«Gentilissimi Onorevoli, mi chiamo Alessandro Bonet e sono il sindaco, rieletto per la seconda volta, di un piccolo Comune del trevigiano area che, fino a qualche anno fa, rappresentava il cosiddetto “ricco Nord-Est”. Ora questa zona, come il resto del Paese, sta attraversando una profonda crisi economica e sociale riflettendo, nel suo contesto di riferimento, le trasformazioni mondiali in atto. Il Comune, in questo quadro difficile, è l’Istituzione più vicina al cittadino, ed in tal senso io vivo il mio mandato dando ascolto e aiuto, ove possibile, a chi ha bisogno, siano essi privati, associazioni, aziende o enti. Purtroppo le risorse di cui dispongo, se confrontate alle esigenze, sono una miseria e per di più centellinate». Con queste parole Alessandro Bonet, sindaco e assessore al bilancio del Comune di Godega di Sant’Urbano, si è rivolto in una lettera a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana e a Mario Monti, Presidente del Consiglio in carica seppur dimissionario, per chiedere, visto che non gli è concesso utilizzare gli utili del Comune per dare servizi ai propri concittadini almeno di essere tutelato dalle pretese della Cassa Depositi che, con i tassi imposti per l’estinzione dei mutui, a suo dire «lucra sulle politiche di riduzione del debito imposte dal Governo centrale».
domenica 30 dicembre 2012
Grillo:”Politica? Si fa senza soldi” Ma adesso chiede donazioni
"Antonio Amorosi"
"affariItaliani 29.12.2012"
"affariItaliani 29.12.2012"
Dopo la vittoria di Parma Beppe Grillo sentenziò: “Due considerazioni: la prima riguarda i soldi. Abbiamo dimostrato di poter fare politica senza soldi”, riferendosi a soli 6.400 euro spesi a suo dire per la sua campagna elettorale. E poi il 21 Giugno 2011: “La politica senza soldi è possibile, per questo il MoVimento 5 Stelle, che lo ha dimostrato, è così pericoloso”, riga 12 del Comunicato politico numero 44 (http://www.beppegrillo.it/2011/06/ comunicato_politico_quarantaquattro.html). Oppure il 19 Marzo 2010 “Il MoVimento 5 Stelle fa politica senza soldi”, riga 26 del Comunicato politico 32 (http://www.beppegrillo.it/2010/03/comunicato_politico_numero_trentadue.html). Sono solo alcune della parole di Beppe Grillo contro il denaro in politica. O come quando con il post “Fuori i soldi dalla politica” sul sito al post http://www.beppegrillo.it/2012/05/fuori_i_soldi_dalla_politica.html si scagliava anche contro i rischi del mecenatismo all'italiana. Ma adesso come tante altre volte nella sua carriera cambia idea. “Mancano meno di due mesi alle elezioni politiche, per vincerle abbiamo bisogno del tuo aiuto, di fondi per pagare le spese legali”. Al momento per il il comico genovese ammontano a 120.000 euro per i due studi legali che lo assistono. “L’obiettivo è raccogliere 1milione di euro. Ogni spesa sarà documentata e l’eventuale residuo sarà destinato al conto corrente dei terremotati dell’Emilia. Chi vorrà, inserendo i suoi dati, potrà essere visibile nella lista dei donatori.
Maroni al Pdl: «Alla Lega non interessano le poltrone Noi abbiamo un progetto. Prima il Nord!»
"Fabrizio Carcano""
"LaPadani.net 29.12.2012"
"LaPadani.net 29.12.2012"
Prima i contenuti. Prima il programma. Prima il Nord! «Se chi ha governato con noi negli ultimi 12 anni vuole ricostruire l’alleanza sulla base dei nostri programmi bene, ma non voglio scendere a condizioni». Ancora una volta Roberto Maroni è costretto a ribadire quello che già ripete da settimane: la Lega Nord ha un suo progetto, quello della grande EuroRegione del Nord, un progetto che passa dalla vittoria in Lombardia, e un suo programma e un suo candidato per le elezioni regionali in Lombardia. Chi vuole dare il suo appoggio, sostenendo il candidato Maroni e aderendo al programma che prevede la creazione dell’EuroRegione del Nord insieme al Piemonte di Roberto Cota e al Veneto di Luca Zaia e che il 75% delle tasse prodotte restino sul territorio, è il benvenuto. Altrimenti avanti così, con la candidatura di Maroni appoggiata oltre che dalla Lega anche dalla lista Lavoro e Libertà di Giulio Tremonti e dalla lista civica Maroni Presidente, formata soltanto da esponenti della società civile. Prendere o lasciare. L’ennesimo messaggio, chiaro e coerente, rivolto dal Segretario Federale del Carroccio ai vertici del Pdl. Con un’avvertenza altrettanto chiara: il tempo delle decisioni sta scadendo. Concetto ribadito dal leader leghista anche nella mattinata di ieri, durante la trasmissione radiofonica Radio Anch’io, dove era ospite anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano.
Verso Nord? No, verso Monti e contro il Nord
"LaPadania.net 29.12.2012"
C’è una non mai sopita voglia di Dc che alberga nel cuore del sistema politico italiano. L’idea di incunearsi nel cuore della contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra, propria delle dinamiche elettorali della cosiddetta Seconda repubblica, ha sempre celato questo maldestro e sciagurato obiettivo. La “balena bianca” è rinata a Todi alla fine di gennaio del 2011, quando - in una sorta di goliardica rimpatriata della Prima repubblica - è stato fondato il famigerato Terzo Polo al quale hanno aderito Udc, Fli, Api, Mpa, liberaldemocratici e repubblicani. Nella migliore tradizione del cerchiobottismo italiota, dalla città umbra venne lanciato un appello «alle forze più ragionevoli del centrodestra e del centrosinistra». In prima fila c’erano tutti i “demolitori” della Prima repubblica. Era presente anche Ciriaco De Mita. Sì, avete letto bene: l’uomo di Nusco, l’intellettuale della Magna Grecia, come lo chiamava il presidente Cossiga. Leggendo le cronache di quell’incontro, pareva che la macchina del tempo avesse riportato tutti indietro di una trentina d’anni. In un sistema bipolare - tale è quello italiano dall’inizio degli anni Novanta in poi - l’idea di un Terzo polo è un’autentica assurdità. Perché i poli sono due. Il problema vero è che il sistema politico italiano è bipolare, ma non bipartitico. Nel senso che ci sono due poli, ma anche più partiti, che stringono alleanze di programma per contendersi la vittoria elettorale. Bipolarismo senza bipartitismo.
Se la «democrazia sospesa» rischia di diventare la regola
"Piero Ostellino"
"Corriere 21.11.2012"
"Corriere 21.11.2012"
Che ci si affidi alla logica aristotelica, ovvero al senso comune, è difficile capire come possano conciliarsi la denuncia della «pressione fiscale al limite dell'intollerabilità», la proposta di una «patrimoniale di Stato» che riduca le dimensioni della sfera pubblica e l'idea di una lista, alle elezioni del 2013, capeggiata da Monti, che dell'intollerabile pressione fiscale è responsabile. Eppure, a giudicare dalle parole pronunciate all'atto della costituzione del movimento per la Terza Repubblica, sembra che tale conciliazione sia proprio il programma dei nuovi centristi. Dicono di voler preservare l'«agenda Monti». Ma due buone indicazioni - una in senso liberale; l'altra del rigore politico-amministrativo - già ci sono all'articolo 81 della Costituzione. Che, al terzo comma, recita: «Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese»; e al quarto: «Ogni altra legge che importi nuovi o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte». Se si sostiene di voler associare liberalismo e «montismo» si prospetta un'operazione trasformistica. Che farebbe torto allo stesso Monti - la cui cultura, le cui parole e le cui azioni, come capo del governo, che piacciano o no, hanno almeno il pregio di ispirarsi a una logica dirigista di marca europea - e finirebbe col lasciare le cose come stanno, se non a peggiorarle. Da un lato, fa dunque bene Monti a non impegnarsi politicamente, tanto meno a candidarsi elettoralmente, e a voler restare (formalmente) «un tecnico». Dall'altro, Monti sbaglia a dire di non garantire per l'Italia dopo le elezioni del 2013, lasciando immaginare, così, una quarta soluzione. Tira un'«arietta», che non prelude al totalitarismo politico, ma soffia per lo spegnimento della democrazia.
sabato 29 dicembre 2012
E Maroni "convoca" lo sport milanese: c'è anche Franco Baresi
"milanotoday.it 29.12.2012"
Pellegrini e Baresi insieme a Roberto Maroni
„
Potrebbe interessarti:http://www.milanotoday.it/politica/elezioni/regionali-lombardia-2013/lista-maroni-pellegrini-baresi-29-dicembre-2012.html
Leggi le altre notizie su:http://www.milanotoday.it/o seguici su Facebook:http://www.facebook.com/MilanoToday
“
Potrebbe interessarti:http://www.milanotoday.it/politica/elezioni/regionali-lombardia-2013/lista-maroni-pellegrini-baresi-29-dicembre-2012.html
Leggi le altre notizie su:http://www.milanotoday.it/o seguici su Facebook:http://www.facebook.com/MilanoToday
Pellegrini e Baresi insieme a Roberto Maroni
„
Roberto Maroni chiama a raccolta lo sport milanese. E lo sport risponde. Stiamo parlando delle liste civiche non leghiste che appoggeranno il segretario federale del Carroccio nella sua corsa al Pirellone. Troppo presto per avere tutti i nomi, ma si sa già che qualcuno ha aderito alla battaglia. E si tratta di importanti nomi lombardi della storia dello sport.
