegno di legge Balduzzi

"La Padania 19.09.2012"


ROMA - Prende il via oggi, in commissione Affari Sociali alla Camera, il Disegno di Legge presentato dal ministro Balduzzi sulle "disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello  di tutela della salute". Un testo che, spiega Marco Rondini, membro della Commissione chiamata ad  analizzare il documento, presenta luci e ombre. Su tutte il ritardo con il quale gli stessi commissari sono  entrati in possesso del fascicolo definitivo che ha costretto molti a lavorare basandosi su indiscrezioni, invece  che su certezze. Tre i temi principali sui quali focalizza l'attenzione Rondini: la ludopatia, i medici di base  reperibili 24 ore su 24 e l'intramoenia. «Purtroppo - attacca Rondini - dobbiamo constatare che le lobby legate al gioco d'azzardo, per citare solo uno degli esempi, stanno cercando di impedire che venga rispettata una distanza metrica fra luoghi di aggregazione per giovani e anziani (scuole, oratori etc) e sale gioco; cosa  che a quanto apprendiamo era inizialmente normata nel decreto ma che oggi a seguito delle pressioni sembra  sfumata. Un dietrofront che non ci vede affatto favorevoli. Il compito delle istituzioni deve essere quello  disincentivare il gioco d'azzardo, che oggi è invece agevolato anche da imponenti campagne pubblicitarie». «Quanto alla reperibilità e all'operatività dei medici di base 24 ore su 24 - continua Rondini - la Lega da  sempre ha portato avanti una linea programmatica e politica favorevole ad un potenziamento della figura del  medico di base quale garanzia per i processi di continuità assistenziale, per agevolare la presa in carico dei  pazienti, per semplificare il rapporto tra cittadino e per migliorare anche in un ottica di razionalizzazione dei  costi la rete dei servizi sanitari. Se tutto ciò è vero e se da un lato una politica di tale genere è già stata adottata nelle regioni del Nord del Paese non si può non criticare l'intervento statale con l'utilizzo della normativa d'urgenza in quanto va ad regolare materia la cui competenza spetta alla potestà legislativa esclusiva delle regioni». Nel mirino di Rondini anche l'intramoenia allargata.

Macroregione: il riferimento è il decalogo di Assago di Miglio

"Gilberto Oneto"
"L'Indipendensa 20.09.2012"


Una mattina Formigoni si è svegliato – i motivi sono noti e forse anche poco nobili ma le vie della provvidenza sono davvero infinite – e ha proposto una sorta di aggregazione fra le Regioni padane per difendere i propri interessi (delle Regioni ma anche quelli del suo gruppo politico). Lo ha fatto in forma molto nebulosa e poi ha anche un po’ lasciato cadere la cosa (o gli è stato imposto di farlo). Non è la sola debolezza della vicenda: dei due presidenti leghisti solo uno ha mostrato un attivo interesse (e con lui quello del Friuli), i presidenti  di sinistra hanno fatto finta di niente. Gran parte del sistema di informazione è stato zitto ma anche la dirigenza leghista (forse spiazzata dalla mossa) è stata piuttosto lenta nel sintonizzarsi sul problema.
Eppure l’idea è buona, non è nuova ma assume particolare  interesse a causa della situazione economica: oggi l’esigenza di autonomia (e – diciamocelo – di indipendenza) è soprattutto economica: lo Stato ladro riesce a prevalere in oppressione addirittura sullo Stato terrone. Si prende atto che le cose non possono più procedere sul cammino unitarista della solidarietà nazionale a senso unico e si trova un rimedio: è un po’ tardi perché la terapia possa essere dolce e si deve mettere in conto che la medicina potrebbe fare del male a qualcuno. Ma non ci sono più alternative: lo Stato italiano unitario e centralista è arrivato al capolinea. La strada più logica e ragionevole che può essere percorsa è quella delle aggregazioni macroregionali su cui ricostruire una struttura davvero federale o su cui terminare l’esperienza unitaria.

Prima il Nord: Maroni detta l’agenda della RISCOSSA

"Gianni Petra"
"La Padania 19.09.2012"


«La Lega è e vuole sempre di più essere il punto di riferimento per il mondo delle imprese del Nord, un interlocutore serio e affidabile che fa proposte concrete per la risoluzione della Questione Settentrionale ».  Con queste parole ieri a Torino, il Segretario Federale Roberto Maroni è intervenuto alla conferenza stampa  di presentazione degli Stati Generali del Nord che si terranno al Lingotto i prossimi 28 e 29 settembre.  Insieme al Governatore del Piemonte e segretario nazionale della Lega Nord Piemont Roberto Cota, alla  vice segretario federale del Carroccio e assessore regionale in Piemonte Elena Maccanti e al vice Presidente  della Regione Lombardia Andrea Gibelli, Maroni ha parlato in modo approfondito e dettagliato della  kermesse organizzata dal Carroccio e a cui parteciperanno esponenti importanti del mondo produttivo, del  governo e del sistema finanziario del Paese. «Con questo evento - ha spiegato il leader della Lega Nord - il  Carroccio si pone all’ascolto su temi concreti, aprendosi come non ha mai fatto in precedenza ad un  confronto che dovrà essere sui fatti e non sulle chiacchiere. Sarà una prima occasione di confronto strutturato, organizzato anche su basi scientifiche, con l’intervento di autorevoli professionisti.

