lunedì 17 dicembre 2012

Maroni punta sulla sanità


“Andrea Senesi”
“Il Corriere 17.12.2012”

MILANO - Trentamila manifesti già in stampa sul tema sanità. La Lega non ha dubbi, altro che terzo candidato e rapporto da ricucire con il Pdl. Oggi in via Bellerio si parlerà di campagna elettorale, della campagna elettorale di Roberto Maroni per Palazzo Lombardia. «Dopo di che vedremo. Se il Pdl di Alfano, e sottolineo di Alfano, vorrà sottoscrivere il nostro patto elettorale che dice per esempio che il 75 per cento delle tasse deve rimanere sul territorio, ci ragioneremo», spiga Matteo Salvini segretario lombardo della Lega maroniana. Nel corso del weekend i gazebo padani hanno raccolto 80 mila firme a sostegno della candidatura del leader. «Superate in totale le 300 mila». ALBERTINI - La situazione rimane fluida. Gabriele Albertini, l'altro candidato del fronte «moderato» in campo, ieri ha scavato un nuovo solco tra lui e il Carroccio dicendo di considerarsi «un piccolo Monti in Lombardia». «Quel che ho fatto io lo auspico anche per lui», ha detto l'ex sindaco a «In Mezzora», la trasmissione di Lucia Annunziata: «Faccia una sua lista e poi non rifiuti l'appoggio dei partiti che si riconoscono nel Ppe e dei movimenti». La comparsata televisiva non è evidentemente sfuggita allo stesso Salvini: «È il Monti di lombardo? Bene, così almeno la gente lo sa. Mai nessuno prima di questo premier aveva tagliato così tanti soldi ai pensionati, ai disabili, agli ospedali, alle famiglie, ai Comuni, alle associazioni e ai lavoratori in Lombardia». DOPO LE PRIMARIE - Per l'altro fronte, quello «montian-albertiniano», interviene via Twitter Roberto Formigoni: «La Lega ha tradito e spezzato l'alleanza con il Pdl e ora non può rivendicare la presidenza della regione.
Il nostro candidato non può essere un leghista, saluto colui che noi vogliamo come nostro candidato, Gabriele Albertini». Assolutamente non casuale che le parole del governatore in carica arrivino da Roma dalla convention dei centristi di Italia Popolare. In platea, spettatore molto più che interessato, proprio lui, il «Monti di Lombardia». Che domenica non ha nemmeno dimenticato di congratularsi con l'avvocato Ambrosoli per la vittoria alla primarie «civiche»: «Il complimento va esteso a anche agli altri competitor e alle forze politiche della sinistra che dopo la brillante prova di democrazia e partecipazione in occasione delle primarie nazionali hanno ripetuto questo riuscito esperimento anche in Lombardia. In amicizia tengo però a precisare come di «candidatura civica» l'avvocato Ambrosoli abbia mantenuto ben poco essendo diventato in corso d'opera il candidato ufficiale del Partito Democratico, anzi un vero e proprio candidato di apparato. Ma sono scelte che rispetto». Dopo la stoccata, di nuovo fair play: «Ad ogni modo benvenuto nell'agone elettorale. Sono certo che con lui il confronto sarà basato sulle idee e non sulle invettive personali cui ahinoi -siamo stati abituati negli ultimi anni».

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