"La Padania 27.07.2012"
E’ solo una questione di giorni e una delle più imponenti sanatorie di clandestini diventerà una realtà. Le stime ufficiose parlano di 700mila immigrati irregolari che potrebbero ottenere un permesso di soggiorno dietro il pagamento di soli mille euro. Una roba così probabilmente non esiste nemmeno nei sogni migliori di Paolo Ferrero o di Fausto Bertinotti. Ma tant’è e così, per uno strano scherzo del destino, a mettere una pietra tombale su quanti hanno infranto le leggi sull’immigrazione ci ha pensato il Governo dei professori. Dal palco di Assago, al l’ultimo Congresso della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo l’aveva detto chiaro e tondo: «Tra poco ci sarà una sanatoria per gli immigrati - aveva annunciato il capogruppo leghista a Montecitorio lo scorso primo luglio - mille euro per extracomunitario per raccogliere 800 milioni. Denaro che poi il Ministro Riccardi girerà di nuovo agli stranieri. Vogliono bypassare la legge voluta da Bossi». «Siamo molto preoccupati - dice Massimiliano Fedriga - perché ci sono delle pericolose avvisaglie che ci spingono a ritenere che il governo sia in procinto di procedere a nuove regolarizzazioni di extracomunitari, abbandonando le linee di rigore che aveva adottato il precedente governo prima dell'avvento dei 'tecnici' a Palazzo Chigi». Il vicepresidente leghista a Montecitorio sottolinea che «Stando alle notizie che trapelano il governo, approfittando del recepimento di una direttiva comunitaria in materia di sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini stranieri irregolari, sta allargando le maglie per la regolarizzazione di extracomunitari, rendendo assolutamente risibili i criteri per ottenere tale regolarizzazione».
Ma la Lega Nord, aggiunge Fedriga, «ci opponiamo a qualsiasi tipo di sanatoria - conclude Fedriga - e intendiamo mascherare questo governo che su un tema così delicato sta tenendo all'oscuro il Parlamento e i cittadini». Ed è proprio quello che sta per accadere: ormai manca solo l’atto ufficiale, la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e questa mega sanatoria diventerà realtà. Quel che è ancor più incredibile è che questa regolarizzazione forzata si attua attraverso un decreto legislativo per l’attuazione di una direttiva comunitaria, la numero 52 del 18 giugno del 2009, che introduce norme minime relative alle sanzioni e ai provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Il documento, approvato dal Consiglio dei ministri dello scorso 16 aprile, è passato finora sotto silenzio ma il rischio che questa bomba esploda nei prossimi giorni è elevatissimo. Tanto più che non siamo di fronte a un atto politico ma a un “semplice” decreto legislativo che attua una direttiva comunitaria che di tutto parla tranne che di sanatoria. «Vorrei solo ricordare - dice Sandro Mazzatorta - che il patto Europeo del 2008 al quale anche il nostro Paese ha aderito vieta espressamente qualsiasi tipo di sanatoria. Figuriamoci una cosa di questo genere». E in effetti il decreto legislativo con il pretesto di recepire la direttiva, mette in azione una vera sanatoria per aderire alla quale è sufficiente da parte del datore di lavoro che impiega clandestini versare mille euro per ogni lavoratore irregolare. Così sana una doppia posizione: la sua in quanto non incorre nelle sanzioni previste e quella del lavoratore che ottiene un permesso di soggiorno temporaneo nei casi in cui ricorrano le condizioni di particolare sfruttamento lavorativo. E chi decide quando si realizzino queste situazioni di particolare sfruttamento? La direttiva parla dell’assunzioni di minori, ma senz’altro i casi in cui un lavoratore sia sfruttato sono molteplici e c’è da scommetterci che saranno molte le procure pronte a concedere questo particolare status. Ma c’è dell’altro: «In particolare - spiega Mazzatorta - la norma dei mille euro ancora non è conosciuta ufficialmente. La conoscono solo i funzionari di Palazzo Chigi. E noi la verremo a sapere solo quando sarà pubblicata in gazzetta. Siamo all’assurdo, oltre le regole di un paese democratico. Il Parlamento è sovrano e decisioni di tal genere non possono essere affidate a oscuri burocrati di Palazzo Chigi». Mazzatorta sottolinea anche un altro aspetto: «L’assunzione di un clandestino viene punita come un delitto dal nostro ordinamento. Sanare tutto in questo modo significa fare un’amnistia occulta perché il reato viene di fatto cancellato. Peggio: un’amnistia a pagamento. Siamo fuori da ogni regola dell’amnistia. C’è stato uno stravolgimento del nostro ordinamento». «Noi abbiamo già sollevato il problema nelle sedi parlamentari - dice il parlamentare del Carroccio - ma faremo di tutto per arrivare all’abrogazione di questa norma assurda perché così si rompono quelle regole sull’immigrazione che fino a oggi sono state in grado di regolare il fenomeno. Aprire in questo modo gli argini vuol dire solo permettere una vera e propria invasioni ». Ma come si muovono le altre forze politiche? «Ci risulta che anche il Pdl abbia sostenuto quest’azione - sottolinea Mazzatorta - e dovràrisponderne all’elettorato». Il vicepresidente del Carroccio al Senato vuol evidenziare come «la parte del provvedimento che produce questa amnistia sia stata introdotta in un secondo tempo, alla fine del percorso parlamentare e non c’entra nulla né con la direttiva europea né con la comunitaria. Anzi il patto tutti i 27 paesi europei e vieta le sanatorie generalizzate. E la norma di legge delega non prevede alcuna sanatoria. Anzi il patto europeo che impegna tutti i 27 Paesi europei vieta espressamente le sanatorie generalizzate». Inoltre, è bene ricordare che proprio la Lega Nord aveva introdotto dure sanzioni contro chi impiega lavoratori stranieri che siano irregolari. Nello stesso testo unico sull’immigrazione, cioè la Bossi Fini, è prevista, all’articolo 22, la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa di 5 mila euro per ogni lavoratore impiegato che non sia in regola con il contratto e quindi con il permesso di soggiorno. Ma per qualcuno questo non è sufficiente. Per l’Europa padrona è necessario infatti introdurre norme minime comuni relative a sanzioni nei confronti dei datori di lavoro che violano il divieto di impiego di stranieri irregolari.

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