Due garanti non da poco, per cominciare: Ernesto Pellegrini e Franco Baresi. Il primo, "milanesissimo" ex presidente dell'Inter, quella dei record prima dell'arrivo di Mourinho, e il secondo, ex capitano e storica bandiera del Milan. Pellegrini e Baresi non figureranno tra i candidati, hanno semplicemente dato la firma come "garanti" della candidatura di Maroni.
Vediamo allora quelli che invece si candideranno. Si parla di Antonio Rossi, già assessore provinciale a Lecco ma soprattutto campione olimpico di kayak, e di Antonio Rosati, presidente del Varese (che milita in B). E ancora di Maria Teresa Baldini, ex cestista, e di Lara Magoni, ex nazionale di sci. E poi del giornalista sportivo Guido Bagatta, grande esperto del basket
Pellegrini e Baresi insieme a Roberto Maroni
„
A guidare la lista dovrebbe essere Stefano Bruno Galli, docente di storia delle dottrine politiche in Statale. Galli guarda al modello Tosi in Veneto, con una lista di esponenti della società civile affiancata a quella della Lega Nord. "Non ci saranno soltanto personalità dello sport", spiega, "ed è scontato l'appoggio al programma di Maroni: trattenere larga parte delle tasse sul territorio che le produce". Unico requisito per candidarsi: "Non avere in tasca tessere di altri partiti".
“Potrebbe interessarti:http://www.milanotoday.it/politica/elezioni/regionali-lombardia-2013/lista-maroni-pellegrini-baresi-29-dicembre-2012.html
Leggi le altre notizie su:http://www.milanotoday.it/o seguici su Facebook:http://www.facebook.com/MilanoToday
“
Potrebbe interessarti:http://www.milanotoday.it/politica/elezioni/regionali-lombardia-2013/lista-maroni-pellegrini-baresi-29-dicembre-2012.html
Leggi le altre notizie su:http://www.milanotoday.it/o seguici su Facebook:http://www.facebook.com/MilanoToday
Banchiere confessa: omicidi, attentati e rivoluzioni del Bilderberg e del FMI
"losai.eu 28.12.2012"
Nella foto Josef Ackermann, CEO della Deutsche Bank e membro del Bilderberg
D: Può dirci qualcosa riguardo il suo coinvolgimento nel settore bancario svizzero?
A: Ho lavorato per le banche svizzere per molti anni. Fui designato come uno dei direttori di una delle più grandi banche svizzere. Durante il mio lavoro venni coinvolto nel pagamento, nel pagamento diretto in contanti di una persona che uccise il presidente di un paese straniero. Ero presente alla riunione in cui venne deciso di dare questi soldi in contanti all’assassino. Tale decisione mi ha riempito di rimorsi. Non fu l’unico caso grave, ma fù sicuramente il peggiore. Vennero inviate istruzioni di pagamento su ordine di un servizio segreto straniero, scritte a mano, con le disposizioni di pagare una certa somma ad una persona che aveva ucciso un leader di un paese straniero. E non fù l’unico caso. Abbiamo ricevuto numerose lettere scritte a mano, provenienti da servizi segreti stranieri, che davano l’ordine di pagamenti in contanti, da conti segreti, per finanziare rivoluzioni o per l’uccisione di persone. Posso confermare quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario Economico”. Esiste veramente un solo Sistema e le banche svizzere hanno le mani in pasta in esso.
Lega Nord, Roberto Maroni: “Pronti a correre da soli sia in Lombardia che a livello nazionale”
"direttanews.it 29.12.2012"
La Lega Nord non si genuflette al diktat di Silvio Berlusconi e Roberto Maroni sembra deciso a proseguire senza ripensamenti alla sua candidatura alla Regione Lombardia. “Dico al Pdl che, se vogliono sostenere la mia candidatura in Lombardia, sono disponibile ad accettare – ha detto in un comizio alla ‘Berghem Frecc’ -, ma non chiedano in cambio nulla, non voglio condizioni particolari, come l’alleanza nazionale”. Quindi un’eventuale patto per le elezioni regionali dovrà essere gratuito, senza richieste in cambio, dal momento che la sua vittoria farebbe comodo anche al Pdl: “Io sono l’unico che può vincere, battere la sinistra ed evitare che la Lombardia finisca nelle mani dei Vendola, dei Pisapia e di questa gente qua” o del candidato centrista Gabriele Albertini, reo a suo dire di sostenere la “Milano bene, la Milano del quadrilatero” della moda. Nessun timore, quindi, di correre in solitudine, sia a livello regionale che nazionale: “Noi abbiamo il nostro progetto, l’euro-regione del Nord”, ha spiegato Maroni ai microfini del Tg1. “Chi è d’accordo ci può sostenere, altrimenti amici come prima. Quando siamo andati da soli, abbiamo sempre guadagnato voti…
La lista di condannati, indagati e prescritti candidati alle parlamentarie del Pd
"Qelsi 29.12.2012"
Altro che moralismo e legalità. Dietro all’ipocrita candidatura di facciata dell’ex procuratore anti-mafia Piero Grasso, il Pd nasconde una lunga serie di indagati, condannati e prescritti messi in lista per le parlamentarie. L’elenco è stilato dal quotidiano Libero, ma sembra non fare notizia al pari dei 400 indagati del Pd da quando Bersani ne è diventato segretario, completamente ignorati dai media italiani assai più forcaioli in altre circostanze. Riportiamo nomi e cognomi di indagati, condannati e prescritti del Pd in lista per le parlamentarie, così come li riporta Libero: di Caterina Romeo, ex coordinatrice provinciale torinese condannata per firme false e ora nominata addirittura garante della regolarità delle primarie, abbiamo già parlato qui su Qelsi. Gli altri sono: Francantonio Genovese, candidato a Messina, indagato per abuso d’ufficio e al centro di una polemica per una rete familiare piazzata negli enti di formazione regionale; Vladimiro Crisafulli, in lista ad Enna, sotto inchiesta per abuso d’ufficio. Se si va verso nord le cose non cambiano; Giovanni Lolli, di L’Aquila, rinviato a giudizio per favoreggiamento e prescritto; Antonio Luongo, candidato a Potenza, rinviato a giudizio per corruzione; Antonio Papania, a Trapani, che ha patteggiato la pena per abuso d’ufficio; infine Andrea Rigoni a Massa Carrara, condannato in primo grado per abuso edilizio, poi prescritto.
Lombardia: Tony Iwobi, il primo leghista di colore che correrà per il Pirellone
"blitzquotidiano.it 23.12.2012"
MILANO – Tony Iwobi da Gusau, Nigeria, sarà in assoluto il primo leghista di colore a correre per il Pirellone. Iwobi, 54 anni, è del resto stato anche il primo leghista venuto dall’Africa eletto in un Consiglio comunale (nel 1995 a Spirano, provincia di Bergamo, comune al cui centralino viene chiesto se si vuole continuare a parlare in italiano o in dialetto bergamasco n.d.r). Iwobi è stato il primo capogruppo di colore della Lega Nord diventato nel gennaio scorso assessore con delega ai Servizi Sociali, nomina avvenuta grazie anche alle preferenze record ottenute alle ultime elezioni. In Italia dal ’76, Iwobi di professione fa l’informatico: nel suo Comune da presidente della commissione Cultura, ha promosso iniziative per la promozione del dialetto, dalla segreteria telefonica bilingue, ai corsi di dizione. Iwobi, a chi gli chiede perché abbia scelto la Lega Nord, risponde spiegando che in “Nigeria il federalismo ha dato soluzioni”. A proposito dei tanti immigrati che vivono in Lombardia, il leghista di origini nigeriane spiega:“E’ giusto che tutti rispettino le regole. Gli immigrati onesti, integrati e perbene sono i primi a essere d’accordo”. Il Corriere della Sera racconta il perché ora Tony corra anche per la Regione. La sua storia infatti, si intreccia con quella dello scandalo sui rimborsi che hanno coinvolto la Lega Nord e il Pdl: “Quello di Iwobi è uno dei nomi che giovedì sera, nel clima incandescente dovuto all’esplosione dell’ultimo filone dell’inchiesta sui presunti rimborsi illeciti in Regione, è stato avallato dalla segreteria provinciale orobica per la corsa alle regionali.
venerdì 28 dicembre 2012
Con Maroni la Lega parla una nuova lingua
"Claudio Plazzotta"
"Italia Oggi 28.12.2012"
"Italia Oggi 28.12.2012"
Il partito più antico, tra le principali formazioni in campo alle prossime elezioni, è la Lega Nord. E il nuovo leader, Roberto Maroni, ha voluto scegliere una strategia di comunicazione che strizzi l'occhio alle origini, quando quelli della Lega non se li filava nessuno. Per questo ha preferito auto-emarginarsi, puntando sulle realtà dove la comunicazione è disintermediata: e cioè la comunicazione diretta sul territorio e quella sui social network. «Solo in questo modo», spiega Patrizia Carrarini, a.d. dell'agenzia Pubblica amministrazione (gruppo Qubit) che cura la campagna di Maroni candidato presidente della regione Lombardia, «si riesce a parlare direttamente a un target forte e attivo, alle cosiddette truppe cammellate, ai militanti che poi traducono il tutto in voti nelle urne». Strategia comprensibile per un movimento, la Lega, che ha bisogno di rinserrare le fila dopo anni bui e insuccessi di governo a ripetizione. «Ma Maroni non intende isolarsi, anzi, il suo motto è abbassare i ponti levatoi, e non rinnega neppure la Lega delle barbe e delle corna o dei trattori. Però sta spingendo per la valorizzazione di una classe dirigente più preparata, più vicina al mondo imprenditoriale (gli Stati generali a Torino, con 100 imprenditori non leghisti, sono stati una novità assoluta, ndr). Insomma, ha mutato linguaggio, con uno stile decisamente diverso da quello del padre fondatore Umberto Bossi. La Lega è l'unico partito che si è rinnovato tantissimo, che ha cacciato chi ha sbagliato, ma non ha cambiato né il nome né il logo. Si cambia la forma ma si tiene la sostanza: riscattare il territorio dal centralismo statale». In effetti il cerchio magico sembra diventato un gioco in scatola da relegare in soffitta, il Trota se ne è andato nei campi, l'ex capogruppo alla camera, Marco Reguzzoni, si diverte ora con gli aerei come presidente del museo del volo Volandia Malpensa, e lo stesso senatur Bossi è poco più di uno stendardo da esibire di tanto in tanto.
