mercoledì 23 gennaio 2013

Liguria: lingerie e cibo per gatti, le spese 'folli' dei consiglieri Idv

“Agi 23.01.2013”

Genova, 23 gen. - Biancheria intima, cravatte, regali di Natale, cene, viaggi. Persino cibo per gatti. I soldi dati dalla Regione Liguria al gruppo Idv per spese istituzionali sarebbero finiti (anche) in questa grottesca lista di acquisti effettuati dai quattro consiglieri (nel gruppo oggi resta solo Maruska Piredda mentre Nicolò Scialfa, Stefano Quaini e Marylin Fusco hanno cambiato bandiera) che hanno ricevuto un avviso di garanzia per le loro presunte "spese pazze". I particolari emergono dall'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Nicola Piacente che ieri ha disposto una perquisizione negli uffici dell'Idv. DA APPROPRIAZIONE INDEBITA A PECULATO, TUTTI I REATI CONTESTATI. Nello specifico, il tesoriere Giorgio De Lucchi da solo risponde di appropriazione indebita ai danni del partito Italia dei Valori e in concorso con la convivente, una funzionaria dell'Agenzia delle entrate della Sopezia, di favoreggiamento nei confronti dell'allora gruppo regionale Idv. I consiglieri (Nicolò Scialfa, Maruska Piredda, Stefano Quaini e Marylin Fusco) rispondono invece di concorso in peculato "perché' - si legge nelle carte della procura - quali componenti del consiglio regionale e gruppo consiliare Idv, si appropriavano di somme di denaro pubblico (che venivano quindi distratte a spese per finalità personali e non istituzionali) erogate dalla Regione Liguria quali contributi in favore del Gruppi consiliari, per il funzionamento, nonché' per le iniziative politiche e per le attività collegate ai lavori del Consiglio di ciascun gruppo consiliare".

martedì 22 gennaio 2013

LA SFIDA DI MARONI Il Nord sarà una potenza, Roma dovrà CEDERE


“Fabrizio Carcano”
“La Padania 22.01.2013”

I sogni se uno ci crede poi si realizzano. E noi abbiamo il sogno che la Lombardia diventi, di fatto, una regione a statuto speciale: noi questo sogno lo abbiamo, noi lo vogliamo realizzare, e quando diventerò governatore lombardo mi metterò subito al lavoro con gli altri governatori del Nord per far diventare questo sogno in realtà». Roberto Maroni continua a girare per il territorio, dall'alto in basso, su e giù, senza sosta. Venerdì era a Bergamo, sabato a Lodi, Pavia e Vigevano, domenica a Como, ieri a Cremona. Città diverse, un unico idem sentire: «Sento in giro tanto entusiasmo intorno a noi, i nostri avversari  sono sempre più nervosi», ridacchia il candidato governatore, che anche a Cremona ha trovato un'accoglienza calorosa. Al suo fianco i cittadini che hanno scelto di impegnarsi in prima persona, mettendoci la faccia, nella lista civica "Maroni presidente". Piccoli imprenditori, lavoratori dipendenti, commercianti, liberi professionisti, agricoltori, studenti. C'è un'estetista. E c'è persino una donna tesserata con il Pdl, ma ha scelto di sposare il progetto della macro regione del Nord ed eccola qui, a fare campagna elettorale nella lista civica "Maroni presidente". Quasi tutti spiegano la loro scelta con una parola semplice: concretezza. Ovvero proposte concrete per risolvere problemi veri, amplificati dalla crisi. E poi esperienza. L'esperienza di chi ha fatto benissimo in due dicasteri chiave quale quello del Welfare e dell'Interno.

«Non solo LOMBARDIA Su Senato e Camera ci saranno SORPRESE»


“Paolo Guido Bassi”
 “La Padania 22.01.2013”

