venerdì 21 settembre 2012

SICILIA, “POZZO SENZA FONDO” CHE PESCA NELLE NOSTRE TASCHE

"Stefano Stefani"


La richiesta di credibilità e di trasparenza avanzata quotidianamente dai cittadini non può essere archiviata con delle approssimative rassicurazioni che rendono ancor più insopportabile ogni tipo di spreco e privilegio. La cronaca degli ultimi mesi, con al centro gli scandali che hanno investito la Sicilia prima ed il Lazio dopo, ha semplicemente reso visibili le gravi malversazioni in ambito locale e regionale che rischiano di alimentare il  vento dell’antipolitica. Al di là di ogni spiegazione e giustificazione che lo stesso Lombardo si è apprestato a dare non si può dimenticare come la Regione a statuto speciale abbia spesso usato strumentalmente la  propria autonomia per difendere situazioni di assurdo privilegio ed abbia, così, contribuito a peggiorare la  situazione attuale di crisi economica. La Lega Nord, attraverso la mozione presentata ieri alla Camera dei  Deputati sulla situazione finanziaria della Regione Siciliana, ha cercato di fare luce su una questione che si  protrae oramai da troppi anni a discapito di Regioni, come quelle del Nord, che hanno saputo dare esempio  di efficienza e buona amministrazione. La Sicilia, invece, resta ferma sulla pagina dei malintesi sui quali crescono gli sprechi, i privilegi  e l’improduttività. Accusare il Presidente del Consiglio di attentato all’autonomia della Sicilia a seguito della richiesta di dimissione da governatore della Regione Sicilia, riflette  bene una cultura che considera ingerenza dello Stato qualunque tentativo di riportare stabilità nei bilanci.
Si è  continuato per troppi anni ad ignorare i doveri ed il vincolo di tutela della stabilità finanziaria della Repubblica  sancito dallo stesso Statuto e, sebbene Lombardo abbia la sua parte di responsabilità, la furbizia di  democristiana memoria, per sessantasei anni, ha lasciato che il Governo nazionale finanziasse la maggior parte dei servizi e l’intera Regione attraverso il fondo di solidarietà, oltre ai finanziamenti da parte dell’Europa  disposti dalla Commissione europea. Un’isola di Bengodi che è figlia non soltanto dell’autonomia ma anche della strategia clientelare che le varie classi dirigenti hanno applicato in Sicilia con il risultato di mandare in fumo i propositi di una buona amministrazione. Forse doveva per forza finire così, la saga di una Sicilia  arrogante e spendacciona, trasformatasi inevitabilmente nella Grecia d’Italia. La nostra mozione può offrire lo  spunto per una riflessione e potrebbe rappresentare l’occasione per una revisione delle modalità di gestione  delle risorse, a cominciare da un ridimensionamento del pubblico impiego e della sanità dove il solo servizio  del 118 costa 110 milioni l’anno e conta 3.200 addetti, il doppio della Regione Piemonte! Un pozzo di spesa  senza fine sulle spalle dei contribuenti che si ripercuote sul mercato dei titoli del debito pubblico italiano. Non  si può accettare di leggere per i prossimi anni la storia di una Regione che fa fatica a cambiare, malgrado le  promesse e le buone intenzioni. L’autonomia è un valore da difendere ma va meritata. Adottare le opportune  iniziative al fine di sospendere in modo definitivo i trasferimenti di risorse a favore della regione siciliana  finalizzati al ripiano dell'attuale situazione finanziaria, predisponendo altresì con la regione stessa un piano di  aggiustamento economico-finanziario, contenente misure di rientro, attraverso l'utilizzo di risorse proprie  dell'ente, così da evitare il perdurare di politiche di risanamento basate esclusivamente sul principio della spesa storica. E’ una delle richieste contenute nella mozione della lega Nord, prima firma Gianpaolo Dozzo,  bocciata ieri sera dall’Aula di Montecitorio. Respinti però i documenti presentati dall’Idv, Mpa e Fli, su cui  l'Esecutivo aveva dato parere favorevole. «Nonostante il parere favorevole del Governo alle mozioni della  maggioranza sulla situazione finanziaria della Sicilia - dice Raffaele Volpi - il voto contrario della Lega Nord è  stato determinante per bocciarle tutte, con buona pace di Mpa, Udc e Fli, che continuano a sostenere gli  sprechi di una Regione, la Sicilia, che utilizza i soldi pubblici non per i cittadini ma per mantenere ed  incrementare, per finalità di clientelismo politico, una elefantiaca macchina amministrativa e burocratica». All’attacco degli sprechi siciliani vanno anche i deputati Matteo Bragantini e Giovanna Negro: «Il Governo, invece di sprecare i nostri soldi in surreali spot sull'evasione fiscale facendo figurare i nostri artigiani e  imprenditori del Nord come dei parassiti evasori da annientare - dicono i due parlamentari del Carroccio -  dovrebbe stampare in milioni di copie il best seller della Corte dei Conti siciliana». Bragantini e Negro sottolineano che «siamo stanchi di pagare gli sprechi del sud. La Sicilia risulta esposta finanziariamente per più di 5 miliardi di euro, mentre la spesa regionale complessiva è incrementata di quasi 300 milioni di euro tra  il 2010 ed il 2011. La stessa Regione - proseguono - evidenzia l'immensa cifra di oltre 15, 3 miliardi di euro  di residui attivi di cui ben 14 risalenti ad anni precedenti al 2001. E l'aspetto tragico di tutta questa vicenda è  che lo sperpero di denaro si sta consumando in una Regione autonoma. E' avvilente assistere al fatto che il  Governo, di fronte a tale spreco di risorse pubbliche, invece di punire i responsabili e dare così prova di saper gestire e adeguare correttamente una situazione drammatica, non trovi niente di meglio da fare che mandare altri soldi». La Lega Nord nel documento votato e bocciato ieri sera oltre a denunciare gli sprechi  nei conti della Regione, voleva impegnare il Governo «a chiarire se il trasferimento di 400 milioni di euro  recentemente erogato a favore della regione siciliana sia stato effettuato in ragione di accordi  precedentemente assunti o conseguentemente al rischio default della stessa e, qualora fosse verificata  quest'ultima ipotesi, ad assumere le iniziative di competenza affinché la regione siciliana riversi detto importo  nelle casse dell'erario». Un’ipotesi che il Governo non ha nemmeno voluto prendere in considerazione. 

1 commento:

  1. leggiferare in modo che ogni regione si paghi i suoi dipendenti,regionali,provinciale,comunali ecc.
    cosi salvini non ha motivo di arrabiarsi.

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