domenica 16 settembre 2012

NORD VERSO L’EUROREGIONE Maroni raccoglie l’eredità di Miglio


"Massimiliano Capitanio"
"La Padania 16.09.2012"


DUMÀS - Alle 11,30 il Giardino delle camelie della villa comunale è stracolmo di gente. Lì, ad ascoltare il  dibattito indipendentista, organizzato dal Movimento giovani padani per celebrare il 15 settembre, ci sono  almeno 300 persone. Poche centinaia di metri più in là, sereno e sorridente, c’è un altro spettatore speciale: Gianfranco Miglio, sepolto nella sua Domaso dal 2001, ma il cui spirito libero e federalista impregna ancora oggi l’aria insieme al profumo di quelle vigne che lo richiamavano sul lago, strappandolo agli impegni di Como e Milano. Federalismo, euroregione padana, identità, autonomia: dalle lezioni di quell’istrionico  preside della Facoltà di Scienze politiche della Cattolica di Milano dei primi anni Sessanta alla dichiarazione di indipendenza della Padania del 1996 al “Prima il Nord” parola d’ordine del 2012, ieri a Domaso si è  celebrata una di quelle giornate destinate a lasciare il segno della storia dell’indipendentismo padano. «Oggi  voglio riprendere l’eredità di Miglio e continuarla perché le sue intuizioni sono il bagaglio culturale più  importante che la Lega abbia avuto. Ci sono stati momenti di tensione tra la Lega e Miglio, ma questi erano  dovuti ad altri fattori e non certo alla personalità di Miglio e al legame tra lui e la Lega. Il legame tra Miglio e i  leghisti è sempre stato fortissimo e l’incontro di oggi può servire anche a cancellare quegli attimi di tensione che hanno portato Miglio ad allontanarsi. Io vorrei che il legame indissolubile che c’è stato possa oggi essere  ripreso e sottolineato, cancellando quei momenti che hanno portato alla rottura.

Macroregione, Lega: 3/4 delle tasse sul territorio. E tira frecce a Formigoni

"Giorgio Calabresi"
"L'Indipendenza 16.09.2012"


La proposta di una macroregione del nord cosi’ come delineata da Roberto Formigoni e’, secondo il segretario della Lega Roberto Maroni, ”una finta o poco piu’ che una finta, perche’ si fa a Costituzione vigente”, che in pratica consente solo la fusione di regioni. Maroni lo ha detto dal palco di una cerimonia in ricordo del professor Gianfranco Miglio. ”Io – ha aggiunto – non voglio una maxi-Lombardia dove c’e’ un maxi governatore che magari si chiama maxi-Formigoni”. Interpellato successivamente dai giornalisti, il leader della Lega ha spiegato che la proposta di modifica costituzionale che invece e’ stata avanzata da via Bellerio per una ”euro regione padana” sarebbe stata illustrata in serata a Formigoni nel corso di un dibattito alla festa della Lega di  Brescia. ”Se lui ci sta, bene, facciamo una battaglia comune – ha concluso Maroni riferendosi al presidente della Lombardia -. Se non lo e’, noi continuiamo con la nostra proposta che e’ l’unica seria”. La proposta leghista di una legge costituzionale di iniziativa popolare prevede che il 75% delle tasse rimanga sul territorio (contro circa il 30 attuale) e che solo il 25% vada allo Stato, cioè a Roma.
La Lega ha già depositato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare «per la quale raccoglieremo firme dalla prossima settimana, per dare la possibilità alle regioni di creare una federazione che passa attraverso un referendum e che possa definire un proprio sistema fiscale autonomo» ha detto il segretario spiegando che si tratta di un progetto in linea con gli studi del professore.

INDIPENDENZA 2.0 il manifesto dei Giovani Padani


15 settembre 1996 – 15 settembre 2012

INDIPENDENZA 2.0


Noi Giovani Padani – di Emilia, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Marche, Piemonte, Romagna,  Toscana, Trentino, Umbria e Veneto– in occasione della ricorrenza della Dichiarazione di Indipendenza della Padania del 1996

