«Gentilissimi Onorevoli, mi chiamo Alessandro Bonet e sono il sindaco, rieletto per la seconda volta, di un piccolo Comune del trevigiano area che, fino a qualche anno fa, rappresentava il cosiddetto “ricco Nord-Est”. Ora questa zona, come il resto del Paese, sta attraversando una profonda crisi economica e sociale riflettendo, nel suo contesto di riferimento, le trasformazioni mondiali in atto. Il Comune, in questo quadro difficile, è l’Istituzione più vicina al cittadino, ed in tal senso io vivo il mio mandato dando ascolto e aiuto, ove possibile, a chi ha bisogno, siano essi privati, associazioni, aziende o enti. Purtroppo le risorse di cui dispongo, se confrontate alle esigenze, sono una miseria e per di più centellinate». Con queste parole Alessandro Bonet, sindaco e assessore al bilancio del Comune di Godega di Sant’Urbano, si è rivolto in una lettera a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana e a Mario Monti, Presidente del Consiglio in carica seppur dimissionario, per chiedere, visto che non gli è concesso utilizzare gli utili del Comune per dare servizi ai propri concittadini almeno di essere tutelato dalle pretese della Cassa Depositi che, con i tassi imposti per l’estinzione dei mutui, a suo dire «lucra sulle politiche di riduzione del debito imposte dal Governo centrale».
Nella lettera Bonet continua spiegando quanto gli è accaduto quando ha cercato di estinguere, con gli utili incamerati, i mutui contratti dal Comune: «Con ciò vengo al punto di mio grande interesse: il Comune di Godega di Sant’Urbano ha un bilancio solido che produce “utili” con un avanzo di amministrazione relativo al Consuntivo 2011 di 420.243,49 euro. Come ogni amministratore di un Ente che funziona e produce utili, mi piacerebbe avere la disponibilità di tali “utili”, o almeno di una parte di essi, per poter realizzare opere o dare servizi ai miei cittadini. Invece mi ritrovo, per i vincoli del patto di stabilità, e ne prendo atto, a poter utilizzare gli utili solo ed esclusivamente per estinguere i mutui contratti, al fine di contribuire, anche con il mio Comune, al risanamento globale dell’economia del Paese Italia. Come se non bastasse, il D.L. 95/2012 sulla cosiddetta “Spending review”, impone ai Comuni un ulteriore taglio ai trasferimenti, che nel nostro caso ammonta ad 34.789,95 euro, con la possibilità, in alternativa, di estinguere mutui per tale importo. Pieno di buona volontà e sempre per cercare di far quadrare i conti e per sfruttare al massimo i “vantaggi” di un’amministrazione oculata e parsimoniosa, prendo atto anche di questo e mi organizzo per estinguere due mutui dell’importo complessivo residuo di 165.999,80 euro. A questo punto la Cassa Depositi mi comunica che devo pagare una penalità di 31.043,10 euro, molto più alta di quanto previsto nella deliberazione di autorizzazione del Consiglio Comunale. E qui siamo al paradosso di una scelta della Cassa Depositi e Prestiti che lucra sull’operato virtuoso dell’ente che rappresento e quindi sulle politiche di riduzione del debito imposte dal Governo centrale». La lettera prosegue con la richiesta di intervento del governo per riportare tassi e penali dei mutui contratti dai Comuni a un livello accettabile: «Gentilissimi Onorevoli, per piacere, mettetevi per un solo istante nei miei panni per capire la difficoltà di spiegare ai miei concittadini, che sono buoni, ma non stupidi, il senso di tutta la faccenda. Nel frattempo vi chiedo un intervento immediato del governo, che del resto non ha mai accolto la proposta di esentare dal pagamento delle penalità i Comuni che estinguevano anticipatamente i mutui, per riportare per lo meno le cose a una condizione accettabile con tassi e penali non così penalizzanti, oppure mi vedrò costretto a fare ricorso all’authority per la concorrenza e/o al tribunale di giustizia europeo» e si conclude con l’annuncio del ritiro del Comune di Godega di Sant’Urbano dall’Associazione Nazionale Comuni d’Italia dalla quale, in questo frangente, non si è reputato né tutelato né rappresentato.
Nella lettera Bonet continua spiegando quanto gli è accaduto quando ha cercato di estinguere, con gli utili incamerati, i mutui contratti dal Comune: «Con ciò vengo al punto di mio grande interesse: il Comune di Godega di Sant’Urbano ha un bilancio solido che produce “utili” con un avanzo di amministrazione relativo al Consuntivo 2011 di 420.243,49 euro. Come ogni amministratore di un Ente che funziona e produce utili, mi piacerebbe avere la disponibilità di tali “utili”, o almeno di una parte di essi, per poter realizzare opere o dare servizi ai miei cittadini. Invece mi ritrovo, per i vincoli del patto di stabilità, e ne prendo atto, a poter utilizzare gli utili solo ed esclusivamente per estinguere i mutui contratti, al fine di contribuire, anche con il mio Comune, al risanamento globale dell’economia del Paese Italia. Come se non bastasse, il D.L. 95/2012 sulla cosiddetta “Spending review”, impone ai Comuni un ulteriore taglio ai trasferimenti, che nel nostro caso ammonta ad 34.789,95 euro, con la possibilità, in alternativa, di estinguere mutui per tale importo. Pieno di buona volontà e sempre per cercare di far quadrare i conti e per sfruttare al massimo i “vantaggi” di un’amministrazione oculata e parsimoniosa, prendo atto anche di questo e mi organizzo per estinguere due mutui dell’importo complessivo residuo di 165.999,80 euro. A questo punto la Cassa Depositi mi comunica che devo pagare una penalità di 31.043,10 euro, molto più alta di quanto previsto nella deliberazione di autorizzazione del Consiglio Comunale. E qui siamo al paradosso di una scelta della Cassa Depositi e Prestiti che lucra sull’operato virtuoso dell’ente che rappresento e quindi sulle politiche di riduzione del debito imposte dal Governo centrale». La lettera prosegue con la richiesta di intervento del governo per riportare tassi e penali dei mutui contratti dai Comuni a un livello accettabile: «Gentilissimi Onorevoli, per piacere, mettetevi per un solo istante nei miei panni per capire la difficoltà di spiegare ai miei concittadini, che sono buoni, ma non stupidi, il senso di tutta la faccenda. Nel frattempo vi chiedo un intervento immediato del governo, che del resto non ha mai accolto la proposta di esentare dal pagamento delle penalità i Comuni che estinguevano anticipatamente i mutui, per riportare per lo meno le cose a una condizione accettabile con tassi e penali non così penalizzanti, oppure mi vedrò costretto a fare ricorso all’authority per la concorrenza e/o al tribunale di giustizia europeo» e si conclude con l’annuncio del ritiro del Comune di Godega di Sant’Urbano dall’Associazione Nazionale Comuni d’Italia dalla quale, in questo frangente, non si è reputato né tutelato né rappresentato.

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