"Il Vostro 17.07.2012"
ROMA - E la parola d’ordine è… disordine. È un mezzo giallo quello del referendum anti-castaper cui è in corso la raccolta firme. Anzi, i referendum sono almeno due: c’è quello dell’Unione popolare (Up), che mira all’abolizione della diaria per i parlamentari, e quello del Comitato del Sole, che vorrebbe falcidiare anche altri articoli della legge in questione, la numero 1261 del 1965 sul trattamento economico di deputati e senatori. Ma non è finita qui: secondo l’Italia dei valori di Antonio di Pietro entrambe le iniziative sarebbero prive di valore.
REFERENDUM SUL FILO - Il referendum che negli ultimi giorni sta ottenendo il maggiore, seppur limitato, risalto mediatico è quello dell’Unione popolare. La quota delle 200mila firme, 500mila quelle obbligatorie, sarebbe stata superata, ma nessuno sembra avere tenuto conto della legge 352 del 1970, articolo 31: “non può essere depositata richiesta di referendum (consegnare quindi le firme in Cassazione, ndr) nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere”.
Le elezioni per il dopo Monti sono invece attese la prossima primavera. Maria Di Prato, coordinatrice nazionale di Up ha postato un video su Facebook nel quale afferma che nel peggiore dei casi (firme non utilizzabili) a ottobre si ricomincerà da capo, fino a raggiungere quota mezzo milione entro gennaio 2013. Secondo la stessa legge che disciplina il referendum, questo non può essere richiesto nei mesi di ottobre, novembre e dicembre e la raccolta firme non può durare più di tre mesi. A svilire l’iniziativa dell’Up ci pensa comunque la cronica carenza di moduli per firmare – costantemente segnalata dai cittadini sui social network –, di cui centinaia di Comuni italiani sono tuttora privi.
L’IDV: «FIRME INUTILI» - Nel frattempo l’Italia dei Valori, forza politica referendaria per definizione,scarica senza ripensamenti l’iniziativa dell’Up. Per l’“anno anteriore” menzionato nella legge si intenderebbe l’anno solare e, pertanto, l’iniziativa dell’Up avrebbe finora collezionato firme destinate alla raccolta della carta. La ratio della legge 352/1970 sarebbe proprio evitare che si voti un referendum contemporaneamente alle elezioni politiche. Il parere dell’Idv, pur da fonte che vuole rimanere anonima, è che si tratti di «un’operazione pubblicitaria». Quelli dell’Up «o sono degli sprovveduti o dei disonesti». Dal partito di Di Pietro si promette invece un grappolo di quesiti referendari la cui raccolta firme partirà a ottobre. Così, se andrà tutto bene, si voteranno solo nel 2014. L’argomento dell’Up è invece che la legge è tutta da interpretare, e quindi le conclusioni tratte dall’Idv sono un azzardo.
ALTRA INIZIATIVA - Con le stesse tempistiche incerte dell’Up, anche il Comitato del Sole sta procedendo alla raccolta firme per una propria iniziativa referendaria. Si tratta di un gruppo di privati cittadini con l’obiettivo di fare abrogare numerose parti della legge 1261/1965, lasciando in piedi nulla solo l’indennità dei parlamentari, prevista e difesa dalla Costituzione.
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