“Andrea
Accorsi e Simone Baiocchi”
“La Padania 22.01.2013”
Agganciare
l'Emilia e la Romagna al treno della Macroregione del Nord. Gianluca Pini, segretario
nazionale del Carroccio romagnolo, guarda all'imminente scadenza elettorale con
il senso pratico di chi comprende che il progetto di Maroni è
un'occasione unica e da non perdere. «Dobbiamo tenere conto che il grosso dell'elettorato
è d'opinione e segue le cose concrete, i progetti realizzati e quelli che
possono esserlo - spiega Pini -. L'accordo col Pdl può lasciare perplessi perché
abbiamo collaborato con loro per tanti anni e poi dal Pdl sono arrivate
resistenze che hanno messo in forte difficoltà la realizzazione di qualsiasi
progetto. Invece è un effetto del voto utile legato al progetto politico di
Maroni per la Lombardia e per il Nord. E noi, come Romagna, vorremmo essere a
tutti gli effetti all'interno dei quel progetto». Pini non si fa illusioni: «Nessuno
ci deve regalare niente, dobbiamo arrivarci noi attraverso un percorso lungo e
difficile ma anche stimolante e affascinante. Roma non ci dà retta forse anche perché
siamo divisi e realtà anche importanti come la Lombardia, da sole non hanno un
peso specifico adeguato sia con Roma sia con Bruxelles». Ma i segnali che arrivano
dalla campagna elettorale in corso sono incoraggianti . «Guardare prima di
tutto al territorio, al Nord, sta stimolando un interesse molto particolare
degli elettori più attenti alla concretezze della proposta della Lega.
C'è molta curiosità su questa proposta, vogliono capire come si può realizzare. E noi - prosegue il segretario della Lega Nord Romagna - stiamo spiegando che, come ricordava Miglio, mettendo insieme questi territori e avendo i voti, si può fare qualsiasi cosa». L'Emilia-Romagna guarda dunque come esempio al progetto leghista per la Lombardia: «Non c'è alternativa - taglia corto Pini - in Regione dobbiamo fare un serio ragionamento, anche dall'opposizione dove siamo adesso, in favore di questo progetto e portare anche la sinistra del Nord, non certamente quella del Sud, a ragionarci. Perché se lo perdiamo, è un treno che non passa più o che, se passa, ci costringerà ad accodarci senza essere protagonisti». Da ultimo, Pini è convinto che gli elettori non si faranno incantare dal premier uscente. «Hanno elaborato una coscienza politica su quello che è successo, non bevono le balle di Monti dopo che ha massacrato il Nord . Speriamo che abbiano sufficiente coscienza di capire chi è in politica per difendere il territorio e non per saccheggiarlo, come fanno tutti gli altri ». Concetti ripresi per fi lo e per segno dal segretario nazionale della Lega Nord Emilia, Fabio Rainieri: «In Emilia la nostra gente ha preso coscienza di quello che è accaduto negli ultimi anni e ha ormai le idee chiare su quale deve essere il futuro. Un futuro – sottolinea Rainieri – caratterizzato dalla realizzazione della Macroregione del Nord che inevitabilmente deve avere nella nostra terra un punto centra le fondamentale. Quello emiliano è un popolo laborioso, deciso e forte. È vero, a volte forse un po' ruvido, ma di buon cuore. Di buon cuore, sì, ma non stupido. Per questo nel chiedere il voto alla nostra gente c i presentiamo pronti a rea lizzare un programma chiaro che in tre parole racchiude tutto il nostro pensiero: "Prima il Nord" . Non "prima gli immigrati" come dice Bersani, o come ha dimostrato Monti che prima di tutto ha messo tasse e pressione fiscale. Solo trattenendo sulla nostra terra il 75% delle tasse - conclude Rainieri - riusciremo a mettere in moto il volano dell'economia e a ridare dignità a quei Comuni colpiti da l terremoto che solo la Lega ha voluto aiutare».
C'è molta curiosità su questa proposta, vogliono capire come si può realizzare. E noi - prosegue il segretario della Lega Nord Romagna - stiamo spiegando che, come ricordava Miglio, mettendo insieme questi territori e avendo i voti, si può fare qualsiasi cosa». L'Emilia-Romagna guarda dunque come esempio al progetto leghista per la Lombardia: «Non c'è alternativa - taglia corto Pini - in Regione dobbiamo fare un serio ragionamento, anche dall'opposizione dove siamo adesso, in favore di questo progetto e portare anche la sinistra del Nord, non certamente quella del Sud, a ragionarci. Perché se lo perdiamo, è un treno che non passa più o che, se passa, ci costringerà ad accodarci senza essere protagonisti». Da ultimo, Pini è convinto che gli elettori non si faranno incantare dal premier uscente. «Hanno elaborato una coscienza politica su quello che è successo, non bevono le balle di Monti dopo che ha massacrato il Nord . Speriamo che abbiano sufficiente coscienza di capire chi è in politica per difendere il territorio e non per saccheggiarlo, come fanno tutti gli altri ». Concetti ripresi per fi lo e per segno dal segretario nazionale della Lega Nord Emilia, Fabio Rainieri: «In Emilia la nostra gente ha preso coscienza di quello che è accaduto negli ultimi anni e ha ormai le idee chiare su quale deve essere il futuro. Un futuro – sottolinea Rainieri – caratterizzato dalla realizzazione della Macroregione del Nord che inevitabilmente deve avere nella nostra terra un punto centra le fondamentale. Quello emiliano è un popolo laborioso, deciso e forte. È vero, a volte forse un po' ruvido, ma di buon cuore. Di buon cuore, sì, ma non stupido. Per questo nel chiedere il voto alla nostra gente c i presentiamo pronti a rea lizzare un programma chiaro che in tre parole racchiude tutto il nostro pensiero: "Prima il Nord" . Non "prima gli immigrati" come dice Bersani, o come ha dimostrato Monti che prima di tutto ha messo tasse e pressione fiscale. Solo trattenendo sulla nostra terra il 75% delle tasse - conclude Rainieri - riusciremo a mettere in moto il volano dell'economia e a ridare dignità a quei Comuni colpiti da l terremoto che solo la Lega ha voluto aiutare».

Nessun commento:
Posta un commento