“Giovanni Polli”
“La Padania 21.12.2012”
Il segretario federa le del Carroccio Roberto Maroni torna a
citare il capolavoro di Samuel Beckett, Aspettando Godot, in relazione
all'ipotesi di un'alleanza con il Pdl per le imminenti elezioni politiche. L'ha
fatto nel corso di una chat in diretta sul sito Corriere.it, nella quale il
leader leghista è stato chiaro: «Siamo pronti a correre da soli: questo chiedono
i militanti e non escludo che andrà a fin ire così perché non possiamo aspettare
Godot all'infinito». Ed anche l'alleanza in Lombardia, per la corsa al Pirellone, non è subordinata a quella
per le politiche italiane. Per le regionali, spiega Maroni, «sono candidato
presidente per la Lombardia con una lista civica che ho presentato a Milano,
con la lista Lega e la lista di Giulio Tremonti. Se il Pdl deciderà di
sostenere la mia candidatura in Lombardia, ben venga. Noi abbiamo governato
insieme per dieci anni, siamo ancora al governo in Lombardia e abbiamo fatto tante
cose positive e non vedo perché interrompere questa collaborazione di governo».
«A Roma siamo su fronti opposti
- precisa però a questo punto Maroni – il Pdl sostiene il governo, anche se ha
tolto la fiducia qualche giorno fa, ma ha approvato tutte le norme che adesso Berlusconi
contesta», a partire dall'Imu, «approvata con il voto del Pdl. La situazione è
un po' più complicata». «A differenza di Berlusconi - prosegue il segretario
federale - non subordino una cosa all'altra», anche se «per me la Lombardia è più
importante.
Noi siamo pronti a correre anche da soli, in Lombardia e a livello nazionale. Questo è ciò che chiede la base della Lega. l militanti vogliono una grande battaglia sull'identità, sui nostri valori e su i nostri progetti. Non escludo che alla fine andrà così, perché non possiamo aspettare Godot fino a chissà quando. Mancano pochi giorni». E al momento dello scioglimento delle Camere «Sarà il giorno in cui si decideranno le alleanze. lo non ho ansie di alleanze. Non ho problemi, penso di aver costruito una coalizione in Lombardia sufficientemente forte ed agguerrita per vincere anche senza l'appoggio del Pdl». «Per me la Lombardia è mille volte più import ante che fare il ministro», ribadisce Maroni. «L'ho detto e lo confermo avendolo fatto, il ministro. Per noi la scelta della Lega è il territorio. Detto questo – prosegue - se devo dare ascolto alla base della Lega, ovviamente per i militanti "da soli sempre"» . Anche se poi qualcuno fa notare che da soli «c'è il rischio di perdere la Regione», e che il progetto di possa fermare. E quindi si può valutare anche l'accordo «con il diavolo». «Queste sono le valutazioni che stiamo facendo, sapendo che siamo assolutamente pronti a correre da soli». Su chi sia «il diavolo», Maroni lo spiega in una battuta: «sono gli alleati in genere, il diavolo nel senso milanista del termine, certo, è Berlusconi ». «La politica è fatta di progetti, idee, azioni e intese dove possibile», ha detto ancora Maroni, spiegando di nuovo l' importanza della Lombardia nell'ambito del progetto del Carroccio di «realizzare l'euroregione del Nord assieme a Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, un grande soggetto che possa contare in Italia e in Europa. È un progetto che risale a Gianfranco Miglio e che non è mai tramontato. Ed è il nostro principale obiettivo: essere forti al Nord per condizionare Roma». C'è infine un aspetto del programma della Lega Nord fondamentale per la valutazione di qualunque alleanza elettorale: «Il 75% delle tasse deve restare nella regione in cui sono pagate. Chi non è d'accordo non può stare con noi», chiarisce Maroni.
Noi siamo pronti a correre anche da soli, in Lombardia e a livello nazionale. Questo è ciò che chiede la base della Lega. l militanti vogliono una grande battaglia sull'identità, sui nostri valori e su i nostri progetti. Non escludo che alla fine andrà così, perché non possiamo aspettare Godot fino a chissà quando. Mancano pochi giorni». E al momento dello scioglimento delle Camere «Sarà il giorno in cui si decideranno le alleanze. lo non ho ansie di alleanze. Non ho problemi, penso di aver costruito una coalizione in Lombardia sufficientemente forte ed agguerrita per vincere anche senza l'appoggio del Pdl». «Per me la Lombardia è mille volte più import ante che fare il ministro», ribadisce Maroni. «L'ho detto e lo confermo avendolo fatto, il ministro. Per noi la scelta della Lega è il territorio. Detto questo – prosegue - se devo dare ascolto alla base della Lega, ovviamente per i militanti "da soli sempre"» . Anche se poi qualcuno fa notare che da soli «c'è il rischio di perdere la Regione», e che il progetto di possa fermare. E quindi si può valutare anche l'accordo «con il diavolo». «Queste sono le valutazioni che stiamo facendo, sapendo che siamo assolutamente pronti a correre da soli». Su chi sia «il diavolo», Maroni lo spiega in una battuta: «sono gli alleati in genere, il diavolo nel senso milanista del termine, certo, è Berlusconi ». «La politica è fatta di progetti, idee, azioni e intese dove possibile», ha detto ancora Maroni, spiegando di nuovo l' importanza della Lombardia nell'ambito del progetto del Carroccio di «realizzare l'euroregione del Nord assieme a Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, un grande soggetto che possa contare in Italia e in Europa. È un progetto che risale a Gianfranco Miglio e che non è mai tramontato. Ed è il nostro principale obiettivo: essere forti al Nord per condizionare Roma». C'è infine un aspetto del programma della Lega Nord fondamentale per la valutazione di qualunque alleanza elettorale: «Il 75% delle tasse deve restare nella regione in cui sono pagate. Chi non è d'accordo non può stare con noi», chiarisce Maroni.

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