CONSTATATO
che oltre 150 anni di mal governo italiano hanno portato l’identità dei popoli padani e alpini sull’orlo della scomparsa;
che ciò è frutto della politica romana e centralista, perseguita scientemente e coerentemente fin dalla nascita dello Stato italiano;
che questa politica culturalmente razzista si è snodata attraverso un processo di marginalizzazione delle nostre identità e del nostro originale modo di vivere;
che tale politica ha avuto per le nostre popolazione anche altri dolorosi risultati come l’oppressione politica e giudiziaria – perpetuata tramite emissari del governo centrale -, il deperimento delle lingue e identità locali, l’impoverimento delle nostre comunità – attraverso la rapina fiscale -, il disagio sociale e l’insicurezza diffusa – con continue ondate migratorie – e infine la mancanza di prospettive per i giovani nel confronto – impari – con i loro coetanei europei;
che la libertà di lingua è un diritto umano fondamentale e che il mantenimento dell’identità nazionale è un diritto imprescrittibile;
che nei Paesi alpini e padani deve essere pienamente rispettata e garantita una particolare autonomia identitaria,  culturale e linguistica consistente nel diritto di usare la propria lingua nazionale sullo stesso piano di quella italiana, in tutte le occasioni della vita sociale (toponomastica completamente bilingue, insegnamento nelle scuole, accesso ai mezzi di comunicazione sociale);

giovedì 13 settembre 2012

Questo Governo ha poche idee e confuse in tema di immigrazione e sicurezza

Oggi pomeriggio il deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi ha interrogato al Question Time il ministro  dell'Interno Anna Maria Cancellieri sui continui sbarchi dei clandestini e sui mancati respingimenti. "Questo  Governo ha poche idee e confuse in tema di immigrazione e sicurezza - spiega Grimoldi - Alla domanda  sull'emergenza di Lampedusa e sui 400 clandestini arrivati sull'isola solo nelle giornate del 18 e 19 agosto, mi  sono sentito rispondere che "rispetto ai quasi 60 mila ingressi avvenuti l'anno scorso l'entità degli arrivi nello  stesso periodo si è ridotta a poco più di 8 mila stranieri". Ma il ministro ha mai sentito parlare di primavera  araba? Sa che lo scorso anno erano in corso delle guerre? Se poi per il ministro Cancellieri 8mila clandestini  sono pochi, perché non somma anche le decine di migliaia che beneficeranno della sanatoria in corso?".  Grimoldi ha poi ricordato al ministro come il generale Santini dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna abbia sottolineato come vi siano dei rischi importantissimi di probabile invasione sul nostre coste da parte di extracomunitari provenienti da Siria, Libia e Tunisia. "Il barbaro assassinio dell'ambasciatore americano in Libia non fa certo ben sperare - ha concluso Grimoldi - Il Governo Monti ha abbandonato la linea della fermezza imposta da Maroni, e ne pagheremo sempre più le conseguenze".

GRIMOLDI LEGA: "DOPO I 32 MILIONI DI EURO REGALATI AL SUD, ORA IL NORD MANDI AL MINISTRO IL PROPRIO ELENCO DI RICHIESTE"


"Dopo il regalo da 31,8 milioni di euro fatto al Sud, mi aspetto che il ministro Profumo prepari un assegno  equivalente per rispondere alle esigenze dei docenti e degli studenti del Nord. Invito caldamente dirigenti  colastici, studenti e famiglie a scrivere all'indirizzo mail urp@istruzione.it per avanzare le più disparate richieste: cancelleria, carta igienica, materiale didattico, attrezzature per palestre e laboratori scientifici, lavori  di manutenzione. Al Nord non servono i regali del ministro Profumo, serve che il ministero restituisca al Nord  i soldi versati a Roma e che da noi verrebbero utilizzati per realizzare strutture degne di docenti preparati e studenti con voglia di fare".
Così Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e presidente federale del Movimento giovani padani.

mercoledì 12 settembre 2012

La “cura Monti” continua Altri 200mila posti di lavoro a rischio, 170 mila nelle Pmi


La “cura Monti” ai danni del Paese continua a dare i suoi (cattivi) frutti. Nel secondo semestre di quest’anno rischiamo di perdere 202 mila posti di lavoro. Di questi, ben 172 mila sono in forza fra le piccole e medie  imprese. A questo risultato è giunta la Cgia di Mestre, che ha elaborato questa stima incrociando i dati  occupazionali dell’Istat e quelli di previsione realizzati da Prometeia. Il risultato emerso, sottolinea la Cgia, è  preoccupante: rispetto al secondo trimestre del 2012, nella seconda parte dell’anno corriamo il rischio di  ritrovarci con ben 202 mila occupati in meno. Se teniamo conto che circa 30 mila esuberi sono riconducibili ad addetti occupati nelle grandi aziende che hanno aperto un tavolo di crisi presso il ministero dello Sviluppo  economico, gli altri 172 mila sono alle dipendenze delle piccole e medie imprese. «Premesso che negli ultimi quattro anni la variazione dei posti di lavoro riferiti alla seconda parte dell’anno è sempre stata negativa, la  stima riferita al 2012 - afferma il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi - è comunque peggiore  solo al dato di consuntivo riferito al 2009. Purtroppo - prosegue Bortolussi - in queste ore non si sta  consumando solo la drammatica situazione dei lavoratori dell’Alcoa o dei minatori del Carbosulcis, ma anche  quella di decine e decine di migliaia di addetti delle Pmi che rischiano di rimanere senza lavoro». La Cgia,  tuttavia, invita il Governo ad aiutare le piccole e medie aziende, che rappresentano il vero tessuto economico,  produttivo e occupazionale del territorio, soprattutto nelle regioni del Nord.

