lunedì 21 gennaio 2013

Vendola apre a Monti Peggio del bunga bunga questa è l'orgia del potere

"Alessandro Montanari"
"La Padania 20.01.2013"

Altro che le mitologiche cene di Arcore! Il bunga bunga più sconcio della storia repubblicana è quello che la sinistra italiana, persino quella più dura e barricadera, sta  ballando tra le braccia di Mario Monti, fino a ieri  identificazione perfetta di quella "razza padrona", industriale e finanziaria, che starebbe approfittando della crisi per schiacciare i diritti dei lavoratori. Incredibilmente, infatti, tutte le ostilità di classe sono improvvisamente cadute ieri  pomeriggio, quando Nichi Vendola, ovvero colui che aveva appena avuto l'ardire di accusare Sua Sobrietà di predicare •idee da Grande Oriente d'Italia•, si rimangia due mesi di serrato e orgoglioso anti-montismo. •Se Monti fa autocritica e corregge alcune delle sue controriforme - dice ora il leader di Sei negli studi di Sky-è un fatto positivo. Con Monti si può costruire un compromesso importante ... •. Ah sì? Con Monti!?!?!? La frase di Vendola, infatti, manda subito in tilt le agenzie, i forum dei militanti e le segreterie di partito. Perché  tutti avevano già annusato l'inciucio tra Bersani e Monti, ma nessuno avrebbe mai immaginato che anche la sinistra  radica le potesse indulgere così spudoratamente nelle tentazioni orgiastiche del "potere per il potere".  Anche Roberto Maroni si stropiccia per un attimo gli occhi. Poi corre alla tastiera del computer per scrivere un tweet ermetico,  quasi surreale: «Vendola piega la testa all'inciucio con Monti. Grande ammucchiata, no grazie! Ecco un motivo in più per vincere in Lombardia... •.
Verissimo. Chi glielo dice, in effetti, ai poveri elettori lombardi della sinistra che quel signore col loden che chiese a Bersani «di silenziare• la loro voce diventerà il loro nuovo compagno di viaggio? Sarà dura anche per Vendola, che pure si ritiene un maestro d'oratoria, provare ad essere convincente. Anche perché, a rendere ancor più contraddittoria la sua svolta politica c'è il fatto che Monti l'aveva appena trafitto al cuore, facendogli sapere, da uno dei tanti studi tv frequentati in questi giorni, che per lui «il matrimonio è solo quel lo tra un uomo e una donna•. E tu che sei l'emblema delle legittime aspirazioni degli omosessuali italiani che  fai, compagno Nichi, ti pieghi e "apri"  le braccia a questo signore? No, la base elettorale di Sel non capirà: non capiranno gli operai, non capiranno gli studenti e i precari e non capiranno nemmeno i gay. «Un'alleanza con il centro per il governo - prova a rattoppare il buco il governatore pugliese - è fantascienza. E' possibile solo un compromesso su riforme istituzionali». Ormai però la frittata è fatta. E quel marpione di Antonio Di Pietro ne approfitta subito per ri-esibire, ma questa volta come fosse una medaglia, la sua espulsione dalla famigerata foto di Vasto, quella in cui lui, Pier e Nichi sembravano una «gioiosa macchina da guerra•. Poi però arrivò Monti, Tonino puntò il ditone contro il Colle, il Pd  si arrabbiò e l' amore di Vasto finì. «Caro Nichi - accusa ora l'ex pm - hai svenduto i nostri principi per allearti con i veterodemocristiani e per proseguire e supportare le politiche inique di un governo che ha fatto pagare la crisi ai lavoratori, agli onesti cittadini, ai pensionati e ai giovani. Insomma, sei pronto a fare un compromesso con chi ha salvaguardato gli evasori, le lobby finanziarie e le banche•. E ancora: «Avevamo fatto un  accordo per costringere il Pd a restare nel centrosinistra e per mettere in campo del le  politiche realmente alternative al montismo e al berlusconismo.  Invece Bersani ha preferito allearsi sottobanco con Monti e tu lo hai seguito su questa via, tradendo i tuoi elettori •.  Ma se anche Vendola, dopo Stefano Fassina, ha clamorosamente raddrizzato la rotta dopo il diktat del "silenziatore" emanato da Sua Sobrietà (coincidenze temporali?), alla sinistra della sinistra c'è qualcuno, come Ingroia, che si sfrega le mani. Perché chi avrà l'onestà di denunciare il patto contro natura tra Monti e la sinistra Rivoluzione Civile diventerà il rifugio naturale per gli elettori che ancora sanno provare sconcerto di fronte ali 'ipocrisia di quei sobri profeti del moralismo che un tempo si scandalizzavano per il bunga bunga di Arcore. Molto peggio l'orgia del potere.

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