“La
Padania 06.02.2014”
Prima il
dietrofront sull’Europa (basta austerità). Ora quello sui governi Monti e Letta
(Non sono stati un mio capriccio). E' un
Giorgio Napolitano in versione cerchiobottista quello che s i mostra nelle
ultime ore al Paese. A Strasburgo, in vista al Par lamento Ue dove è stato duramente
contestato dalla Lega, il presidente dello Stato prova a stemperare i toni chiedendo alla stessa Europa
più elasticità economica (e a casa nostra?). Per Napolitano •non è perseguibile
una politica di ulteriore rigore finanziario a tappe forzate. Serve una svolta,
occorre un cambiamento di rotta •. Anche all'interno della stessa Europa, dopo
che il Carroccio per anni ha battuto i pugni sul tavolo, stanno finalmente
emergendo indicazioni in questo senso. A ricordarlo lo stesso capo dello Stato:
•Nel Consiglio europeo ci sono condizione diverse rispetto a due anni fa.
Si è aperta una dialettica che prima non c'era. Prima si ratificavano di fatto le decisioni di Francia e Germania, ora diversi paesi hanno preso le distanze da questa prassi del fatto compiuto•. Sarà. Perché proprio Monti e Letta si sono contraddistinti per tasse e zero crescita. E lui è stato, nonostante le smentite d i oggi, il loro sponsor. Tradotto: dell'austerità delle famiglie italiane. Ma questo sussulto di euroscetticismo, non è nuovo nella testa di Napolitano. Gli atti parlamentari di una lontana seduta del dicembre 1978 - come ci ricorda una segnalazione dell'avvocato varesino Mario Speroni – raccontano infatti di un Napolitano che, allora iscritto al P.C.I. che spiegava chiaramente il voto contrario del suo partito all'adesione italiana allo SME (leggere il corsivo in pagina). Di certo il presidente della Repubblica ha vo luto anche rimarcare come la nascita dei governi di Monti e di Letta descritti come •quasi inventati per mio capriccio• sia una falsità: •Non è vero perché non si tratta di nomi diversi da quelli indicati nel corso delle consultazioni•. Il presidente della Repubblica, nell'incontro con gli eurodeputati ha poi toccato svariati tempi della politica nazionale. In particolare su l tema dello stato delle carceri in Italia e sul tema del sovraffollamento, Napolitano ha sottolineato che se non si daranno risposte alla sentenza della Corte dei Diritti umani •saranno accolti tutti i ricorsi dei detenuti e lo Stato italiano sarà condannato a pagare cifre enormi, si tratta di centinaia e centinaia di milioni di euro•. Tra l'altro, e non è un caso che abbia voluto toccare l'argomento proprio durante la visita europea, sull'Italia pende una multa dell'Ue se entro maggio di quest'anno non farà la sua parte per le condizioni dei carcerati. Parole che arrivano nelle stesse ore in cui il Parlamento apre definitivamente le porte ai detenuti con un nuovo svuota-carceri che metterà in libertà un terzo degli attuali carcerati. E a proposito di galera, Napolitano ha riflettuto sul processo in India ai due fucilieri della Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre arrestati due anni fa dopo la morte di due pescatori durante una missione. Sono •fratelli italiani• ha detto Napolitano: •La mia posizione è internazionalmente nota - ha ribadito il Capo dello Stato - non perdo occasione per prendere io l'iniziativa con i partner europei e non e sollecitare il loro caso•. •L'approccio deve essere di interesse comune europeo•, ha chiuso Napolitano.
Si è aperta una dialettica che prima non c'era. Prima si ratificavano di fatto le decisioni di Francia e Germania, ora diversi paesi hanno preso le distanze da questa prassi del fatto compiuto•. Sarà. Perché proprio Monti e Letta si sono contraddistinti per tasse e zero crescita. E lui è stato, nonostante le smentite d i oggi, il loro sponsor. Tradotto: dell'austerità delle famiglie italiane. Ma questo sussulto di euroscetticismo, non è nuovo nella testa di Napolitano. Gli atti parlamentari di una lontana seduta del dicembre 1978 - come ci ricorda una segnalazione dell'avvocato varesino Mario Speroni – raccontano infatti di un Napolitano che, allora iscritto al P.C.I. che spiegava chiaramente il voto contrario del suo partito all'adesione italiana allo SME (leggere il corsivo in pagina). Di certo il presidente della Repubblica ha vo luto anche rimarcare come la nascita dei governi di Monti e di Letta descritti come •quasi inventati per mio capriccio• sia una falsità: •Non è vero perché non si tratta di nomi diversi da quelli indicati nel corso delle consultazioni•. Il presidente della Repubblica, nell'incontro con gli eurodeputati ha poi toccato svariati tempi della politica nazionale. In particolare su l tema dello stato delle carceri in Italia e sul tema del sovraffollamento, Napolitano ha sottolineato che se non si daranno risposte alla sentenza della Corte dei Diritti umani •saranno accolti tutti i ricorsi dei detenuti e lo Stato italiano sarà condannato a pagare cifre enormi, si tratta di centinaia e centinaia di milioni di euro•. Tra l'altro, e non è un caso che abbia voluto toccare l'argomento proprio durante la visita europea, sull'Italia pende una multa dell'Ue se entro maggio di quest'anno non farà la sua parte per le condizioni dei carcerati. Parole che arrivano nelle stesse ore in cui il Parlamento apre definitivamente le porte ai detenuti con un nuovo svuota-carceri che metterà in libertà un terzo degli attuali carcerati. E a proposito di galera, Napolitano ha riflettuto sul processo in India ai due fucilieri della Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre arrestati due anni fa dopo la morte di due pescatori durante una missione. Sono •fratelli italiani• ha detto Napolitano: •La mia posizione è internazionalmente nota - ha ribadito il Capo dello Stato - non perdo occasione per prendere io l'iniziativa con i partner europei e non e sollecitare il loro caso•. •L'approccio deve essere di interesse comune europeo•, ha chiuso Napolitano.

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