Maroni sbatte la porta in faccia a Berlusconi: "Se vince Vice leghista? No grazie
"LiberoQuotidiano 28.12.2012"
"No grazie, nessuno scambio, men che meno per poltrone romane". Così Roberto Maroni, in un’intervista al Tg1, risponde a Silvio Berlusconi che ha offerto alla Lega Nord il candidato vice premier in cambio di un’alleanza a livello nazionale. Bobo sbatte ancora una volta la porta in faccia al Cav. Sa bene che un'alleanza col Pdl potrebbe rafforzare la Lega, ma preferisce per il momento non accettare nessuna proposta. Il nodo da sciogliere è quello della Lombardia. Alle regionali si gioca una partita importante per la Lega. Maroni per il momento, candidato governatore, corre da solo e aspetta un cenno dal Pdl per avere una stampella sulle scale del Pirellone. E il segretario non teme la solitudine della sfida: "Noi abbiamo il nostro progetto, l'euro-regione del Nord", ha aggiunto Maroni, "chi è d’accordo ci può sostenere, altrimenti amici come prima. Quando siamo andati da soli, abbiamo sempre guadagnato voti". "Valuteremo tutte le condizioni - ha proseguito - ma siamo pronti a correre da soli, sia in Lombardia, dove possiamo vincere anche da soli, sia a livello nazionale: non c'è nessun problema".
Salvini: "Calci in c...o a Monti"
"affaritaliani 28.12.2012"
Il segretario della Lega in Lombardia apre la festa del Carroccio e si scaglia contro il premier: "I negozianti vogliono prenderlo a calci perché stanno chiudendo. Meglio non pagare le tasse che mandare a a casa un dipendente". "Se a un commerciante, capita una volta ogni tanto di non emettere uno scontrino, perché con quei soldi deve pagare un suo dipendente, non è un evasore fiscale ma uno che resiste". Lo ha detto Matteo Salvini, segretario lombardo della Lega Nord, nel comizio che ha aperto la tre giorni della "Berghem Frecc" la festa del Carroccio di Albino
"Tartassato dell'anno" 2012: The winner is...chi ha una casa
"liberoquotidiano.it 28.12.2012"
Il governo Monti ha usato la spranga fiscale per 13 mesi. Portando gli italiani sotto Natale con le tasche vuote. Ma chi ha pagato di più? Il Codacons ha assegnato il premio "Tartassato dell’anno", edizione 2012, ai proprietari di case. La motivazione è chiara: "Nel corso del 2012 i proprietari di case hanno avuto un incremento delle spese, rispetto a quelle sostenute nel 2011, che non ha precedenti. In particolare, la reintroduzione della tassazione sulla prima casa ha determinato una stangata media aggiuntiva pari a 276 euro ad abitazione. Rialzi, ovviamente, anche per le seconde case, per via della rivalutazione della rendita catastale e delle aliquote. Ma ad aumentare sono tutte le spese collegate all’abitazione. Rincari che hanno colpito anche gli inquilini". Nel corso del 2012, secondo i dati Codacons, una famiglia media ha speso, rispetto al 2011, 9 euro in più per i rifiuti, 17 per l’acqua, 84 per la luce e 69 per il riscaldamento. Una stangata complessiva che, per chi possiede solo l’abitazione principale, è pari, come minimo, a 455 euro. A questo importo, infatti, andrebbero aggiunte tutte le altre spese collegate al proprio appartamento, dalle spese condominiali a quelle per la riparazione e la manutenzione della casa. Nel 2011 il premio "Tartassato dell’anno" era stato vinto dall’automobilista italiano.
giovedì 27 dicembre 2012
L'euro cifra per cifra: ecco quanto ci ha fregato
"Antonio Castro"
"Libero 27.12.2012"
"Libero 27.12.2012"
Dall’introduzione dell’euro ad oggi il nostro potere d’acquisto è crollato mediamente del 15%. Una batosta difficile da incassare ma sempre meglio del quasi 20% dei cugini greci o dei partner spagnoli. Ma anche i locomotori d’Europa hanno perso qualcosa (l’8% circa la Germania, il 10 la Francia), peccato che la somma di perdita di valore d’acquisto e il contestuale aumento della tassazione in Italia (così come in Spagna e Grecia), abbiano concorso ad impoverire ulteriormente la popolazione, senza tener conto degli effetti indotti dalla crisi occupazionale. Meno lavoro, meno reddito disponibile. Se può essere di consolazione nessun Paese che appartiene all’area Euro in questi ultimi anni si è salvato dalla perdita di valore d’acquisto: insomma, questa sarebbe la buona notizia. Però, stando alla ricerca realizzata dal Centro Studi dell’Adepp (l’Associazione degli enti previdenziali dei professionisti), in alcuni Stati è andata assai peggio visto che i salari sono più bassi e il costo della vita è cresciuto esponenzialmente. nell’analisi comparata su redditi e costi sono stati introdotti alcuni riferimenti comuni: come il costo di un pasto al ristorante o l’affitto di una casa. Se è vero che affittare una casa a Parigi costa più che a Roma (200 euro di differenziale), c’è anche da dire che il salario netto all’ora di un professionista nella Capitale è di appena 9,40 euro mentre lo stesso professionista nella Ville Lumière ne incassa ben 14,30 l’ora. Spiega nel dettaglio la ricerca questa differenza di retribuzione: «Tutti i Paesi presi in esame, compresa la Germania, hanno subito una flessione del potere d’acquisto dovuta essenzialmente all’inflazione e quindi all’aumento dei prezzi».
L'ultimo regalo di Monti: le 5 tasse di Capodanno
"Antonio Castro"
"Libero 27.12.2012"
Archiviate il cenone della Vigilia e gustatevi gli eccessi pantagruelici di Capodanno. Dal 1 gennaio sarà bene che abbiate digerito per non farvi venire la gastrite. Aumenta tutto: canone Rai, bolli bancari, pedaggi autostradali, multe. Pensavate di aver finito il salasso con l’Imu del 17 dicembre? Sbagliate. Il 2013 si annuncia ancora più esoso con i contribuenti che già pagano tutto.
Rai, di tasse ... di più
È un’imposta di possesso del mezzo e quindi la dobbiamo pagare anche se la scatola la usiamo per servire a tavola o fare da sottovaso alle piante. Il canone Rai aumenterà di altri 1,5 euro. L’abbonamento sale così a 113,50, grazie ad un tempestivo decreto del ministero dello Sviluppo economico. Per pagare il canone c’è tempo fino al 31 gennaio. Dopo scattano le multe. C’è da capire che fine abbia fatto l’idea di far pagare il canone a chi ha un’utenza elettrica attiva. L’evasione contributiva crollerebbe e forse non ci sarebbe da innalzare ogni dodici mesi il contributo richiesto. Certo la Rai ha un buco di bilancio impressionante, oltre 600 dipendenti da mandare a casa e se non pesca nelle tasche degli ascoltatori è costretta a chiedere maggiori risorse al Tesoro. Via XX Settembre non intende sborsare un euro in più e quindi con il presepe ancora illuminato ci rifila quest’altro scippo.
È un’imposta di possesso del mezzo e quindi la dobbiamo pagare anche se la scatola la usiamo per servire a tavola o fare da sottovaso alle piante. Il canone Rai aumenterà di altri 1,5 euro. L’abbonamento sale così a 113,50, grazie ad un tempestivo decreto del ministero dello Sviluppo economico. Per pagare il canone c’è tempo fino al 31 gennaio. Dopo scattano le multe. C’è da capire che fine abbia fatto l’idea di far pagare il canone a chi ha un’utenza elettrica attiva. L’evasione contributiva crollerebbe e forse non ci sarebbe da innalzare ogni dodici mesi il contributo richiesto. Certo la Rai ha un buco di bilancio impressionante, oltre 600 dipendenti da mandare a casa e se non pesca nelle tasche degli ascoltatori è costretta a chiedere maggiori risorse al Tesoro. Via XX Settembre non intende sborsare un euro in più e quindi con il presepe ancora illuminato ci rifila quest’altro scippo.
sabato 22 dicembre 2012
Via alla mini patrimoniale di Capodanno
"lettera43.it 22.12.2012"
Con la fine dell'anno arriva la mini patrimoniale sui risparmi. Il 31 dicembre, l'erario del ministero del Tesoro passerà al setaccio tutte le giacenze - conti correnti bancari e postali, libretti, polizze vita, fondi comuni e derivati - applicando la nuova imposta di bollo sugli investimenti: un obolo dell'1 per mille, destinato a rincarare dal 2013, quando il prelievo diventerà dell'1,5 per mille senza limiti. Per ogni milione di titolari, lo Stato porterà a casa 1.500 euro. A farne le spese saranno i risparmiatori medi, famiglie con due redditi fissi e alcune decine di migliaia di euro messi da parte in banca, tra conti correnti e depositi in titoli e obbligazioni. Per un patrimonio finanziario di circa 80 mila euro, per esempio, il prelievo si aggirerà sui 100 euro alla fine del 2012 e sui 140 euro alla fine del 2013. Chi, al contrario, ha in banca un risparmi consistenti per 500 mila euro verserà circa 500 euro nel 2012 e 740 euro nel 2013. 34 EURO SUI CONTI CORRENTI. Risparmiati dalla tassazione i conti correnti base, aperti per legge a chi ha un reddito fino a 7.500 euro annui, e a quelli con meno di 5 mila euro - circa la metà dei circa 23 milioni di conti bancari o postali -, mentre su tutti gli altri conti correnti sarà applicato un prelievo minimo, che passerà, già alla fine del 2012, dai 22,8 ai 34,2 euro. Tutti gli altri investimenti finanziari (comprese le polizze unit linked, i conti di deposito on line, i buoni fruttiferi postali dal valore di rimborso superiore a 5 mila euro) subiranno la tassazione senza sconti: dal 1 gennaio 2013, per esempio, l'imposta di bollo sui titoli sale allo 0,15%, arrivando all'1,5 per mille, senza più il tetto a 4.500 euro, che resta solo per le società giuridiche. CGIA: «VERA PATRIMONIALE».