Un mix fra competenza, esperienza e merito. Così il segretario nazionale della Lega Lombarda definisce le liste lombarde del Carroccio per Camera e Senato, che domenica – un giorno prima della scadenza ultima di ieri -sono state depositate presso le cancellerie di Tribunali e Corti d'Appello. «Sono soddisfatto -conferma Matteo Salvini-. Presentiamo un'ottima squadra, che a Roma farà sentire la nostra voce e rappresenterà al meglio tutti i territori della nostra splendida terra». Lei sarà capolista nel collegio di Milano. Abbandona Strasburgo per l'Urbe? «La mia è una candidatura di servizio. È normale che a guidare la "truppa" ci siano il segretario e il presidente nazionale del Movimento, cioè io e Giancarlo Giorgetti. Avviene così da sempre. Poi non è detto che una volta eletto io debba per forza ricoprire l'incarico. Roberto Maroni ha introdotto in Lega un principio sacrosanto: un culo, una sedia. Ognuno di noi lo rispetterà». Ma se lei potesse scegliere, dove vorrebbe svolgere il suo mandato? «Non è un mistero che il mio sogno sia di poterlo fare a Milano. A maggior ragione quando avremo un leghista alla guida del Pirellone. Tutte le nostre energie verranno spese per centrare questo obiettivo. Manca poco più di un mese al voto, adesso si lavora e basta. Entro febbraio inaugureremo 24 nuove sezioni della Lega a dimostrazione che il nostro movimento  ha muscoli e cuore per vincere la sfida».

La crisi porta i redditi indietro di 27 anni E nel 2013 il peso delle tasse salirà oltre il 56%

"Corriere della Sera 22.01.2013"

La crisi porta i nostri redditi indietro di 27 anni, al 1986, mentre a salire nel 2013 saranno purtroppo solo le tasse. È quanto emerge da uno studio di Rete Imprese Italia, secondo cui il reddito disponibile degli italiani per l'anno in corso sarà in media di 16.955 euro, leggermente superiore al 1986, quando le entrate medie erano di 16.748 euro a testa. CENTOMILA IMPRESE IN MENO - È salito intanto a quota 100 mila il conto delle imprese morte nel 2012 rispetto al 2011, si legge sempre nello studio. «Il saldo tra mortalità e natalità delle aziende artigiane e di servizi di mercato più manifatturiere e costruzioni porta la somma a 100 mila aziende «scomparse». TASSE INSOSTENIBILI - Secondo Rete Imprese, la pressione fiscale effettiva salirà nel 2013 a quota 56,1%, rispetto al 46,3% della pressione fiscale apparente. Nel 2012 la pressione fiscale per i cittadini in regola con il fisco è stata del 55,2%. CONSUMI COME NEL 1998 - Orologio indietro allo scorso millennio anche per i consumi: nel 2013 caleranno ancora dell'1,4% ai livelli di 15 anni fa. Per il 2013 la spesa si dovrebbe attestare sui 15.695 euro a testa.

L’INDENTIKIT del candidato ideale in VENETO: giovane, donna, COMPETENTE


“Andrea Ballarin”
 “La Padania 22.01.2013”

L'identikit "tipo" del candidato veneto a Montecitorio e a Palazzo Madama lo traccia direttamente il segretario nazionale della  Liga, Flavio Tosi: «Giovane, con competenze amministrative, meglio se donna ». Molti i volti nuovi ma nessun "regolamento dei conti" come è stato insinuato da qualche testata giornalistica. Solamente la necessità di individuare delle figure che – come tiene a sottolineare Tosi - «devono sapere che cosa vanno a fare a Roma, nello spirito di ricambio generazionale ». E i progetti da concretizzare sono molti... «Direi di sì, una squadra molto giovane, competente, nessun "paracadutato", molte donne elette e non solo candidate, ci aiuteranno a sostenere la battaglia comune con la Lombardia e le altre regioni del Nord». Inutile chiedere se l'individuazione dei candidati sia stato o meno un lavoro difficile, è chiaro che le aspettative di alcuni soggetti potrebbero essere state effettivamente disattese... «Guardi, le posso dire che ho apprezzato moltissimo coloro i  quali, pur esclusi, hanno dimostrato amore per il Movimento, comprendendo le ragion i di questo momento storico. E hanno garantito collaborazione totale per il grande lavoro che ci attende». Nessuna resa dei conti, quindi? «Macché, sono  baggianate. Massimo Bitonci, mio "avversario" per la nomina alla segreteria della Liga Veneta, è stato individuato da me e Maroni come capolista al Senato. Mi pare eloquente». I giornali e le tv locali fanno riferimento a contrapposizioni tra lombardi e veneti. Verosimile? «Non esiste. Mai prima d'ora nella storia della Lega è stata garantita massima autonomia decisionale come in questa occasione. Non vedo, quindi, motivo di contrapposizione ». Beh, ad esempio sulla rinnovata alleanza Lega-Pdl della quale si discute ancora...

