lunedì 17 dicembre 2012

Fallimento ROMA. E' la capitale della spazzatura...


“Simone Girardin”
“La Padania 16.12.2012”

Una barzelletta se di mezzo non ci fosse la salute dei cittadini e i nostri soldi. Perché la storia dei rifiuti di Roma e dintorni ha ormai contorni grotteschi, se non gattopardiani. Arriva lo Stato: via Regione, Provincia e Comune, via il commissario  Sottile e la macchina dell'emergenza romana, tutto torna in mano al ministro Clini che presto nominerà un supercommissario per l'emergenza spazzatura nella Capitale. Una sorta di uomo dai poteri magici, roba degna dei fumetti più intriganti. Peccato che costerà parecchio (nessuno di questi tempi ha più voglia di lavorare gratis) e non si sa con quali risultati, visto il caos rifiuti che regna su Roma. La città guidata da Alemanno non è più in grado di smaltire i propri rifiuti. E così la spazzatura oggi non rischia più di finire solo all'estero ma anche nelle altre Regioni. Per la rabbia di sindaci e amministratori. La situazione ormai è al collasso: la proroga della discarica romana di Malagrotta (son ormai 10 anni di proroghe, ma è dal 1986 che a Roma si parla di chiudere quell'inferno), fa ora il paio con la nomina supercommissario statale: ennesima dimostrazione del fallimento istituzionale nella gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio. Già il prefetto Giuseppe Pecoraro era stato commissariato dal Consiglio dei ministri, sostituito con Goffredo Sottile: ora il Governo, con il via libera di Alemanno, pensa a commissariare un commissariamento commissariato.
Una vicenda assurda che ha mandato su tutte le furie il senatore della Lega Nord, Massimo Garavaglia, vicepresidente della Commissione Bilancio: «Siamo davanti al fallimento politico di tutti gli enti coinvolti e relativi vertici, da Alemanno a Zingaretti alla Polverini incapaci di prendere qualsiasi soluzione, cioè di definire l'ubicazione del o dei termovalorizzatori necessari»: Ma non solo c'è anche una preoccupazione di carattere economica: «In Italia – spiega Garavaglia - ai purtroppo seguono sempre  finanziamenti statali. Evidentemente Clini ha già trovato una nuova poltrona». Musica diversa a sentire il primo cittadino Gianni Alemanno: «Il nuovo commissario è necessario per risolvere i conflitti di attribuzione che l'attuale legge dei rifiuti ripartisce tra gli enti locali senza indicazione chiara sui chi deve decidere in caso di emergenza. Così potremo ridurre al minimo o azzerare la necessità di portare rifiuti all'estero o in altre regioni»: Quanto al rischio di un ulteriore esborso di soldi pubblici con la nomina del nuovo super-commissario, il sindaco liquida come «una sciocchezza» le parole del senatore lombardo: «Non c'è alcun finanziamento di Stato e il commissario lavorerà con personale dei ministeri degli Interni e dell'Ambiente, senza costi aggiuntivi». Gratis? Il Carroccio verificherà. Roma intanto se la deve vedere con amministratori che hanno fallito quasi in tutto e un'emergenza rifiuti che non ha uguali nella sua storia: la discarica provvisoria non è stata realizzata in tempo, quella definitiva non è stata individuata, la differenziata va a rilento, l'assegnazione del servizio di trasporto all'estero dei rifiuti è in ritardo, gli impianti di trattamento non vanno a pieno regime. E le Regioni del Nord non hanno più voglia di sobbarcarsi la spazzatura di Roma e dintorni. 

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