martedì 11 settembre 2012

Maroni restituisce la parola ai cittadini

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 11.09.2012"


La macroregione? La Lega Nord presenterà, in Cassazione, la prossima settimana, una proposta di iniziativa  popolare. «E sarà una vera bomba, lì si vedrà chi vuole davvero l'euroregione, come la chiamo io, e chi fa  finta». Un ipotetico Mario Monti-Bis? «Un dibattito astruso. Riteniamo che il governo Monti sia facendo  male all'economia del nord. Peggio di così, francamente credo che non si possa fare». Il referendum sull'euro  e sull'Europa? «Noi chiediamo che i popoli dell'Europa si esprimano sull'euro e sul futuro dell'Europa.  Pensiamo che debba esserci un'Europa diversa da quella che hanno in mente Monti e la Bce: un'Europa federale e democratica, un'Europa delle regioni non uno stato unico. Proprio per questo negli scorsi giorni  abbiamo depositato  una proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di abbinare alle prossime elezioni  politiche un referendum sull'euro e sull'Europa ». Per il Segretario Federale della Lega Nord, Roberto Maroni, è stato un altro  fine settimana ’on the road’, in giro per la Padania, ad incontrare cittadini, a parlare  con la gente, ad ascoltare, a confrontarsi. Venerdì un lungo e articolato giro nel trevigiano. Domenica mattina  tra i relatori al workshop Ambrosetti di Cernobbio e in serata nuovamente nelle piazze del Nord Est, prima nel veronese, a Gazzolo d'Arcole, e quindi a Trento. Chilometri su chilometri per raccogliere opinioni, istanze  e idee dei cittadini.
E per aggiornare la base sull’attuale momento politico, con la Lega Nord impegnata in  solitario a fare da unica opposizione credibile, con proposte e non solo critiche o polemiche come fanno altri,  al Governo dei tecnocrati e dei poteri forti. «Per la Lega Nord - ha spiegato il Segretario Federale - è un  momento bello, un momento di ripresa. Nel movimento è ritornato l'entusiasmo. Sono molto ottimista,  abbiamo tante idee. A fine settembre faremo gli stati generali, dove definiremo le nostre proposte ». Quindi a  seguire, il 7 ottobre,  la già calendarizzata Festa dei Popoli Padani nella simbolica cornice di Venezia: prima  tappa di un intenso tour che toccherà tutti i capoluoghi padani. «Ogni mese - ha confermato il numero uno del Carroccio - faremo una grande manifestazione di piazza con lo slogan 'Prima il Nord e governo a casa' in  ogni regione, fino alle elezioni, concludendo questo tour il 7 aprile con una grande manifestazione a Pontida.  Ci prepariamo alle prossime elezioni come fa la Lega di solito, riempiendo le piazze con la gente, perché noi  siamo rimasti un partito fatto dalla gente, un partito popolare vero, come non ne esistono più». Durante il suo  fitto giro nel nord est Maroni è tornato a ribadire che la priorità politica, al momento, rimane la stessa:  mandare a casa il prima possibile un Esecutivo palesemente ostile al Nord, ma soprattutto nocivo al Nord,  un Esecutivo che ha saputo soltanto seppellire di tasse cittadini e imprese («Crescita? Mi pare che sul fronte della crescita sono cresciute solo le tasse»), senza dare alcun risposta ai problemi posti dalla crisi e anzi peggiorandone persino gli  effetti, come dimostrano tutti i più aggiornati parametri economici e occupazionali, nettamente peggiorati in questo catastrofico 2012. «Noi non molliamo. Riteniamo - ha ripetuto il leader leghista - che il governo Monti sia facendo male all'economia del nord. Basti vedere i dati: c’è il record della  disoccupazione, c’è il record della pressione fiscale. E quando Monti ha detto che va tutto bene il giorno  dopo hanno abbassato le stime di crescita dell'Italia. E’ l’Eurostat che dice che il Governo Monti ha fallito.  Peggio di così, francamente credo che non si possa fare. Per questo noi continuiamo ad insistere perché il  governo Monti vada a casa e si riporti la parola al popolo sovrano. Perchè in democrazia è così che deve  funzionare. Non è che comandano i banchieri, comanda il popolo, attraverso un governo eletto dal popolo.  Mentre il governo Monti non è stato eletto da nessuno». Un Governo, rincara la dose Maroni, che ha fatto soltanto danni. «Il governo Monti sottovaluta quello che sta succedendo, e l'Italia sta precipitando verso  l'abisso e verso il baratro», denuncia il segretario federale del Carroccio, che teme gli effetti di un autunno  che si preannuncia caldissimo «anche perché ci saranno scadenze importanti, come quella dell'Imu». A  maggior ragione appare ancora più paradossale, se non assurdo, il dibattito tutto interno al Palazzo che si è  aperto su un ipotetico Monti-bis, ipotesi fortemente auspicata dal Terzo Polo ma anche da frange, non  isolate o minoritarie, sia del Pd che del Pdl, oltre che dai soliti poteri forti, principali sponsor di questo Esecutivo. «E' un dibattito astruso che non mi interessa, a me interessa solo trovare soluzioni concrete alla  questione settentrionale», taglia corto Maroni, che replica poi alla spocchiosa proposta del premier Monti di  un Consiglio Europeo contro quello che ha definito il populismo montante in Europa. «Monti ha una concezione della democrazia un po' particolare: non è populismo chiedere che il popolo dica la sua sull'euro  e sull'Europa. E' democrazia, questa è la differenza. Noi chiediamo che i popoli dell'Europa si esprimano  sull'euro e sul futuro dell'Europa. Pensiamo che debba esserci un'Europa diversa da quella che hanno in mente Monti e la Bce: un'Europa federale e democratica, un'Europa delle regioni non uno stato unico. Proprio per questo negli scorsi giorni abbiamo depositato una proposta di legge di iniziativa popolare che  chiede di abbinare alle prossime elezioni politiche un referendum sull'euro e sull'Europa». E nei prossimi  giorni il Carroccio depositerà un’altra fondamentale proposta di legge, quella sulla macroregione della Padania, o meglio l’euro regione padana. «E sarà una vera bomba - ha assicurato l’ex ministro degli Interni -  perché lì si vedrà chi vuole davvero l'euro-regione, come la chiamo io, e chi fa finta». Quindi una  considerazione su una possibile nuova lista o formazione politica guidata dall’ex ministro dell’Economia,  Giulio Tremonti. «Di liste ce ne saranno tante altre, ci sarà quella di Oscar Giannino, quella di Montezemolo.  Più gente c’è meglio è, ma poi bisogna prendere i voti perché non basta mettersi in un bel posto e scrivere un  bel programma. La democrazia - ha sottolineato il segretario leghista - funziona così e io sono piuttosto  affezionato alla democrazia. Tremonti un possibile alleato della Lega? Noi ci alleiamo con il nostro popolo.  Cerchiamo di prendere più voti possibili su un programma chiaro poi chi condividerà questo nostro  programma che vede 'prima il Nord', sarà il benvenuto». E comunque il tema delle alleanze non è all’ordine del giorno e viene posticipato dal leader del Carroccio che annuncia: «I militanti - ha concluso il numero uno  leghista - sono con noi al 100%. Per questo ho intenzione di fare l'assemblea generale, a gennaio probabilmente, per prendere la decisione finale ».

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