mercoledì 19 dicembre 2012

MARONI PRESIDENTE La lista civica è realtà, Lombardia ai lombardi


“Andrea Ballarin”
“La Padania 19.12.2012”

Il momento è così delicato che non è «più consentito stare alla finestra, ecco il senso politico della lista "Maroni Presidente"». Il professar Stefano Bruno Galli anticipa a la Padania due notizie: il nome della civica che sosterrà la corsa verso il Pirellone del segretario federale del Carroccio e il manifesto di principi e valori che la ispirano. La lista di cui si è tanto discusso in queste settimane sui media, sarà capeggiata proprio dal professar Galli che, stasera, assieme a Roberto Maroni ne ufficializzerà la presenza per la corsa alle Regionali della Lombardia al Grand Hotel et de Milan, alle 20. Presenti, oltre a Maroni e Galli, anche i candidati dei vari collegi, professionisti, imprenditori, gente comune, giovani, che ritengono il segretario federale del Carroccio unico candidato credibile per la guida di Regione Lombardia. Qual è , professor Galli, il senso politico della lista civica e i punti fondamentali del documento programmatico? «Il senso politico è presto detto: riteniamo  Roberto Maroni credibile, affidabile  e di grande capacità». E per quanto riguarda il programma? «In effetti, più che un  programma, proponiamo un manifesto di valori e principi ai quali crediamo con forza e determinazione».
Ce ne anticipa i contenuti? «Certamente. Innanzitutto riteniamo un pilastro irrinunciabile la creazione della macroregione del Nord. Nella prospettiva dell'Europa delle Regioni e dei popoli, rappresenta la soluzione più credibile alla Questione Settentrionale e la risposta più concreta alla fortissima crisi economica congiuntura le vissuta dalla famiglie e da chi fa impresa al Nord». La Questione Settentrionale è, dunque, il fulcro ideologico che motiva la vostra scelta di sostenere Maroni alla presidenza della Lombardia? «Sì, perché Maroni è l'unica figura per la quale il principio dell'autonomia abbia significato. L'autonomia rappresenta un valore lombardo da difendere a denti stretti e da tutelare contro il governo centralista di Roma». Oltre a Maroni, dunque, il deserto? «È così, Maroni incarna principi fondamentali: autonomia, euroregione, la battaglia per far rimanere le risorse sul territorio. Non possiamo affidare la nostra terra né a chi è stato sui codici fino a ieri, né a ex sindaci». Qual è il ritratto "tipo" dei candidati della vostra lista? «In verità i componenti la lista sono eterogenei, si tratta di gente  comune, di professionisti, di imprenditori, molti giovani che si sono stancati di assistere passivamente allo sfascio del Paese, della propria terra. Persone che vogliono una democrazia deburocratizzata, destatalizzata e defiscalizzata. In poche parole, un "sistema Paese" più vicino al cittadino». Sulle giovani generazioni ha puntato moltissimo proprio l 'azione politica di Maroni... «È indubbio. Il futuro è dei giovani e - per fare un esempio - deve essere facilitato il loro ingresso nel mondo del lavoro, arginando così la disoccupazione. Ma senza dimenticare le generazioni più anziane, i nostri genitori, i nostri anziani, ai quali va garantita una vecchiaia serena». E il principio per garantirlo su cosa si basa? «Sull'aumento della sicurezza nelle città, applicando principi di regolamentazione dell'immigrazione, erigendo muri contro la criminalità organizzata, facendo attenzione che le fasce più deboli della popolazione siano sempre tutelate dalla buona politica che deve rimettere al centro dell'agenda il principio di responsabilità». Maroni per voi è, dunque, una garanzia indiscutibile... «Certo! La Lombardia è una  realtà complessa e solo un candidato con il profilo istituzionale e l' esperienza politica di un ex ministro - peraltro apprezzato da tutti – rappresentano una garanzia assoluta per tutti i cittadini lombardi». A quale fetta di elettorato vi rivolgete? «A chiunque creda nell'autonomia, nella necessità di istituire al più presto la macroregione del Nord, a chi si trova d'accordo sul  fatto che le risorse prodotte da un territorio debbano rimanere per larga parte nel territorio medesimo. Insomma, all'intera società civile, perché – detta con un concetto sintetico - il futuro della Lombardia è solo della Lombardia!».  

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