Con la fine dell'anno arriva la mini patrimoniale sui risparmi. Il 31 dicembre, l'erario del ministero del Tesoro passerà al setaccio tutte le giacenze - conti correnti bancari e postali, libretti, polizze vita, fondi comuni e derivati - applicando la nuova imposta di bollo sugli investimenti: un obolo dell'1 per mille, destinato a rincarare dal 2013, quando il prelievo diventerà dell'1,5 per mille senza limiti. Per ogni milione di titolari, lo Stato porterà a casa 1.500 euro. A farne le spese saranno i risparmiatori medi, famiglie con due redditi fissi e alcune decine di migliaia di euro messi da parte in banca, tra conti correnti e depositi in titoli e obbligazioni. Per un patrimonio finanziario di circa 80 mila euro, per esempio, il prelievo si aggirerà sui 100 euro alla fine del 2012 e sui 140 euro alla fine del 2013. Chi, al contrario, ha in banca un risparmi consistenti per 500 mila euro verserà circa 500 euro nel 2012 e 740 euro nel 2013. 34 EURO SUI CONTI CORRENTI. Risparmiati dalla tassazione i conti correnti base, aperti per legge a chi ha un reddito fino a 7.500 euro annui, e a quelli con meno di 5 mila euro - circa la metà dei circa 23 milioni di conti bancari o postali -, mentre su tutti gli altri conti correnti sarà applicato un prelievo minimo, che passerà, già alla fine del 2012, dai 22,8 ai 34,2 euro. Tutti gli altri investimenti finanziari (comprese le polizze unit linked, i conti di deposito on line, i buoni fruttiferi postali dal valore di rimborso superiore a 5 mila euro) subiranno la tassazione senza sconti: dal 1 gennaio 2013, per esempio, l'imposta di bollo sui titoli sale allo 0,15%, arrivando all'1,5 per mille, senza più il tetto a 4.500 euro, che resta solo per le società giuridiche. CGIA: «VERA PATRIMONIALE».
Senza vergogna: Ue ha regalato a banche 13% del Pil
"WallStreetItalia.com 21.12.2012"
Briciole all'economia reale - e i risultati si vedono, visto la recessione che sta colpendo l'Europa e la disoccupazione che dilaga -; e tanti soldoni invece a loro, i banchieri, i privilegiati del sistema Europa. Grazie Europa, grazie Draghi. Arrivano i numeri degli aiuti di questi ultimi tre anni, dall'ottobre del 2008 al dicembre del 2011, che fanno accapponare la pelle e spiegano da soli, senza nessun commento, tutta la rabbia dei cittadini. In questi anni i finanziamenti alle banche sono ammontati a 1.600 miliardi, ovvero al 13% del Pil dell'Unione Europea, stando ai numeri della Commissione europea. La fetta più grande degli aiuti è andata ai sistemi bancari di tre paesi, che insieme hanno divorato "quasi il 60% delle risorse complessive: Regno Unito (19%), Irlanda (16%) e Germania (16%)", scrive la Commissione Ue. Sul totale degli aiuti pubblici, 1.100 miliardi (9,3% del Pil della Ue) sono stati forniti per garantire la liquidità, 442 miliardi (3,5% del Pil della Ue) per migliorare la solvibilità degli istituti di credito. Circa il 67% del totale degli aiuti è rappresentato da garanzie statali per consentire agli istituti di credito di raccogliere denaro sui mercati dei capitali non garantiti (bond, repo, interbancario). In questo contesto, di per sè dominato dallo strapotere delle lobby, sono invece scesi i finanziamenti all'economia reale, appena 4,8 miliardi nel 2011, un calo del 50% rispetto al 2010. Un declino provocato "sia da un calo della domanda da parte delle imprese e sia dai vincoli di bilancio pubblico che gravano sugli stati dell'Unione".
Albertini dice no a Berlusconi "Non ritiro la mia candidatura"
"La Repubblica 22.12.2012"
"Ho rifiutato la richiesta di Silvio Berlusconi di ritirarmi dalla competizione elettorale in Lombardia e la sua generosa offerta di candidarmi al Senato come capolista in Lombardia". Lo annunciato Gabriele Albertini, europarlamentare del Pdl ed ex sindaco di Milano, leggendo una lettera che ha inviato al leader del Pdl. La replica del coordinatore regionale del Pdl lombardo, Mario Mantovani, non si fa attendere: "Quella di Albertini è una candidatura del tutto personale, ha rifiutato anche l'appoggio del Pdl: noi siamo pronti ad andare avanti sulla nostra strada sosterremo non appena risolte le questioni formali". Albertini "è un Miccichè lombardo - ha aggiunto - che lavora per far vincere la sinistra. Non possiamo correre dietro a tutte le schegge impazzite".Dura anche la Lega. "Il Natale ci porta in regalo una buona notizia: un pezzo dell'Udc sosterrà Umberto Ambrosoli. Un altro pezzo dell'Udc sosterrà Albertini. Nessun residuato democristiano invece sosterrà Maroni. Bene, allora si può vincere", afferma il segretario nazionale della Lega lombarda Matteo Salvini. "Mentre Albertini e Ambrosoli lottano per spartirsi i resti della Prima Repubblica e i vecchi arnesi della politica - fa sapere l'esponente del Carroccio - la Lega prosegue il suo lavoro: pronto il progetto per fare della Lombardia la capitale europea dei diritti dei genitori separati, con aiuti economici a papà e mamme separate senza casa o con difficoltà economiche". Albertini ha presentato al Circolo della stampa di Milano il Movimento Lombardia Civica, che lo sosterrà nella candidatura alla presidenza della regione.
venerdì 21 dicembre 2012
L'ennesima provocazione: Fornero si tappa le orecchie mentre parla l'On Bitonci
"Il Giornale 21.12.2012"
Elsa Fornero torna al centro delle polemiche dopo aver insultato le Camere tappandosi le orecchie mentre, dai banchi della Lega Nord, il deputato Massimo Bitonci la stava contestando per il problema degli esodati. Dopo le lacrime in conferenza stampa, le sparate contro universitari, lavoratori e pensionati e l'avversione nei confronti dei giornalisti, il ministro del Welfare insulta platealmente il parlamento. Un messaggio netto di superiorità e di stizza nei confronti dei deputati che, questa mattina, sono alla Camera per votare la legge di stabilità. Doppio lo schiaffo all'Aula di Montecitorio. Il primo mentre parla Antonio Di Pietro: il ministro del Welfare si alza e lascia l’Aula per farvi rientro non appena il leader dell'Idv lascia la parola a Silvano Moffa. Qualche minuto dopo, le critiche al governo piovono dai banchi del Carroccio. "Oggi per fortuna finisce il governo Monti - tuona Bitonci - che ha creato danni irrimediabili nella nostra economia, a partire dai 350mila esodati". E arriva il secondo schiaffo: prima la Fornero prima porta le mani sulle orecchie per tapparle, poi lascia nuovamente l’emiciclo borbottando.
Pronti ad andare da soli Non possiamo aspettare GODOT ALL'INFINITO ...
“Giovanni Polli”
“La Padania 21.12.2012”
Il segretario federa le del Carroccio Roberto Maroni torna a
citare il capolavoro di Samuel Beckett, Aspettando Godot, in relazione
all'ipotesi di un'alleanza con il Pdl per le imminenti elezioni politiche. L'ha
fatto nel corso di una chat in diretta sul sito Corriere.it, nella quale il
leader leghista è stato chiaro: «Siamo pronti a correre da soli: questo chiedono
i militanti e non escludo che andrà a fin ire così perché non possiamo aspettare
Godot all'infinito». Ed anche l'alleanza in Lombardia, per la corsa al Pirellone, non è subordinata a quella
per le politiche italiane. Per le regionali, spiega Maroni, «sono candidato
presidente per la Lombardia con una lista civica che ho presentato a Milano,
con la lista Lega e la lista di Giulio Tremonti. Se il Pdl deciderà di
sostenere la mia candidatura in Lombardia, ben venga. Noi abbiamo governato
insieme per dieci anni, siamo ancora al governo in Lombardia e abbiamo fatto tante
cose positive e non vedo perché interrompere questa collaborazione di governo».
«A Roma siamo su fronti opposti
- precisa però a questo punto Maroni – il Pdl sostiene il governo, anche se ha
tolto la fiducia qualche giorno fa, ma ha approvato tutte le norme che adesso Berlusconi
contesta», a partire dall'Imu, «approvata con il voto del Pdl. La situazione è
un po' più complicata». «A differenza di Berlusconi - prosegue il segretario
federale - non subordino una cosa all'altra», anche se «per me la Lombardia è più
importante.
