lunedì 17 dicembre 2012

Elezioni, Maroni: rinnovamento dentro e fuori dalla Lega


“Paolo Guido Bassi”
“La Padania 16.12.2012”

Parola d'ordine: rinnovamento. Roberto Maroni non indietreggia di un millimetro rispetto all'impegno preso al congresso federale che lo ha eletto segretario della Lega. E di rinnovamento all'interno del Movimento e nelle istituzioni, ha parlato anche ieri a Milano, ospite alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa alla libreria Mondadori di piazza del Duomo. Il leader del Carroccio ha ribadito quanto già espresso in settimana dopo l' incontro romano con Silvio Berlusconi: mai  con Mario Monti e nemmeno con il Cavaliere candidato premier. Disponibilità a discutere, invece, su volti nuovi, come Angelino Alfano o Maurizio Lupi, che se venissero scelti per palazzo Chigi potrebbero riaprire il discorso alleanze con il Pdl. «Abbiamo fatto presente a Berlusconi – ha raccontato Maroni riferendosi alla cena di palazzo Graziali di inizio settimana -  che vogliamo aria nuova. Abbiamo indicato in Alfano, che era presente, uno dei candidati che la Lega sarebbe disponibile ad appoggiare. La reazione è stata positiva. Personalmente mi andrebbe bene anche Lupi - ha aggiunto -. Monti invece non lo appoggeremo mai anche perché lo vogliono la Merkel e Hollande, ovvero quelli che sperano che l'Italia rimanga suddita dei poteri forti in Europa.
Se Monti sarà premier mi viene il dubbio che, invece di rispondere a Berlusconi o ad Alfano risponda a quelli là. Non ho ancora capito - ha aggiunto - se Silvio candida se stesso, Monti o Alfano. Uno, nessuno, centomila. Speriamo che il Natale porti qualche illuminazione. Comunque per noi il limite invalicabile è la candidatura a premier di Monti». Se lo scenario nazionale deve ancora essere definito, per le elezioni in Regione Lombardia una certezza c'è già. «La mia candidatura per la presidenza della Regione Lombardia c'è e rimane per il progetto dell'euroregione», ha ribadito l'ex ministro dell'Interno, anche in questo caso precisando che un'eventuale alleanza con il Pdl, ammesso che venga raggiunta, non condiziona nulla a livello politico generale. «Noi sappiamo distinguere - ha sottolineato - tra livello locale e nazionale. Sono due questioni diverse, non in contraddizione nell'ottica federalista». Secondo Maroni, due livelli distinti di alleanze esistono già: «Siamo al governo con il Pdl in tanti Enti locali e sul fronte opposto a Roma. È una flessibilità che non è incoerenza, ma valorizzazione del territorio». L'ex ministro dell'Interno non si è sottratto alle domande sulla recente inchiesta sui rimborsi ai consiglieri regionali che ha coinvolto molti esponenti del Pirellone. «Francamente, non ho capito perché la Procura abbia guardato solo i conti dei consiglieri del Pdl e della Lega Nord. Se il sistema è sbagliato, lo è per tutti – ha fatto notare. La legge che ha consentito gli eccessi è del 1972, se diventerò governatore la cancellerò». Per quanto ci riguarda, ha aggiunto, "Al di là dei risvolti penali, una cosa è certa: chi ha violato il  codice etico della Lega non sarà più ricandidato». Rinnovamento in vista anche per i candidati leghisti in Parlamento. A decidere chi rappresenterà la Padania a Roma saranno i militanti. «Voglio tenere conto delle valutazioni della base, delle sezioni, dei militanti - ha assicurato Maroni. Decideremo nei prossimi giorni i criteri, tenendo conto della necessità di rinnovare e dare spazio ai giovani. Non c'è nessuno, neanche il segretario, che ha la certezza di essere ricandidato», ha spiegato. «Non voglio rottamare nessuno, è un 'espressione che non mi piace se riferita alle persone, ma nella base c'è una spinta forte al cambiamento», ha concluso.  

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