Il Financial Times attacca Monti: “Non è l’uomo giusto per l’Italia”

"LaStampa 21.01.2013"

A quasi un mese dal voto, il Financial Times entra a gamba tesa nella campagna elettorale. L’editorialista Wolfgang Munchau non promuove nessuno leader politico ma boccia Mario Monti che «non è l’uomo giusto per guidare l’Italia». Una stroncatura che il Professore non gradisce affatto, come chiarirà domani con una lettera sul Ft in cui puntualizza come «ciò che questo governo ha fatto per far calare l’inflazione e creare più posti di lavoro è senza precedenti in un periodo di tempo così breve e senza una maggioranza vera in Parlamento». Non solo, ribatte oggi il premier, «senza il nostro risanamento» anche la Bce non avrebbe potuto fare molto, ma anche lui ha avuto le mani legate perché «le riforme incisive non possono essere portate fino in fondo con i partiti e i loro apparati». Munchau, economista esperto di eurozona, in realtà non è mai stato tenero con l’Italia, a prescindere dal colore politico dei governi. Stavolta non salva neanche l’esecutivo dei tecnici, responsabile a suo avviso di «riforme strutturali modeste» che hanno avuto come unico effetto l’aumento delle tasse. E `smonta´ anche uno degli effetti principali delle politiche del Professore: il calo dello spread, sostiene l’editorialista, «è legato, come molti italiani sanno, ad un altro Mario, a Draghi». «Mario Monti e Pierluigi Bersani - ammorbidisce però i toni in serata un nuovo editoriale dal sapore `riparatore´ dell’Ft online - devono sfruttare il voto del mese prossimo per portare avanti l’idea di un nuovo inizio.

La proposta di MARONI per la Lombardia modello anche per Emilia e Romagna


“Andrea Accorsi e Simone Baiocchi”
“La Padania 22.01.2013”

Agganciare l'Emilia e la Romagna al treno della Macroregione del Nord. Gianluca Pini, segretario nazionale del Carroccio romagnolo, guarda all'imminente scadenza elettorale con il senso pratico di chi comprende che il progetto di Maroni è un'occasione unica e da non perdere. «Dobbiamo tenere conto che il grosso dell'elettorato è d'opinione e segue le cose concrete, i progetti realizzati e quelli che possono esserlo - spiega Pini -. L'accordo col Pdl può lasciare perplessi perché abbiamo collaborato con loro per tanti anni e poi dal Pdl sono arrivate resistenze che hanno messo in forte difficoltà la realizzazione di qualsiasi progetto. Invece è un effetto del voto utile legato al progetto politico di Maroni per la Lombardia e per il Nord. E noi, come Romagna, vorremmo essere a tutti gli effetti all'interno dei quel progetto». Pini non si fa illusioni: «Nessuno ci deve regalare niente, dobbiamo arrivarci noi attraverso un percorso lungo e difficile ma anche stimolante e affascinante. Roma non ci dà retta forse anche perché siamo divisi e realtà anche importanti come la Lombardia, da sole non hanno un peso specifico adeguato sia con Roma sia con Bruxelles». Ma i segnali che arrivano dalla campagna elettorale in corso sono incoraggianti . «Guardare prima di tutto al territorio, al Nord, sta stimolando un interesse molto particolare degli elettori più attenti alla concretezze della proposta della Lega.

lunedì 21 gennaio 2013

REGIONALI, MARONI: 75% TASSE? ANCHE AZIONI FORZA PER REALIZZARE OBIETTIVO

"La Repubblica Milano 21.01.2013"

"Almeno al 75%" le tasse da trattenere sul territorio, secondo Roberto Maroni, candidato alla presidenza della Regione. "I programmi elettorali sono promesse, agli altri avversari non si chiede 'ma come garantisci che farai questo?'. Io lo dico da dove vengono i soldi. Se uno non si pone l'obiettivo di mantenere le risorse, vuol dire che deve tagliare da altre parti". "E' un sogno - prosegue Maroni in diretta su Antennatre - perche' sarebbe una cosa così nuova, ma è un sogno concreto e realizzabile". "In Sicilia rimane il 100% delle tasse, perche' non si può fare in Lombardia? Perche' la Sicilia è una regione a statuto speciale? Rivendico che la Lombardia sia ancora più speciale". "Siamo persone serie e diciamo che l'obiettivo lo raggiungeremo entro la legislatura", prosegue Maroni spiegando che l'obiettivo sulle tasse e' raggiungibile: "Se vinciamo le elezioni nazionali, la cosa è scritta nel programma ed è fatta. Se non vinciamo le elezioni le regioni del nord si mettono insieme e dicono al governo: 'questa e' la nostra piattaforma, trattiamo'. "Se il governo non cede", Maroni promette anche "azioni di forza, sostituiamo Equitalia e tratteniamo i tributi. Vediamo, ci mandino i carabinieri a prenderli". (Omnimilano.it)