Stabilità, il governo PREMIA il Sud (e TARTASSA il Nord)
"Iva Garibaldi"
"La Padania 21.12.2012"
"La Padania 21.12.2012"
Non si preoccupa nemmeno di perdere il pelo il buon Governo Monti. Né tanto meno di salvare la faccia. E così anche nell'ambito di questa legge di stabilità più elettorale che mai, l'Esecutivo favorisce ancora il Sud, come del resto ha fatto tutte le volte che ha potuto. Senza alcuna vergogna, persino nella ripartizione dei 600 milioni destinati comuni e alle province, Monti pensa soprattutto al Meridione. A stanare il premier e compagni è Massimo Garavaglia che ha studiato con attenzione le ripartizioni del fondo. A fare la parte del leone c'è la Sicilia che da sola porta a casa 128 milioni e 690 mila euro. Se invece del criterio di Monti si fosse utilizzata la logica del numero di abitanti, quindi le rea li necessità, alla Sicilia spettava meno della metà: 52 milioni di euro. Vuoi dire che Palermo intascherà il 147% in più di quanto le sarebbe spettato. Tre volte tanto. Grida vendetta anche il caso della Sardegna che con un bottino di 61 milioni e 739 mila euro invece di 17 milioni di euro si porta a casa il 257% in più. Tra i privilegiati ci sono poi la Basilicata che incassa il doppio del dovuto, il Molise, la Calabria e via dicendo. E chi paga il conto? Ma pantalone ovvero il solito Nord. Il più penalizzato è il Veneto al quale Monti ha dato solo 21 milioni di euro. Una miseria visto che gli sarebbe spettato più del doppio, oltre 50 milioni di euro. Insomma i serenissimi devono ringraziare Monti Perché grazie al suo Governo ricevono il 57% in meno del dovuto. L'altra grande penalizzata è la Lombardia che incassa 62 milioni di euro mentre le sarebbe spettato, secondo la logica del numero di abitanti, 102 milioni di euro, ovvero il 38,8% in meno.
Cerro pretende una seconda farmacia
"Emanuele Dolcini"
"Il Cittadino 21.12.2012"
CERRO Cerro al Lambro, l’unico comune del circondario melegnanese sopra i cinquemila residenti, punta alla seconda farmacia. L’ultimo consiglio comunale dell’anno, il 15 dicembre, ha stabilito all’unanimità con un astenuto di chiedere alla Regione l’autorizzazione per un nuovo esercizio, secondo le liberalizzazioni del decreto di febbraio scorso. Da anni Riozzo e Cerro al Lambro hanno un solo punto vendita farmaceutico, l’esercizio privato di via Libertà nella zona commerciale di Riozzo 2 . Un’insegna alla quale fanno riferimento non solo gli abitanti di Riozzo e Cerro ma anche i melegnanesi che vivono nella zona ovest e gli abitanti di un vasto comprensorio lungo la strada provinciale 17 che comprende Mairano di Casaletto Lodigiano e altri centri minori. A Cerro al Lambro una vera e propria farmacia non c’è : è attivo il dispensario di piazza Roma 12, collegato al negozio di via Libertà a Riozzo. Questa disponibilità di rivendite è ritenuta insufficiente alla luce del profilo urbano che Cerro ha assunto negli ultimi quindici anni. L’estensione dei nuovi quartieri si è sviluppata soprattutto nella zona sudest, lungo la provinciale, fino al confine urbano segnato dal cavo Marocco. Cioè dalla parte opposta rispetto a Riozzo: una situazione che ha generato la richiesta di nuovi servizi nella parte più recente del paese in modo da non dover prendere sempre l’auto. In questo scenario si colloca la decisione del consiglio di fine anno: si proverà a salire a due farmacie, aprendone una per Cerro e continuando a garantire l’altra di Riozzo. Una locazione possibile per il nuovo negozio è la palazzina polifunzionale di via Marcolin, nei quartieri nuovi, ceduta in convenzione al comune dalle immobiliari.
Un evidente sintomo di arroganza
"Il Cittadino - Lettere & opinioni - 21.12.2012"
"Stefano Curti - Capogruppo Energie Alternative Pdl-Lega Nord - Cerro al Lambro"
Egregio Direttore, volevo far presente una situazione creatasi dopo consiglio comunale a Cerro al Lambro tenutosi il 15 dicembre alle ore 9.30. Tutto è nato dalle mie dichiarazioni apparse sulla stampa locale, in merito ad alcuni aspetti oggettivi e insindacabili, come il mancato rispetto dei regolamenti da parte della maggioranza e il prezzo maggiore pagato per una gara d’appalto sul servizio di igiene urbana. Questioni meramente politiche Le mie parole, sia riportate nelle lettere, sia negli articoli o lettere di rettifica, hanno creato un disagio sinceramente incomprensibile nella maggioranza. Nelle mie parole si evinceva esclusivamente che la maggioranza non ha più volte rispettato il regolamento, non ha rispettato il lavoro della Minoranza che rappresento (come ha affermato il Sindaco in consiglio comunale il non discutere le interpellanze da me presentate durante il consiglio comunale del 24 u.s. non è stata una dimenticanza) e la cittadinanza come nel consiglio comunale dell’8 e 9 ottobre, non presentandosi alla prima convocazione ma lasciando le porte della sala consiliare chiusa. Durante quel Consiglio Comunale l’aliquota IMU è stata aumentata ben del 25%. Questo disagio dimostrato si è tramutato in un comunicato volto ad attaccare la mia posizione politica per quanto dichiarato ai giornali, dato che queste mie dichiarazioni hanno giustamente scaturito curiosità nella cittadinanza. La stessa cittadinanza che quando passeggio per il mio paese mi ferma costantemente per avere delucidazioni, la stessa cittadinanza che ferma anche alcuni personaggi della maggioranza creandogli problemi e disagi.
giovedì 20 dicembre 2012
Tutti i perché di MARONI PRESIDENTE
“Andrea Ballarin”
“La Padania 20.12.2012”
Cinto d'assedio dai giornalisti ha rilasciato un'unica dichiarazione:
«La decisione sull'alleanza tra Pdl e Lega non slitta, non bisogna continuare a
prendere tempo e la data rimane quella di venerdì•. Parole di Roberto Maroni
al Grand Hotel et de Milan, ospite ieri sera alla presentazione ufficiale
della lista civica "Maroni Presidente• che lo affiancherà nella corsa al Pirellone.
Lista capeggiata dal professar Stefano Bruno Galli che già ieri aveva
anticipato a la Padania i contenuti sostanziali di un progetto proveniente
dalla società civile. Ma la presentazione della lista, ieri, seguiva un altro
appuntamento importante: il taglio del nastro virtuale di Lombardiaintesta.com
e maronipresidente.com, i due siti web che testimonieranno su
Internet il percorso della lista civica
capeggiata da Galli. Ma, come detto, ieri sera, a Milano, l'incontro ufficiale
tra gli aspiranti consiglieri regionali e lo stesso leader della Lega Nord per definire
gli ultimi dettagli della collaborazione tra la lista civica e Maroni: ovviamente,
la curiosità legata ai nomi era molto alta. Nomi che, negli ultimi giorni, sono
circolati tra molte indiscrezioni e inesattezze e che, comunque, appartengono a
candidati che il professar Galli, nell'intervista pubblicata ieri su La
Padania, aveva definito «eterogenei».
Derivati, banche CONDANNATE Milanesi beffati DUE VOLTE
“La Padania 20.12.2012”
Truffa aggravata ai danni del Comune per oltre 100 milioni di
euro. È questo il reato per quale quattro banche estere – Deutsche Bank, Depfa
Bank, Ubs e Jp Morgan – sono state condannate dal tribunale di Milano, in
riferimento alla vicenda dei derivati, i contratti stipulati dalle giunte
Moratti e Albertini che hanno lasciato una voragine nelle casse comunali. Il
giudice ha accolto in pieno l' impianto accusatorio del procuratore aggiunto, Alfredo
Robledo, riconoscendo la responsabilità dei quattro istituti di credito e
condannando anche nove persone fisiche, tra manager ed ex degli istituti di
credito, a pene comprese tra i sei mesi e gli otto mesi e
15 giorni. Tra i condannati anche il figlio dell'ex governatore della Campania Antonio
Bassolino, Gaetano, di Ubs. Assolti invece, come richiesto dal pm, Giorgio
Porta, ex City Manager del Comune di Milano, Mario Mauri, ex
consulente del Comune, e Simone Rondelli e Francesco Rossi Ferrini di JP
Morgan. Molto soddisfatto dell'esito del processo Alfredo Robledo, secondo il
quale «Si tratta di una sentenza storica, la prima nel mondo ad affermare il
principio che deve esserci trasparenza per esserci affidabilità. Ci sono centinaia
di enti pubblici in Italia in questa situazione». «Le banche - ha detto ancora il
magistrato – hanno raggira to il Comune. Di più: dalle banche c'è stata un'aggressione
alla comunità per l'opacità assoluta dell'operazione. E, alla fine, Palazzo
Marino ha fatto una cosa folle, si è fatto irretire».
Derivati, condannate 4 banche "E' una sentenza storica"
“Marinella Rossi”
“Il Giorno 19.12.2012”
Milano,
19 dicembre 2012 - DERIVATI, sentenza storica: è condanna netta per
quattro big del credito internazionale. Dopo 100 udienze, un dibattimento
iniziato nel maggio 2010 e un’inchiesta avviata nel 2008. Tre del pomeriggio,
il giudice monocratico Oscar Magi condanna Depfa e Deutsche Bank, JP Morgan e
Ubs per truffa ai danni del Comune di Milano, in base alla legge 231 del 2001
(responsabilità penale delle società), e per quel che fu la contrattazione di
uno swap trentennale che dal 2005 (giunta Gabriele Albertini) si estendeva fino
al 2035 su un bullet bond da 1,68 miliardi. Forma di rinegoziazione del debito
degli enti locali molto in uso fino allo scandalo Milano, prodotto ad alto
rischio che qui è connotato per le sue modalità come un’operazione così «opacamente
condotta» — diceva l’accusa in requisitoria — da trarre in inganno l’ente
locale e procurare invece alle banche un «guadagno immediato». «Profitto
illecito» che dalla stipula del contratto e ricontrattazioni successive ha
fatto incassare ai colossi esteri 100 milioni di euro. Il verdetto accoglie per
intero, limature a parte, la ricostruzione del procuratore aggiunto Alfredo
Robledo. I quattro istituti sono condannati ciascuno a una multa di un milione
di euro, e per ciascuno di loro scatta una confisca per complessivi 89 milioni
e 672mila euro (23 milioni 960 mila a Depfa, 24 milioni e 342mila a Deutsche,
24 milioni e 785mila a JP Morgan, 16 milioni e 584 mila a Ubs).