Sicurezza: commissariamo Pisapia


Milano non è Scampia, ma con Pisapia la china pare proprio quella. Una esecuzione in piena regola in una  strada affollata di gente e piena di locali e una sparatoria nella via “modello” di integrazione per la banda  arancione del sindaco milanese in due giorni. Questa la fredda cronaca di 24 ore di sangue e violenza che hanno scatenato la Lega nelle dure reazioni alle politiche «sull’insicurezza » perseguite dalla maggioranza di sinistra che governa Milano. Caustico il commento del segretario provinciale del carroccio meneghino, Igor  Iezzi: «Due sparatorie in due giorni. Milano è un far west. Pisapia e il Governo Monti sono un fallimento, i  cittadini hanno paura. Servono i militari per strada e il commissariamento dell’amministrazione che ha gestito  in modo fallimentare la sicurezza». Iezzi lancia l’allarme e chiede «misure di emergenza per Milano. Mandare via l’esercito - dichiara - e le pattuglie miste forze dell’ordine-militari da Milano è stato un errore imperdonabile di Pisapia. Sotto la Madonnina si è raggiunto il record di reati denunciati e ora anche le  sparatorie in centro. Purtroppo è necessario militarizzare la città e commissariare la sicurezza. Pisapia e la  sua Giunta stanno consegnando Milano alla criminalità: vanno fermati immediatamente ». Mentre il Carroccio  meneghino lancia una raccolta firme per riportare le pattuglie miste con i militari (cacciate lo scorso anno da  Pisapia) per le strade cittadine, l’assessore Provinciale alla Sicurezza, Stefano Bolognini chiede a «prefetto e questore» la convocazione del «comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza per stabilire misure di emergenza urgenti». Lo dichiara l’assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano, il leghista Stefano  Bolognini.

Maroni: «Legge elettorale, non hanno nessuna intesa»

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 12.09.2012"


La legge elettorale? «Non c’è nessuna intesa. Noi la nostra proposta l'abbiamo fatta: premio di governabilità e  preferenze. Mi sembra che Pdl, Pd e Udc siano nella palude. La situazione è bloccata». Il Segretario Federale  della Lega Nord, Roberto Maroni - intervenuto ieri a Frascati alla Summer School della Fondazione Magna Carta  del Pdl - manifesta tutto il suo fondato pessimismo riguardo alla possibilità, sempre più esigue, che i partiti di  maggioranza raggiungano un accordo sulla modifica del sistema di voto. Un accordo che si allontana sempre di  più con il passare dei giorni. Troppo lontane le parti e sotto sotto emerge con prepotenza l’impressione che alla  fine sia tutta una strategia di ’melina’, finalizzata a tenersi la legge attuale, la legge 270 del 2005. «Nessuno  vuole modificare l'attuale legge», sottolinea il leader del Carroccio. Che aggiunge: «Voto con il Porcellum? Spero  di no, noi vogliamo le preferenze. Noi ancora ci crediamo». E insieme alla riforma elettorale si allontana anche l’ipotesi di un voto anticipato. «Le elezioni a novembre non possono più esserci. Mancano i tempi tecnici »,  conferma il Segretario Federale che poi ribadisce: «Le preferenze le vorrebbero i cittadini. E sarebbe giusto reintrodurle. Ma non solo.  Si deve dire prima delle elezioni con quale programma si intende governare, con quali  alleanze e con quale premier; altrimenti si torna indietro di 20 anni. Noi - precisa il numero uno del Carroccio -  diciamo no ad un premio di maggioranza che ti fa passare dal 25% dei voti al 35% dei deputati. Sarebbe soltanto  una vera truffa. Noi siamo per il premio di governabilità. Ora aspetto fiducioso che questa strana maggioranza batta un colpo». A confermare le ormai scarsissime possibilità di modificare l’attuale normativa elettorale è anche  il rappresentante della Lega Nord nel comitato ristretto, Roberto Calderoli, che chiosa al termine di un’altra improduttiva giornata di confronto: «Non c’è nessuna novità. La settimana scorsa i partiti si erano irrigiditi sulle rispettive posizioni. Questa settimana addirittura ci sono stati dei passi indietro. Il premio di maggioranza comincia a non avere più una maggioranza in questo Parlamento.

martedì 11 settembre 2012

CROLLA TUTTO, RIVISTO IL PIL PROF, MA LA RIPRESA NON C’ERA GIÀ?


