ROMA -
Bossi ha preso spunto dal discorso pronunciato prima di lui dal presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, che aveva invocato uno sforzo per ''padanizzare il resto d'Italia'' al più presto. ''Non dobbiamo padanizzare l'Italia - ha attaccato Bossi – dobbiamo mandarla a fare in c…''. E questo soprattutto perché, secondo l'ex ministro delle riforme, ''non è possibile pensare che Roma possa cambiare: Roma vuole solo il nostro portafoglio''. A questo punto Bossi ha ripreso il discorso sulla macroregione alpina, avviata con un patto firmato di recente in Svizzera, che ricorda ormai ad ogni comizio e che e' ''un passo già fatto'' verso l'indipendenza della Padania. “Ho lasciato la segreteria federale della Lega - ha detto ai militanti di Golasecca - con grandi progetti, uno è l'euroregione padana-alpina''. In questo contesto a suo giudizio si inserisce infatti il futuro del Nord Italia. Del resto, ha concluso il presidente della Lega, l'unità d'Italia ''l'hanno fatta all'estero, quindi così come l'han fatta possiamo anche disfarla'': e ''la nostra bandiera è una sola, il Sole delle Alpi, non il tricolore''. ''Abbiamo chiamato una società americana per controllare i conti della Lega e finora non è emersa alcuna mancanza'', ha detto Bossi, ribadendo la sua convinzione che le inchieste siano state frutto di un complotto e che nella revisione affidata alla PriceWaterHouse non siano emerse criticità come invece risulta da un rapporto consegnato nei giorni scorsi alla Procura di Milano (benché Bossi non ne abbia fatto cenno).

























.jpg)

