“mattinopadova.it 10.02.2014”
VENEZIA. Si profila un nuovo braccio di ferro tra il governo veneto e quello
nazionale. Dall’incontro di Palazzo Chigi, Luca Zaia è tornato a mani vuote, o
quasi: Enrico Letta non ha lesinato parole di comprensione e solidarietà al
Veneto devastato da frane e alluvioni ma, allorché il governatore ha ipotizzato
danni per mezzo miliardo e conseguenti richieste di aiuto, la replica del
premier si è tradotta in un accenno imbarazzato alle «serie difficoltà di
cassa» che affliggono l’esecutivo, tali da rendere improbabile uno stanziamento
ingente a sostegno dello stato di calamità dichiarato dalla Regione. Ma il
governatore leghista è deciso a non mollare l’osso: «Abbiamo cinque giorni ai
sindaci per un primo bilancio generale dei danni, poi presenteremo il conto dei
risarcimenti a Roma», fa sapere a margine di un sopralluogo al bacino di
laminazione di Montebello,
colosso vicentino capace di sei milioni di metri
cubi d’acqua, che diventeranno dieci quando saranno racimolati i 51 milioni
necessari all’ampliamento. E incalza: «Al presidente del Consiglio ho ricordato
le dimensioni della nostra emergenza: nei giorni scorsi ha piovuto di più del
2010 e agli allagamenti si somma la tragedia della montagna spesso dimenticata
ma che vive i disagi alla pari degli alluvionati in pianura. La risposta di
Letta è stata quella del cerimoniale di corte: “Non ci sono soldi, i bilanci
dello Stato li conoscete”, certo che ne siamo a conoscenza ma sappiamo anche
che in quei bilanci ci sono i 21 miliardi di euro che ogni anno i veneti
versano. La partita con il Governo non è chiusa: la ricostruzione avrà costi
inimmaginabili, mi aspetto di ricevere i fondi statali necessari e di
stanziarli alle amministrazioni entro un mese a partire da oggi». La polemica è
nell’aria. A rilanciarla provvede in un battibaleno il presidente leghista
della Provincia di Venezia, chiamato a fronteggiare i disastri causati dalle
inondazioni nel Veneto Orientale: «Non possiamo andare con il cappello in mano
a elemosinare risorse da uno Stato che non ne ha più, da un'Italia sull'orlo
della bancarotta e della crisi di governo, sempre più fragile e in balìa degli
eventi», afferma Francesca Zaccariotto «siamo il Veneto, siamo una regione di 5
milioni di abitanti che versa nelle casse centrali oltre 20 miliardi di tasse
in più di quelle che riceve indietro e allora la proposta è di trattenere un
miliardo subito per dare una risposta immediata e concreta a quanti sono stati
messi in ginocchio: ai comuni che spendono milioni per rimuovere tonnellate di
rifiuti spiaggiati e ricostruire lidi sempre più erosi, alle imprese agricole
che hanno stalle sommerse e raccolti distrutti; agli albergatori e alle
famiglie che in un attimo hanno perso casa e lavoro, alle nostre montagne
ferite».

Nessun commento:
Posta un commento