Con una mossa che giunge a sorpresa, ma se si vuole nemmeno poi tanto, l’Istat ha rivisto al ribasso le stime  preliminari sul Pil del secondo trimestre 2012. Il dato congiunturale (trimestre su trimestre) passa dal -0,7%  stimato a -0,8%. Quello calcolato su base annuale passa da -2,5% a -2,6%, il peggiore dal 2009. La  recessione dunque in Italia è più profonda del previsto, con buona pace di quanti vedrebbero di buon occhio  una conferma di Mario Monti a Palazzo Chigi. La ricetta del Professore per uscire dalla crisi dello spread  pare semmai produrre effetti collaterali devastanti. A partire dal dato negativo della spesa delle famiglie,  determinante nel crollo del Pil. Nel secondo trimestre la spesa delle famiglie residenti è diminuita dell'1% in  termini congiunturali e del 3,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Ancora su base congiunturale le  importazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,4% e il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e  servizi) dello 0,7%. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate dello 0,2%, gli investimenti fissi  lordi sono diminuiti del 2,3% e i consumi finali nazionali sono scesi dello 0,7%. La domanda nazionale al  netto delle scorte, spiega l'Istat, ha sottratto quindi un punto percentuale alla crescita del Pil.

Maroni restituisce la parola ai cittadini

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 11.09.2012"


La macroregione? La Lega Nord presenterà, in Cassazione, la prossima settimana, una proposta di iniziativa  popolare. «E sarà una vera bomba, lì si vedrà chi vuole davvero l'euroregione, come la chiamo io, e chi fa  finta». Un ipotetico Mario Monti-Bis? «Un dibattito astruso. Riteniamo che il governo Monti sia facendo  male all'economia del nord. Peggio di così, francamente credo che non si possa fare». Il referendum sull'euro  e sull'Europa? «Noi chiediamo che i popoli dell'Europa si esprimano sull'euro e sul futuro dell'Europa.  Pensiamo che debba esserci un'Europa diversa da quella che hanno in mente Monti e la Bce: un'Europa federale e democratica, un'Europa delle regioni non uno stato unico. Proprio per questo negli scorsi giorni  abbiamo depositato  una proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di abbinare alle prossime elezioni  politiche un referendum sull'euro e sull'Europa ». Per il Segretario Federale della Lega Nord, Roberto Maroni, è stato un altro  fine settimana ’on the road’, in giro per la Padania, ad incontrare cittadini, a parlare  con la gente, ad ascoltare, a confrontarsi. Venerdì un lungo e articolato giro nel trevigiano. Domenica mattina  tra i relatori al workshop Ambrosetti di Cernobbio e in serata nuovamente nelle piazze del Nord Est, prima nel veronese, a Gazzolo d'Arcole, e quindi a Trento. Chilometri su chilometri per raccogliere opinioni, istanze  e idee dei cittadini.

lunedì 10 settembre 2012

Vogliamo un’Europa Federale e democratica

"Iva Garibaldi"
"La Padania 07.09.2012"


Dopo il fallimento dell'Europa monetaria e finanziaria è arrivato il momento per far nascere finalmente una  nuova Europa, quella dei popoli e dei territori. Per la sua realizzazione la Lega Nord, coerentemente con il  progetto politico che da anni sta portando avanti, ha presentato ieri mattina in Cassazione alcune proposte di  legge di iniziativa popolare. Una delegazione di parlamentari guidata dal segretario Roberto Maroni e  composta dal senatore Roberto Calderoli, dai capigruppo Gianpaolo Dozzo e Federico Bricolo ha poi  illustrato, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, il senso dell'iniziativa. Restituire la possibilità di decidere al popolo è la parola d'ordine che è alla base dei quesiti referendari sull'Europa e sull'Euro. I cittadini devono poter dire  la loro su ogni trattato europeo che limiti la sovranità dei popoli. Ma la nostra Costituzione vieta i referendum sui trattati internazionali e per questo il Carroccio chiede anche una modifica  della Carta. «Oggi sono state presentate in Cassazione - ha detto Maroni - alcune proposte di legge di  iniziativa popolare affinché si possa fare un referendum consultivo sull'euro e sull'Europa abbinato alle  prossime elezioni politiche. Abbiamo depositato in Cassazione il testo del quesito che fa parte di una proposta di legge costituzionale che depositeremo alla Camera e al Senato ma sulla quale dalla prossima settimana organizzeremo anche una raccolta di firme». Nel quesito, ha detto ancora Maroni «si chiede ai  cittadini-elettori se intendono dare mandato al Parlamento europeo perché proceda alla trasformazione  dell'Ue in un'effettiva unione dotata di un governo responsabile di fronte al Parlamento. Oggi l'Europa si è  ridotta a un'unione monetaria dominata dalla logica degli Stati e dalla burocrazia. Un progetto che sta  mostrando di essere fallimentare e che rende ancora più urgente la realizzazione dell'Europa delle Regioni».

