"La Padania 27.07.2012"
Passa l’emendamento della Lega Nord che impone, finalmente, il tetto agli stipendi dei manager pubblici a 300 mila euro. Una «bella vittoria» dice Massimo Garavaglia, primo firmatario della proposta di modifica al decreto sulla spending review che è all’esame della commissione bilancio del Senato. «In un provvedimento fatto di luci e ombre - dice il parlamentare del Carroccio - il nostro emendamento concretizza il senso della vera revisione della spesa pubblica. Insomma basta a emolumenti stratosferici di dirigenti pubblici. E’ vero, 300 mila euro sono ancora molti, è il doppio dello stipendio di un parlamentare ». Ma è un segnale importante anche perché tutte le volte che è stato messo un tetto agli stipendi d’oro alla fine con mille escamotage queste retribuzioni raggiungevano comunque livelli stratosferici. Non sarà più così, non ci sono più scappatoie per le società pubbliche, Rai compresa. L'emendamento della Lega stabilisce che il compenso dei membri dei Cda “delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dalle pubbliche amministrazioni”, “non può essere superiore al trattamento economico del primo presidente della Corte di cassazione”, cioè appunto 300 mila euro annui. Non è stato possibile, purtroppo, far entrare in vigore fin da subito queste norme ma esse varranno, per i membri del cda, dai prossimi rinnovi mentre per quanto riguarda i dipendenti dai prossimi contratti. Ma per una norma positiva ce ne sono altre che gridano vendetta o, come dice Paolo Franco, meritano solo la rivoluzione come risposta.
Si tratta della norma sul patto di stabilità decisa con uno specifico emendamento del Governo. Secondo i relatori Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd)sarebbero in arrivo 800 milioni di euro ai Comuni. Il denaro sarà destinato alle Regioni che dovranno poi passarli ai Comuni del proprio territorio. Ma c’è il trucco e lo denuncia Garavaglia: «Il governo dei professori fa il gioco delle tre carte. In teoria concede questi 800 milioni ai comuni, in realtà ne prende 300 dai fondi già destinati ai comuni stessi e quindi ne dà solo 500. Lo scandalo è che questi 500 vengono tolti dal fondo per i rimborsi fiscali alle aziende». Insomma un imbroglio in piena regola e come se non bastasse il Governo fa poi i soliti regali. Secondo il responsabile del Dipartimento Fisco, Finanze, Enti Locali della Lega Nord, «le aziende che non ricevono i soldi dalla pubblica amministrazione - fa presente Garavaglia - adesso non li riceveranno neanche dall'agenzia delle entrate per i rimborsi. Come se non bastasse gli 800 milioni vengono dati con l'opposto del criterio del merito: chi più spreca ottiene di più. Così ad esempio la Sicilia, sull'orlo del fallimento, prende 171 milioni, la Lombardia 83 e il Veneto 29. Un disastro -conclude l'esponente del Carroccio che consentirà forse ai comuni di pagare gli stipendi fino a fine anno. Ma poi?». Poi ci si pensa, è il ragionamento dell’Esecutivo: «E’ uno scandalo e grida vendetta - dice ancora Garavaglia - perché viene dato di più a chi ha più sprecato. Ma è anche indecente che le altre forze politiche del Nord non facciano una piega. O meglio fingono di battersi per i nostri diritti e poi però lasciano perdere al momento in cui bisogna combattere». Lo schema (pubblicato qui a sinistra, ndr) è più chiaro di qualsiasi commento. E’ furioso anche Paolo Franco: «A fronte dell’ennesima presa in giro del Governo dei professori, non resta altro che la rivoluzione » dice il parlamentare del Carroccio. Anche lui attacca l’emendamento presentato dai relatori all’art.16 del decreto sulla spending review, con cui il governo «finge di dare ai Comuni 800 milioni di euro, salvo poi sottrarne 300 dai fondi già messi a disposizione ». Ma questi 500 milioni, ricorda il senatore della Lega «provengono dal fondo per i rimborsi fiscali alle aziende, già in condizioni difficilissime e che ora vedono svanire la possibilità di ricevere i rimborsi anche dalla Agenzia delle Entrate. Non è possibile - conclude - tollerare oltre la presa in giro dei cittadini». La Lega Nord però andrà avanti per la sua strada: «Noi stiamo facendo le nostre battaglie - dice Garavaglia - così come le abbiamo concordate con il nostro segretario Roberto Maroni cercando di tagliare il più possibile la spesa infruttuosa e spesso, purtroppo, ci troviamo di fronte a norme del Governo che fanno una sorta di more spending invece che risparmio». E’ il caso della proroga dei tagli del personale di alcuni enti pubblici: Ci sono infatti nel provvedimento alcune norme che prevedono 13,8 milioni di indennità aggiuntive al personale dell'Agenzia delle entrate. Anche questa volta si tratta di un emendamento del Governo: «Questo Esecutivo è nemico di chi lavora, del Nord e delle aziende. Lo dimostra ancora una volta - afferma il senatore della Lega - l'ennesima norma di more spending: oltre a togliere 500 milioni di euro di rimborsi fiscali, il Governo inserisce un premio di 13,8 milioni di euro al personale dell'Agenzia delle entrate». Secondo il parlamentare leghista, «al di là del fatto che una norma del genere grida vendetta in un provvedimento di contenimento di spesa, Befera farebbe bene a concentrare in questa fase tutti gli sforzi per alleviare il carico burocratico e di oppressione fiscale sulle imprese, anziché pensare al proprio orticello». Il provvedimento intanto prosegue il suo cammino mentre aleggia sempre più lo sprettro della fiducia anche su questo decreto. «Stiamo concentrando la nostra battaglia anche su un altro obiettivo: realizzare, finalmente, i costi standard. C’è un nostro emendamento che ne prevede l’entrata in vigore a partire dal primo gennaio prossimo. In questo modo, almeno, non subiremo ulteriori furti da parte dello stato centralista».