Castellini, patto per salvare rette e servizi
“Stefano Cornalba”
“Il Cittadino
20.12.2012”
La Fondazione
Castellini tira la cinghia. Ridotto il premio di produttività per i 200
dipendenti. «Ma garantiremo i posti di lavoro e manterremo inalterati i
servizi». Ne hanno dato notizia ieri pomeriggio i vertici e i sindacati della
Castellini, che conta complessivamente quasi 450 ospiti e dà lavoro ad
altrettante persone. «Anche noi ci troviamo a vivere dei tempi difficili hanno spiegato il presidente Massimo
Sabbatini e il direttore generale Roberto Delzotto . Ecco perché dobbiamo
ringraziare di cuore i lavoratori che, attraverso i loro sacrifici di carattere
economico, ci consentono di mantenere inalterati i servizi destinati ai nostri
ospiti. E così per ben sei anni la nostra Fondazione non ha toccato le rette,
che peraltro sono tra le più basse dell’intero territorio. Senza contare i
molteplici servizi garantiti ai nostri ospiti. In altre parole, quindi,
assicuriamo un ottimo rapporto qualitàprezzo. Non a caso la Castellini può
vantare la lista d’attesa più lunga tra le varie Residenze sanitarie assistenziali
di competenza dell’Asl Milano 2. E tutto questo hanno rimarcato Sabbatini e
Delzotto grazie soprattutto al gioco di squadra avviato con i lavoratori e le
loro rappresentanze sindacali».
Banche, guadagni record ma PIANGONO MISERIA e il Prof le SOCCORRE
“Paolo Brera”
“La Padania 20.12.2012”
Si candida, non si candida? Chi lo sa, e poi cambia davvero poco.
A con tare tan to, in termini di utili, sono invece le banche da sempre vicine al
cuore di Mario Monti. Banche che si descrivono «in ginocchio» nelle loro
trattative con i sindacati, che parlano di tagli are 20 - 30.000 dipendenti , che
lamentano alte sofferenze e margini risicati - ma poi, in un documento che
sarebbe dovuto rimanere riservato e invece è trapelato, dicono di attendersi
per il biennio in corso utili per 10,5 miliardi. Per i quali possono
ringraziare Monti e i suoi tecnici. Il documento è del mese scorso ed era
riserva to al Fondo monetario internazionale. Ma il segretario generale della
Fabi, Landa Maria Sileoni, ne ha avuto per le mani una copia e ha spietatamente citato i dati in essa contenuti
la settimana scorsa in una tavola rotonda a Roma . La faccenda è stata notata
dal collega Francesco De Dominicis di Libero e poi dal micidiale sito
Dagospia. E siccome i colleghi sanno ragionare, hanno subito capito che
i conti non tornavano. Già, perché le cifre sul settore bancario fornite in altri
documenti dell'Abi non vanno molto d'accordo
con i dati sugli utili. Secondo l'ultimo rapporto Abi, aggiornato con i dati di
novembre, il settore sente il peso della recessione, fa i conti con la cattiva
qualità del credito, opera con spread sui tassi ridotti ai minimi storici e
mostra prospettive di redditività sempre grame.
Maroni: «Niente diktat da Berlusconi. In Lombardia possiamo vincere anche da soli»
“Alessandro Sala”
“corriere.it 20.12.2012”
MILANO - «Se il Pdl vorrà sostenere la mia candidatura in
Lombardia ben venga, ma oggi a Roma siamo su fronti opposti. Il Pdl sostiene il
governo, noi no. E questo fa la differenza». Il segretario della Lega, Roberto
Maroni, lo mette subito in chiaro nella videochat con i lettori di Corriere.it:
nessuno è in grado di imporre diktat al Carroccio. Neppure il Cavaliere, che
ancora oggi è tornato a dire che un'alleanza per il Pirellone sarà possibile
solo se vi sarà un accordo anche per le Politiche. «Nelle ultime settimane il
Pdl ha tolto di fatto la fiducia al governo - ha sottolineato il leader del
Carroccio -, ma fino ad oggi ha approvato tutte le norme e i provvedimenti che
Berlusconi contesta, a partire dall'Imu. Quindi mentre in Lombardia c'è
un'alleanza che ha sin qui dato buoni risultati e che non avrebbe motivo di
venire meno, la situazione sul fronte nazionale è più complicata. Io non
subordino le due cose, come fa Berlusconi. In ogni caso siamo pronti anche ad
andare da soli e non escludo che le cose poi vadano davvero così. Non ho ansie
di alleanze, non ho problemi o timori: ho costruito una coalizione in Lombardia
abbastanza forte per vincere anche senza il contributo di Berlusconi». «LA
BASE VUOLE ANDAR DA SOLA» - «La nostra decisione
noi l'abbiamo presa, è quella della mia candidatura per la Lombardia, che per
noi è molto più importante di un ministero - ha aggiunto l'ex titolare del
Viminale -. Se devo dare ascolto alla base della Lega, la linea dovrebbe
essere: da soli sempre.
mercoledì 19 dicembre 2012
MARONI PRESIDENTE La lista civica è realtà, Lombardia ai lombardi
“Andrea
Ballarin”
“La
Padania 19.12.2012”
Il momento
è così delicato che non è «più consentito stare alla finestra, ecco il senso
politico della lista "Maroni Presidente"». Il professar Stefano Bruno
Galli anticipa a la Padania due notizie: il nome della civica che
sosterrà la corsa verso il Pirellone del segretario federale del Carroccio e il
manifesto di principi e valori che la ispirano. La lista di cui si è tanto
discusso in queste settimane sui media, sarà capeggiata proprio dal professar
Galli che, stasera, assieme a Roberto Maroni ne ufficializzerà la presenza per
la corsa alle Regionali della Lombardia al Grand Hotel et de Milan, alle 20.
Presenti, oltre a Maroni e Galli, anche i candidati dei vari collegi, professionisti,
imprenditori, gente comune, giovani, che ritengono il segretario federale del
Carroccio unico candidato credibile per la guida di Regione Lombardia. Qual è , professor Galli, il senso politico
della lista civica e i punti fondamentali del documento programmatico? «Il
senso politico è presto detto: riteniamo Roberto Maroni credibile, affidabile e di grande capacità». E per quanto riguarda il programma? «In effetti, più che un programma, proponiamo un manifesto di valori e
principi ai quali crediamo con forza e determinazione».
Immigrazione: D'Amico, cittadinanza ai minori dibattito assurdo
“Lega Nord.org 19.12.2012”
“Il dibattito sull'eventuale concessione della
cittadinanza italiana ai minorenni stranieri regolarmente residenti in Italia è
assurdo in quanto, per il fatto di essere regolarmente residenti nel nostro
Paese, già usufruiscono degli stessi diritti dei ragazzi italiani”. Lo
dichiara il deputato della Lega Nord, Claudio D’Amico. "Un cittadino
straniero regolarmente residente in Italia ha infatti gli stessi diritti di un
italiano tranne quello del voto. Questo significa che i minorenni
italiani, non potendo votare, hanno esattamente gli stessi diritti degli
stranieri. Quindi, chi dice il contrario, mente sapendo di mentire.
Inoltre la legge attualmente in vigore prevede che il cittadino straniero nato
in Italia, che ha vissuto ininterrottamente nel nostro Paese, al diciottesimo
anno di età possa acquisire su semplice domanda la cittadinanza e quindi anche
il diritto di voto. Concedere subito la cittadinanza ai minori stranieri
potrebbe anche esporre i ragazzi a prevaricazioni da parte dei genitori che,
come dimostrato in molti casi, se non accettano di far studiare i propri figli
in una scuola italiana li potrebbero mandare nei loro paesi di origine per poi
farli tornare dopo un indottrinamento coranico”.
Salvini avvisa i neo-centristi del Pdl: «Porte chiuse a chi non crede all'Euroregione»
“Massimiliano Capitanio”
“La
Padania 19.12.2012”
Adesso gli
elettori lombardi di centrodestra e di centro non possono più sbagliare: se mai
l'universo di Roberto Formigoni dovesse
ostinarsi sulla candidatura di Gabriele Albertini, il programma
elettorale di quella compagine sarà dettato da Mario Monti. Quello
stesso Monti che sta tagliando 2500 posti letto negli ospedali della Lombardia,
che trova 4 miliardi di euro per il Monte dei Paschi di Siena ma nemmeno un
centesimo per i pensionati e gli esodati lombardi, che manda camionate di
miliardi di euro ai fondi salva-stati europei per poi costringere Comuni e Province
lombarde ad aumentare tasse e alzare l'Imu. L'ex Celeste lo ha ribadito ieri a
Milano a margine della firma di un accordo con la Coldiretti per l'Expo 2015. Dopo
aver riferito di essersi incontrato la sera prima ad Arcore con Berlusconi, ha
aggiunto: «La considerazione che abbiamo condiviso è che vista anche la stima che
Monti ha ricevuto dall'Europa ci auguriamo che non si sottragga e scelga di
spendersi nella battaglia... Svestire i panni del tecnico per il premier non sarebbe
una diminutio». Se il modello deve essere quindi quello di una Lombardia salvadanaio di Roma e Bruxelles, è
chiaro che la risposta del Carroccio non possa che essere ferma . Anche perché,
al momento, la riabilitazione politica del dimissionario Mario Monti porta una
sola firma, quella del Cavaliere di Villa San Martino.
