domenica 22 luglio 2012

Interrogazione debito Regione Sicilia


Interrogazione debito Regione Sicilia

"On. GianPaolo Dozzo"

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Premesso che

La difficile situazione economica che in questi ultimi anni ha colpito tutti i Paesi dell’Europa ha avuto ripercussioni molto pesanti anche in Italia, dove sia il mondo produttivo, che i cittadini e i diversi livelli di governo, soprattutto quelli periferici, hanno visto ridotte in modo drastico le risorse a loro disposizione, e tra questi ultimi in particolar modo i Comuni e le Regioni che, allo scopo di concorre al risanamento delle finanze statali, sono stati costretti a rivedere completamente la loro pianificazione economica e finanziaria;
Secondo i dati più aggiornati, in Italia tra il 2000 ed il 2012 la spesa pubblica è aumentata di 250 miliardi di euro, pari ad un ritmo di quasi 40.000 euro ogni minuto trascorso, e che il peso della spesa pubblica sul totale del PIL è salito nei dodici anni considerati dall’analisi del 5,1%, contro il 3,5% della media dei paesi dell’euro, mentre il debito pubblico ha raggiunto l’incredibile cifra di 1.966 miliardi di euro e il rapporto debito/PIL ha superato da tempo i 120 punti percentuali, secondo, in Europa, alla sola Grecia;
Le sacche d’inefficienza sono particolarmente evidenti nelle regioni meridionali, come in Sicilia, laddove ogni cittadino siciliano spende 346 euro per mantenere i dipendenti regionali, contro i 66 euro spesi dai cittadini calabresi e i 23 della Lombardia, e dove numerosi enti continuano, nella logica assistenzialista, ad assumere, pur nel rispetto dei vigenti limiti legislativi, dipendenti pubblici;
Lo scorso anno, l’autorevole New York Times ha realizzato un servizio denunciando l’incredibile caso del comune di Comitini, localizzato in provincia di Agrigento, dove a fronte dei 960 abitanti della cittadina, ben 64 sono dipendenti comunali, mentre il sindaco giustificava del Paese spiegava come l’elevato numero di dipendenti fosse il risultato di una precisa scelta dell'amministrazione comunale finalizzata ad evitare il rischio di una eventuale emigrazione di propri concittadini, mentre il celebre quotidiano statunitense portava la cittadina di Comitini come il classico esempio di un Paese italiano che spreca denaro pubblico in nome del clientelismo;
Secondo recenti notizie riportate da organi di stampa nazionali, nel Comune di Godrano (Palermo), su 1.096 abitanti e 2mila ettari di superficie boschiva, 190 persone, tra le quali risultano anche il Sindaco del paese, il vicesindaco e parte della Giunta comunale, risultano impiegate come forestali a carico della Regione Sicilia, e la percentuale dei forestali impiegati nel piccolo paese siciliano è tanto elevata soprattutto se rapportata alla popolazione attiva del paese, pari al 90%, allorché nell’intera Regione Molise, a fronte dei 320 mila abitanti e dei 160 mila ettari di superficie forestale, vi sono 172 forestali impiegati;
L’esempio dei due comuni siciliani stride con l’attuale situazione economica italiana, dove la gravissima crisi economica sta costringendo gli enti locali e le Regioni a pesanti sacrifici finalizzati a rivedere i livelli di spesa pubblica, pur cercando di garantire i servizi ai cittadini con risorse sempre più scarse;
Nei giorni scorsi, sono apparse, su tutti i principali quotidiani nazionali, notizie relative alla Relazione della Corte dei Conti sull’andamento della gestione della Regione Sicilia la quale ha chiuso il bilancio del 2011 con un disavanzo di circa 2 milioni di euro, e al 30 giugno 2012 attesta un indebitamento pari a 5 miliardi e 247 (di cui 1 mld e 472 mln contratti dal 2009 ad oggi), allorché la spesa regionale complessiva, che nel 2010 si era attestata in termini di impegni a 19 miliardi 259 milioni, nel 2011 è incrementata di 299 milioni, così che le uscite hanno raggiunto 19 miliardi 558 milioni, con un aumento dell'1,5% rispetto all’anno precedente, mentre le entrate, al netto dei prestiti, sono state pari a 15 miliardi e 587 milioni, con un decremento del 13% e uno sbilancio negativo di 3 miliardi 971 milioni;
Tra le voci analizzate, particolare menzione meritano senza dubbio quelle della spesa di personale, dove la Regione Sicilia ha speso nel 2011 la cifra di circa 1,27 miliardi di euro, pari al 10% delle spese correnti complessive e necessarie a sostenere il pagamento di oltre 28.000 dipendenti che, se confrontati con i dipendenti di una Regione come la Lombardia che conta il doppio degli abitanti della Sicilia ma annovera circa 5.000 dipendenti, evidenziano l’enorme differenza tra la gestione del personale delle due Regioni, e la gestione dei residui attivi, ovvero dei crediti accertati ma non riscossi e che nel caso della Regione Sicilia ammonterebbero all’incredibile cifra di oltre 15 miliardi di euro, senza sapere, tuttavia, quanti di questi residui siano realmente esigibili;
Nei giorni scorsi, per evitare un rischio default, così come apparso da più fonti, il Governo avrebbe erogato poco meno 400 milioni di euro alla Regione Sicilia, anche se, come affermato anche da rappresentanti del Governo stesso, tali trasferimenti sarebbero stati già programmati da tempo così che non potrebbero essere direttamente collegati con la difficilissima situazione finanziaria dell’ente regionale;
La gestione inefficiente delle risorse pubbliche operata nel corso degli anni dalla Regione Sicilia può avere gravi ripercussioni non solo sull’economia regionale, ma sull’interno sistema economico italiano, con possibili e negative ripercussioni sul mercato dei titoli del debito pubblico italiano;
Il Governo in questi ultimi mesi ha adottato numerosi provvedimenti legislativi, che vanno a sommarsi a quelli già finalizzati a cavallo tra il 2011 ed il 2012, e che sono stati tutti adottati con lo scopo di rivedere la spesa pubblica, così come il recedente decreto “spending review”, dove il Governo conta di adottare ulteriori risparmi di spesa chiedendo pesanti sacrifici agli enti locali, Comuni e Regioni in particolar modo;


Interroga per sapere

Se il Ministro interrogato non ritenga opportuno adottare urgenti provvedimenti per adottare idonee misure di controllo sulla gestione delle risorse pubbliche nelle Regione Sicilia, dove la spesa pubblica presenta dei dati assolutamente preoccupanti;
Se il Ministro interrogato non ritenga opportuno riferire alle Camere sulle modalità con le quali sono stati erogati i 400 milioni di euro alla Regione Sicilia, le fonti di approvvigionamento e se sono previsti, nelle prossime settimane, ulteriori disposizioni economiche finanziare in favore dell’ente Regione Sicilia;
Se il Ministro interrogato non ritenga opportuno illustrare quali potrebbero essere le conseguenze per gli organi della Regione Sicilia qualora questa non fosse più in grado di rispettare i propri impegni, precisando altresì quali eventuali obblighi sarebbero in capo al Governo nazionale e come si penserebbe di intervenire per adempiere ai debiti in essere tra la Regione Sicilia e gli enti terzi;
Se il Ministro interrogato non ritenga opportuno sollecitare la rapida determinazione dei fabbisogni standard per i comuni e le Province, così come definiti dal Decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216, in attuazione della legge delega 5 maggio 2009, n. 42, al fine di assicurare un graduale e definitivo superamento nei loro riguardi del criterio della spesa storica.



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