Settembre, andiamo…la citta’ si interroga sul prossimo “autunno caldo”

"I soldati se ne sono andati - di Cristiano Vailati"
"Il Melegnanese 08.09.2012"


Questa estate passerà agli annali come una di quelle più roventi, sia sotto l’aspetto climatico che sotto  l’aspetto politico. Più che una “cura”, quella di Monti, potrebbe essere paragonata al peggior virus che un  organismo possa prendere. Spread invariato rispetto al precedente governo, PIL -2,5%, disoccupazione salita a quasi l’11%, taglio delle pensioni, revisione articolo 18, caro benzina (con ormai la verde sopra i 2 euro al litro), l’IMU e tutti i tagli verso i Comuni, il tutto con la complicità di PD, PDL e UDC. Tutti questi  provvedimenti la faranno da padrone sulle prossime decisioni delle varie amministrazioni comunali e a  Melegnano ne abbiamo già avuto un assaggio con l’aumento dell’addizionale Irpef, il recente taglio dei fondi  per la scuola e magari dall’attuale amministrazione, come regalo natalizio, potrebbe arrivare anche un  ritocchino delle aliquote per il saldo dell’IMU di dicembre. A Melegnano non c’è lavoro, le attività  commerciali, che sono il fiore all’occhiello di questa città, chiudono, gli artigiani sono soffocati dalle tasse, alcune cooperative non riescono a pagare i dipendenti pur avendo crediti verso varie amministrazioni che non  pagano, ma per questi serissimi problemi non è stato fatto nulla. Altra notizia negativa per la città, arrivata negli ultimi giorni, è la perdita della pattuglia dei militari che, anche se utilizzata come deterrente, ha portato  ad un vistoso calo dei reati compiuti sul territorio. Siamo stati gli unici, in campagna elettorale, ad affermare  che, visti gli innumerevoli tagli fatti da questo governo, non si potevano promettere mari e monti, ma i  melegnanesi hanno voluto nuovamente credere alle false promesse di destra e di sinistra, e ora ne pagano le  conseguenze. L’unica speranza per questo autunno sarà quella di vedere cadere questo infausto governo di banchieri e di tornare finalmente a lavorare per i nostri cittadini. 

Melegnano in lutto: stroncato da un infarto Luigi Tessarin

E’ morto a 71 anni lo storico personaggio politico del Sud Milano: ucciso da un malore nella sua abitazione in Calabria. Un attacco di cuore fulminante ha ucciso la notte scorsa Luigi Tessarin: inutili i soccorsi, per l’ex Assessore, non c’è  stato niente da fare. La tragica notizia ha suscitato un profondo cordoglio a Melegnano, dove Tessarin era molto conosciuto.
Queste le parole dell’ex vice Sindaco Enrico Lupini: “con lui ho vissuto gli ultimi quindici anni della politica Melegnanese. Carattere sanguigno ma leale e persona di grande compagnia. Credo che questo personaggio mancherà sia alla politica, ma in modo particolare agli amici. Condoglianze ai famigliari.”

mercoledì 5 settembre 2012

Lavorare non stanca più Monti ha abolito anche l’occupazione


"STEFANIA PIAZZO"
"La PAdania 05.09.2012"

Mettiamola la così. Che piaccia o no, c’è un bacino elettorale immenso, una sterminata pianura che si chiama  Nord e che, consapevolmente o meno, è leghista. Perché percepisce e incassa, più o meno in silenzio, il  disagio di vivere pagando senza avere niente o poco in cambio. Si chiama anche questione settentrionale ed  è quella che resta irrisolta da decenni, aggravata dai poteri incompiuti delle Regioni nate negli anni ’70 e del  Federalismo fiscale che, pur essendo legge, il governo Monti ha buttato fuori di casa. La percezione forte  che Roberto Maroni conferma anticipando l’esito di un sondaggio Swg, certifica che il 46 per cento degli  italiani, e il 66% dei residenti del Nord, lo dicono senza pregiudizi: il Nord è discriminato. Il resto lo fa il  Governo Monti. Difficile dire quali siano i successi dell’esecutivo. Lo spread? Il tasso di disoccupazione passato dall’8 al 10,8%? Le nuove imprese che aprono, cioè quelle con stranieri? Le 150mila botteghe che  chiudono? Un giovane disoccupato su tre? I 360mila esodati a casa senza un ghello? La bolletta energetica  salita del 13%? La benzina a due euro? La produttività pari allo zero di alcuni ministeri e direzioni (ovvero,  ricapitolando: Garante comunicazione, Agenzia territorio, Agenzia Dogane, Monopoli, ministero Istruzione, Pubblica amministrazione, Beni culturali...) che neanche hanno iniziato a far andare le dita sul computer? Con  il 15% di produttività media, il Governo è al palo. Per contro la spending review la fa nei Comuni, la fa con  l’Imu prevedendo di compensare con propri trasferimenti i mancati incassi Imu che aveva previsto. Tanto da far lecitamente allarmare il presidente Anci Lombardia: «Se lo Stato non ci dà quello che aveva promesso, dobbiamo fare bilanci falsi». Abbiamo dato un’occhiata ai numeri dell’economia e sono eloquenti da soli. Già  nel 2008 l’ufficio studi di Confcommercio aveva ingranato la marcia profetica del calo dei consumi: meno nel  2008, un altro meno meno nel 2009, triplo meno nel 2010.