Tosi: «Né con Monti Né con Berlusconi»
“notizie.it 18.12.2012”
Il sindaco di Verona Flavio Tosi chiude a qualsiasi
ipotesi di alleanza con il Pdl nel caso in cui alla guida ci fosse Silvio
Berlusconi o un appoggio da parte del partito a Mario Monti alle prossime
elezioni. Tosi è intervenuto questa mattina a La7: “Se Monti dovesse scendere
in campo con l’appoggio del Pdl e di Berlusconi per noi la partita è chiusa.
Per noi così come non è sostenibile la candidatura di Berlusconi, altrettanto
non è sostenibile la candidatura di Mario Monti: sarebbero due scelte
incoerenti”. Secondo il sindaco del Carroccio però la discesa in campo di Mario
Monti resta “improbabile”. “Monti come capo del governo tecnico mi ha deluso –
ha puntualizzato Tosi – ma è una persona intelligente e a lui forse non
conviene scendere in campo ma aspettare che si verifichi uno scenario analogo a
quello che l’ha portato a diventare premier, ovvero nel caso in cui dopo il
voto nessuno avesse i numeri sufficienti per poter garantire la governabilità,
lui potrebbe essere chiamato da esterno a continuare il suo mandato”.
Rischio povertà, l'Italia è maglia nera d'Europa E un pensionato su due prende meno di mille euro
“La
Padania 19.12.2012”
L'indicatore
sintetico "Europa 2020", che considera le persone che sono a rischio
di povertà o di esclusione sociale, è cresciuto per l'Italia dal 26,3% del 2010
al 29,9% del 2011, un livello significativamente superiore alla media europea.
La variazione negativa di 3,3 punti percentuali è la più elevata registrata nei
Paesi compresi europei. E' quanto si legge nel rapporto sulla coesione sociale di
Istat, Inps e ministero del Lavoro. Nel 2011, le famiglie in condizione di
povertà relativa sono in Italia 2 milioni 782 mila (l'11,1% delle famiglie
residenti) corrispondenti a 8 milioni 173 mila individui poveri, il 13,6%
dell'intera popolazione. Nel corso degli anni, la condizione di povertà è
peggiorata per le famiglie numerose, con figli, soprattutto se minori, residenti nel Mezzogiorno e per le
famiglie con membri aggregati, dove convivono più generazioni. Segnali di peggioramento
si osservano per le famiglie che non si possono permettere di riscaldare adeguatamente
l'abitazione (che passano dal 10,6% del 2009 all'11,5%) e per quelle che
arrivano con molta difficoltà alla fine del mese (dal 15,3 al 16%). Risultano
invece sostanzialmente stabili le quote di famiglie che non si possono
permettere una settimana di ferie lontano da casa almeno una volta all'anno e
non possono far fronte a una spesa imprevista con mezzi propri. Il rapporto
rivela anche che quasi un pensionato su due (47,5%) ha un reddito da pensione
inferiore a mille euro, il 37,7% ne percepisce uno fra mille e duemila euro,
mentre per il 14,5% dei pensionati il reddito pensionistico è superiore a
duemila euro. Al 31 dicembre 2011 i pensionati sono 16 milioni 669 mila; di
questi, il 75% percepisce solo pensioni di tipo Invalidità, Vecchiaia e
Superstiti (Ivs), il restante 25% riceve pensioni di tipo indennitario e
assistenziale, eventualmente cumulate con pensioni di tipo Ivs.
Calderoli: “attentato alla Costituzione”, chiederò stato di accusa per Napolitano
“imolaoggi.it 18.12.2012”
”Con tutta la stima e l’amicizia che ho avuto nei confronti del
presidente Napolitano dovrò presentare una richiesta di messa in stato di
accusa del presidente della Repubblica per attentato alla Costituzione per aver firmato il decreto legge in materia
elettorale senza aver accertato che vi fosse stata una consultazione con tutte le forze politiche come già avevo sollecitato”. Lo
afferma Roberto Calderoli, capogruppo in commissione Affari Costituzionali del
Senato e responsabile Organizzativo Federale della Lega Nord. ”L’aver firmato
il decreto legge che di fatto consente alle
improbabili forze che sostengono una improbabile candidatura di Monti premier
e’ davvero troppo. A novembre dello
scorso anno -dice Calderoli- si e’ impedito al popolo di poter votare e si e’
nominato Monti a capo di governo. Oggi, non solo si prevede di sciogliere le
Camere quando lo decide Monti e non il Presidente della Repubblica, sempre che
non sia la stessa persona, ma si assiste a un Presidente della Repubblica che
esalta l’azione del governo, e quindi di Monti, e firma un decreto che consente al premier
nominato e mai votato di potersi ripresentare senza raccogliere neppure le
firme previste dalla legge.
lunedì 17 dicembre 2012
Elezioni, Maroni: rinnovamento dentro e fuori dalla Lega
“Paolo Guido
Bassi”
“La Padania
16.12.2012”
Parola d'ordine: rinnovamento. Roberto Maroni non indietreggia
di un millimetro rispetto all'impegno preso al congresso federale che lo ha
eletto segretario della Lega. E di rinnovamento all'interno del Movimento e
nelle istituzioni, ha parlato anche ieri a Milano, ospite alla presentazione
dell'ultimo libro di Bruno Vespa alla libreria Mondadori di piazza del
Duomo. Il leader del Carroccio ha ribadito quanto già espresso in
settimana dopo l' incontro romano con Silvio Berlusconi: mai con Mario Monti e nemmeno con il
Cavaliere candidato premier. Disponibilità a discutere, invece, su volti nuovi,
come Angelino Alfano o Maurizio Lupi, che se venissero scelti per
palazzo Chigi potrebbero riaprire il discorso alleanze con il Pdl. «Abbiamo
fatto presente a Berlusconi – ha raccontato Maroni riferendosi alla cena di
palazzo Graziali di inizio settimana - che
vogliamo aria nuova. Abbiamo indicato in Alfano, che era presente, uno dei
candidati che la Lega sarebbe disponibile ad appoggiare. La reazione è stata
positiva. Personalmente mi andrebbe bene anche Lupi - ha aggiunto -. Monti
invece non lo appoggeremo mai anche perché lo vogliono la Merkel e Hollande,
ovvero quelli che sperano che l'Italia rimanga suddita dei poteri forti in
Europa.
Fallimento ROMA. E' la capitale della spazzatura...
“Simone Girardin”
“La Padania 16.12.2012”
Una barzelletta se di mezzo non ci fosse la salute dei cittadini e
i nostri soldi. Perché la storia dei rifiuti di Roma e dintorni ha ormai
contorni grotteschi, se non gattopardiani. Arriva lo Stato: via Regione, Provincia
e Comune, via il commissario Sottile e
la macchina dell'emergenza romana, tutto torna in mano al ministro Clini che
presto nominerà un supercommissario per l'emergenza spazzatura nella Capitale.
Una sorta di uomo dai poteri magici, roba degna dei fumetti più intriganti.
Peccato che costerà parecchio (nessuno di questi tempi ha più voglia di
lavorare gratis) e non si sa con quali risultati, visto il caos rifiuti che
regna su Roma. La città guidata da Alemanno non è più in grado di smaltire i
propri rifiuti. E così la spazzatura oggi non rischia più di finire solo all'estero
ma anche nelle altre Regioni. Per la rabbia di sindaci e amministratori. La
situazione ormai è al collasso: la proroga della discarica romana di Malagrotta
(son ormai 10 anni di proroghe, ma è dal 1986 che a Roma si parla di chiudere quell'inferno),
fa ora il paio con la nomina supercommissario statale: ennesima dimostrazione
del fallimento istituzionale nella gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio.
Già il prefetto Giuseppe Pecoraro era
stato commissariato dal Consiglio dei ministri, sostituito con Goffredo
Sottile: ora il Governo, con il via libera di Alemanno, pensa a
commissariare un commissariamento commissariato.
Il gelo e la neve NON FERMANO i leghisti: in 24 ore 50 MILA FIRME
“Igor lezzi”
“La Padania 16.12.2012”
Grazie a chi combatte», ai tanti militanti che nonostante il gelo
e la neve affollano le piazze della Lombardia sotto i gazebo della Lega Nord per
sostenere la candidatura di Roberto Maroni a Governatore. Matteo
Salvini snocciola i numeri, e che numeri, della presenza del Carroccio tra
la gente in questo invernale fine settimana. Oltre 500 i gazebo allestiti dal
Carroccio in altrettante piazze della Lombardia, il bis oggi, 50mila firme raccolte.
«Dopo la grande gazebata del 20 e 21 ottobre,
abbiamo raccolto ulteriori decine di migliaia di firme - ha sottolineato il leader
lumbard del Carroccio - sulle proposte di legge di iniziativa popolare lanciate
dal nostro movimento, oltre ad altrettante schede a sostegno della candidatura
di Maroni presidente con suggerimenti e idee per il programma elettorale».
Salvini ha aggiunto infine che cda gente chiede alla Lega pulizia e rigore sul
passato, chi ha sbagliato non sia ricandidato, e vede in Roberto Maroni
garanzia di onestà e cambiamento». La neve non ha fermato gli eroici militanti
leghisti che come possiamo vedere anche nelle foto di questa pagina non si
fanno certo intimorire dal gelo.
