venerdì 21 dicembre 2012

Un evidente sintomo di arroganza

"Il Cittadino - Lettere & opinioni - 21.12.2012"
"Stefano Curti - Capogruppo Energie Alternative Pdl-Lega Nord - Cerro al Lambro"


Egregio Direttore, volevo far presente una situazione creatasi dopo consiglio comunale a Cerro al Lambro  tenutosi il 15 dicembre alle ore 9.30. Tutto è nato dalle mie dichiarazioni apparse sulla stampa locale, in merito ad alcuni aspetti oggettivi e insindacabili, come il mancato rispetto dei regolamenti da parte della maggioranza e il prezzo maggiore pagato per una gara d’appalto sul servizio di igiene urbana. Questioni meramente politiche  Le mie parole, sia riportate nelle lettere, sia negli articoli o lettere di rettifica, hanno creato un disagio sinceramente incomprensibile nella maggioranza. Nelle mie parole si evinceva esclusivamente che la maggioranza non ha più volte rispettato il regolamento, non ha rispettato il lavoro della Minoranza che rappresen­to (come ha affermato il Sindaco in consiglio comunale il non di­scutere le interpellanze da me presentate durante il consiglio comu­nale del 24 u.s. non è stata una di­menticanza) e la cittadinanza come nel consiglio comunale dell’8 e 9 ottobre, non presentandosi alla prima convocazione ma lasciando le porte della sala consiliare chiu­sa. Durante quel Consiglio Comu­nale l’aliquota IMU è stata aumen­tata ben del 25%. Questo disagio dimostrato si è tra­mutato in un comunicato volto ad attaccare la mia posizione politica per quanto dichiarato ai giornali, dato che queste mie dichiarazioni hanno giustamente scaturito cu­riosità nella cittadinanza. La stes­sa cittadinanza che quando pas­seggio per il mio paese mi ferma costantemente per avere delucida­zioni, la stessa cittadinanza che ferma anche alcuni personaggi della maggioranza creandogli pro­blemi e disagi.
Questi problemi hanno generato un serio nervosismo e un atteggia­mento alquanto arrogante, arri­vando anche ad invitarmi a non dichiarare nulla alla stampa in quanto, se la cittadinanza dovesse chiedere ancora informazioni, la mia persona potrebbe essere cita­ta in giudizio. Questi inviti, basati sul nulla, vol­ti esclusivamente a mettere in dif­ficoltà un’opposizione che ha sola­mente fatto emergere alcuni aspetti oggettivi, non è nuova. Ri­corda benissimo anche l’ex Capo­gruppo Energie Alternative, De­nis Zanaboni, questi comporta­menti poco professionali per la vi­ta politica locale. Ricordiamo che prima ancora del­la campagna elettorale, a Zanabo­ni arrivò il consiglio di non di­chiarare nulla pubblicamente sul­l’argomento ormai noto come l’ab­battimento del palazzo Visconti Aicardi. Informare la cittadinan­za, dare risposte e parlare con la gente è previsto dal nostro ruolo, forse anche dare le risposte al cit­tadino che si interessa è un compi­to sacrosanto, basterebbe dare le risposte, se le si hanno, e non “in­vitare” l’opposizione a stare zitta. Citare in giudizio ha un peso lega­le e deve essere ben motivato. Ci­tare in giudizio, o dichiarare di farlo, per zittire una parte politica è sinonimo di una certa arroganza che non fa bene di certo alla politi­ca locale, noi siamo lì per il bene della cittadinanza, il rispetto dei regolamenti serve per una buona condotta dei lavori consiliari (fon­damentali per il nostro Comune) e l’interessamento, anche se non co­me comune capofila o come tecni­co, da parte della maggioranza si­curamente gioverebbe di più alla tranquillità della cittadinanza, ci­tare in giudizio la minoranza non risolve il problema dei tagli alle casse comunali.

Nessun commento:

Posta un commento