mercoledì 25 luglio 2012

SPREAD RECORD A 537 FATE PRESTO A CACCIARE MONTI

"Paolo Brera"
"La Padania 25.07.2012"


Terza giornata di fila di prezzi in caduta e spread in salita alla Borsa di Milano, e situazione abbastanza  analoga anche a livello europeo, con gli indici che in genere chiudono in leggero ripiego dopo aver fatto  temere di molto peggio nel corso della seduta. A deprimere gli spiriti animali è stata ancora una volta la  Spagna, a cui si è aggiunta la “prima assoluta” sulla Germania della solita Moody’s, che ha passato l’outlook  (le prospettive) del Paese da stabile a negativo per la possibilità che Berlino debba scucire molto altro  denaro per i salvataggi. L’Italia è stata particolarmente presa di mira, al punto da spingere il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti, a chiedere al governo di impostare un piano di emergenza  per il caso che il Paese sia costretto ad abbandonare l’euro. In effetti il livello raggiunto dallo spread Btp- Bund, di nuovo in salita fino ai 537 punti della chiusura (553 il record del 9 novembre), è da allarme rosso. E  quello dei Bonos spagnoli, 629,84, è ai limiti dell’incredibile, tanto da far nascere a Parigi la voce secondo  cui ci sarebbe stato un comunicato congiunto italo-franco-spagnolo per invocare l’applicazione rapida delle  misure uscite dal Consiglio europeo del 28-29 giugno. La voce è stata subito smentita dal ministro francese degli Affari europei, Bernard Cazeneuve, che ha dichiarato all’agenzia Reuters: 
«Questa informazione è  stupefacente. Non si fonda su alcuna realtà». L’indice Ftse Italia All-Share ha chiuso con un calo del 2,42%,  il Ftse Mib del 2,71%, l’Ibex (quello di Madrid) del 3,58%. Madrid ha collocato ieri titoli trimestrali e  semestrali per circa 3 miliardi complessivi, più del previsto, ma con rendimenti in lieve risalita su entrambe le  scadenze: si tratta quasi dei tassi più alti mai pagati dalla Spagna sul breve, fin dall'introduzione dell'euro.  Anche sulle scadenze più brevi, insomma, i costi di finanziamento stanno diventando insostenibili per Madrid. Ma la notizia sconvolgente, poi fatta oggetto di una messa a punto ufficiale, è stata che la Catalogna aveva  chiesto l’intervento del Fondo autonómico, lo strumento del governo spagnolo per venire incontro alle regioni  in difficoltà. In un’intervista alla Bbc, il ministro del’Economia e Bilancio della Generalitat de Catalunya,  Andreu Mas-Colell, aveva infatti dichiarato che in caso di necessità la Catalogna si sarebbe rivolta al Fondo,  perché «non abbiamo altra banca». Politicamente significativa è stata la sua critica ai programmi di austerità  squilibrati che hanno luogo in Europa: Potser està matant el pacient, «Può darsi che (questa medicina) stia  uccidendo il paziente», ha dichiarato Mas-Colell al quotidiano Avui. Qualche ora dopo la segreteria del suo ministero ha specificato che la Catalogna non ha in effetti ancora deciso se rivolgersi al Fondo o meno. Ma  ormai il male era fatto. Se si parla di male, viene subito in mente Moody’s, l’agenzia famosa per i suoi alti rating ai derivati tossici dei suoi clienti, agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, oltre che per i suoi tagli “mirati”  dei rating sovrani di altri Paesi. Lunedì sera l’agenzia ha annunciato di avere passato l’outlook di Germania,  Paesi Bassi e Lussemburgo da stabile a negativo: fuori dal gergo della Trimurtacci delle agenzie di rating, ciò  significa che Moody’s si aspetta che la situazione peggiori: fra i motivi citati, la possibilità che la Grecia sia  costretta a uscire dal sistema dell’euro. Ce n’è comunque anche per gli altri: «Il deterioramento  macroeconomico e di finanziamento di Italia e Spagna ha di fatto aumentato il rischio» che i due Paesi  «richiedano qualche forma di supporto esterno », che graverebbe sulla Germania. Venuto lo stesso giorno in cui sono stati pubblicati dati Pmi che mostrano che l’Eurozona, Germania inclusa, si sta infognando sempre  più nella recessione, il taglio ha contribuito a peggiorare gli umori del mercato e ha perfino portato a qualche  aumento dei tassi pagati sui titoli del debito pubblico tedesco. Da Berlino c’è stata una replica: la Germania -  ha commentato il ministero delle Finanze in una nota - continua ad essere l’ «ancora di stabilità  dell’Eurozona» e gode di «una situazione economica e finanziaria solida». Del resto, ha detto all'agenzia Ansa  il portavoce del governo tedesco Georg Streiter, «la cancelliera ha più volte osservato che le forze della  Germania non sono illimitate». Comunque, ha proseguito Streiter, «nessun dramma. I media cercano l'enfasi,  ma noi non vediamo motivo per drammatizzare. Ne abbiamo preso atto». Prendere atto per prendere atto, è  da registrare l’incontro fra il presidente del Consiglio Mario Monti e Raffaele Lombardo, governatore della  Sicilia. Si tratta di impedire che la Sicilia possa trasformarsi nella Valencia dell’Italia. Il vicecapogruppo della  Lega Nord alla Camera, Maurizio Fugatti, ha pubblicamente richiamato alle sue responsabilità il Primo dei  Non Eletti e il suo governo tecnico: «È indispensabile», ha detto, «che il governo, di fronte all’incapacità  dell’Europa di gestire la crisi dei mercati finanziari, valuti la possibilità di impostare una strategia straordinaria  da adottare nel caso in cui il nostro Paese sia costretto ad abbandonare la moneta unica». E ha concluso: «Qualunque evento si verifichi nelle prossime settimane, l’esecutivo ha il compito di garantire la  opravvivenza di famiglie e imprese piuttosto che lasciarle in balia degli eventi. Un governo serio non può rischiare di farsi  trovare impreparato nel momento in cui i mercati decidessero di far precipitare la situazione». «Come  volevasi dimostrare, a conferma di quanto scritto sette mesi or sono dal sottoscritto sul libro “Game Over, il  Default della Politica”. Non si tratta di facoltà divinatorie, è la semplice predizione dell’evoluzione della bolla  di sapone Montiana», ha commentato il senatore della Lega Nord Fabio Rizzi a proposito del picco dello  spread. «Professor Monti, vista la sua servile esterofilia, proviamo a dirglielo in Inglese: Game Over, Go  Home!». 

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