Milano non è Scampia, ma con Pisapia la china pare proprio quella. Una esecuzione in piena regola in una strada affollata di gente e piena di locali e una sparatoria nella via “modello” di integrazione per la banda arancione del sindaco milanese in due giorni. Questa la fredda cronaca di 24 ore di sangue e violenza che hanno scatenato la Lega nelle dure reazioni alle politiche «sull’insicurezza » perseguite dalla maggioranza di sinistra che governa Milano. Caustico il commento del segretario provinciale del carroccio meneghino, Igor Iezzi: «Due sparatorie in due giorni. Milano è un far west. Pisapia e il Governo Monti sono un fallimento, i cittadini hanno paura. Servono i militari per strada e il commissariamento dell’amministrazione che ha gestito in modo fallimentare la sicurezza». Iezzi lancia l’allarme e chiede «misure di emergenza per Milano. Mandare via l’esercito - dichiara - e le pattuglie miste forze dell’ordine-militari da Milano è stato un errore imperdonabile di Pisapia. Sotto la Madonnina si è raggiunto il record di reati denunciati e ora anche le sparatorie in centro. Purtroppo è necessario militarizzare la città e commissariare la sicurezza. Pisapia e la sua Giunta stanno consegnando Milano alla criminalità: vanno fermati immediatamente ». Mentre il Carroccio meneghino lancia una raccolta firme per riportare le pattuglie miste con i militari (cacciate lo scorso anno da Pisapia) per le strade cittadine, l’assessore Provinciale alla Sicurezza, Stefano Bolognini chiede a «prefetto e questore» la convocazione del «comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza per stabilire misure di emergenza urgenti». Lo dichiara l’assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano, il leghista Stefano Bolognini.
«I nomadi sono in ogni angolo della città, è stato raggiunto il record di reati denunciati, gli episodi di violenza si moltiplicano, registriamo persino due sparatorie. Davanti a tutto questo l’amministrazione comunale non reagisce e assiste inerte alla consegna della città alla criminalità. È a questo punto necessario che soggetti di diverso livello intervengano per arginare il fenomeno e restituire sicurezza ai cittadini ». Anche per il consigliere regionale Davide Boni: «Ormai non passa giorno in cui non avvengano episodi di violenza indiscriminata nelle strade di Milano. I recenti fatti di cronaca nera dimostrano in modo inequivocabile il fallimento della Giunta Pisapia sul fronte della sicurezza e l risultato di questo lassismo è che i cittadini milanesi sono sempre più indifesi mentre la criminalità è libera di fare il bello e il cattivo tempo». E a Giuliano Pisapia che definisce l’esecuzione di lunedì sera «un episodio tremendo» annunciando anche che giovedì incontrerà il questore Alessandro Marangoni perchè «dobbiamo trovare un modo perchè fatti del genere non possano più accadere » rispondono i consiglieri del Carroccio a Palazzo Marino. Alessandro Morelli attacca: «La sinistra dice: “speriamo che qualcuno faccia qualcosa, Prefetto, Questore, dovrebbero agire” ma sono loro a governare e sono loro ad avere la responsabilità politica di aver cacciato i militari e tolto compiti alla Polizia Locale». Intanto: «Pisapia fugge di fronte ad una situazione difficile perchè non sa quale risposta dare al fallimento delle sue politiche sul tema, il sindaco non metta la testa sotto la sabbia, perchè se lo fa con Sea, Serravalle o Sogemi i milanesi ci smenano del denaro, se lo fa con la sicurezza in città, ne va della vita dei nostri concittadini» e Luca Lepore che spiega: «La sicurezza si garantisce prima di tutto con il presidio del territorio e un fattivo aiuto alle forze dell’ordine. La via dove è avvenuta l’esecuzione non è per nulla spopolata quindi non ci vengano a dire che aumentando l’illuminazione si risolverà il problema ». Dalla maggioranza parla capogruppo Pd, Carmela Rozza: «È indispensabile che Milano sia dotata di uomini e mezzi in grado di rafforzare le scarse forze disponibili in città sulle indagini e sul contrasto alla presenza mafiosa nell’attività economica». «Troppi episodi lo testimoniano, dagli incendi dolosi nei negozi - prosegue Rozza - alle sparatorie di cui la cronaca ci sta dando conto. Per questo su proposta del Pd al consiglio comunale straordinario sulla sicurezza sono invitati il ministro Cancellieri, il prefetto e il questore. Solo affrontando il tema con tutte le forze istituzionali ci sono prospettive di una Milano libera dalla mafia o chi per essa e sicura per le attività commerciali e per i cittadini». Peccato che Rozza non ricordi che il ministro dell’Interno è sostenuta in Parlamento proprio dal Pd. A chiudere è il presidente della commissione Sicurezza di Palazzo Marino, Mirko Mazzali (Sel), che proprio l’anno scorso fece la sua battaglia antimilitari con lo slogan: “Milano non è Beirut”: «È intollerabile - spiega il vendoliano - il comportamento di chi strumentalizza questo e altri episodi per far credere che Milano sia Scampia o il West».