Introiti Imu sovra-stimati, Comuni di nuovo a secco

"Massimiliano Capitanio"
"La Padania 05.09.2012"


Il ragionier Fantozzi ha colpito ancora. Dopo aver sbagliato di qualche decina di migliaia di unità il numero  degli esodati (cittadini bellamente lasciati senza lavoro e senza pensione), dopo aver lasciato migliaia di scuole senza dirigenti, dopo aver tolto il pane di bocca ai cittadini padani e italiani per rifocillare i caveau  delle banche, ora il Governo Monti ha condannato a morte i Comuni. Con un altro colossale errore di  calcolo. Le previsioni del gettito Imu sono state, infatti, sovrastimate del 20-30%, con conseguenze  disastrose. Ieri non c’è stato sindaco, senza distinzione di sorta, che non abbia alzato la voce per richiamare all’ordine il Governo dei “professori”. Calcolatrice alla mano, per fare uno dei tanti esempi, il Comune di  Varese si vedrà arrivare in cassa 2 milioni di euro in meno rispetto a quanto previsto e promesso dal Tesoro.  Oltre a tagliare l’impossibile, c’è il rischio che non si riescano a pagare nemmeno gli stipendi dei dipendenti.  Attilio Fontana, che oltre a guidare il capoluogo lombardo ha l’onere e l’onore di presiedere l’Anci  Lombarda, è durissimo. «Hanno sbagliato ancora una volta a fare i conti - è la secca constatazione - Adesso  è il momento di dire basta e ribellarsi alle continue angherie e violenze di questo Governo. La legge dice che se i Comuni incassano meno delle previsioni del Tesoro sul gettito Imu, allora lo Stato deve integrare questi  mancati introiti: sono dunque certo che il Governo rimborserà i Comuni che hanno incassato un gettito Imu  minore rispetto a quanto previsto dallo stesso Esecutivo».

Nord nella melma per colpa del Sud Mezza Italia la pensa come la Lega

"Andrea Ballarin"
"La Padania 05.09.2012"


Mezza Italia la pensa come la Lega, nel Nord almeno due terzi dei cittadini. E in un Paese come il nostro,  composto - per citare l’autorevole giornalista Vittorio Feltri - «per metà di terroni e per l’altra metà di gente  che vota a sinistra », il risultato del sondaggio Swg è, a dir poco, strabiliante. Il Nord della Penisola è discriminato rispetto al Sud, penalizzato ingiustamente per via degli sprechi e della bassa produttività del  Meridione. Incredibile? Forse sì, ma è tutto vero e a renderlo noto è stato il segretario federale del  Carroccio, Roberto Maroni, che ieri ha postato sul proprio profilo facebook una scheda eloquente di un sondaggio molto articolato elaborato dal qualificato istituto di ricerche statistiche e di opinione fondato da  Roberto Weber. Alla domanda “alcuni dicono che il Nord sia discriminato rispetto al Sud, nel senso che  viene penalizzato ingiustamente per via degli sprechi e della bassa produttività del Meridione. Lei con questa  affermazione si trova…”, il 46 per cento degli intervistati non ha esitato un istante a rispondere “assolutamente d’accordo”  (16%) o “abbastanza d’accordo (30%). Dunque, praticamente la metà esatta degli italiani (sia del Nord che del Sud) ritiene che vi siano dei disequilibri pesantissimi da aggiustare sul  fronte dei costi che l’intero Paese sostiene per pagare gli sperperi del Mezzogiorno e condanna il  caratteristico atteggiamento da lavativi degli abitanti del Sud. Nel Nord il risultato è ancora più marcato,  perché ad essere infastidita da ingiuste penalizzazioni è almeno il 66% della popolazione residente, cioè due terzi tondi tondi della gente che ognuno di noi può incontrare facendo una passeggiata a Milano, come a Torino o Venezia.

lunedì 3 settembre 2012

Calderoli avverte gli inciucisti «Non provate a fregarci»

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 02.09.2012"


ALZANO - «Attenti a non cercare di fregarci. Noi e gli elettori, con una legge che porti al bipartitismo e  tolga comunque al cittadino la possibilità di scegliere il proprio eletto». Agosto si congeda dal calendario con  una giornata già autunnale, sul tendone della Berghem Fest di Alzano Lombardo si rovesciano ettolitri d’acqua, eppure all’interno c’è il pienone. La legge elettorale, tema solitamente lontano dal comune sentire e  dai problemi di tutti i giorni delle persone normali, che lavorano e devono arrivare a fine mese, evidentemente  interessa comunque, tanto più se a dibatterne, moderati dal bravo e preparato giornalista Rai Roberto  Pacchetti, sono tre autorevoli esperti in materia: Roberto Calderoli, ex Ministro per le Riforme e firmatario  nel 2005 dell’attuale legge 270, Vannino Chiti del Pd, a sua volta ex Ministro delle Riforme dal 2006 al  2008, e Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl e da sempre uomo pidiellino sul tavolo  dove inutilmente si tenta di modificare l’attuale normativa elettorale. «Una legge che, lo ricordo a tutti,  compie sette anni, una legge – è la premessa di Calderoli - che abbiamo usato due volte, che abbiamo avuto  con governi sia di centrodestra che di centrosinistra e che nessuno, pur quando aveva i numeri dalla sua, è  mai intervenuto per cambiare. E ricordo anche che nel 2007 io avevo proposto di ripristinare il Mattarellum,  la precedente legge, per cui se si voleva eliminare il Porcellum bastava votare quella mia proposta e  ripristinare il Mattarellum. Punto.

