martedì 22 gennaio 2013

L’INDENTIKIT del candidato ideale in VENETO: giovane, donna, COMPETENTE


“Andrea Ballarin”
 “La Padania 22.01.2013”

L'identikit "tipo" del candidato veneto a Montecitorio e a Palazzo Madama lo traccia direttamente il segretario nazionale della  Liga, Flavio Tosi: «Giovane, con competenze amministrative, meglio se donna ». Molti i volti nuovi ma nessun "regolamento dei conti" come è stato insinuato da qualche testata giornalistica. Solamente la necessità di individuare delle figure che – come tiene a sottolineare Tosi - «devono sapere che cosa vanno a fare a Roma, nello spirito di ricambio generazionale ». E i progetti da concretizzare sono molti... «Direi di sì, una squadra molto giovane, competente, nessun "paracadutato", molte donne elette e non solo candidate, ci aiuteranno a sostenere la battaglia comune con la Lombardia e le altre regioni del Nord». Inutile chiedere se l'individuazione dei candidati sia stato o meno un lavoro difficile, è chiaro che le aspettative di alcuni soggetti potrebbero essere state effettivamente disattese... «Guardi, le posso dire che ho apprezzato moltissimo coloro i  quali, pur esclusi, hanno dimostrato amore per il Movimento, comprendendo le ragion i di questo momento storico. E hanno garantito collaborazione totale per il grande lavoro che ci attende». Nessuna resa dei conti, quindi? «Macché, sono  baggianate. Massimo Bitonci, mio "avversario" per la nomina alla segreteria della Liga Veneta, è stato individuato da me e Maroni come capolista al Senato. Mi pare eloquente». I giornali e le tv locali fanno riferimento a contrapposizioni tra lombardi e veneti. Verosimile? «Non esiste. Mai prima d'ora nella storia della Lega è stata garantita massima autonomia decisionale come in questa occasione. Non vedo, quindi, motivo di contrapposizione ». Beh, ad esempio sulla rinnovata alleanza Lega-Pdl della quale si discute ancora...
«Io dico che il patto, oggi, è strategico per fare in modo che Roberto Maroni possa conquistare la presidenza della Regione Lombardia. È l' inizio di un percorso meditato». Ergo, piena fiducia in questo partner per il quale, in passato, avete avuto modo di esprimere più d'una perplessità? «Calma, sul piano nazionale ritengo che con il Pdl siamo "distinti" e "distanti ")>. Pensa sia verosimile- come indicato da alcuni sondaggi -un calo di consensi in Veneto a causa del patto con il Pdl? «Vede, oggi si può anche mettere in conto. Ma abbiamo ancora un mese di tempo per spiegare ai veneti che è conveniente, nonostante tutto. Ribadisco, Maroni alla presidenza della Lombardia apre degli scenari che non sono eguagliabili nemmeno dal nostro lavoro a Roma». Previsioni? «Non ne faccio, guarderò più volentieri ai risultati ottenuti grazie al lavoro svolto». E il miglior risultato possibile, tra le mura di casa? «Mi piacerebbe che la Liga fosse riconfermata come primo partito del Veneto ». Come mai il segretario nazionale Flavio Tosi non è candidato? «Direi che ho già il mio buon daffare come sindaco di Verona. Basta e avanza, non crede?» Ci confessa un segreto? Qualcosa che proprio non le va giù di questa campagna per le Politiche? «Nessun segreto, la legge elettorale. Fa schifo, anche se abbiamo contribuito a scriverla. Ma si inseriva in un altro contesto storico, oggi va rinnovata. Penso, ad esempio, alla possibilità per l'elettore di esprimere direttamente le preferenze.

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