"Emanuele Dolcini"
"Il Cittadino 21.12.2012"
CERRO Cerro al Lambro, l’unico comune del circondario melegnanese sopra i cinquemila residenti, punta alla seconda farmacia. L’ultimo consiglio comunale dell’anno, il 15 dicembre, ha stabilito all’unanimità con un astenuto di chiedere alla Regione l’autorizzazione per un nuovo esercizio, secondo le liberalizzazioni del decreto di febbraio scorso. Da anni Riozzo e Cerro al Lambro hanno un solo punto vendita farmaceutico, l’esercizio privato di via Libertà nella zona commerciale di Riozzo 2 . Un’insegna alla quale fanno riferimento non solo gli abitanti di Riozzo e Cerro ma anche i melegnanesi che vivono nella zona ovest e gli abitanti di un vasto comprensorio lungo la strada provinciale 17 che comprende Mairano di Casaletto Lodigiano e altri centri minori. A Cerro al Lambro una vera e propria farmacia non c’è : è attivo il dispensario di piazza Roma 12, collegato al negozio di via Libertà a Riozzo. Questa disponibilità di rivendite è ritenuta insufficiente alla luce del profilo urbano che Cerro ha assunto negli ultimi quindici anni. L’estensione dei nuovi quartieri si è sviluppata soprattutto nella zona sudest, lungo la provinciale, fino al confine urbano segnato dal cavo Marocco. Cioè dalla parte opposta rispetto a Riozzo: una situazione che ha generato la richiesta di nuovi servizi nella parte più recente del paese in modo da non dover prendere sempre l’auto. In questo scenario si colloca la decisione del consiglio di fine anno: si proverà a salire a due farmacie, aprendone una per Cerro e continuando a garantire l’altra di Riozzo. Una locazione possibile per il nuovo negozio è la palazzina polifunzionale di via Marcolin, nei quartieri nuovi, ceduta in convenzione al comune dalle immobiliari.
«La scelta è ancora agli inizi spiega il sindaco Marco Sassi e quindi non sono in grado di dire né quando né dove l’eventuale nuovo esercizio sarà attivato. Faremo la nostra richiesta secondo i criteri del decreto liberalizzazioni, che stabilisce il limite di 3500 abitanti per avere un esercizio in più. In consiglio siamo stati tutti d’accordo, tranne un astenuto che ha evidenziato l’importanza della gestione che sceglieremo. Ma non c’è nessuna gestione scelta, finchè non autorizzano il negozio non ha senso parlarne». L’astenuto è il consigliere di “Energie alternativeLega nord” Stefano Curti, che così commenta: «Sono stato accusato in aula di non prendere posizioni. L’astensione non è dovuta al fatto di non volere decidere, ma alla constatazione che il decreto sulle liberalizzazioni non è recentissimo. In questi mesi perché la maggioranza non ha considerato dei punti fondamentali per poter deliberare come ubicazione, costo e gestione, privata o comunale? Non deliberiamo atti consiliari senza materiale disponibile».
«La scelta è ancora agli inizi spiega il sindaco Marco Sassi e quindi non sono in grado di dire né quando né dove l’eventuale nuovo esercizio sarà attivato. Faremo la nostra richiesta secondo i criteri del decreto liberalizzazioni, che stabilisce il limite di 3500 abitanti per avere un esercizio in più. In consiglio siamo stati tutti d’accordo, tranne un astenuto che ha evidenziato l’importanza della gestione che sceglieremo. Ma non c’è nessuna gestione scelta, finchè non autorizzano il negozio non ha senso parlarne». L’astenuto è il consigliere di “Energie alternativeLega nord” Stefano Curti, che così commenta: «Sono stato accusato in aula di non prendere posizioni. L’astensione non è dovuta al fatto di non volere decidere, ma alla constatazione che il decreto sulle liberalizzazioni non è recentissimo. In questi mesi perché la maggioranza non ha considerato dei punti fondamentali per poter deliberare come ubicazione, costo e gestione, privata o comunale? Non deliberiamo atti consiliari senza materiale disponibile».

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