Arrestato l'imam che accusava la bimba cristiana di blasfemia

ISLAMABAD - Colpo di scena in Pakistan al processo contro la bimba cristiana accusata di aver 'bruciato' pagine del Corano. La polizia ha infatti arrestato l'accusatore, l'imam Khalid Jadoon, con l'accusa di aver manipolato le prove contro Rimsha Maseeh. 

A rivelare il fatto è stato un testimone oculare, Hafiz Muhammad Zubair. Lo riferisce la stampa locale. Zubair ha riferito che si trovava nella moschea per osservare l'Aitekaf (un periodo di ritiro) quando è venuto a conoscenza dell'episodio, specificando che Amaad, il principale accusatore di Rimsha, ha consegnato le pagine bruciate con i versi del Corano all'imam della moschea Khalid Jadoon, che però ne ha aggiunte altre.

Zubair ha fatto il nome di altri due fedeli presenti al momento dell'accordo tra Ammad e l'imam. Per Jadoon sembra mettersi male: Geo Tv riferisce che lo studioso Tahir Ashrafu ha chiesto al consiglio degli Ulema di stabilire quale punizione dovrà essere inflitta all'imam. Un giudice ha per ora disposto che il religioso resti per 15 giorni nel carcere di Adiala a Rawalpindi in cui dal 16 agosto è rinchiusa la bambina cristiana.

MACROREGIONE, MARONI: LA VIA MODERNA DI MIGLIO

"Andrea Ballarin e Fabrizio Carcano"
"La Padania 02.09.2012"


BÈRGHEM- Alzano Lombardo - Obiettivo: cacciare al più presto il professor falliMonti da Palazzo Chigi.  Questa la parola d’ordine di Roberto Maroni sul palcoscenico della Berghem Fest di Alzano Lombardo, dove il segretario federale del Carroccio è stato protagonista di una lunga e amichevole chiacchierata con il  giornalista Vittorio Feltri. «Immaginatevi se in Italia avessimo fatto un referendum sulle tasse di Monti -  attacca Maroni -, questo Governo sarebbe andato subito a casa». Applausi convinti dalla platea. «Il nostro  obiettivo . riprende l’ex ministro - ora è il referendum sull’euro, cioè chiamare il popolo ad esprimersi, così  come avviene in Svizzera, anche sulle tasse. E stiamo pensando anche a un referendum sul fiscal compact ».  La discussione scivola poi sull’altro grande progetto leghista: la macroregione del Nord. «La macroregione -  spiega Maroni incalzato da Feltri - non è un’utopia ma un sogno da realizzare. E’ la via moderna realizzata e  ideata dal più grande pensatore degli ultimi decenni: Gianfranco Miglio. L’idea della macroregione moderna  appartiene quindi a lui e alla Lega Nord, che ha avuto il merito di parlarne. Miglio ha recuperato il pensiero di Carlo Cattaneo, rimodellandolo ai nostri giorni e portandolo al centro del dibattito politico. E questo - sottolinea il Segretario - è avvenuto grazie alla Lega e a Umberto Bossi. Altro merito di Miglio è stato l’aver  avuto il coraggio di “sporcarsi le mani” con un movimento verso il quale continuavano ad essere venduti pregiudizi ingiustificati e pretestuosi. Il progetto dell’Euroregione padano-alpina è vincente. L’Europa dei 27  Stati invece ha fallito, non è stata capace di salvare la Grecia mentre l’Euroregione – o la Macroregione – da  una vita salvano la Magna Grecia italiana che è il Sud». Segue un altro schiaffo a Bruxelles.

Stime choc dei consumatori: gli aumenti ci costano 2.333 euro annui in più


MILANO – Incidono per 2.333 euro annui gli aumenti di prezzi, tariffe e tasse sulle famiglie. Lo calcolano Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano che «quello che ci preoccupa ulteriormente è che questo andamento non sembra avere sosta anche nella ripresa autunnale, soprattutto sul versante dell’alimentazione, anche alla luce delle speculazioni internazionali sulle derrate alimentari con aumenti del 7% pari a più 392 euro; con l’incremento dei costi mantenimento della casa dove le bollette di gas, luce, acqua e rifiuti, si attesteranno a 308 euro in più e per i costi energetici tra carburanti e riscaldamento che registreranno aumenti vertiginosi per un complessivo più 471 euro».
Senza dimenticare, proseguono i rappresentanti dei consumatori, «gli indicibili aumenti delle tassazioni, Imu e addizionali Irpef, e il gravoso carico economico per mandare un figlio a scuola». Ecco perché, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, «è indispensabile una nuova fase di politica economica, basata sul rilancio e lo sviluppo. Intanto, è necessario avviare subito una duplice operazione: abbassare accise sulla benzina e detassare le tredicesime. Questo darebbe finalmente una boccata di ossigeno alle famiglie ed all’intera economia».