mercoledì 12 settembre 2012

Maroni: «Legge elettorale, non hanno nessuna intesa»

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 12.09.2012"


La legge elettorale? «Non c’è nessuna intesa. Noi la nostra proposta l'abbiamo fatta: premio di governabilità e  preferenze. Mi sembra che Pdl, Pd e Udc siano nella palude. La situazione è bloccata». Il Segretario Federale  della Lega Nord, Roberto Maroni - intervenuto ieri a Frascati alla Summer School della Fondazione Magna Carta  del Pdl - manifesta tutto il suo fondato pessimismo riguardo alla possibilità, sempre più esigue, che i partiti di  maggioranza raggiungano un accordo sulla modifica del sistema di voto. Un accordo che si allontana sempre di  più con il passare dei giorni. Troppo lontane le parti e sotto sotto emerge con prepotenza l’impressione che alla  fine sia tutta una strategia di ’melina’, finalizzata a tenersi la legge attuale, la legge 270 del 2005. «Nessuno  vuole modificare l'attuale legge», sottolinea il leader del Carroccio. Che aggiunge: «Voto con il Porcellum? Spero  di no, noi vogliamo le preferenze. Noi ancora ci crediamo». E insieme alla riforma elettorale si allontana anche l’ipotesi di un voto anticipato. «Le elezioni a novembre non possono più esserci. Mancano i tempi tecnici »,  conferma il Segretario Federale che poi ribadisce: «Le preferenze le vorrebbero i cittadini. E sarebbe giusto reintrodurle. Ma non solo.  Si deve dire prima delle elezioni con quale programma si intende governare, con quali  alleanze e con quale premier; altrimenti si torna indietro di 20 anni. Noi - precisa il numero uno del Carroccio -  diciamo no ad un premio di maggioranza che ti fa passare dal 25% dei voti al 35% dei deputati. Sarebbe soltanto  una vera truffa. Noi siamo per il premio di governabilità. Ora aspetto fiducioso che questa strana maggioranza batta un colpo». A confermare le ormai scarsissime possibilità di modificare l’attuale normativa elettorale è anche  il rappresentante della Lega Nord nel comitato ristretto, Roberto Calderoli, che chiosa al termine di un’altra improduttiva giornata di confronto: «Non c’è nessuna novità. La settimana scorsa i partiti si erano irrigiditi sulle rispettive posizioni. Questa settimana addirittura ci sono stati dei passi indietro. Il premio di maggioranza comincia a non avere più una maggioranza in questo Parlamento.
Per uscire dallo stallo occorre che tutti mettano da parte l'idea di volersi costruire un sistema elettorale che faccia gli interessi del proprio partito». Difficile, anzi ormai quasi impossibile. Intanto prosegue lo sterile dibattito su un ipotetico Monti bis dopo le  elezioni o su una staffetta, come auspicato da alcuni attuali ministri, che sostanzialmente porti a replicare questo  tipo di Governo ammucchiata, con un tipo di programma quasi identico.. Maroni, approfittando del paragone  calcistico offerto dalla più celebre staffetta della storia pallonara, quella tra il rossonero Gianni Rivera e il  nerazzurro Sandro Mazzola ai Mondiali del Messico del 1970, fotografa la situazione così: «Le staffette servono  solo se portano a un rinnovamento vero, e non a riproposizioni degli stessi schemi. Ed ogni riferimento è  volutamente non casuale... E comunque in politica succede solo se è il popolo sovrano a deciderlo, non i palazzi  di Roma o Bruxelles come è accaduto recentemente...» Infine una considerazione netta a rassicurante sulla questione dei rimborsi elettorali: «Noi siamo assolutamente tranquilli». 

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