La Lega Nord non si genuflette al diktat di Silvio Berlusconi e Roberto Maroni sembra deciso a proseguire senza ripensamenti alla sua candidatura alla Regione Lombardia. “Dico al Pdl che, se vogliono sostenere la mia candidatura in Lombardia, sono disponibile ad accettare – ha detto in un comizio alla ‘Berghem Frecc’ -, ma non chiedano in cambio nulla, non voglio condizioni particolari, come l’alleanza nazionale”. Quindi un’eventuale patto per le elezioni regionali dovrà essere gratuito, senza richieste in cambio, dal momento che la sua vittoria farebbe comodo anche al Pdl: “Io sono l’unico che può vincere, battere la sinistra ed evitare che la Lombardia finisca nelle mani dei Vendola, dei Pisapia e di questa gente qua” o del candidato centrista Gabriele Albertini, reo a suo dire di sostenere la “Milano bene, la Milano del quadrilatero” della moda. Nessun timore, quindi, di correre in solitudine, sia a livello regionale che nazionale: “Noi abbiamo il nostro progetto, l’euro-regione del Nord”, ha spiegato Maroni ai microfini del Tg1. “Chi è d’accordo ci può sostenere, altrimenti amici come prima. Quando siamo andati da soli, abbiamo sempre guadagnato voti…
Valuteremo tutte le condizioni – ha proseguito il leader del Carroccio – ma siamo pronti a correre da soli, sia in Lombardia, dove possiamo vincere anche da soli, sia a livello nazionale: non c’è nessun problema”. Dal palco della ‘Berghem Frecc’ non ha mancato di lanciare stoccate a Mario Monti, da sempre inviso alle forze leghieste: “Mi fa venire in mente quel cartone animato, il mago cattivo Gargamella, che vuole prendere i puffi e trasformarli in oro: noi siamo i puffi”, ha spiegato Roberto Maroni con una metafora. “Gargamella ha anche un’altra caratteristica: è sfigato. Noi dobbiamo fare in modo che Monti diventi il Gargamella sfigato”. E sulla sua pagina Facebook ha proseguito le sue critiche all’esecutivo tecnico: “Monti dice ‘Abbiamo salvato l’Italia”, ma i fatti gli danno torto: sono calati il Pil, i consumi, il tenore di vita della gente comune, la produzione industriale, sono fallite migliaia di aziende massacrate dalle tasse. E’ salito il debito (che doveva essere ridotto). Dice che non si candiderà, ma sarà il punto di una coalizione in suo nome. Ma il professore – ha evidenziato Maroni – dà la sua “disponibilità” a tornare a governare. Diciamo che è come se una squadra di calcio pretendesse il titolo di campione d’Italia senza giocare il campionato”.
Valuteremo tutte le condizioni – ha proseguito il leader del Carroccio – ma siamo pronti a correre da soli, sia in Lombardia, dove possiamo vincere anche da soli, sia a livello nazionale: non c’è nessun problema”. Dal palco della ‘Berghem Frecc’ non ha mancato di lanciare stoccate a Mario Monti, da sempre inviso alle forze leghieste: “Mi fa venire in mente quel cartone animato, il mago cattivo Gargamella, che vuole prendere i puffi e trasformarli in oro: noi siamo i puffi”, ha spiegato Roberto Maroni con una metafora. “Gargamella ha anche un’altra caratteristica: è sfigato. Noi dobbiamo fare in modo che Monti diventi il Gargamella sfigato”. E sulla sua pagina Facebook ha proseguito le sue critiche all’esecutivo tecnico: “Monti dice ‘Abbiamo salvato l’Italia”, ma i fatti gli danno torto: sono calati il Pil, i consumi, il tenore di vita della gente comune, la produzione industriale, sono fallite migliaia di aziende massacrate dalle tasse. E’ salito il debito (che doveva essere ridotto). Dice che non si candiderà, ma sarà il punto di una coalizione in suo nome. Ma il professore – ha evidenziato Maroni – dà la sua “disponibilità” a tornare a governare. Diciamo che è come se una squadra di calcio pretendesse il titolo di campione d’Italia senza giocare il campionato”.

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