IL CARROCCIO RINVIA LA DECISIONE
“tg1.rai.it
17.12.2012”
MILANO -
Vertice di un'ora e mezza ad Arcore tra Berlusconi, Alfano e Maroni. Al centro
la questione delle alleanze in vista delle prossime elezioni. Silvio Berlusconi
e Roberto Maroni avrebbero raggiunto un'intesa di massima sulla Lombardia,
confermando la candidatura del segretario del Carroccio alla guida del
Pirellone. Sarebbe ancora aperta la partita a livello nazionale per le
politiche 2013. Ogni decisione, comunque, sarebbe stata 'congelata' in attesa
delle prossime mosse di Mario Monti. ''Attendiamo Monti, molto dipenderà
dall'evoluzione del quadro politico nei prossimi giorni'', ha assicurato un
esponente pdl di casa ad Arcore. Sia Alfano che Maroni sono usciti dalla villa
di Arcore senza rilasciare dichiarazioni. LEGA RINVIA LA DECISIONE. Al
termine dell'incontro si è tenuto in via Bellerio a Milano il Consiglio
federale della Lega Nord a cui ha partecipato anche Maroni. Il partito ha
annullato la conferenza stampa prevista alla fine del vertice e ha
rinviato la decisione sulle alleanze. A quanto si è appreso
infatti, per Maroni ''c'è bisogno ancora di qualche giorno'', per non
interrompere il dialogo avviato con il Pdl.
Maroni punta sulla sanità
“Andrea Senesi”
“Il Corriere 17.12.2012”
MILANO -
Trentamila manifesti già in stampa sul tema sanità. La Lega non ha dubbi, altro
che terzo candidato e rapporto da ricucire con il Pdl. Oggi in via Bellerio si
parlerà di campagna elettorale, della campagna elettorale di Roberto Maroni per
Palazzo Lombardia. «Dopo di che vedremo. Se il Pdl di Alfano, e sottolineo di
Alfano, vorrà sottoscrivere il nostro patto elettorale che dice per esempio che
il 75 per cento delle tasse deve rimanere sul territorio, ci ragioneremo»,
spiga Matteo Salvini segretario lombardo della Lega maroniana. Nel corso del
weekend i gazebo padani hanno raccolto 80 mila firme a sostegno della
candidatura del leader. «Superate in totale le 300 mila». ALBERTINI - La
situazione rimane fluida. Gabriele Albertini, l'altro candidato del fronte
«moderato» in campo, ieri ha scavato un nuovo solco tra lui e il Carroccio
dicendo di considerarsi «un piccolo Monti in Lombardia». «Quel che ho fatto io
lo auspico anche per lui», ha detto l'ex sindaco a «In Mezzora», la
trasmissione di Lucia Annunziata: «Faccia una sua lista e poi non rifiuti
l'appoggio dei partiti che si riconoscono nel Ppe e dei movimenti». La
comparsata televisiva non è evidentemente sfuggita allo stesso Salvini: «È il
Monti di lombardo? Bene, così almeno la gente lo sa. Mai nessuno prima di
questo premier aveva tagliato così tanti soldi ai pensionati, ai disabili, agli
ospedali, alle famiglie, ai Comuni, alle associazioni e ai lavoratori in
Lombardia». DOPO LE PRIMARIE - Per l'altro fronte, quello
«montian-albertiniano», interviene via Twitter Roberto Formigoni: «La Lega ha
tradito e spezzato l'alleanza con il Pdl e ora non può rivendicare la
presidenza della regione.
Mea, Curti ancora contro la Giunta
“Settegioni SudMilano
14.12.2012”
Dopo le accuse sul
ritardo di 46 giorni del consigliere leghista Stefano Curti per delle
risposte ad alcune interrogazioni, il sindaco Marco Sassi ha risposto che
le questioni politiche dovrebbero essere affrontate in aula, e non sui
giornali, se non fosse che Curti «non ha aperto bocca in consiglio». Ora Curti
risponde: «Non credo sia necessario ad ogni consiglio alzare la voce per
ricordare alla maggioranza che i regolamenti vanno rispettati». Sulla questione
dei 100mila euro in più spesi per il servizio rifiuti rispetto alla proposta di
Mea, per la quale il sindaco ha risposto che la scelta è stata presa dai tecnici:
«Il sindaco continua a non capire, nessuno si sostituisce ai tecnici. Noi la
documentazione l'abbiamo letta, a differenza sua a quanto pare. Chiedevamo un interesse maggiore da parte della giunta, soprattutto dove
l'azienda pesa sui cittadini».
venerdì 14 dicembre 2012
Tobin tax, l'eredità di Monti: stanga chi risparmia e salva chi specula
"Libero 14.12.2012"
La nuova tassa arriverà a marzo. Senza contare che potrebbero essere smentiti, in molti l’hanno già battezzata l’ultima eredità del governo Monti I. La Tobin Tax, così come sarà applicata nel nostro Paese, prevede un prelievo dello 0,12 sulle transazioni svolte in un giorno (anche di fronte a minusvalenze e perdite). Nel caso di azioni negoziate in mercati non regolamentati, l’aliquota sarà dello 0,22%. Saranno esenti market maker e le transazioni in Borsa di azioni emesse da società con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro. Che, per capirsi, sono meno del 5% del listino. Per i sistemi di trading ad alta frequenza, l’emendamento introduce una tassa con un’aliquota dello 0,02 per cento. Invece – e non si tratta di una sorpresa – sono esenti da prelievi quasi tutti gli strumenti derivati, i tanto odiati strutturati che hanno portato al crac Lehman nel 2008. Ovviamente esenti anche i Btp, altrimenti lo Stato a chi venderebbe più il proprio debito? Domanda retorica. Nessuna retorica invece nel fatto che la Tobin tax in salsa montiana -e non lo diciamo per populismo - finisce col colpire quello che in modo politicamente scorretto viene definito “parco buoi”. I piccoli investitori, quelli che fanno trading nella speranza di pagarsi il bollo dell’auto. Inutile dirlo, anche se la tassa si applica a tutti gli investitori, pure gli esteri che operano in Italia, da marzo ci sarà una fuga da Piazza Affari. Tanto che numerosi analisti, tre dei quali contattati da Libero, prevedono che del miliardo abbondante di gettito stimato, la Tobin tax non produrrà più di 200 milioni di euro. Ma in compenso desertificherà la Borsa. Esattamente come è successo in Svezia.
I rottamatori della Lega ora vogliono “papparsi” il Pdl
"linkiesta 13.12.2012"
Hanno rottamato l’ex leader Umberto Bossi, hanno messo in un angolo Silvio Berlusconi, ora puntano a prendersi i voti (e gli esponenti) del Popolo della Libertà. Sono i «barbari sognanti» della Lega Nord di Roberto Maroni, a loro modo rottamatori della seconda repubblica, quarantenni come il sindaco di Verona Flavio Tosi, i parlamentari Gianluca Pini e Gianni Fava, o trentenni come il triestino Massimiliano Fedriga, capaci di sconvolgere in un anno tutti i vecchi schemi del centrodestra. Giovani leve che ricoprono incarichi di regia in via Bellerio e che stanno imponendo la linea dentro il movimento. E che tengono il punto in queste ore concitate per la politica italiana, con Berlusconi ancora convinto di riuscire a ritrovare un dialogo con il Carroccio di Maroni, tanto da proporgli un sostegno a Mario Monti subito rispedito al mittente. «Con Monti mai, Prima il Nord», ha detto il candidato in Lombardia. Bastava guardare le reazioni dentro Pdl e Lega dopo le minacce del Senatùr di ricandidarsi («Se no prendiamo i fucili», ndr), per capire che un ritorno al vecchio asse del Nord appare (al momento) impossibile. Nessuno ha dato peso (a parte Manuela Repetti, compagna di Sandro Bondi, ndr) alle parole di Bossi, che per di più si è ritrovato di fianco Maroni che gli chiedeva di convincere Berlusconi a fare un passo indietro: «Tu che hai influenza…». Più una battuta che un consiglio. Come fa notare un leghista, «Bossi non era neppure alla cena di martedì a palazzo Grazioli… il freddo come il caldo a volte dà alla testa». Le possibilità di candidatura del Senatùr sono nulle, dal momento che Maroni ha già detto che non si candiderà.
Il debito pubblico sfonda i 2mila miliardi
"Andrea Indini"
"Il Giornale 14/12/2012 "
"Il Giornale 14/12/2012 "
La campagna elettorale è iniziata. E, come sempre, c'è il rischio di annegare nella burrasca di dichiarazioni, denunce e promesse senza capire dove sta la verità. L'accusa mossa da Silvio Berlusconi al governo dei tecnici è stata durissima: "Non voglio dire che ci sono stati degli errori ma Monti ha seguito una politica troppo germanocentrica. Gli indicatori economici sono tutti peggiorati, non sta a me dare giudizi, ma i dati sono tutti negativi". Il governo si è difeso tacciando l'ex presidente del Consiglio di populismo. Eppure basterebbe andare a guardare i report trimestrali che l'Istat, la Banca d'Italia, il Centro studi di Confindustria e la Cgia di Mestre pubblicano per capire che il Cavaliere ha ragione: eccetto lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi, tutti gli altri indicatori sono pesantemente negativi e il sistema Italia sta peggio rispetto a un anno fa (guarda il grafico). Basta dare un'occhiata al supplemento "Finanza pubblica" al bollettino statistico della Banca d’Italia: il debito pubblico italiano sfonda quota 2mila miliardi e a ottobre si attesta a 2.014 miliardi, in valore assoluto il livello più alto di sempre. La cura Monti non ha funzionato. Adesso che il premier è in piena campagna elettorale preferisce non dire i fatti come stanno: accusa senza mezzi termini il precedente governo e spiega che i numeri non dicono tutto. Eppure siamo andati proprio a spulciare tutti quei numeri che ogni settimana vengono snocciolati dall'istituto di statistica per capire come sta l'Italia. Una sorta di screening del Belpaese.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)












