«I nomadi sono in ogni angolo della città, è stato raggiunto il record di reati denunciati, gli episodi di violenza si moltiplicano, registriamo persino due sparatorie. Davanti a tutto questo l’amministrazione comunale non reagisce e assiste inerte alla consegna della città alla criminalità. È a questo punto necessario che soggetti di diverso livello intervengano per arginare il fenomeno e restituire sicurezza ai cittadini ». Anche per il consigliere regionale Davide Boni: «Ormai non passa giorno in cui non avvengano episodi di violenza indiscriminata nelle strade di Milano. I recenti fatti di cronaca nera dimostrano in modo inequivocabile il fallimento della Giunta Pisapia sul fronte della sicurezza e l risultato di questo lassismo è che i cittadini milanesi sono sempre più indifesi mentre la criminalità è libera di fare il bello e il cattivo tempo». E a Giuliano Pisapia che definisce l’esecuzione di lunedì sera «un episodio tremendo» annunciando anche che giovedì incontrerà il questore Alessandro Marangoni perchè «dobbiamo trovare un modo perchè fatti del genere non possano più accadere » rispondono i consiglieri del Carroccio a Palazzo Marino. Alessandro Morelli attacca: «La sinistra dice: “speriamo che qualcuno faccia qualcosa, Prefetto, Questore, dovrebbero agire” ma sono loro a governare e sono loro ad avere la responsabilità politica di aver cacciato i militari e tolto compiti alla Polizia Locale». Intanto: «Pisapia fugge di fronte ad una situazione difficile perchè non sa quale risposta dare al fallimento delle sue politiche sul tema, il sindaco non metta la testa sotto la sabbia, perchè se lo fa con Sea, Serravalle o Sogemi i milanesi ci smenano del denaro, se lo fa con la sicurezza in città, ne va della vita dei nostri concittadini» e Luca Lepore che spiega: «La sicurezza si garantisce prima di tutto con il presidio del territorio e un fattivo aiuto alle forze dell’ordine. La via dove è avvenuta l’esecuzione non è per nulla spopolata quindi non ci vengano a dire che aumentando l’illuminazione si risolverà il problema ». Dalla maggioranza parla capogruppo Pd, Carmela Rozza: «È indispensabile che Milano sia dotata di uomini e mezzi in grado di rafforzare le scarse forze disponibili in città sulle indagini e sul contrasto alla presenza mafiosa nell’attività economica». «Troppi episodi lo testimoniano, dagli incendi dolosi nei negozi - prosegue Rozza - alle sparatorie di cui la cronaca ci sta dando conto. Per questo su proposta del Pd al consiglio comunale straordinario sulla sicurezza sono invitati il ministro Cancellieri, il prefetto e il questore. Solo affrontando il tema con tutte le forze istituzionali ci sono prospettive di una Milano libera dalla mafia o chi per essa e sicura per le attività commerciali e per i cittadini». Peccato che Rozza non ricordi che il ministro dell’Interno è sostenuta in Parlamento proprio dal Pd. A chiudere è il presidente della commissione Sicurezza di Palazzo Marino, Mirko Mazzali (Sel), che proprio l’anno scorso fece la sua battaglia antimilitari con lo slogan: “Milano non è Beirut”: «È intollerabile - spiega il vendoliano - il comportamento di chi strumentalizza questo e altri episodi per far credere che Milano sia Scampia o il West».

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