Si tratta della norma sul patto di stabilità decisa con uno specifico emendamento del Governo. Secondo i relatori Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Paolo Giaretta (Pd)sarebbero in arrivo 800 milioni di euro ai Comuni. Il denaro sarà destinato alle Regioni che dovranno poi passarli ai Comuni del proprio territorio. Ma c’è il trucco e lo denuncia Garavaglia: «Il governo dei professori fa il gioco delle tre carte. In teoria concede questi 800 milioni ai comuni, in realtà ne prende 300 dai fondi già destinati ai comuni stessi e quindi ne dà solo 500. Lo scandalo è che questi 500 vengono tolti dal fondo per i rimborsi fiscali alle aziende». Insomma un imbroglio in piena regola e come se non bastasse il Governo fa poi i soliti regali. Secondo il responsabile del Dipartimento Fisco, Finanze, Enti Locali della Lega Nord, «le aziende che non ricevono i soldi dalla pubblica amministrazione - fa presente Garavaglia - adesso non li riceveranno neanche dall'agenzia delle entrate per i rimborsi. Come se non bastasse gli 800 milioni vengono dati con l'opposto del criterio del merito: chi più spreca ottiene di più. Così ad esempio la Sicilia, sull'orlo del fallimento, prende 171 milioni, la Lombardia 83 e il Veneto 29. Un disastro -conclude l'esponente del Carroccio che consentirà forse ai comuni di pagare gli stipendi fino a fine anno. Ma poi?». Poi ci si pensa, è il ragionamento dell’Esecutivo: «E’ uno scandalo e grida vendetta - dice ancora Garavaglia - perché viene dato di più a chi ha più sprecato. Ma è anche indecente che le altre forze politiche del Nord non facciano una piega. O meglio fingono di battersi per i nostri diritti e poi però lasciano perdere al momento in cui bisogna combattere». Lo schema (pubblicato qui a sinistra, ndr) è più chiaro di qualsiasi commento. E’ furioso anche Paolo Franco: «A fronte dell’ennesima presa in giro del Governo dei professori, non resta altro che la rivoluzione » dice il parlamentare del Carroccio. Anche lui attacca l’emendamento presentato dai relatori all’art.16 del decreto sulla spending review, con cui il governo «finge di dare ai Comuni 800 milioni di euro, salvo poi sottrarne 300 dai fondi già messi a disposizione ». Ma questi 500 milioni, ricorda il senatore della Lega «provengono dal fondo per i rimborsi fiscali alle aziende, già in condizioni difficilissime e che ora vedono svanire la possibilità di ricevere i rimborsi anche dalla Agenzia delle Entrate. Non è possibile - conclude - tollerare oltre la presa in giro dei cittadini». La Lega Nord però andrà avanti per la sua strada: «Noi stiamo facendo le nostre battaglie - dice Garavaglia - così come le abbiamo concordate con il nostro segretario Roberto Maroni cercando di tagliare il più possibile la spesa infruttuosa e spesso, purtroppo, ci troviamo di fronte a norme del Governo che fanno una sorta di more spending invece che risparmio». E’ il caso della proroga dei tagli del personale di alcuni enti pubblici: Ci sono infatti nel provvedimento alcune norme che prevedono 13,8 milioni di indennità aggiuntive al personale dell'Agenzia delle entrate. Anche questa volta si tratta di un emendamento del Governo: «Questo Esecutivo è nemico di chi lavora, del Nord e delle aziende. Lo dimostra ancora una volta - afferma il senatore della Lega - l'ennesima norma di more spending: oltre a togliere 500 milioni di euro di rimborsi fiscali, il Governo inserisce un premio di 13,8 milioni di euro al personale dell'Agenzia delle entrate». Secondo il parlamentare leghista, «al di là del fatto che una norma del genere grida vendetta in un provvedimento di contenimento di spesa, Befera farebbe bene a concentrare in questa fase tutti gli sforzi per alleviare il carico burocratico e di oppressione fiscale sulle imprese, anziché pensare al proprio orticello». Il provvedimento intanto prosegue il suo cammino mentre aleggia sempre più lo sprettro della fiducia anche su questo decreto. «Stiamo concentrando la nostra battaglia anche su un altro obiettivo: realizzare, finalmente, i costi standard. C’è un nostro emendamento che ne prevede l’entrata in vigore a partire dal primo gennaio prossimo. In questo modo, almeno, non subiremo ulteriori furti da parte dello stato centralista».

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