Salvini: "Cosentino? Il Pdl faccia pulizia. Maroni dopo le elezioni? Deciderà Pontida"

"Fabio Massa"
"Affari Italiani 21.01.2013"


Matteo Salvini, segretario della Lega Lombarda, in un'intervista ad Affaritaliani.it, spiega la ragione della sua candidatura alla Camera: "E' una candidatura di servizio. Per la Regione abbiamo una valanga di nomi e di esperienze. Daremo voci ai sindaci dei piccoli comuni, con un'ottica non milanocentrica. Ambrosoli e Albertini pensano solo a Milano. Noi pensiamo a tutta la Lombardia". Poi Salvini parla delle sue prospettive future: "Nessuno dice che resto a Roma. Il mio sogno è avere un ruolo amministrativo a Milano". Cosentino? "Ognuno guardi in casa propria. Si è parlato di Dell'Utri e Scajola, che invece nelle liste non ci sono. Aspettiamo che il Pdl faccia pulizia". Il futuro di Maroni? "Quest'anno si farà Pontida. Che si vinca o si perda, sarà il popolo del Carroccio a decidere. In ogni caso Maroni è stato coraggioso. Non come Albertini, che ha 3 paracadute, o come Ambrosoli, che non ha nulla da perdere perché non ha mai fatto nulla"Segretario Salvini, lei è capolista alla Camera... La mia è una candidatura di servizio, come sempre in 20 anni di candidature dei leghisti. Nel senso che è giusto che il segretario nazionale (lombardo, ndr) guidi la truppa. In Regione di nomi e di esperienze ce ne sono già una valanga, e sono in grado di correre da soli. Rumors interni alla Lega parlano però di una necessità di una rappresentanza forte del partito anche sulla Lombardia... Nessuno dice che resto a Roma. In che senso? Nel senso che serve una candidatura rappresentativa di tutta la Lega Lombarda.

Vendola apre a Monti Peggio del bunga bunga questa è l'orgia del potere

"Alessandro Montanari"
"La Padania 20.01.2013"

Altro che le mitologiche cene di Arcore! Il bunga bunga più sconcio della storia repubblicana è quello che la sinistra italiana, persino quella più dura e barricadera, sta  ballando tra le braccia di Mario Monti, fino a ieri  identificazione perfetta di quella "razza padrona", industriale e finanziaria, che starebbe approfittando della crisi per schiacciare i diritti dei lavoratori. Incredibilmente, infatti, tutte le ostilità di classe sono improvvisamente cadute ieri  pomeriggio, quando Nichi Vendola, ovvero colui che aveva appena avuto l'ardire di accusare Sua Sobrietà di predicare •idee da Grande Oriente d'Italia•, si rimangia due mesi di serrato e orgoglioso anti-montismo. •Se Monti fa autocritica e corregge alcune delle sue controriforme - dice ora il leader di Sei negli studi di Sky-è un fatto positivo. Con Monti si può costruire un compromesso importante ... •. Ah sì? Con Monti!?!?!? La frase di Vendola, infatti, manda subito in tilt le agenzie, i forum dei militanti e le segreterie di partito. Perché  tutti avevano già annusato l'inciucio tra Bersani e Monti, ma nessuno avrebbe mai immaginato che anche la sinistra  radica le potesse indulgere così spudoratamente nelle tentazioni orgiastiche del "potere per il potere".  Anche Roberto Maroni si stropiccia per un attimo gli occhi. Poi corre alla tastiera del computer per scrivere un tweet ermetico,  quasi surreale: «Vendola piega la testa all'inciucio con Monti. Grande ammucchiata, no grazie! Ecco un motivo in più per vincere in Lombardia... •.